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Venere privata

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.1
(1704)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8811668565 | Isbn-13: 9788811668565 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Luca Doninelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko.

Le piccole idee della società dei consumi muoino nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso".Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti.

"Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo".
(dalla prefazione di Luca Doninelli)
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  • 4

    È il primo libro che leggo di questo autore.
    Scrittura asciutta, essenziale, leggermente inquietante. Il lettore si muove al buio guidato dalla fioca luce dell'autore. Duca Lamberti è un personaggio c ...continua

    È il primo libro che leggo di questo autore.
    Scrittura asciutta, essenziale, leggermente inquietante. Il lettore si muove al buio guidato dalla fioca luce dell'autore. Duca Lamberti è un personaggio che mi ha incuriosito parecchio, leggerò anche gli altri libri della serie!

    ha scritto il 

  • 4

    Io, Vladimir Scerbanenko …

    Milano, anni ’60. Il Dottor Duca Lamberti è da poco uscito di galera. Ha fatto tre anni per aver aiutato a morire una anziana malata terminale di cancro. La chiamano eutanasia e sembra che non si debb ...continua

    Milano, anni ’60. Il Dottor Duca Lamberti è da poco uscito di galera. Ha fatto tre anni per aver aiutato a morire una anziana malata terminale di cancro. La chiamano eutanasia e sembra che non si debba praticare. Non è bello. Circa un anno prima, nei prati di Metanopoli veniva trovato il cadavere di una giovane commessa suicidata
    Un collega e amico indirizza Duca (omaggio al vecchio … Duke?) da un industriale brianzolo che ha un problema. Suo figlio ventenne da quasi un anno si ubriaca tutti i giorni. Sempre. Nonostante i divieti, i controlli, le botte …
    Lo stile secco e malinconico, le ambientazioni (la grigia Milano degli anni ’50 e ’60, con i suoi ‘pali dell’Ortica’, con la sua ‘ligera’ cantata da Ornella Vanoni, non era poi così diversa dalla già multietnica Marsiglia e le sue periferie), la definizione dei personaggi, mi hanno molto ricordato Izzo e il suo Fabio Montale. Scerbanenco descrive la realtà in maniera diretta, forse cruda, senza virtuosismi e senza concessioni a visioni falsamente ottimistiche, ma con grande acume e grandissima sensibilità.
    «Siamo troppo sensibili, cioè siamo ridicolmente divisi in due categorie nette, le pietre e i sensitivi. Qualcuno con un’accetta fa scempio della propria famiglia, moglie, madre e figli, poi in carcere, tranquillo, chiede di essere abbonato alla Settimana Enigmistica per fare le parole crociate. Qualche altro, invece, deve essere ricoverato al neurodeliri perché ha lasciato la finestra aperta, il suo gattino si è arrampicato sul davanzale ed è caduto dal quinto piano: ha ucciso lui il gatto, e impazzisce.»
    Duca ha una sensibilità particolare. È, se vogliamo, un ‘duro’, ma questo non gli impedisce di accostarsi all’universo femminile, a Livia, alla sorella Lorenza, sempre con grande delicatezza e rispetto.
    «[Livia]: È difficile sposarsi quando si è intelligenti. Certo, alla fine tutte si sposano, ma una donna intelligente vuole sposarsi bene, ed è difficile che incontri l’uomo adatto.»
    Infine, la bellissima postfazione è uno scritto dello stesso Scerbanenco. Sono poche, ma illuminanti pagine da cui traspare l’uomo Scerbanenco e la sua sofferta storia. Non so spiegare perché, ma leggendolo, non potevo fare a meno di paragonarlo a ‘Rombo di Tuono’. Stessa compostezza e sobrietà nei comportamenti, stessa educata ma ferma gentilezza. Stessa sensibilità. Insomma, Uomini di valore …
    «Una voce, una carezza, un gesto di tenerezza, saranno sempre più forti e risolutivi di un miliardo di parole scritte dal più grande poeta di tutti i secoli. Noi viviamo di queste voci, di queste carezze, di queste tenerezze, non di libri. Io che scrivo lo so.»
    Muchisimas gracias, lindisima amapola ...

    ha scritto il 

  • 4

    Transizione dai romanzi d'amore ai gialli cupi e crudi

    Duca Lamberti è un giovane medico radiato dall’albo x avere praticato un’eutanasia. Appena uscito dal carcere, grazie alle referenze di un poliziotto ex collega di suo padre ottiene un impiego come so ...continua

    Duca Lamberti è un giovane medico radiato dall’albo x avere praticato un’eutanasia. Appena uscito dal carcere, grazie alle referenze di un poliziotto ex collega di suo padre ottiene un impiego come sorvegliante del figlio di un industriale, depresso e dedito all’alcol. I problemi di Davide, però, sono più profondi: è schiacciato dal senso di colpa x non avere aiutato una ragazza apparentemente morta suicida. Le apparenze non bastano a Duca, che indaga su un sordido giro di prostituzione, aiutato da un’originale ragazza ex amica della vittima. Primo romanzo della serie dedicata a Lamberti, medico fallito e poliziotto x vocazione, purtroppo rimasta incompiuta x la prematura scomparsa dell’autore, presenta personaggi incorruttibili nel loro personale concetto di rettitudine morale, ma meno rigidi e arrabbiati che nelle opere successive. Sono donne e uomini tradizionali nei loro ruoli, capaci di tenerezza e comprensione x le vittime, spietati e colmi di disprezzo verso i criminali. Una transizione, forse, dai romanzi d’amore cui Scerbanenco ha dedicato gran parte della sua produzione, ai gialli cupi, crudi, nerissimi, pubblicati in seguito. Sono storie ancora attuali nelle lineari, semplici, verosimili vicende di cronaca, eppure legate alle tradizioni morali di un’Italia conservatrice e bigotta fortunatamente spazzate via dalla rivoluzione sociale e di costume sessantottina. Non condivido la rigidità, l’assolutismo delle idee di Scerbanenco, moderno Javert, eppure le sue storie m’intrigano, quasi mio malgrado, forse perché non vuole imporre al lettore uno scontato e irrealistico lieto fine. Interessanti le note autobiografiche finali.

    ha scritto il 

  • 5

    Scerbanenco, una sorpresa!

    Inizio con Venere privata la quadrilogia del Duca Lamberti di Scerbanenco. È il mio primo tentativo con lui, ed è subito grande passione.

    Venere privata è uno splendido poliziesco noir italiano che re ...continua

    Inizio con Venere privata la quadrilogia del Duca Lamberti di Scerbanenco. È il mio primo tentativo con lui, ed è subito grande passione.

    Venere privata è uno splendido poliziesco noir italiano che regala una lettura serrata e avvincente, una ricostruzione della Milano degli anni ’60 evocativa e niente affatto scontata, una carrellata di personaggi semplici eppure indimenticabili.
    Con la sua scrittura asciutta e agile, Scerbanenco mi ha calato efficacemente in una storia di prostituzione ed assassinii facendomi assaporare i ragionamenti e le deduzioni di Duca Lamberti un protagonista non buono, ma sincero che con intelligenza segue le sue tracce ma non dimentica mai l’imprevedibile fattore umano. Duca Lamberti non risparmia nulla, neppure colpi bassi e finale amaro come è amaro il senso della vita e la sfiducia nel genere umano del protagonista. Mi piace, Duca Lamberti, per quel suo annusare subito il marcio anche nelle luci e nel lusso della Milano del boom economico ma anche quella tristezza nostalgica che lo accompagna nel suo sguardo alle donne oppure a chi con le donne ha avuto tragico destino.

    Una perla l’appendice autobiografica a fine libro in cui l’autore racconta alcuni momenti significativi della sua vita. Con pochi aneddoti Scerbanenco riesce a dire chiaramente quello che è, un uomo italiano, romano, ma di origini russe forgiato dal suo essere straniero, alieno suo malgrado nel suo stesso Paese e sempre teso a un’impossibile accettazione. Un’estraneità che verrà acuita anziché metabolizzata, quando entrerà a far parte del mondo letterario e culturale in cui lui, autodidatta, sarà ancora una volta elemento avulso. Ma più di tutto, ciò che del libro mi è rimasto è sicuramente l’accenno alla vita in sanatorio che ricorda soprattutto per la mancanza della presenza di donne. Mi ha commosso la struggente necessità delle donne che avverte Scerbanenco non solo in sé stesso ma in tutto il genere maschile: un punto di vista che non avevo mai considerato e che mi ha colpito molto.

    Conquistata dal protagonista Duca Lamberti, ma soprattutto affascinata dall’autore Giorgio Scerbanenco attacco subito con il secondo della quadrilogia: non vedo l’ora.

    ha scritto il 

  • 5

    Intorno a te il buio

    Mentre lo leggi è così, ti si fa il vuoto intorno, diventa tutto buio, non distingui più i tratti degli oggetti o delle persone, così fortemente dentro il noir, che tutto, ma proprio tutto, diventa de ...continua

    Mentre lo leggi è così, ti si fa il vuoto intorno, diventa tutto buio, non distingui più i tratti degli oggetti o delle persone, così fortemente dentro il noir, che tutto, ma proprio tutto, diventa dello stesso colore, persino il tuo umore, se non proprio nero, nei toni del grigio.
    Benvenuti alla fiera della piccolezza umana, della piccolezza del nostro paese, che poi alla fine dagli anni 60 ad ora non è molto cambiato, anzi, forse… ma lasciamo perdere, questo è un altro discorso.
    Prego accomodatevi, salite sull’ascensore per l’angoscia umana, ma siate pronti a tutto, preparatevi a gestirla st’angoscia.

    ha scritto il 

  • 3

    Prima avventura del Duca Lamberti, medico radiato per aver praticato un'eutanasia. Due delitti di donne, apparentemente casi isolati, nascondono invece una rete di prostituzione sotto il controllo di ...continua

    Prima avventura del Duca Lamberti, medico radiato per aver praticato un'eutanasia. Due delitti di donne, apparentemente casi isolati, nascondono invece una rete di prostituzione sotto il controllo di esseri spregevoli e maniaci. Scritto nel solito, bello stile, elegante e preciso, non spreca parole inutili Scerbanenco per esprimere gli stati d'animo dei suoi personaggi che altro non sono che i suoi. Leggermente pessimisti, dove la giustizia a volte deve farsi largo a spallate, dove gli istinti più biechi degli uomini, spesso, prevalgono sul resto, dove il sesso, spessissimo, è la causa di tutto...

    ha scritto il 

  • 3

    Consistente

    Nel 1966 io nascevo e Giorgio Scerbanenco scriveva "Venere Privata". Un giallo solido, consistente, profondo nel tratteggiare la psicologia dei personaggi. Un giallo che non si può certo definire data ...continua

    Nel 1966 io nascevo e Giorgio Scerbanenco scriveva "Venere Privata". Un giallo solido, consistente, profondo nel tratteggiare la psicologia dei personaggi. Un giallo che non si può certo definire datato: attuale nello stile (minimalista e asciutto) e nei temi trattati (Eutanasia e prostituzione). Solo la descrizione del "pervertito" lascia spaesati usando toni che oggi sarebbero uncorrect ma che ricollocati all'epoca della stesura acquistano altri colori. I capitoli finali sono a tratti angoscianti e sempre avvincenti. Il Duca è un personaggio che incontrerò ancora.

    ha scritto il 

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