Venere privata

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.0
(1882)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8811668565 | Isbn-13: 9788811668565 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Luca Doninelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko.

Le piccole idee della società dei consumi muoino nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso".Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti.

"Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo".
(dalla prefazione di Luca Doninelli)
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  • 3

    Viva il terzo sesso! Ma anche il quarto, il quinto, il sesto....

    Una storia che guarda già avanti, che tocca argomenti mai trattati prima di allora.
    Un personaggio principale, Duca Lamberti, convincente già dalla prima apparizione.
    Uno stile che seppur datato si fa ...continua

    Una storia che guarda già avanti, che tocca argomenti mai trattati prima di allora.
    Un personaggio principale, Duca Lamberti, convincente già dalla prima apparizione.
    Uno stile che seppur datato si fa leggere con piacere.
    Una Milano appena accennata che comunque esce fuori dalle pagine.
    Un giallo, o meglio un noir coi fiocchi.
    Il primo noir italiano.

    Potrei...forse dovrei terminare il mio commento qui.
    Facciamo così. Il seguente paragrafo potete anche saltarlo a cuor leggero.

    Non vorrei focalizzare l'attenzione su un argomento in particolare però mi piacerebbe chiedere al nostro autore cosa gli hanno fatto di male sti gay per trattarli in questa maniera.
    So già a cosa state pensando..."ecco! Sempre il solito, pronto ad alzare gli scudi, a puntare il ditino appena lo pungono sul vivo".
    Niente di più sbagliato. Io non sono neanche un fan accanito del politically correct "sempre e ovunque".
    Ovviamente concedo allo Scerbanenco tutte, ma proprio tutte, le attenuanti del caso.
    In primis il contesto storico in cui il libro è scritto ed ambientato.
    In più tengo presente che del noir, tutto si può dire tranne che sia il genere più gay friendly del mondo letterario.
    Questa specie di j'accuse nasce da un piccolo capitolo (più una piccola parte nel finale) che sfiorano il ridicolo involontario.
    Mi spiego meglio. Iniziamo dal lessico; per l'autore gli omosessuali sono invertiti. Lo ripete nell'arco di queste poche pagine non due o tre volte ma una trentina di volte.
    Possibile che non abbia trovato un altro vocabolo per sostituirlo? Cos'è, aveva prestato il dizionario alla vicina quel giorno?
    Che poi non so voi ma invertito mi fa pensare ad uno che ha sbagliato a collegare i cavi alla batteria o che ha le mani al posto dei piedi o che ne so, cammina al contrario ;D
    Per quale motivo, visto che ci sono degli inserti in dialetto milanese, non lo ha scritto alla maniera meneghina. Com'è che si dice in quelle zone? Busone, finocchio...aveva vergogna ad usarle?
    La situazione poi va in crescendo. Questo tizio è così invertito che manifestava "qualcosa di schifoso" anche nel gioco degli scacchi ?!?!? oohhmmiiiiodddddiooooo ma in cosa si estrinsecherà mai questo modo schifoso di giocare a scacchi....sculettava dopo ogni mossa, accarezzava in modo lussurioso il cavallo, lanciava gridolini ogni volta che si prospettava uno scacco matto? Boh, rimarremo con questo atroce dubbio per sempre.
    Il top si raggiunge verso la fine e qui cito testualmente "gli invertiti hanno sottili intuizioni, forse sono telepatici" Eehh si si...comm no
    Tenete conto che il tizio in questione non è neanche il cattivone principale ma è solo una pedina, un piccolo meccanismo di un organismo molto più grande e tolta tutta questa fuffa che gli viene buttata addosso è solo un tipo scazzatissimo sul lavoro che "muove le mani con aerea levità".
    A questo punto Giorgio mettiamo pure alla berlina tutti coloro che bevono il caffè alzando il mignolo o che sono fan di Mina e della Carrà.
    Per amore della verità verso la fine del capitolo e del libro (forse perché la vicina gli aveva restituito il dizionario), il lessico si arricchisce di altri due vocaboli: pederasta e mutante. Si si, avete letto bene. Mutante, una sorte di X-men ante litteram con i suddetti poteri telepatici.
    Tralascio di citare "squallido terzo sesso" e "orrenda nuova specie" che poi sembra che l'ho preso di punta.
    Anche le lesbiche trovano spazio in tutto questo bailamme. Come al solito sono vittime innocente del fuoco incrociato contro gli omosessuali maschi. Loro se la sfangano con un misero aggettivo, "pedante" (eehhh la lesbica pedante è un guaio grande, bisogna dirlo ;D)

    P.s.: Ho appena riletto le cose che ho scritto. Le ho scritto di getto senza stare lì a pensarci troppo. Mi ha fatto rabbia perchè con quel piccolo capitolo l'autore ha buttato in vacca tutto quello che di buono aveva fatto prima. Non che mi aspettassi chissà quale apertura progressista in materia ma neanche tutte ste cazzate, questo odio senza senso. E' un libro figlio del suo tempo, ok, ma non per questo posso chiudere un occhio. Scerba se ne farà una ragione. Senz'altro.

    LEGGETE IL LIBRO.
    LASCIATE L'INTRODUZIONE PER ULTIMA CHE SPOILERA SULLA TRAMA.
    INTERESSANTE L'APPENDICE FINALE SULLA VITA DELL'AUTORE.
    Notte.

    ha scritto il 

  • 5

    Ingredienti: un detective medico dalla fedina penale sporca, un paziente alcolista da riabilitare, una prostituta uccisa da identificare, un giallo dalle poche tonalità, ma ottimamente miscelate.
    Cons ...continua

    Ingredienti: un detective medico dalla fedina penale sporca, un paziente alcolista da riabilitare, una prostituta uccisa da identificare, un giallo dalle poche tonalità, ma ottimamente miscelate.
    Consigliato: a chi frequenta le zone più grigie del corpo e dell’anima umana, a chi cammina in bilico tra regole sociali e senso di giustizia.

    ha scritto il 

  • 4

    certo che sì, certo che no!

    Indubbiamente parliamo di un capolavoro del noir italiano, dopo Sciascia (Il giorno della civetta) e Gadda (Quel pasticciaccio brutto de via Merulana). Un romanzo spietatissimo che mette in luce il ma ...continua

    Indubbiamente parliamo di un capolavoro del noir italiano, dopo Sciascia (Il giorno della civetta) e Gadda (Quel pasticciaccio brutto de via Merulana). Un romanzo spietatissimo che mette in luce il marciume della società italiana nei mitici Sixties. Un libro che è prima di tutto una denuncia sociale. Indovinatissimo il personaggio di Duca Alberti, tra cinismo, disillusione e umanità. Due note stonate: 1) l'omofobia dell'autore che emerge nel libro, davvero fastidiosa; 2) un passaggio alquanto forzato e improbabile nella trama, quando il protagonista becca per puro caso fortunato, una sua fan al telefono. Da leggere comunque! Bruttissimo invece il film che ne è stato tratto, dove si perde tutto il senso e il messaggio del romanzo, concentrandosi sulla mera azione, per di più banalizzata.

    ha scritto il 

  • 4

    mi ricordo che è un libro scritto negli anni sessanta solo quando incrocio i nomi delle macchine o i prezzi (oggi bassissimi) espressi in lire..
    per questa sua capacità di raccontare storie che supera ...continua

    mi ricordo che è un libro scritto negli anni sessanta solo quando incrocio i nomi delle macchine o i prezzi (oggi bassissimi) espressi in lire..
    per questa sua capacità di raccontare storie che superano perfino i confini del tempo, amo questo autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo appuntamento con Duca Lamberti è andato benissimo.
    Siamo stati insieme un paio di sere e mi ha convinto a volerlo conoscere meglio.
    Sicuramente leggerò tutta la serie.

    ha scritto il 

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