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Vendetta

Di

Editore: Giano (Nerogiano)

3.9
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 575 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Olandese

Isbn-10: 8862510721 | Isbn-13: 9788862510721 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Simona Fefè

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Chalmette è un quartiere di New Orleans che è un eufemismo definire malfamato. In uno di questi vicoli, è in sosta una Mercury Turnpike Cruiser. In un'umida notte d'agosto, la polizia scopre il cadavere di un uomo di circa cinquant'anni. Gli esami post mortem accertano che è stato colpito alla testa e al collo con un martello e che gli è stato inciso il cuore. Lungo la schiena, sotto il collo e sopra le spalle, l'uomo presenta uno strano disegno raffigurante la costellazione dei gemelli. La polizia si appresta ad appurarne l'identità, quando l'inchiesta viene secretata e trasferita nelle mani dell'FBl. Il morto, infatti, è un ex poliziotto diventato guardia del corpo di Charles Mason Ducane, governatore dello stato della Louisiana. Accompagnava per le strade di New Orleans la figlia diciannovenne del governatore, Catherine, che è stata rapita. L'agente Schaeffer riceve la telefonata di uno sconosciuto che, con una indefinibile inflessione nella voce, gli intima di portare un certo Ray Hartmann, investigatore speciale a New York, a New Orleans nel giro di ventiquattr'ore, pena la vita della ragazza. È l'inizio di un lungo confronto tra i due uomini, il poliziotto che ha sacrificato la sua vita privata alla lotta ai Cambino e ai Genovese, i clan di Cosa Nostra che regnano a New York, e il killer che ha trascorso l'intera sua esistenza a uccidere al servizio della mafia.
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  • 5

    The best....

    Quarto romanzo dei Ellory letto e quarto giudizio a cinque stelle:personaggi ottimamente caratterizzati, Ellory riesce anche a farti amare uno stronzo come Ernesto Perez, senza parlare di come riesce, in poche righe, a farti detestare Ducane mentre parla con Hartmann.


    Una storia nerissima, ...continua

    Quarto romanzo dei Ellory letto e quarto giudizio a cinque stelle:personaggi ottimamente caratterizzati, Ellory riesce anche a farti amare uno stronzo come Ernesto Perez, senza parlare di come riesce, in poche righe, a farti detestare Ducane mentre parla con Hartmann.

    Una storia nerissima, descrizioni perfette dei luighi nei quali si svolge la vicenda, proprio come se tu fossi li con loro, intento a puntare la pistola alla tempia dello scagnozzo di turno cosi come a far la corte ad Angelina;un romanzo potentissimo, che magari parte un po in sordina ma diventa trascinante con lo scorrere delle pagine, capace di tenerti inchiodato alla lettura pure sapendo dopo poche pagine il colpevole (o credendo di conoscerlo...meglio non anticipare nulla...).

    E poi, diciamocelo, come non vedere riflesso in Ernesto Perez un po del Tony Montana di Scarface?A prescindere dalla comune origine cubana dei due le somiglianze sono tante:la stessa ferocia, la stessa voglia di arrivare, di essere qualcuno unita alla volontà di proteggere gli affetti familiari.

    Un romanzo davvero grande, maestoso, che ci porta attraverso decenni di storia americana ( e non solo),magari dalla scrittura un po ridondante e barocca ma sempre in gradi di regalare un'intensa partecipazione alle vicende narrate.Teniamoci stretto questo autore, credetemi che ne vale la pena....

    ha scritto il 

  • 5

    epocale,cruento,magistrale,crudo. ..di certo mi aspettavo un libro diverso ma nonostante cio' l'autore e' un grande narratore e racconta, senza annoiare la storia di
    famiglie d'onore,di padrini,di logiche di potere che fanno riflettere e riesce a farti entrare dentro ai personaggi creati a tal ...continua

    epocale,cruento,magistrale,crudo. ..di certo mi aspettavo un libro diverso ma nonostante cio' l'autore e' un grande narratore e racconta, senza annoiare la storia di famiglie d'onore,di padrini,di logiche di potere che fanno riflettere e riesce a farti entrare dentro ai personaggi creati a tal punto che ti dispiace lasciarli.....davvero bravo dunque.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di Cosa nostra narrata dalla bocca di un killer spietato. Stile barocco e protagonista per gran parte del racconto odioso rendono la lettura piuttosto pesante e faticosa, anche se si è spinti comunque a continuare per vedere come va a finire. Colpo di scena finale, ad alto tasso di impl ...continua

    La storia di Cosa nostra narrata dalla bocca di un killer spietato. Stile barocco e protagonista per gran parte del racconto odioso rendono la lettura piuttosto pesante e faticosa, anche se si è spinti comunque a continuare per vedere come va a finire. Colpo di scena finale, ad alto tasso di implausibilità.

    ha scritto il 

  • 5

    Spettacolare! Del resto come tutti i libri di Ellory che ho gia' divorato.......con la stessa brama... Sono oltre la meta' e terminero' questa recensione alla fine (non ci vorra'molto!!)

    ha scritto il 

  • 4

    Bella gangster story

    Il romanzo è avvincente ed emozionante. Una lunga cavalcata nella storia della mafia d'America. Tuttavia, come già in "La voce degli angeli", i finali di Ellory sono deludenti: prevedibili e al tempo stesso improbabili. Però bello; scrittura densa, sofferta, appassionante.

    ha scritto il 

  • 5

    "Quando fai i piani per la vendetta, scava due tombe - una per la tua vittima e una per te stesso."
    Un grande narratore per un libro di grande respiro, dove gli "eroi" (nel senso di grandi protagonisti) sono personaggi perlomeno equivoci. Ma personaggi che non si dimenticano facilmente: Er ...continua

    "Quando fai i piani per la vendetta, scava due tombe - una per la tua vittima e una per te stesso." Un grande narratore per un libro di grande respiro, dove gli "eroi" (nel senso di grandi protagonisti) sono personaggi perlomeno equivoci. Ma personaggi che non si dimenticano facilmente: Ernesto Perez, Don Calligaris, Decino... Ma l'autore non fa sconti a nessuno e li racconta e li mostra per quelli che sono: mafiosi che fino all'ultimo difendono la loro "cosa nostra". Insolito e straordinario, però, che una grande lezione venga attribuita a uno di loro: "E ho ascoltato quell'uomo, e a dispetto delle cose terribili che aveva fatto, delle vite che aveva distrutto, mi ha insegnato qualcosa. Mi ha insegnato che la forza della famiglia è l'unica che ti aiuta ad andare avanti."

    ha scritto il 

  • 5

    Da posto d'onore sullo scaffale

    Le prime pagine di quest'opera mi avevano fatto pensare al peggio: una scrittura estremamente lirica, la narrazione in soggettiva, la vicenda che si perde in mille dettagli dell'ambiente circostante. Mi aspettavo da Vendetta un approccio cronachistico e impersonale, in stile Ellroy. E invece Ello ...continua

    Le prime pagine di quest'opera mi avevano fatto pensare al peggio: una scrittura estremamente lirica, la narrazione in soggettiva, la vicenda che si perde in mille dettagli dell'ambiente circostante. Mi aspettavo da Vendetta un approccio cronachistico e impersonale, in stile Ellroy. E invece Ellory con il maestro del noir spartisce solo le lettere che compongono il cognome... e la capacità di mettere insieme un capolavoro. Una storia di mafia in cui non ci sono le solite cene a base di polpette e italiani che girottolano a Brooklyn, ma un emigrato cubano che costruisce la sua fortuna come killer della mafia e come atto estremo della sua vita mette in ginocchio l'FBI e le sue procedure, e lascia in eredità una grande, profonda lezione di vita. Il caos metropolitano di New York e Chicago sono semplici comparse, mentre l'aria fetida dei Bayou di New Orleans è protagonista assoluta. Digerito lo stile di scrittura (che richiede un approccio impegnato, all'inizio), Vendetta diventa un buco nero, un magnete... impossibile staccarsi, impossibile fare a meno di leggerlo, impossibile sottrarsi alla pulsione di giungere all'ultima pagina. Da posto d'onore sullo scaffale.

    ha scritto il 

  • 4

    A me è piaciuto. Ho trovato ben equilibrato l'intreccio tra la trama di base del romanzo e il racconto di Ernesto Perez, vera architrave della narrazione, che, senza voler entrare nel particolare, mi ha fatto pensare più volte al fluire della testimonianza di Kevin Spacey ne "I soliti sospetti", ...continua

    A me è piaciuto. Ho trovato ben equilibrato l'intreccio tra la trama di base del romanzo e il racconto di Ernesto Perez, vera architrave della narrazione, che, senza voler entrare nel particolare, mi ha fatto pensare più volte al fluire della testimonianza di Kevin Spacey ne "I soliti sospetti", un film che mi è piaciuto molto. E notevole anche il finale. Insomma, quasi 600 pagine che si leggono molto volentieri e che, man mano che si procede, non stancano mai, anzi...

    ha scritto il 

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