Venivamo tutte per mare

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"Da anni" ha dichiarato Julie Otsuka, "volevo raccontare la storia delle migliaia di giovani donne giapponesi - le cosiddette "spose in fotografia" che giunsero in America all'inizio del Novecento. Mi ero imbattuta in tantissime storie interessanti d ...Continua
Carla Casazza...
Ha scritto il 19/06/18
La recensione che segue è stata pubblicata sul numero 19 della rivista letteraria Il Colophon “Sulla nave eravamo quasi tutte vergini. Avevamo i capelli lunghi e neri e i piedi piatti e larghi, e non eravamo molto alte. Alcune di noi erano cresciute...Continua
Tatu
Ha scritto il 04/02/18

Questo "noi" narrante l'ho trovato perfetto. Lucido. Per conoscere una parte di storia (da me) ignorata.

Cristiana Villani
Ha scritto il 11/12/17
Testimonianza della schiavitù che hanno subito i giapponesi in America al principio del secolo scorso, razzismo al pari dei negri. Poi la deportazione durante la seconda guera mondiale, quando il Giappone è diventato "il nemico". Libro bello e intere...Continua
Minerva
Ha scritto il 10/07/17
Il titolo originale del libro e' "The Buddha in the Attic", titolo che trovo molto piu' poetico e piu' calzante rispetto a quello scelto per la traduzione italiana. Questo libro e' infatti il racconto corale di una generazione di immigrate giapponesi...Continua
LaCitty (per...
Ha scritto il 04/07/17
A metà tra romanzo e testimonianza, la scrittura della Otsuka è affascinante e riesce a raccontare le difficoltà (ma anche qualche piccolo successo) delle donne giapponesi che raggiungevano l'America dopo un matrimonio 'al buio'. Non solo, racconta...Continua

Pitichi...
Ha scritto il Aug 17, 2012, 15:33
Sulla nave eravamo quasi tutte vergini. Avevamo i capelli lunghi e neri e i piedi piatti e larghi, e non eravamo molto alte. Alcune di noi erano cresciute solo a pappa di riso e avevano le gambe un po' storte, e alcune di noi avevano appena quattordi...Continua
Pag. 9
Pitichi...
Ha scritto il Aug 15, 2012, 14:21
Per Andy
Pag. 8
millericcioli
Ha scritto il Apr 12, 2012, 09:58
Ci chiediamo se non sia stata in qualche modo colpa nostra. Forse avremmo dovuto presentare una petizione al sindaco. Al governatore. Al Presidente in persona. Per favore, lasciateli qui. O semplicemente bussare alla loro porta e offrire aiuto. Se so...Continua
Pag. 87
millericcioli
Ha scritto il Apr 12, 2012, 09:58
Quello che più l’aveva colpita era il loro silenzio. La loro calma. Alcuni giapponesi, dice, annuivano piano. Altri prendevano appunti. Nessuno diceva una parola. Molti di noi ammettono che, malgrado passassero tutti i giorni davanti a quegli avvisi...Continua
Pag. 84
millericcioli
Ha scritto il Apr 12, 2012, 09:57
Imparavano a chiamare sempre il ristorante prima di andarci. Servite i giapponesi? Imparavano a non uscire da soli di giorno, e come comportarsi se si ritrovavano intrappolati in un vicolo dopo il tramonto. Di’ che fai judo. E se non bastava, imparav...Continua
Pag. 56

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