Venere sulla conchiglia

Urania Collezione 015

Di

Editore: Mondadori (Urania Collezione)

3.7
(298)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese

Isbn-10: A000005183 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angela Campana ; Contributi: Riccardo Valla ; Curatore della serie: Giuseppe Lippi ; Prefazione: Valerio Evangelisti

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
...ma ecco che arriva Philip José Farmer ad abbattere le barriere a spallate. E non si tratta solo del sesso. La religione, altro argomento precluso (ma molto meno) subisce la stessa sorte. Si pensi alla pagina di Venere sulla conchiglia in cui Gesù Cristo appare alla tv, dice "in verità vi dico...", poi viene oscurato perché il tempo è scaduto. Memorabile.
dall'introduzione di Valerio Evangelisti

"Con questa scandalosa e genialissima Venere di un autore americano di dubbia identità, si apre forse imprevedutamente l'Era della Fantascienza Underground." Così scrivevano Fruttero & Lucentini all'epoca della prima edizione italiana del romanzo. Oggi sappiamo che: 1) lo pseudonimo con cui il romanzo uscì nel '74 (Kilgore Trout) nascondeva in realtà Philip José Farmer; 2) tutto nasceva da una fantasia di Kurt Vonnegut; 3) più che fantascienza underground, il libro era una pregevolissima neo-space opera. (Tutti i segreti svelati all'interno del volume.)
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  • 1

    Tempo perso

    Ho letto questo libro incuriosito solo dallo pseudonimo usato dallo scrittore, Kilgore Trout è uno scrittore immaginario inventato da Kurt Vonnegut. L'autore cerca di scimmiottare lo stile di Kilgore ...continua

    Ho letto questo libro incuriosito solo dallo pseudonimo usato dallo scrittore, Kilgore Trout è uno scrittore immaginario inventato da Kurt Vonnegut. L'autore cerca di scimmiottare lo stile di Kilgore Trout e di Vonnegut ma il risultato è pessimo. La storia è inconcludente, piena di contraddizioni e di eventi privi di ogni logica. Questo libro poteva benissimo essere un raccondo di 20 pagine ma è stato allungato con citazioni brutte e e descrizioni di processi penali decisamente superflui.
    Lo sconsiglio

    ha scritto il 

  • 4

    Ironico romanzo sulla space opera

    Sconvolgente lo scoprire la risposta alla Domanda delle domande! Non ve la dirò, amici, perché preferisco che prima divorate questo succulento ed umoristico romanzo di Farmer. Ma posso citarvi quello ...continua

    Sconvolgente lo scoprire la risposta alla Domanda delle domande! Non ve la dirò, amici, perché preferisco che prima divorate questo succulento ed umoristico romanzo di Farmer. Ma posso citarvi quello che scrisse Re Alfonso di Castiglia, detto il Saggio: "Se fossi stato presente al momento della creazione, avrei potuto dare a Dio qualche buon suggerimento su come migliorare il mondo".

    ha scritto il 

  • 5

    Notevole opera ironica sui nostri vizi capital-istici ripetuti fino alla paranoia, della premiata ditta Vonnegut - Trout - Farmer

    Ermanno Bartoli
    web page: www.webalice.it/barlow

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che mi ha colto totalmente di sorpresa, devo ammettere, questa Venere: ironia alla Guida Galattica per Autostoppisti ma con una vena satirica in più, situazioni assurde e scenari altrettanto ...continua

    Un libro che mi ha colto totalmente di sorpresa, devo ammettere, questa Venere: ironia alla Guida Galattica per Autostoppisti ma con una vena satirica in più, situazioni assurde e scenari altrettanto mirabolanti che non rappresentano altro che espedienti per far riflettere anche su argomenti che in un romanzo di sci-fi possono essere considerati (almeno, all'epoca della sua uscita) tabù.

    ha scritto il 

  • 5

    Preso in prestito da un amico, senza troppe aspettative, poco dopo aver riletto mattatoio n.5, mi sono ritrovato in mano un libretto davvero azzeccato. le strambe invenzioni dell'autore relative alla ...continua

    Preso in prestito da un amico, senza troppe aspettative, poco dopo aver riletto mattatoio n.5, mi sono ritrovato in mano un libretto davvero azzeccato. le strambe invenzioni dell'autore relative alla vita su altri pianeti, al funzionamento di macchine e dell'universo mischiano grande inventiva, ironia stramba e una fantasia sparata a mille. imperdibile!

    ha scritto il 

  • 4

    Venere sulla conchiglia è l'ideale anello di congiunzione tra "I viaggi di Gulliver" e la "Guida galattica per autostoppisti" entrambi raccontano con largo uso di una satira pungente una fitta serie d ...continua

    Venere sulla conchiglia è l'ideale anello di congiunzione tra "I viaggi di Gulliver" e la "Guida galattica per autostoppisti" entrambi raccontano con largo uso di una satira pungente una fitta serie di improbabili viaggi alla ricerca delle più profonde verità umane... l'ho letto con piacere.

    ha scritto il 

  • 3

    Farmer scrisse questo libro in omaggio a Kurt Vonnegut, tanto che la prima edizione uscì a firma Kilgore Trout, l’immaginario scrittore di fantasceinza che compare qua e là nei romanzi dell’autore di ...continua

    Farmer scrisse questo libro in omaggio a Kurt Vonnegut, tanto che la prima edizione uscì a firma Kilgore Trout, l’immaginario scrittore di fantasceinza che compare qua e là nei romanzi dell’autore di ‘Mattatoio n. 5’. Vonnegut diede prima il suo assenso e poi si ritirò mentre il volume vendeva numerose copie: di questa marcia indietro non sono chiari i motivi, ma in essa bene si riflette l’ambivalenza di cui resta preda il lettore una volta girata l’ultima pagina. Farmer utilizza come canovaccio un accenno di trama presente in ‘Dio la benedica, Mr. Rosewater’ e da lì parte per una storia scanzonata in cui unisce le sue passioni – l’avventura fine a se stessa, l’essere immortale che scavalca le epoche, l’unione di forma popolare e cultura alta (il libro è pieno di citazioni quasi invisibili spiegate in una prefazione da leggere solo alla fine) – alle idee del suo scrittore di riferimento, tanto che qui ne raddoppia lo spunto immaginando le opere sia di un poeta, sia di un altro romanziere. Quest’ultimo serve anche per descrivere qualche aggiuntiva società aliena oltre a quelle che il protagonista Simon Wagstaff – in compagnia di un cane, una civetta e, per un bel tratto, di una fighissima robot - visita nella sua ricerca del senso della vita: la capacità dell’autore come ‘costruttore di mondi’ (tanto per parafrasare il titolo di un suo famoso ciclo) è indiscutibile e fonte di momenti di puro divertimento – come dimenticare il pianeta abitato da una razza i cui maschi sono una sorta di palloni aerostatici che si muovono a forza di peti? Altrove, però, l’ironia è assai più acre, specie quando si tratta di sbeffeggiare la religione e, soprattutto, il modo in cui essa si insinua nella sfera sociale e politica moltiplicandone l’ottusità: introduzione nel mondo chiuso della fantascienza di un argomento delicato, ma che ha sempre avuto un peso relativo perché l’interesse si è subito appuntato sull’altra grande novità, il sesso. Del resto il periodo in cui queste righe furono scritte era quello giusto, la prima metà degli anni Settanta, e così il buon Simon accompagna il suo vagare avendo rapporti con tutta una serie di svariate creature: letto con occhi odierni, il tutto risulta abbastanza casto, ma quarant’anni fa certe situazioni potevano essere percepite in modo diverso. Il problema è che questa sorta di mezza via finisce per valere riguardo all’intero romanzo, il quale diverte (a volte molto) e appassiona, specie se si amano i lunghi viaggi nello spazio, grazie anche a una scrittura leggera e brillante, ma non riesce mai davvero a incidere nel profondo. L’impressione è che le premesse – Vonnegut, il sesso, la religione – finiscano per creare un’attesa che Farmer non riesce a soddisfare in pieno: in ogni caso, il libro rimane una svelta e arguta lettura estiva rallegrata da alcuni passaggi davvero spassosi come il battibecco che, nella mente di Wagstaff, si svolge fra pittori di epoca diversa per la paternità della ‘Nascita di Venere’ (dipinto parafrasato nella copertina dell’edizione originale e, purtroppo, non riportata sul volumetto Urania Collezione introdotto da Valerio Evangelisti e acquistato dal sottoscritto per la modica cifra di un paio di euro).

    ha scritto il