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Vendute!

L'odissea di due sorelle

By Zana Muhsen,Andrew Crofts

(207)

| Hardcover

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Book Description

92 Reviews

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    Storia vera di due sorelle inglesi vendute dal padre musulmano ed obbligate a trasferirsi in Yemen, sposarsi con due perfetti sconosciuti e diventare praticamente le schiave delle loro nuove famiglie.
    Zana riesce a salvarsi, ma di cosa sia accaduto a ...(continue)

    Storia vera di due sorelle inglesi vendute dal padre musulmano ed obbligate a trasferirsi in Yemen, sposarsi con due perfetti sconosciuti e diventare praticamente le schiave delle loro nuove famiglie.
    Zana riesce a salvarsi, ma di cosa sia accaduto alla sorella ancora non si sa niente.
    Da leggere per capire come vivono le donne in alcuni paesi musulmani.

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    Maiko76 said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Angosciante, straziante, ho pianto come una bambina e non ho avuto il coraggio di rileggerlo...

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    Lory76 said on Oct 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Libro che è arrivato tra le mie mani grazie a uno dei soliti buffi e imperscrutabili percorsi librari che mi riserva il destino (in questo caso sostanzialmente regalato da una sconosciuta), e che posso senza tema definire un libro controverso.

    Nel 1 ...(continue)

    Libro che è arrivato tra le mie mani grazie a uno dei soliti buffi e imperscrutabili percorsi librari che mi riserva il destino (in questo caso sostanzialmente regalato da una sconosciuta), e che posso senza tema definire un libro controverso.

    Nel 1980, l'autrice (che ha un ghostwriter, del resto dichiarato) ha 15 anni, è nata e vive a Birmingham con la madre anglo-pakistana, il padre Yemenita e alcuni fratelli e sorelle. Il padre affida prima lei e poi una sorella quattordicenne, Nadia, ad un amico, e le fa partire per una vacanza in Yemen, dove non sono mai state. Quella che doveva essere una vacanza non si rivela tale, e anzi diventa un lunghissimo incubo: il padre le ha in realtà letteralmente vendute a due famiglie Yemenite, per darle spose a due preadolescenti (ed eventualmente agevolare l'ingresso regolare di questi ultimi in Gran Bretagna). Le ragazze, evidentemente traumatizzate dall'inganno e sotto choc, vivono in un piccolo paese di montagna dalla cultura arcaica, e subiscono violenze, stupri, soprusi. Solo dopo 8 anni di prigionia Zana riuscirà, aiutata da un medico e da due giornalisti e tra mille peripezie e ostacoli burocratici, a comunicare con la madre e a ritornare in Inghilterra. Nadia resta con i figli avuti dal cosiddetto marito, e col figlio di Zana, al quale quest'ultima ha dovuto rinunciare pur di ripartire per il proprio paese d'origine.
    Fin qui, la trama del libro. Le mie impressioni, invece, sono state numerose e divergenti. La narrazione sembra davvero frutto della penna della protagonista, più che di un vero scrittore, e non si può dire che brilli per stile e ricchezza psicologica dei personaggi. Ma si tratta senza dubbio di una vicenda allucinante, durissima e terribile per chiunque vi si approcci. Non ho motivo di credere che i fatti narrati siano falsi: anche se resta una grande incredulità per come certe cose possano accadere (com'è possibile che una cittadina britannica non possa tornare in Gran Bretagna, solo perchè è anche cittadina Yemenita e senza autorizzazione del marito non può lasciare il paese? Per giunta: come è possibile che non possa farlo se è stata costretta al trasferimento con l'inganno quando era ancora minorenne?). Del resto, non sono poche, ancora oggi, le vicende di matrimoni misti che finiscono (o non finiscono) con assurde lotte internazionali per l'affido dei figli.
    Detto questo, c'è anche da dire che il libro non è un grande esempio di relativismo culturale: è spesso approssimativo, spietato, pieno d'odio verso lo Yemen e la cultura Yemenita (che d'altronde sarà per forza cambiata, dal 1980 ad oggi!). Ma onestamente come chiedere di essere imparziale a una donna che in quel paese, proprio in quanto donna, ha visto repressa ogni libertà e ogni dignità personale? Lo Yemen (oggi tristemente famoso non solo per la sua splendida capitale, Sanaa, ma anche per i frequenti rapimenti a danno di turisti internazionali) di Zana Muhsen non è un luogo affascinante in cui farsi un viaggio esotico: può essere solo un detestabile simbolo della prigionia e degli abusi. D'altronde continuo a chiedermi come sia possibile che la madre delle ragazzine le lasci partire (sole in un paese completamente diverso) con nonchalance, pur avendo già mandato in Yemen altri due figli anni prima, senza più vederli tornare. La lotta ingaggiata dalla madre è senza pari: divorzia dal marito e fa di tutto per aiutare Zana e Nadia, ma i figli maggiori sembrano essere un altro argomento, una storia minore. Con questo non voglio insinuare che sia stata complice del finto matrimonio delle figlie, ma è davvero impossibile esimersi dal farsi certe domande.
    Nel 2000 (e siamo ancora pre-11 settembre e pre-rischio guerra tra civiltà, se vogliamo dirla così), l'autrice scrive, sempre con l'aiuto dello stesso ghostwriter, un seguito della vicenda allo scopo di continuare a lottare per la sorella che è ancora in Yemen. Ho cercato su Internet notizie aggiornate della situazione, e incredibilmente non ho trovato quasi nulla, nemmeno in siti esteri. Ci sono notizie riportate da fonti ignote, o parole prese da altri senza nessuna certezza riguardo la loro fondatezza. L'unica fonte attendibile che ho trovato è un articolo del "Guardian" del 2002, in cui Nadia viene intervistata e dichiara di non voler tornare, di stare bene in Yemen col marito e i figli: Zana e la madre sostengono però che ciò sia frutto di tutti questi anni di sradicamento, e del lavaggio del cervello fattole dalla famiglia Yemenita. Sta di fatto che anche questo ha contribuito ad aggiungere dubbi all'opinione relativa a questo libro (che non può non essere stata una lettura interessante, a giudicare da quante parole gli ho dedicato).

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    Crash said on Oct 14, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Una descrizione reale del medioevo culturale di alcuni paesi arabi; per fortuna non è così ovunque. Da leggere per avere una visione concreta della condizione delle donne in certe culture.

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    Costantino Meucci said on Oct 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Zana e Nadia, due adolescenti metà inglesi metà yemenite, sono in partenza verso il paese del padre. Una volta arrivate lì, la sconvolgente scoperta di essere state vendute dal proprio genitore ed essere costrette a sposare due giovani del luogo.
    Il ...(continue)

    Zana e Nadia, due adolescenti metà inglesi metà yemenite, sono in partenza verso il paese del padre. Una volta arrivate lì, la sconvolgente scoperta di essere state vendute dal proprio genitore ed essere costrette a sposare due giovani del luogo.
    Il libro racconta la tremenda lotta alla libertà delle due, destinata ad una vittoria parziale e dolorosa.
    Un racconto terribile e vero di una ragazza sempre in lotta per i suoi diritti.
    Da leggere per conoscere una realtà che, purtroppo, esiste ancora.

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    Lucy said on Aug 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Agghiacciante

    Non avrei voluto mettere stelline perchè questo non è un romanzo di fantasia, ma è una storia vera, drammatica, terribile, che non dimentichi dopo averla letta. Zana e Nadia restano nel cuore.

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    (S.P.) Marirò said on Aug 21, 2013 | 2 feedbacks

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