Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Venivamo tutte per mare

By Julie Otsuka

(1230)

| Paperback | 9788833922751

Like Venivamo tutte per mare ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

"Da anni" ha dichiarato Julie Otsuka, "volevo raccontare la storia delle migliaia di giovani donne giapponesi - le cosiddette "spose in fotografia" che giunsero in America all'inizio del Novecento. Mi ero imbattuta in tantissime storie interessanti d Continue

"Da anni" ha dichiarato Julie Otsuka, "volevo raccontare la storia delle migliaia di giovani donne giapponesi - le cosiddette "spose in fotografia" che giunsero in America all'inizio del Novecento. Mi ero imbattuta in tantissime storie interessanti durante la mia ricerca e volevo raccontarle tutte. Capii che non mi occorreva una protagonista. Avrei raccontato la storia dal punto di vita di un "noi" corale, di un intero gruppo di giovani spose". Una voce forte, corale e ipnotica racconta dunque la vita straordinaria di queste donne, partite dal Giappone per andare in sposa agli immigrati giapponesi in America, a cominciare da quel primo, arduo viaggio collettivo attraverso l'oceano. È su quella nave affollata che le giovani, ignare e piene di speranza, si scambiano le fotografie dei mariti sconosciuti, immaginano insieme il futuro incerto in una terra straniera. A quei giorni pieni di trepidazione, seguirà l'arrivo a San Francisco, la prima notte di nozze, il lavoro sfibrante, la lotta per imparare una nuova lingua e capire una nuova cultura, l'esperienza del parto e della maternità, il devastante arrivo della guerra, con l'attacco di Pearl Harbour e la decisione di Franklin D. Roosevelt di considerare i cittadini americani di origine giapponese come potenziali nemici. Fin dalle prime righe, la voce collettiva inventata dall'autrice attira il lettore dentro un vortice di storie fatte di speranza, rimpianto, nostalgia, paura, dolore, fatica, orrore, incertezza, senza mai dargli tregua.

261 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 3 people find this helpful

    E’ un racconto corale, questo. Rimanda a grandi ammassi di persone in luoghi lontani e vicini, rimanda a grandi eventi in luoghi disperati, rimanda a grandi sofferenze tramandate di generazione in generazione fino a diventare una entità di imprecisat ...(continue)

    E’ un racconto corale, questo. Rimanda a grandi ammassi di persone in luoghi lontani e vicini, rimanda a grandi eventi in luoghi disperati, rimanda a grandi sofferenze tramandate di generazione in generazione fino a diventare una entità di imprecisata natura del quale l’ultima generazione non ha memoria.
    Non c’è un protagonista: il protagonista di volta in volta è “uno di noi”, ma può essere anche “alcune di noi”, come può essere “tutti noi”. In ogni caso, è sempre un “noi”, perché le angosce e le sofferenze si dividono e si fanno in comune; ma anche le gioie e i doni sono comuni e ce li spartiamo. Perché “noi” non ci nascondiamo niente: né il bene né il male né la vittoria ma neanche la sconfitta. Le donne sanno bene che al di là di tutto c'è sempre qualcosa in più che possiamo sempre dare "Noi"

    “Vedrai: le donne sono deboli, ma le madri sono forti”

    Is this helpful?

    Sandroman said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Immaginate un'anafora.

    Ora, immaginatela per 142 pagine.

    Is this helpful?

    The Girl said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Già dal titolo il lettore riesce ad immaginare questa folla di donne, per la maggior parte bambine, che dopo aver abbandonato la madrepatria, speranzose in una vita migliore, stringono a sé come amuleti le fotografie dei futuri mariti che vedranno pe ...(continue)

    Già dal titolo il lettore riesce ad immaginare questa folla di donne, per la maggior parte bambine, che dopo aver abbandonato la madrepatria, speranzose in una vita migliore, stringono a sé come amuleti le fotografie dei futuri mariti che vedranno per la prima volta negli Stati Uniti.
    Sebbene il racconto non si focalizzi su nessuna storia in particolare, si avverte con forza lo straordinario coraggio, spirito di sacrificio e disperazione che hanno animato ciascuna di loro.
    La discriminazione verso i giapponesi e la successiva deportazione durante la seconda guerra mondiale, raccontata a mò di delicate pennellate, sembrerebbe rappresentare una storia a sé, ma in realtà segna l’ennesima amara disillusione che le donne emigranti giapponesi hanno dovuto subire.
    Una storia corale intensa e commovente raccontata con struggente affetto e delicatezza.

    Is this helpful?

    Lady of Camelot said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Spose in fotografia

    Fantastico lo stile usato dalla Otsuka ... un fremito collettivo di una potenza disarmante.

    "Sulla nave eravamo quasi tutte vergini.
    Avevamo i capelli lunghi e neri, i piedi piatti.
    Alcune venivano dalla montagna e non avevano mai vistoil mare.
    ...(continue)

    Fantastico lo stile usato dalla Otsuka ... un fremito collettivo di una potenza disarmante.

    "Sulla nave eravamo quasi tutte vergini.
    Avevamo i capelli lunghi e neri, i piedi piatti.
    Alcune venivano dalla montagna e non avevano mai vistoil mare.
    Alcune erano figlie di pescatori e non avevano mai visto la neve.
    Tutte avevamo la foto del nostro futuro marito.
    Le immagini erano quelle di giovani bellissimi che scrivevano di possedere case e di svolgere lavori interessanti.

    Quando sbarcammo alcune di noi trovarono ad attenderle gli stessi uomini delle foto ma con vent'anni di più (le foto che avevano inviate erano di quand'erano giovani),alcune scoprirono che le foto erano di amici, di cugini, di fratelli.
    Tutte noi trovammo contadini e operai,braccianti,mercadali che non possedevano nulla.
    "

    Is this helpful?

    _Honey_ (!) said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bella storia, ma trattata in modo troppo breve e spersonalizzante. Per approfondire l'argomento della segregazione dei giapponesi negli USA durante la II Guerra Mondiale, suggerisco un bellissimo romanzo: Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford ...(continue)

    Bella storia, ma trattata in modo troppo breve e spersonalizzante. Per approfondire l'argomento della segregazione dei giapponesi negli USA durante la II Guerra Mondiale, suggerisco un bellissimo romanzo: Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford.

    Is this helpful?

    Paola said on Jun 23, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Mi trovo un po' in difficoltà a classificare quest'opera. E' fiction, ma piuttosto saldamente radicata nella realtà. E non solo è esito di un evidentemente solido lavoro di ricerca, è anche strutturata secondo un impianto narrativo che ha più l'aspet ...(continue)

    Mi trovo un po' in difficoltà a classificare quest'opera. E' fiction, ma piuttosto saldamente radicata nella realtà. E non solo è esito di un evidentemente solido lavoro di ricerca, è anche strutturata secondo un impianto narrativo che ha più l'aspetto della raccolta di testimonianze che non quello del vero e proprio romanzo. Per questo, credo che possa risultare un po' straniante se la si approccia con l'idea di leggere un racconto o raccolta di racconti.
    D'altra parte, se si supera la possibile difficoltà nel seguire la narrazione "in prima persona plurale", l'opera è di per sé molto interessante da un punto di vista storico. Senza contare che la breve appendice finale, con la citazione delle fonti, è una miniera di interessanti letture - decisamente da approfondire.

    Is this helpful?

    Sonia Gabriev said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Collection with this book

Margin notes of this book