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Venere più X

Urania Classici 122

Di

Editore: Mondadori

3.7
(148)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000033375 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Adriano Rossi

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Al suo risveglio da un sonno di cui ignora perfino la causa, Charlie Johns scopre incredulo di trovarsi in un mondo completamente alieno: è il mondo segreto dei Ledom, una strana razza di individui bisessuati che vive in una regione della Terra tenuta accuratamente nascosta e che da anni segue l'evoluzione parallela del genere umano. Lo sbigottito Charlie è stato portato fra di loro per osservare, imparare e soprattutto criticare quella civiltà che a prima vista possiede tutti i connotati dell'utopia. È questo l'inizio di un lungo viaggio fra le meraviglie di una civiltà che, ammaestrata dalla corsa dell'uomo verso l'autodistruzione, cerca in ogni modo la via dell'autentico equilibrio. E per Charlie le sorprese termineranno solo all'ultima pagina.
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  • 3

    http://www.ryo.it/2014/03/04/venere-piu-x-theodore-sturgeon/
    Ho letto Venere più X con grandi aspettative, scoprendo solo nel finale che è possibile rimanere delusi da un libro tutto sommato molto bello.

    ha scritto il 

  • 4

    “Le parole di commiato di Mielwis spiegarono che la natura, per quanto possa produrre errori trascendenti e complicati, sostiene un principio sopra tutti gli altri: la continuità.”


    Nel suo post scrittum, Sturgeon spiega che i motivi principali che lo hanno portato a scrivere Venere più ...continua

    “Le parole di commiato di Mielwis spiegarono che la natura, per quanto possa produrre errori trascendenti e complicati, sostiene un principio sopra tutti gli altri: la continuità.”

    Nel suo post scrittum, Sturgeon spiega che i motivi principali che lo hanno portato a scrivere Venere più X sono due: scrivere un libro decente e scrivere un libro decente sul sesso. Sul punto due equivocare è molto facile, il pensiero potrebbe portare alle ormai troppo note e invasive 50 sfumature –ma de che, ahò?!
    No.
    Charlie Johns si sveglia in un mondo che non è più il suo ma è abitato da creature che somigliano molto a lui e allo stesso tempo sono completamente diverse. Arriverà presto a comprendere di trovarsi in un tempo futuro, sempre sul suo pianeta, abitato ora dai ledom , una nuova specie che ha abbattuto la “differenza fondamentale” dell’umanità, la diversità primaria: il sesso maschile e il sesso femminile. Lui è stato portato lì per giudicare in maniera obiettiva la società dei ledom. E…
    Quanta soddisfazione che ti può dare della buona fantascienza! Quanto piacere nel leggere un libro di Sturgeon!!

    ha scritto il 

  • 3

    E' tutto un'utopia

    <Recensione scritta da Banshee il 18 Ottobre del 2009

    Conosco molte persone che considerano il genere fantascienza un diversivo, una specie di pausa per la mente e il pensiero che si concedono per staccare dalla routine.
    Essendo totalmente ignorante in questo campo, confesso d ...continua

    <Recensione scritta da Banshee il 18 Ottobre del 2009

    Conosco molte persone che considerano il genere fantascienza un diversivo, una specie di pausa per la mente e il pensiero che si concedono per staccare dalla routine.
    Essendo totalmente ignorante in questo campo, confesso di essermi un po’ avvicinata con lo stesso spirito, con la consapevolezza di trovarmi davanti qualcosa di leggero, di “soft”, da leggere e dimenticare subito, che mi avrebbe dato modo e tempo di concentrarmi poi su qualcosa di più “pesante”.
    Beh, mi ero sbagliata, profondamente sbagliata.
    Grazie a quest’esperienza di lettura e alla mia precedente(La Nube Purpurea di Shiel), un mondo nuovo si è aperto dinanzi a me, un genere totalmente sconosciuto a me è penetrato nella mia anima, facendomi provare sensazioni mai vissute fino ad ora.
    Come sapranno meglio di me i conoscitori e gli intenditori di questo particolare filone della letteratura, i cosiddetti “buoni” libri di fantascienza spesso pongono il lettore davanti a dilemmi filosofici/politici realmente significativi.
    Venere X è uno di questi, un libro non tanto gentile con la nostra razza(e da una parte non posso che concordare con il signor.Sturgeon).
    C’è un protagonista umano, tale Charlie, che si risveglia di colpo in un altro mondo, un universo popolato dai Ledom, una stranissima razza di individui bisessuati che da anni studiano il comportamento del genere umano.
    Perché questi strani esseri hanno rapito Charlie? Solo per chiedergli di essere giudicati, in modo tale che loro stessi possano comprendere se gli umani(tutti) potrebbero accettare o meno il loro tipo di civiltà.
    La narrazione mi ha procurato due diverse emozioni: all’inizio mi sono ovviamente schierata con l’umano(cosa abbastanza naturale, penso che un po’ tutti avreste simpatizzato per questo nostro simile, fosse stato pure Berlusconi) in completa balia di strani esserini extraterrestri, ma con l’evolversi del racconto il nostro caro Charlie si rivela un personaggio profondamente negativo che la mia iniziale simpatia a mano a mano svanisce, sostituita da un disprezzo e un’indifferenza alquanto feroce..
    Charlie si rivela un uomo piccolo, odioso nella sua arroganza che sa tanto di ignoranza, tipica di coloro che si sentono superiori e si permettono di guardare gli altri dall’alto in basso, un essere spocchioso, al quale tireresti volentieri un calcio nelle gengive.
    Ma la cosa più “brutta”è che Charlie non è diverso da molti di noi, è il simbolo dell’essere umano medio: non è più stupido di noi, non è più cattivo di noi, è solamente uguale a noi.
    Questo è il messaggio di Sturgeon, che ci fa capire quanto sia moralmente piccola la nostra razza umana.
    Indubbiamente uno dei libri(ne ho letti pochissimi di questo genere, quindi non prendetemi alla lettera) più strani che abbia mai letto, ma terribilmente intrigante, che mi ha lasciato qualcosa dentro, qualcosa di profondo e indelebile.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli scrittori di fantascienza sono dieci passi avanti, c’è poco da fare… e un grande come Sturgeon non fa eccezione.
    Se i due terzi della narrazione ci regalano interessanti spunti di riflessione, data la tematica principale su cui è basato il romanzo (sesso e religione), la parte finale è ...continua

    Gli scrittori di fantascienza sono dieci passi avanti, c’è poco da fare… e un grande come Sturgeon non fa eccezione.
    Se i due terzi della narrazione ci regalano interessanti spunti di riflessione, data la tematica principale su cui è basato il romanzo (sesso e religione), la parte finale è un susseguirsi di colpi di scena, assolutamente inaspettati e dirompenti. E la quarta stellina arriva proprio per questo, meritatissima!
    Un grazie di cuore a chi mi ha regalato questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    "Se sei un buono a nulla, allora l'unico modo per dimostrare che tu sei superiore, è rendere inferiore qualcun altro"

    Questa volta, più che con il romanzo in se, mi sono trovata in assoluta sintonia con il punto di vista espresso dal suo autore.
    A lettura finita (ma anche mentre scorrevo, sempre più stupita ed interessata, l'illuminate, divertente e divertita postfazione, scritta proprio da Sturgeon) avrei ...continua

    Questa volta, più che con il romanzo in se, mi sono trovata in assoluta sintonia con il punto di vista espresso dal suo autore.
    A lettura finita (ma anche mentre scorrevo, sempre più stupita ed interessata, l'illuminate, divertente e divertita postfazione, scritta proprio da Sturgeon) avrei tanto voluto complimentarmi con lui, stringergli la mano, esprimergli tutta la mia gratitudine.
    Io che non credo d'aver mai indossato una gonna da quando sono entrata nell'età della ragione, io che ho smesso qualche anno fa di tagliarmi i cappelli troppo corti, ho apprezzato davvero molto la comprensione di Sturgeon, lo sguardo ironico e benevolo che, attraverso le pagine di questo romanzo, dimostrava di voler gettare su di un mondo alla deriva, in anni socialmente e politicamente non facili, come quelli a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta (ma quanto attuali risultano essere, ancora oggi, le sue riflessioni).
    L'invito, accorato, alla filantropia (che deve essere più forte nei confronti degli emarginati), all'accettazione serena di una diversità che, lungi dal rappresentare un pericolo, diventa, se confrontata con intelligenza, occasione di arricchimento personale, che S. lancia tanto dalle pagine di "Venere più X" che da quelle di "Cristalli sognanti" (che si è meritato la quarta stella sia per le dinamiche di rapporti tra i personaggi, delineate con grande cura, che per l'ambientazione circense, la quale, in quanto parte seducente del mio personalissimo immaginario, esercita sempre su di me un certo fascino), primo, stupefacente romanzo sturgeoniano nel quale ho avuto la fortuna di imbattermi, diventa monito sincero e prezioso.
    D'altra parte solo la particolare fantascienza alla quale questo romanzo appartiene (che è poi quella a cui molti padri del genere, tra cui Asimov, Simak, Bradbury e Vonnegut, perfezionatore della fantascienza dal "volto umano", dedicarono carriera e vita), infatti, può, una volta scrollatasi di dosso l'etichetta di letteratura di genere e lasciatasi alle spalle la poco lusinghiera definizione di letteratura d'intrattenimento, ambire a diventare grande, immortale letteratura (anzi, Letteratura); imbevuta di psicologia, di filosofia, di teologia (e tanto le ultime pagine di questo "Venere più X" che quelle di "Cristalli sognanti", paiono estratti di qualche saggio, piuttosto che parti conclusive di un romanzo), la fantascienza di Strugeon, così come la fantascienza degli altri maestri citati, è una fantascienza che spiega ed ammonisce, mostrando al lettore derive distopiche (per quanto il mondo descritto da S. in "Venere più X" venga più spesso definito come un'utopia imperfetta) assolutamente verosimili (ci vuole una moralità solida ed equilibrata per gestire adeguatamente un progresso tecnologico sempre più rapido).
    Più che celebrare l'omosessualità, dunque, Sturgeon teorizza (attraverso i Lendom, "razza" che ha in sé sia attributi maschili che attributi femminili) la necessità di raggiungere un'effettiva parità tra i sessi (sulla base del sacrosanto principio secondo il quale le somiglianze tra uomo e donna sono, e questo senza possibilità di smentita, ben più numerose delle differenze), nonché l'importanza dell'amore, declinato in ogni sua forma (amore per il partner, per l'amico, per il figlio).
    La scrittura dell'autore, semplice, ingenua (inutile cercare tra le pagine di "Venere più X" i guizzi poetici ai quali Vonnegut ci ha abituati), sommessa, accompagna la storia, ne esalta la forma ed il movimento, spogliando l'orrore di ogni inutile orpello; solo così il messaggio, la disgustata denuncia dei deliri d'onnipotenza della razza umana e della sua spregiudicatezza senza freni, può arrivare chiaro al lettore basito di fronte ai numerosi, ma non del tutto imprevedibili, colpi di scena.

    ha scritto il 

  • 4

    dunque, sturgeon rimane più o meno sui livelli di "nascita del superuomo" con questo "venere più x" ma la tematica religiosa e sessuale su cui si basa la storia è decisamente più accattivante e originale. si mantiene su tre stelle per buona parte della narrazione, anche perché tutta la parte iniz ...continua

    dunque, sturgeon rimane più o meno sui livelli di "nascita del superuomo" con questo "venere più x" ma la tematica religiosa e sessuale su cui si basa la storia è decisamente più accattivante e originale. si mantiene su tre stelle per buona parte della narrazione, anche perché tutta la parte iniziale nella quale si ha a che fare con questi nuovi esseri bisessuati che avrebbero sostituito l'uomo e che si chiamano ledom, è un pochino lenta. sul finale però tutto acquista maggior senso e spinge la storia verso il traguardo della quarta stella.

    ha scritto il 

  • 3

    La Terra è sconvolta dalle esplosioni atomiche, il fall-out ogni tanto “regala” effetti speciali conferendo colori particolari al cielo, l’homo sapiens persevera nei suoi comportamenti idioti affrettandosi lungo il cammino verso l’estinzione. I Ledom, popolo superiore tecnologicamente all’< ...continua

    La Terra è sconvolta dalle esplosioni atomiche, il fall-out ogni tanto “regala” effetti speciali conferendo colori particolari al cielo, l’homo sapiens persevera nei suoi comportamenti idioti affrettandosi lungo il cammino verso l’estinzione. I Ledom, popolo superiore tecnologicamente all’homo sapiens, vive sulla Terra nascosto da una cupola-cielo costruita utilizzando la tecnologia del campo-A. Essi si preparano ad attuare una sorta di ricostruzione della civiltà terrestre: rieducare l’uomo sulla base del modello di società e dei valori che i Ledom hanno elaborato. I principi fondanti di questa utopia sono: relegare il passato nell’oblio, proiettarsi sempre nel futuro, improntare tutte le proprie azioni sulla legge dell’amore. Le civiltà fondate dall’homo sapiens hanno sempre fallito perché non superando mai la contrapposizione tra generi (maschio-femmina) hanno finito sempre per sviluppare sistemi che in tutti i livelli determinavano l’assoggettamento di un genere sull’altro, di un gruppo di individui sugli altri, di una civiltà sulle altre, sostenuti in questo anche da un credo religioso quasi sempre di tipo patriarcale. I Ledom costruiscono una società alternativa formata da individui ermafroditi, ciascuno in grado di avere figli (sempre coppie di gemelli), in tal modo le differenze di genere non esistono e non possono determinare comportamenti destabilizzanti della società e tutte le energie possono essere profuse nello sviluppo armonioso degli individui e della società stessa. I Ledom però sentono la necessità di sottoporre la loro società modello al giudizio dell’homo sapiens per valutare le reazioni al modello che all’homo sapiens sarà proposto di seguire per rimediare a tutti gli sbagli commessi nel corso della sua storia. La piega presa dagli eventi è tale che alla fine si scopre che sotto c’è il trucco e che l’utopia Ledom è marcia all’origine: i Ledom sono in realtà homo sapiens la cui fisiologia è stata alterata chirurgicamente per realizzare un individuo ermafrodito in grado anche di procreare. La società è stata creata artificialmente quindi per realizzare una sorta di nuovo Eden dove plasmare antropologicamente gli homo sapiens, sopravvissuti al fallimento della propria specie, destinati a fa rinascere la civiltà umana sulla Terra. Sullo sfondo scorrono esempi di scene di vita quotidiana: screzi domestici, rapporto/competizione tra coniugi, rapporto/competizione tra vicini di casa e tra colleghi di lavoro, rapporto tra popolazione e rappresentanti/amministratori … ma scorrono proprio sullo sfondo e solo con un grande sforzo si riescono a collegare al filone principale della storia. Sarei tentato quasi di concludere che Sturgeon abbia voluto dimostrare l’impossibilità di creare una società modello, perché anche l’utopia apparentemente più convincente contiene qualche nota stonata che alla fine rivela il marciume che mina alle fondamenta e vanifica tutta la costruzione e gli sforzi fatti per tenerla in piedi. Ho letto in rete che questo romanzo costituirebbe una sorta di manifesto per una società che supera la differenza di genere, anzi che va oltre al concetto stesso di genere. Onestamente non mi sembra convincente come tentativo e anzi il fatto che ci sia la rivelazione di un segreto che però ha anche il carattere di una truffa, non getta certo quella luce positiva sul modello-utopia che l’autore starebbe proponendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Grazie all'espediente letterario del ritrovarsi in un luogo (e forse in un tempo) completamente sconosciuto, Sturgeon riesce a confezionare un romanzo caratterizzato da uno strato superficiale stimolante e adagiato su una trama solida in cui si avverte un costante crescendo di tensione e curiosit ...continua

    Grazie all'espediente letterario del ritrovarsi in un luogo (e forse in un tempo) completamente sconosciuto, Sturgeon riesce a confezionare un romanzo caratterizzato da uno strato superficiale stimolante e adagiato su una trama solida in cui si avverte un costante crescendo di tensione e curiosità. Ma è quello che c'è sotto, e che emerge quasi immediatamente, a rappresentare il vero cuore pulsante dell'opera: un'analisi incredibilmente attuale (il libro è stato scritto più di 50 anni fa) dell'umanità e della sua tendenza alla ricerca spasmodica della superiorità nei confronti del diverso, del più debole; e della tendenza a cercare differenze sostanziali all'interno di categorie che, a ben guardare, non differiscono eccessivamente tra loro, al solo scopo di alimentare il bisogno di prevaricare sul proprio simile. 
    Il costrutto su cui si basa l'intero romanzo è l'osservazione e il contatto diretto con una nuova razza di individui bisessuati, i ledom, da parte di un visitatore umano capitato nel bel mezzo di un agglomerato incredibilmente avanzato a livello tecnologico. I temi trattati hanno un altissimo valore filosofico ed etico, e spaziano dall'amore incondizionato alla religione, dalla xenofobia al sesso, passando per l'evoluzione,  la musica - nel senso più viscerale e partecipativo del termine - e i rapporti interpersonali.

    Alcuni tratti sociali dei ledom, sebbene fortemente utopistici, sono così giusti ed efficienti a livello culturale da risultare immediatamente auspicabili. L'affascinante rapporto con la musica, per esempio, è uno di quelli; anche la religione adottata, fortemente caritica e votata a qualcosa di concreto, tangibile ma che al tempo stesso, per sua stessa natura, non implica alcun vincolo di obbedienza o devozione (difficile da spiegare senza rovinarvi un terzo del libro). Anche il taglio netto col passato, e la profonda adorazione dell'avvenire, per certi versi potrebbe essere considerato un tratto lungimirante, sebbene in questo caso quello che si andrebbe a perdere forse non ne giustificherebbe l'adozione.
    Il punto che riguarda la religione, in particolare, fa riflettere molto, perché si collega in maniera diretta all'evoluzione delle religioni realmente avvenuta, e mostra in maniera disarmante come al fedele e alla sua divinità sia stato interposto il senso di colpa - soprattutto quello sessuale - e il peccato al solo scopo di ottenere su di esso un qualche tipo di potere, di controllo e di superiorità. Anche il tema del sesso è molto presente, in particolare per quanto concerne le differenze - imposte da una società in costante ricerca della diversità - tra uomo e donna, con conseguente divisione netta di usi, costumi e compiti tra i due sessi.

    Un altro aspetto tutt'altro che marginale è quello tecnologico. Pensare che cinquanta anni fa qualcuno abbia concepito le soluzioni e le tecnologie che vengono illustrate in questo libro, mi fa amare ancora di più il genere della fantascienza - soprattutto quella degli anni 50-60. Diversi colpi di scena inoltre inducono il lettore a cambiare spesso chiave di lettura, e in particolare il finale suggerisce in modo velato, e in senso figurato ma netto, che per certi versi qualche ledom potrebbe già essere tra noi.

    Un capolavoro, per quanto mi riguarda. Un'opera di incredibile valore introspettivo, che riesce a mettere più volte il lettore davanti a uno specchio su tematiche delicate e controverse, proprio come fanno queste misteriose creature tramite uno dei loro strani congegni ultra-tecnologici.

    ha scritto il