Venere privata

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.0
(1874)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8811668565 | Isbn-13: 9788811668565 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Luca Doninelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko.

Le piccole idee della società dei consumi muoino nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso".Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti.

"Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo".
(dalla prefazione di Luca Doninelli)
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  • 5

    Ingredienti: un detective medico dalla fedina penale sporca, un paziente alcolista da riabilitare, una prostituta uccisa da identificare, un giallo dalle poche tonalità, ma ottimamente miscelate.
    Cons ...continua

    Ingredienti: un detective medico dalla fedina penale sporca, un paziente alcolista da riabilitare, una prostituta uccisa da identificare, un giallo dalle poche tonalità, ma ottimamente miscelate.
    Consigliato: a chi frequenta le zone più grigie del corpo e dell’anima umana, a chi cammina in bilico tra regole sociali e senso di giustizia.

    ha scritto il 

  • 4

    certo che sì, certo che no!

    Indubbiamente parliamo di un capolavoro del noir italiano, dopo Sciascia (Il giorno della civetta) e Gadda (Quel pasticciaccio brutto de via Merulana). Un romanzo spietatissimo che mette in luce il ma ...continua

    Indubbiamente parliamo di un capolavoro del noir italiano, dopo Sciascia (Il giorno della civetta) e Gadda (Quel pasticciaccio brutto de via Merulana). Un romanzo spietatissimo che mette in luce il marciume della società italiana nei mitici Sixties. Un libro che è prima di tutto una denuncia sociale. Indovinatissimo il personaggio di Duca Alberti, tra cinismo, disillusione e umanità. Due note stonate: 1) l'omofobia dell'autore che emerge nel libro, davvero fastidiosa; 2) un passaggio alquanto forzato e improbabile nella trama, quando il protagonista becca per puro caso fortunato, una sua fan al telefono. Da leggere comunque! Bruttissimo invece il film che ne è stato tratto, dove si perde tutto il senso e il messaggio del romanzo, concentrandosi sulla mera azione, per di più banalizzata.

    ha scritto il 

  • 4

    mi ricordo che è un libro scritto negli anni sessanta solo quando incrocio i nomi delle macchine o i prezzi (oggi bassissimi) espressi in lire..
    per questa sua capacità di raccontare storie che supera ...continua

    mi ricordo che è un libro scritto negli anni sessanta solo quando incrocio i nomi delle macchine o i prezzi (oggi bassissimi) espressi in lire..
    per questa sua capacità di raccontare storie che superano perfino i confini del tempo, amo questo autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo appuntamento con Duca Lamberti è andato benissimo.
    Siamo stati insieme un paio di sere e mi ha convinto a volerlo conoscere meglio.
    Sicuramente leggerò tutta la serie.

    ha scritto il 

  • 4

    In Venere Privata edito nel 1966 fa la sua prima apparizione Duca Lamberti, medico radiato dall’albo che grazie all’amicizia con un commissario, ritrovatosi senza lavoro, accetta di aiutare il figlio ...continua

    In Venere Privata edito nel 1966 fa la sua prima apparizione Duca Lamberti, medico radiato dall’albo che grazie all’amicizia con un commissario, ritrovatosi senza lavoro, accetta di aiutare il figlio di un ricco industriale ad uscire dal tunnel dell’alcol. Si ritroverà però a dover fare i conti con ben altro vestendo i panni dell’investigatore.
    Scerbanenco racconta questa volta il mondo della prostituzione nella notturna Milano di quegli anni, dove il suo attento protagonista insegue eroi e antieroi in un ambiente spesso degradato. Qualche volta la trama ha zoppicato, ma anche senza grandi colpi di scena è un buon libro.
    È sempre una bella sensazione leggere romanzi che svolgono la loro narrazione nelle strade e vie che si percorrono quotidianamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Umanità varie

    Conosco Scerbabenco da tempo, ma solo di rimbalzo, perché amo i film noir di Di Leo che pescano a piene mani dalle sue pagine.
    Ora posso dire di averlo letto, e anche se ancora non mi so spiegare di p ...continua

    Conosco Scerbabenco da tempo, ma solo di rimbalzo, perché amo i film noir di Di Leo che pescano a piene mani dalle sue pagine.
    Ora posso dire di averlo letto, e anche se ancora non mi so spiegare di preciso cosa sia stato a catturarmi in 'Venere privata', il primo romanzo della serie su Duca Lamberti, sta di fatto che è riuscito a portarmi nel suo viaggio tra le vie di una Milano che fu, quella degli anni '60.
    Non certo per Milano in sé, almeno credo immagino penso spero, ma per la tipologia di personaggi che la popolano, un'umanità problematica, ambigua, che per necessità o cupidigia si infila tra le braccia della prostituzione e dell'omicidio, che sceglie, pagandone il prezzo, di avere a che fare con l'eutanasia e l'alcolismo. Tutti temi scottanti, da non sottovalutare visto il luogo e l'anno di pubblicazione, l'Italia e il 1966.

    Leggevo qui e là che Scerbanenco risulta un autore datato. Bah! Ho alcune foto di mia nonna vecchie e ingiallite, per questo le dovrei considerare meno preziose di quelle che vengono vomitate a catena oggi col digitale? Stronzate.
    Scerbanenco non corre, non come si corre oggi almeno, non mi pare averne bisogno, è più flemmatico, ha il passo di chi vuol cogliere gli umori della società che lo circonda, semplicemente, e scrivere ciò che vede senza tirarsi indietro.

    ha scritto il 

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