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Vedi di non morire

By Josh Bazell, Luca Conti (Translator)

(1205)

| Softcover | 9788806195588

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Book Description

Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moriContinue

Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere. Perché Peter è anche Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d'animo) alla famiglia Locano. In questi anni in ospedale Peter è diventato il medico-eroe che abbiamo sempre sognato: cinico iconoclasta dal cuore d'oro che infrange ogni regola pur di salvare una vita... La sua lotta all'ultimo sangue con la Grande Mietitrice sta per cominciare, e diventa tutt'uno col desiderio irresistibile di saldare una volta per tutte i conti con la famiglia Locano.

Critics

  • Vedi di non morire

    La trama e le recensioni di Vedi di non morire, romanzo di Josh Bazell edito da Einaudi. Spassoso e raggelante, tragico e comico fino alle lacrime, Vedi di non morire è un romanzo unico per divertimento e intelligenza. Mescolando thriller di mafia e ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

9 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Secondo me, questo libro è una ciofeca niente male.

    Il protagonista è un uomo con un'intelligenza fuori dal comune: a quattordici anni, pratica da autodidatta tre tipi di arti marziali, eccellendo in tutte, tanto da diventare una specie di letale macchina da guerra a mani nude; a sedici impara ad u ... (continue)

    Secondo me, questo libro è una ciofeca niente male.

    Il protagonista è un uomo con un'intelligenza fuori dal comune: a quattordici anni, pratica da autodidatta tre tipi di arti marziali, eccellendo in tutte, tanto da diventare una specie di letale macchina da guerra a mani nude; a sedici impara ad usare le armi da fuoco, sempre da autodidatta, trasformandosi in un killer infallibile; intorno ai venticinque anni, si iscrive alla facoltà di medicina e, in sette anni, diventa medico.

    Il protagonista, poi, é refrattario al dolore: vertice supremo della sua resistenza, si scortica una gamba, ficca le dita in mezzo ai muscoli della stessa e riesce e riesce a praticare un'auto-estrazione del perone senza emettere un grido.
    Va là va là va là.

    Il protagonista è, inoltre, un tipo con una lingua (intesa in qualità di organo) in grado di compiere miracoli: su tutte, la scena della mattanza nella vasca, quella in cui -dopo aver visto il "cognato" morire dilaniato dagli squali ed aver rischiato egli stesso di venir divorato- slappa tutta (ma tutta!) la sua amata, nel tentativo di riscaldarla, perché è immersa da non so quante ore nell'acqua salata a 25°.
    Costui è cibo per gli squali e si mette a slinguazzare il corpo della fidanzata che, in tutto il bailamme scatenatosi per sfuggire ai pesciazzi, non ha riportato neanche un'escoriazione.
    Ebbbeh.

    Boh, c'è un limite a tutto, a parer mio.
    Soprattutto, perché non ritengo questo romanzo un vero prodotto pulp: sembra solo un esercizio in stile malriuscito, non so, un racconto lungo di uno studente di scrittura creativa.
    Bocciato.

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    Sa Jana said on Dec 22, 2011 | 4 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Quarta di copertina: “Spassoso e raggelante, tragico e comico, un mix tra thriller di mafia e sit-com ospedaliera”. Questo è il mio libro, mi dico.

    Pag. 70: deve ancora ingranare, aspettiamo a dargli un giudizio

    Pag. 113: non è che finora mi stia prendendo granchè....

    Pag. 169: non mi sta p ... (continue)

    Quarta di copertina: “Spassoso e raggelante, tragico e comico, un mix tra thriller di mafia e sit-com ospedaliera”. Questo è il mio libro, mi dico.

    Pag. 70: deve ancora ingranare, aspettiamo a dargli un giudizio

    Pag. 113: non è che finora mi stia prendendo granchè....

    Pag. 169: non mi sta prendendo per niente...

    Pag. 252: la tentazione di mollarlo qua è forte.

    Pag. 277: Ma per favore!

    Pag. 314: ce l'ho fatta.

    Qualche divertente passaggio c'è, tra dettagliate descrizioni ospedaliere abbastanza tecniche e situazioni “gangsteriane” paradossali, ma nel complesso non mi è piaciuto.

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    picchio [pennyvorus vulgaris] said on Dec 22, 2011 | 5 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Ingredienti nuovi, un apprezzabilissimo tentativo di discostarsi dal solito libro trito e ritrito di genere. La cosa va apprezzata e infatti Bazell, almeno nelle idee, ha saputo forse toccare il nervo giusto per smuoverci dai soliti sapori insipidi e vuoti di libri che ormai si assomigliano in tutt ... (continue)

    Ingredienti nuovi, un apprezzabilissimo tentativo di discostarsi dal solito libro trito e ritrito di genere. La cosa va apprezzata e infatti Bazell, almeno nelle idee, ha saputo forse toccare il nervo giusto per smuoverci dai soliti sapori insipidi e vuoti di libri che ormai si assomigliano in tutto e per tutto. Quando si parla di novità, dell’esploratore che viaggia alla scoperta di mondi nuovi e di nuove possibilità che si auto-arrogano la capacità di cambiare un genere o di crearne uno nuovo di zecca, ecco forse, a parte eccezioni che diventano “CAPOLAVORI”, bisognerebbe andarci un bel po’ con i piedi di piombo.
    Quindi, non basta un’idea per sfornare, se non un capolavoro (parola molto impegnativa e fin troppo abusata oggi) ma un ‘ottimo volume. Se il germoglio non si trasforma in fiore, ci si mangia le mani per una bella occasione mandate alle ortiche e spesso avviene proprio questo ed è la precisa sensazione che mi ha dato il libro dopo un certo numero di pagine e che mi ha confermato alla fine.
    E vogliamo parlare del contorno? Dei dintorni all’opera, tipo pubblicità, fascette, roboanti esplosioni di schizzate urla all’indimenticabilità di un libro che non si puo’ non leggere per nessunissima ragione al mondo perchèassolutissimamentemagnificoeperfettoemiracoloso? Brrr, vengono i brividi, fatemelo dire. Ok, rallento, sono partito sull’accelleratore. Riflettiamo, sono una persona perbene, non mi sognerei di cercare Bazell e accopparlo colpevole di avermi ferito dentro per avermi ammazzato tutte le aspettative iniziali che erano cosi’ belle che vorrei che questo atto peccaminoso di distruggermele , possa essere considerato un reato.
    Mettiamo in chiaro una cosa: la lettura è fluida, eccome se lo è, anche e nonostante per i salti temporali narrativi tra un capitolo e l’altro. Si fa leggere. Dunque: lettura scorrevole (anche grazie alle bellissime impaginazioni dell’Einaudi, diamo a cesare quel che è di cesare) + Idea buona di un confezionamento di una storia tra lo splatter, la sit com e un genere, se cosi’ si puo’ definire anche inventandoselo, gangster (pistole, vendette, codici d’onore e bla bla bla). Ma poi la bolla appena la si soffia esplode miseramente in un nulla di fatto. Il nostro protagonista, un medico, coinvolto e ormai facente parte di una famiglia di Cosa Nostra, un passato duro che non lo risparmierà nemmeno quando penserà di esserselo lasciato definitivamente alle spalle. Da qui in poi, in parallelo al resoconto degli anni precedenti al nostro “presente” narrato, la location sarà l’ospedale, un reparto, due-tre camere ospedaliere. Personaggi un po’ tanto sbiaditi, debole caratterizzazione da non saperli inquadrare minimamente neanche a fine libro (entrano, escono, entrano, escono con una velocità che non permette di coglierli come si dovrebbe), sono dei perfetti sconosciuti per il lettore che si farà qualche risata ma nulla piu’, poche possibilità di restare coinvolti (ma non è che da qualche parte salterà fuori anche Chuck Norris o Mitch di Baywatch?). Poi vabbè, è un McGyver-mafioso, con un esagerata concentrazione di eventi-ingredienti messi li e mescolati con poca organicità (quando parla delle vicende personali del passato) e una velocissima sveltina di presenza e di eventi dentro l’edificio ospedaliero. Sembra che il libro non sia frutto di una cosa ben pensata, organizzata, strutturata, sembra un po’ tutto lasciato al caso, con copia-incolla sbagliati da un pezzo all’altro, e un’accozzaglia di tante cose che si vorrebbe dire ma che non lo si fa, con il rischio alla fine o di dire poco o non dire nulla.
    Ecco è proprio questo il risultato, a parte che è pieno di americanate che possono anche essere godute con un certo piacere, che non lascia granchè. Dopo aver accarezzato l’idea di trovarsi davanti a qualcosa di davvero originale e allo stesso tempo un bel prototipo da diventare modello, si rimane con un bel pugno di mosche in mano.
    Le aspettative iniziali contano, io me ne ero fatte e forse troppe. Mannaggia a me. Peccato perché le potenzialità per consegnare ai lettori qualcosa di ottimo mai finora assaporato c’era. E sulla scia di un bellissimo film di Woody, mi verrebbe da dire: PROVACI ANCORA JOSH!! (magari restaurando e intervenendo chirurgicamente sulla narrazione, tenendo a portata di mano certe idee su cui si dovrebbe insistere, non mollare la presa anche se come talento di scrittura siamo lontanucci da quelli che sono i miei gusti).

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    Andriy said on Jan 31, 2011 | 2 feedbacks

  • Ho tergiversato prima di acquistarlo visto il gran battage pubblicitario.
    Saltate la seconda di copertina e le stronzate che ci sono scritte, rischiereste di riposarlo sullo scaffale.
    Bazell, con il pretesto del medico-killer e la sua scrittura ironica e sopra le righe, racconta la vita degli ospeda ... (continue)

    Ho tergiversato prima di acquistarlo visto il gran battage pubblicitario.
    Saltate la seconda di copertina e le stronzate che ci sono scritte, rischiereste di riposarlo sullo scaffale.
    Bazell, con il pretesto del medico-killer e la sua scrittura ironica e sopra le righe, racconta la vita degli ospedali americani e svela realtà amare.
    E se non vi avessi convinti, vi dico pure che la parte della visita ai campi di concentramento, da sola, vale il libro.

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    ziacassie said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

  • Il voto è una media tra le cinque stelle della prima parte e le tre della seconda. Parte come uno straordinario incontro di hard boiled sfigato/umoristico alla Stuart Kaminsky da una parte e serie ospedaliera dall'altra, poi il gioco comincia a mostrare la corda e la trama mette un po' troppo alla p ... (continue)

    Il voto è una media tra le cinque stelle della prima parte e le tre della seconda. Parte come uno straordinario incontro di hard boiled sfigato/umoristico alla Stuart Kaminsky da una parte e serie ospedaliera dall'altra, poi il gioco comincia a mostrare la corda e la trama mette un po' troppo alla prova la sospensione dell'incredulità. Comunque un'opera prima molto promettente e un autore da tenere d'occhio.

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    Andrea Ferrero said on Jan 24, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Il problema di questo libro è che è evidentemente scritto da un principiante. O dilettante. Con rispetto parlando, ha fatto un buon lavoro, ma vi sono molti difetti strutturali che un buon editor avrebbe risolto senza grossi problemi e che invece, per qualche motivo misterioso, non sono stati risolt ... (continue)

    Il problema di questo libro è che è evidentemente scritto da un principiante. O dilettante. Con rispetto parlando, ha fatto un buon lavoro, ma vi sono molti difetti strutturali che un buon editor avrebbe risolto senza grossi problemi e che invece, per qualche motivo misterioso, non sono stati risolti.
    Per esempio, l'inizio è copiato pari pari da una scena di Get Shorty, film che (mi rendo conto) abbiamo visto in 4 gatti un lunedì pomeriggio di pioggia, ma tant'è.
    Ma il vero problema è che il dilettantismo si vede nelle incongruenze. In questo libro accadono una serie di cose assolutamente incredibili e il problema è che sono le uniche verosimili. Quando si tratta di maneggiare trivia medici splatter o situazioni pulp l'autore è abbastanza bravo. Se si tratta di scrivere un capitolo sull'adolescenza del protagonista, quindi un qualcosa di più realista, la verosimiglianza va a farsi fottere in quattro e quattr'otto. Piovono incongruenze temporali, il protagonista agisce senza nessuna logica, gestisce montagne di denaro e compie viaggi oltreoceano pur essendo minorenne... davvero, roba risolvibile aggiungendo una frasetta qua è là. Roba da editor. E invece probabilmente hanno lasciato il manoscritto di questo interno di medicina tale come era, e il ragazzo di medicina ne sa, di pulp anche, ma come scrittore a tutto tondo ne ha ancora un bel po' di strada da fare. Soprattutto se nessuno gli corregge le stronzate.

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    La Tigre Danzante said on Jan 21, 2012 | Add your feedback

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