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Vent'anni dopo

Di

Editore: Mondadori

4.1
(1082)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 869 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8804412755 | Isbn-13: 9788804412755 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Sono passati vent'anni dalle avventure giovanili di D'Artagnan e dei suoi invincibili amici, ma i vecchi ex moschettieri non hanno perso il gusto per leavventure e, anche se le vicende storiche li possono portare in campi avversi,la loro amicizia rimane salda e indissolubile.
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  • 3

    Assolutamente sottotono, rispetto ai Tre moschettieri. Una storia a tratti confusa e, visti i risultati, inutile per i 4 amici. Basti notare che la risoluzione del libro è legata ad un episodio che ac ...continua

    Assolutamente sottotono, rispetto ai Tre moschettieri. Una storia a tratti confusa e, visti i risultati, inutile per i 4 amici. Basti notare che la risoluzione del libro è legata ad un episodio che accade nel terzultimo capitolo. Il resto del libro è un insieme infinito di nomi, faccende ed intrighi.
    Si percepisce, forte, la nostalgia per i tempi andati e dà sollievo pensare che l'affetto e la stima tra i 4 compagni non siano stati intaccati dai vent'anni trascorsi.
    Un buon libro, da leggere ma non da consigliare.

    ha scritto il 

  • 5

    Inizialmente ero scettico nei confronti di questo romanzo, trattandosi di un seguito ed essendo ancora entusiasta dell'originale a più di un anno dalla sua lettura.
    Dopo poche pagine ogni dubbio è sta ...continua

    Inizialmente ero scettico nei confronti di questo romanzo, trattandosi di un seguito ed essendo ancora entusiasta dell'originale a più di un anno dalla sua lettura.
    Dopo poche pagine ogni dubbio è stato però spazzato via dallo stile di Dumas: si ritrovano i vecchi personaggi come li si aveva lasciati nel primo volume, però invecchiati e maturati di vent'anni.
    Dumas riesce così a riproporre lo stesso susseguirsi di avventure e peripezie, presentandoci però dei personaggi che sentono il peso dei vent'anni passati. Si ha così ad esempio un D'Artagnan ancora irruento e spaccone, ma con una vena di serietà e quasi di malinconia: egli non è più il nuovo arrivato, ma sa di essere parte integrante del gruppo. Un gruppo dove ogni componente gioca il suo ruolo gestito in maniera magistrale da Dumas.
    Un libro immancabile per chi abbia apprezzato il primo.

    ha scritto il 

  • 5

    J'adore ce boquin. Une mes meilleurs romans de aventures que j'aie jamais lu. L'humeur eta l'ironie fins de Dumas en décrivant les événements poliques et leur protagonistes m'ont fort amusé. Et le b ...continua

    J'adore ce boquin. Une mes meilleurs romans de aventures que j'aie jamais lu. L'humeur eta l'ironie fins de Dumas en décrivant les événements poliques et leur protagonistes m'ont fort amusé. Et le bouquin lui même est une panégyrique de l'amitié, et cela m'a souvent touché profondement. 100% recommandable!!

    ha scritto il 

  • 3

    Bella la parte centrale, cappa e spada magistrale, dialoghi epici, intrighi intriganti, un po' lento invece l'inizio e la fine, si vede che era pagato a pagina.. Tutto sommato mi ha un po' deluso. ...continua

    Bella la parte centrale, cappa e spada magistrale, dialoghi epici, intrighi intriganti, un po' lento invece l'inizio e la fine, si vede che era pagato a pagina.. Tutto sommato mi ha un po' deluso.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è più tempo di sarabanda

    Vent'anni sono passati per tutti, non solo per i Quattro.
    Chissà come sarebbe stato leggere Vent'anni dopo a 14 anni, o a 24. Invece l'ho letto ora e mi è rimasta una strana sensazione.

    Si potrebbe p ...continua

    Vent'anni sono passati per tutti, non solo per i Quattro.
    Chissà come sarebbe stato leggere Vent'anni dopo a 14 anni, o a 24. Invece l'ho letto ora e mi è rimasta una strana sensazione.

    Si potrebbe parlare d'altro, di qualche smagliatura nei raccordi tra gli innumerevoli capitoli\puntate, di qualche trucchetto di troppo per tenere avvinti i lettori, di qualche didascalia che aveva senso nell'edizione a puntate, ma suona ripetitiva per chi legge il romanzo tutto intero.

    Ma la lettura mi convince ancor di più che i difetti di Dumas sono messi lì apposta per stanare i pedanti, i cacciatori di virgole, i rabdomanti del dettaglio inutile. Che pena dev'essere. Come scrisse C. Saint-Beuve, Dumas raccontava con gioia fisica e con la stessa gioia lo leggo io, anche se questi vent'anni non sono stati una passeggiata e la sarabanda ha lasciato il posto a un ritmo più malinconico.

    "La sua giovinezza gli riapparve portando tutti i ricordi soavi, che sono profumi piuttosto che pensieri. Da quel passato al presente c’era un abisso. Ma la fantasia ha il volto dell’angelo e del baleno; essa varca i mari nei quali abbiamo corso il rischio di naufragare, le tenebre dove si sono perdute le nostre illusioni, gli abissi che hanno inghiottito la nostra felicità".

    Nota: devo ringraziare Dragoval per aver segnalato nel suo commento ai Tre Moschettieri le pagine di Citati su Dumas (tratte da Il male assoluto) e vi rimando ai suoi commenti ai romanzi, oltre a quelli di Gabrilu e di Procyon Lotor. Bastano e avanzano.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro bellissimo, forse anche meglio del primo, nonostante all'inizio della lettura avessi un po' di nostalgia delle "guasconate" giovanili de "I tre moschettieri". A mio avviso la tematica più imp ...continua

    Un libro bellissimo, forse anche meglio del primo, nonostante all'inizio della lettura avessi un po' di nostalgia delle "guasconate" giovanili de "I tre moschettieri". A mio avviso la tematica più importante che Dumas propone è quella dell'amicizia, intesa come un sentimento capace di oltrepassare le proprie personali convinzioni. Non a caso i quattro amici si trovano su fronti opposti in quest'avventura, ma non esitano a disobbedire agli ordini dei superiori (Mazarino) pur di aiutarsi. Ciò che conta sono le persone in carne ed ossa e non gli ideali: penso che questa sia una lezione che valga per ogni epoca. Se avete tempo leggetelo, vi farà una grandiosa compagnia, ma dovete avere tempo a disposizione perché una volta iniziato sarà difficile interrompere la lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    Il calore (o il colore) del sangue

    Abbiamo detto altrove che, a quarant'anni, il sangue non ribolle come a venti. I nostri bravi moschettieri non sembrano aver subito alcun logoramento fisico, ma la cenere del tempo, delle illusioni p ...continua

    Abbiamo detto altrove che, a quarant'anni, il sangue non ribolle come a venti. I nostri bravi moschettieri non sembrano aver subito alcun logoramento fisico, ma la cenere del tempo, delle illusioni perdute, dell'ingratitudine del potere ha offuscato con un velo leggero il carattere dei nostri eroi.D'Artagnan, dopo vent'anni, non è ancora capitano dei moschettieri, Porthos è ricchissimo ma non è nobile, Aramis, ora abate, non è mai stato così tanto uomo d'arme (e tombeur des femmes ), Athos sembra appartenere sempre meno a questo mondo.
    A Richelieu è subentrato quel miserabile di Mazzarino, Anna D'Austria è una matrona acida e capricciosa; Luigi XIV è un ragazzino, e la Fronda agita Parigi. Aramis, Athos, Porthos e d'Artagnan sarebbero su fronti politici opposti, ma l'amicizia è un collante superiore che risolve tra loro ogni divergenza. Milady ricompare più crudele che mai reincarnata in suo figlio. E a proposito di figli, Athos finalmente è padre orgoglioso (e forse lo è anche Aramis).
    D'Artagnan, il più inossidabile dei quattro, rimane la solita testa calda, arguto e brillante, sempre pronto alla beffa, un compendio degli eroi del Decameron . Ma i crimini della Storia qui gettano la loro ombra: bellissime, sublimi, le pagine dedicate alla condanna e al supplizio di Carlo I Stuart per ordine di Cromwell, simbolo, agli occhi umidi e attoniti di Athos, della morte della Regalità, e forse presagio delle tristi pagine a venire della storia di Francia.

    ha scritto il 

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