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Vendetta

Di

Editore: Piemme

3.3
(201)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838487650 | Isbn-13: 9788838487651 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Tettamanti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Washington D.C. In una calda giornata di luglio due uomini entrano in unapizzeria con le armi spianate. Non è l'incasso della giornata che liinteressa, ma il malloppo delle scommesse clandestine. In pochi istanti larapina si trasforma in una strage. Tra le vittime di quel sanguinoso episodioc'è anche un bambino, Jimmy, travolto dall'auto in fuga dei rapinatori. Treanni dopo, mentre la polizia non è ancora riuscita a individuare iresponsabili di quell'orrendo crimine, due uomini sono ossessionati dallaricerca di una giustizia che ha tutto il sapore della vendetta.
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  • 5

    Washington DC. In una calda giornata di luglio due uomini entrano in una pizzeria con le armi spianate. Non è l'incasso della giornata che li interessa, ma il malloppo proveniente dalla raccolta delle scommesse clandestine. La rapina si trasforma in una strage. Tre uomini restano a terra in una p ...continua

    Washington DC. In una calda giornata di luglio due uomini entrano in una pizzeria con le armi spianate. Non è l'incasso della giornata che li interessa, ma il malloppo proveniente dalla raccolta delle scommesse clandestine. La rapina si trasforma in una strage. Tre uomini restano a terra in una pozza di sangue. Nel corso della fuga muoiono anche il "palo" della banda, ucciso da un poliziotto e un bambino di cinque anni travolto dall'auto dei rapinatori. Tre anni dopo, in luoghi distanti dell'America, due uomini covano la loro vendetta. Sono Frank Farrow, lo psicopatico che aveva ideato la rapina, e Dimitri Karras, il padre del piccolo Jimmy.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro, stile classico e personaggi curati. Ci si innamora dei criminali, come è giusto che sia in ogni noir che si rispetti. La trama è semplice e non offre molti colpi di scena, lineare e dritta allo scopo. A trovargli un difetto, che non lo onora con la quinta stella, da questo libro non ...continua

    Un bel libro, stile classico e personaggi curati. Ci si innamora dei criminali, come è giusto che sia in ogni noir che si rispetti. La trama è semplice e non offre molti colpi di scena, lineare e dritta allo scopo. A trovargli un difetto, che non lo onora con la quinta stella, da questo libro non si impara nulla. Alcuni romanzi sono anche accrescitivi culturalmente, questo non lo è. Però è ben fatto.

    ha scritto il 

  • 3

    La morte del figlio per Dimitri è il segno della sua morte sociale e da essere umano, e l'unica cosa che lo tiene ancora in vita è la vendetta verso gli assassini che durante una rapina hanno tranquillamente investito il bambino.
    Dopo un paio d'anni Karras tenta ancora di uscire dalle torbi ...continua

    La morte del figlio per Dimitri è il segno della sua morte sociale e da essere umano, e l'unica cosa che lo tiene ancora in vita è la vendetta verso gli assassini che durante una rapina hanno tranquillamente investito il bambino.
    Dopo un paio d'anni Karras tenta ancora di uscire dalle torbide acque della depressione quando incontra un suo connazionale, Nick Stefanos, barista e detective privato, che tenta di aiutare l'amico a riemergere dell'oscurità della non vita.
    Libro bello e scorrevole, ma niente di sensazionale. Piacevole

    ha scritto il 

  • 3

    A pagina 311, capitolo 32, grosso errore (spero del traduttore frettoloso Stefano Tettamanti e non dell'autore):"Hai ucciso mio fratello Richard" disse Jonas. "E' questo che ha detto al telefono. In tutta la mia carriera ho ucciso un solo uomo, Boyle. E la faccenda di Richard non è mai apparsa su ...continua

    A pagina 311, capitolo 32, grosso errore (spero del traduttore frettoloso Stefano Tettamanti e non dell'autore):"Hai ucciso mio fratello Richard" disse Jonas. "E' questo che ha detto al telefono. In tutta la mia carriera ho ucciso un solo uomo, Boyle. E la faccenda di Richard non è mai apparsa sui giornali. Solo Farrow poteva saperlo". L'ERRORE? : JONAS IN QUEL MOMENTO NON POTEVA SAPERE NOME O COGNOME DI FARROW!!!

    ha scritto il 

  • 4

    storie in sottotrame

    non e' un giallo non e' un noir metropolitano e non e' un poliziesco. e' prevalemente composto da sottotrame ( molto ben strutturare ) che superano la storia principale.
    i personaggi si fanno desiderare, sono ben caratterizzati.

    ha scritto il 

  • 4

    incipit

    Consiglio a tutti coloro che vogliano avvicinarsi al romanzo d'azione, qualunque esso sia, di leggere l'inizio di questo libro in cui più storie si sovrappongono a creare un'unica chiara e incisiva immagine.

    ha scritto il 

  • 3

    Se fino ad un certo punto il racconto, pur infarcito dei classici stereotopi del genere polizieso, ha un buon ritmo, nell'ultima parte sconfina nell'improbabilità più totale. Non avevo mai letto nulla di Pelecanos, ma certo questo libro non mi ha fatto venir voglia di leggere gli altri.

    ha scritto il 

  • 2

    Noir and more - 05 feb 12

    Discretamente leggibile e moderatamente godibile. Non molto di più. Ma per fortuna neanche tanto di meno. Quali sono le sue caratteristiche principali? È di origine greca, vive a Washington, prima della scrittura fa mille mestieri ed è di 5 giorni più giovane della mia amica Rosa. Tralasciando l’ ...continua

    Discretamente leggibile e moderatamente godibile. Non molto di più. Ma per fortuna neanche tanto di meno. Quali sono le sue caratteristiche principali? È di origine greca, vive a Washington, prima della scrittura fa mille mestieri ed è di 5 giorni più giovane della mia amica Rosa. Tralasciando l’ultimo dettaglio, poco influente nella sua produzione, gli altri sono delle caratteristiche che entrano, con più o meno forza, nei suoi romanzi. Tutti ambientati a Washington. Tutti con personaggi che prendono spunti dai suoi mille mestieri (barista, cuoco, venditore di scarpe). Tutti con una buona dose di presenza multietnica, ed in special modo di origine greca. Questo appena letto ho scoperto in seguito essere il punto di raccordo finale di due sue scritture seriali: quella che gli ha dato fama e soldi, imperniata sul semi-investigatore privato Nick Stefanos, e quella su Washington attraverso gli anni, seguendo le gesta di un altro greco, Dimitri Karras. In questa “Vergognati Diavolo”, che meglio si adatta piuttosto dell’italiano “Vendetta”, in effetti, siamo più sul genere grande plot narrativo, con punte di noir. Ma non di giallo. Niente grandi misteri, o ricerca di colpevoli. Vediamo tutto in presa diretta. Da una parte due malavitosi di buon rango, Frank e Otis, che tentano una rapina che va maledettamente male, ed alla fine della quale troviamo sul terreno morti il fratello di Frank, il cuoco e i camerieri della pizzeria, il figlio di cinque anni di Dimitri, e, colpito alla schiena e poi paralitico, il poliziotto Jonas. Ci spostiamo avanti negli anni (tre circa), e ritroviamo i buoni, che si coagulano intorno a Nick Stefanos. Del quale seguiamo le gesta investigative, ma anche il lavoro di cameriere, ed il tentativo (riuscito) di tirar fuori dalle secche del ricordo il fino ad allora tristo Dimitri. Ma ritroviamo anche i cattivi, che Frank vuole vendicare il fratello. Scopriamo anche chi sia quel diavolo che si deve vergognare (o che si vergogna). Ma come in una delle serie televisive di cui Pelecanos diventerà abile sceneggiatore in questo inizio di secolo, i racconti paralleli convergono, e si risolvono, non dico al meglio per tutti. Ma quanto meno al meglio nel politically correct americano. I cattivi riceveranno la loro giusta punizione. I buoni, anche se a volte con le ossa rotte, usciranno verso un possibile nuovo futuro per ricominciare a vivere. Poiché non è dato che si siano lette le storie precedenti, ogni tanto Pelecanos ce ne fa un sunto. Così scopriamo che i padri di Nick e Dimitri si conoscevano. Che l’avvocatessa che da lavoro a Nick è sposata con un tizio che, nei libri precedenti, era socio di Dimitri. E tante altri elementi di quello che si chiama in gergo “cross over”. In effetti, mi ero chiesto come mai, la moglie di Dimitri, che nelle prime trenta pagine è una presenza che si sente, poi scompaia per sempre. Probabilmente era presente nelle puntate precedenti, e qui aveva fatto il suo tempo (come quando scomparivano i medici di E.R.). Gli amori del nostro greco, poi, fanno tempo a comparire qua e là. Soprattutto la musica, con continue citazioni di brani soul degli anni sessanta e settanta. Ma anche basket. E gran parte della vicenda si svolge tra le chiacchiere della cucina dello “Spot”. Certo, lascia un po’ perplessi il tasso alcolico di tutti i personaggi. Che bevono whiskey e birra a tutto spiano. E si ubriacano a gran velocità. E certo, è discretamente interessante lo spaccato della Washington reale, non di quella patinata dei presidenti, ma di quella giornaliera della marea di gente che ci vive, con tutti i problemi. Non ultimi (e questo Pelecanos lo rende bene) quelli delle convivenze multietniche e quello della presenza di vari gradi di droga e drogati. Ma tuttavia non graffia, non incide, non prende più di tanto. E questa sensazione un po’ di sbandamento si sente per tutto il libro. Comunque un autore che non conoscevo, e che tuttavia merita di essere conosciuto.

    ha scritto il