Ventimila leghe sotto i mari

I viaggi straordinari di Jules Verne

Di

Editore: Mursia (Corticelli, 6)

4.0
(4170)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 307 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Giapponese , Tedesco , Galego , Rumeno , Finlandese , Lettone , Chi semplificata , Olandese , Catalano , Portoghese , Polacco , Ceco , Russo

Isbn-10: A000033905 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Grazia Schiuzzi ; Illustratore o Matitista: E. Riou ; Illustrazione di copertina: Graziella Sarno

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 2

    Può capitare di non apprezzare i grandi classici...

    Questa volta, mi sono concessa a Verne, scrittore francese conosciuto per essere il padre della moderna fantascienza, nonché scrittore di romanzi scientifici e per ragazzi. Egli nacque a Nantes nel 18 ...continua

    Questa volta, mi sono concessa a Verne, scrittore francese conosciuto per essere il padre della moderna fantascienza, nonché scrittore di romanzi scientifici e per ragazzi. Egli nacque a Nantes nel 1828 e morì nel 1905 ad Amiens dopo aver passato una vita “movimentata” fin da piccolo: ad 11 fuggì di casa imbarcandosi su una nave diretta nelle Indie per regalare una collana di coralli a sua cugina di cui era follemente innamorato. Un bambino dalle idee chiare, direi. Con una padre magistrato, il giovane Verne si dovette dedicare agli studi di giurisprudenza, nonostante il suo interesse per la poesia, la filosofia e la letteratura in generale, fosse molto spiccato. Studiò a Parigi, dove ebbe modo di frequentare circoli letterari (dove conobbe Dumas Junior) e la Biblioteca Nazione. Vivendo una vita divisa tra teatro, scrittura e le leggi, nel 1850 abbandonò la carriera giuridica definitivamente, per dedicarsi alla letteratura. Purtroppo il successo non venne fin da subito, ma ebbe la fortuna di firmare un contratto di 20 anni con l’editore Pierre-Jules Hetzel, riuscendo ad abbandonare l’impiego di agente di cambio per dedicarsi completamente alla produzione letteraria. Il romanzo letto da me, in questi mesi, nacque nel 1870, periodo in cui Verne si dedicò al mare, se così si può dire. Infatti, scrisse questo e “Una città galleggiante” durante il suo viaggio con il fratello Paul, sul piroscafo Great Eastern, la nave più grande del mondo.

    Ecco qui una breve trama del romanzo “Ventimila leghe sotto i mari”: tutta la vicenda si svolge in mare, raccontata in prima persona da dal Professor Pierre Arronax, un celebre naturalista parigino. Egli viene chiamato a prendere parte ad una spedizione per svelare quale animale mastodontico potesse esserci dietro l’affondamento di una nave, un essere gigantesco, secondo i vari avvistamenti. Le supposizioni erano molte, il professore stesso, pensava che fosse un narvalo dalle notevoli dimensioni, con un corno perforante e dalla velocità estrema. Parte con il suo fedele cameriere, Conseil e, sulla nave “Abraham Lincoln”, conosce il fiociniere canadese, Ned Land. Passerà molto tempo in navigazione prima di imbattersi nel “mostro” famigerato, scoprendo poi essere un sottomarino all’avanguardia (il Nautilius). I nostri tre protagonisti lo scopriranno a loro malgrado: una volta finiti in mare dopo il conflitto tra il Nautilius e la loro nave, verranno presi come ostaggi dal comandante del sottomarino, dopo aver però nuotato fino allo stremo delle forze. Nel loro viaggio sottomarino, in compagnia del Capitano Nemo e dello strano equipaggio di bordo, faranno incredibili scoperte, rischieranno la vita e condurranno un’esistenza al limite delle leggi della natura, lontano dalla terraferma.

    Trama probabilmente scritta male e fin troppo breve, ma non volevo dilungarmi troppo. Che dire, complessivamente sono rimasta delusa da questo libro, pur riconoscendogli una certa importanza letteraria. Sono rimasta delusa perché sono veramente milioni ed interminabili le parti in cui Verne si dilunga nel nominare tutte le cose che vengono viste dal professore, usando la nomenclatura scientifica. Un po’ va bene, ma dopo un centinaio di pagine, non se ne può più. Si vede che c’è della passione in ciò che è stato scritto, si vede che c’è molto dello scrittore stesso, ma è lento, scorre bene solo verso la fine, ma senza esagerare. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, ognuno aveva il suo bel caratterino, il suo spessore psicologico ed una coerenza dall’inizio alla fine. Senza dubbio, la tematica è tutt’ora affascinante, l’idea di visitare le profondità marine e di vivere isolati dal mondo, è senza dubbio intrigante e dubito che nessuno abbia desiderato, almeno una volta, di trovarsi lontano da tutti. In questo, mi sono immedesimata molto in Arronax, perché comunque ha sempre trovato l’aspetto positivo anche quando la situazione si stava facendo pesante, inoltre è un eremita “moderato”. Stare da soli piace a tutti, chi più, chi meno, ma ci vuole sempre del contatto con l’esterno e con il mondo che ci circonda. Non fosse stato per la pesantezza di questo romanzo, non avrei faticato a valutarlo meglio. Purtroppo è stata dura finirlo, è lungo e lento, sicuramente ne è complice il fatto di essere ambientato in due location per la maggior parte del tempo, il Nautilius ed il mare. Per il resto, se è stato definito come “uno dei libri di maggior successo di Verne”, un motivo ci sarà, forse non l’ho letto con il giusto spirito o con la giusta prospettiva. Non lo consiglio comunque, devo essere coerente con ciò che penso, per chi lo vorrà leggere però, auguro buona fortuna!

    ha scritto il 

  • 3

    作者你不要寫小說寫海洋生物圖鑑好不!
    扣掉對魚類的的介紹頁數可以少一半=_=
    而且劇情也沒啥張力,只能說當時是"空想"的東西現在都變成"現實"了。

    ha scritto il 

  • 4

    ha un solo difetto: quelle informazioni un pò troppo scientifiche, che spezzano la narrazione. ci stanno è normale. in quel periodo avere un sottomarino era semplicemente fantascienza, ma tutte quelle ...continua

    ha un solo difetto: quelle informazioni un pò troppo scientifiche, che spezzano la narrazione. ci stanno è normale. in quel periodo avere un sottomarino era semplicemente fantascienza, ma tutte quelle informazioni spezzano il filo. è come se Verne mettesse queste informazioni per dimostrare che fosse edotto, ma questo rende pesante la narrazione. comunque visto che il nautilus per quei tempi fosse fantascienza, il romanzo è comunque bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro letto insieme a mia figlia (11anni) per la scuola..
    Abbiamo fatto molto fatica a leggerlo e non credo lei ci sarebbe riuscita da sola..
    Arronax, Conseil, Ned Land e il capitano Nemo ci hanno fat ...continua

    Libro letto insieme a mia figlia (11anni) per la scuola..
    Abbiamo fatto molto fatica a leggerlo e non credo lei ci sarebbe riuscita da sola..
    Arronax, Conseil, Ned Land e il capitano Nemo ci hanno fatto compagnia per diverse sere nell'ultimo mese, ogni sera prima di dormire qualche paginetta...
    Ci abbiamo messo piu di un mese, ma non importa lo abbiamo finito.....◕‿◕
    Viene classificato come un libro per ragazzi, ma ci sono tantissimi termini, parole difficili, che rendono la lettura ostica e poco scorrevole, che hanno fatto in modo che mia figlia non si appassionasse al libro...
    Personalmente lo ritengo un buon libro, un libro che tutti dovrebbero leggere, scritto in modo egregio dal grande Jules Verne

    ha scritto il 

  • 3

    quasi 3

    In realtà non mi è piaciuto tantissimo..è il secondo grande classico dell'avventura che mi delude in poco tempo.
    L'inizio promette bene, in realtà anche verso la fine migliora e sicuramente Verne era ...continua

    In realtà non mi è piaciuto tantissimo..è il secondo grande classico dell'avventura che mi delude in poco tempo.
    L'inizio promette bene, in realtà anche verso la fine migliora e sicuramente Verne era un visionario e questo è da apprezzare. Però in generale non posso dire che mi abbia entusiasmato granchè; e poi il fatto di lasciare sia Nemo che la sorte del Nautilus avvolti nel mistero non so ancora se considerarla un buona trovata, per mantenere intorno a Nave e Capitano questo "fascino" dell'ignoto, oppure una bella fregatura perchè alla fine sappiamo più su flora e fauna che sull'uomo che ha reso possibile il viaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande classico che mi ispira sempre nostalgia

    Non era possibile non commentare questo che è stato il primo libro che ricordo di aver letto. Per il resto nulla da dire, un grande classico, scritto da un autore che con il senno di poi è stato ricon ...continua

    Non era possibile non commentare questo che è stato il primo libro che ricordo di aver letto. Per il resto nulla da dire, un grande classico, scritto da un autore che con il senno di poi è stato riconosciuto come visionario per le sue idee che anticiparono i tempi. Un libro che scorre via piacevoli fatta eccezzione forse per alcuni monologhi del capitano Nemo che forse vista l'età che avevo quando ho letto il libro, non ho saputo apprezzare.

    ha scritto il 

  • 5

    recensione a cura di REBECCAMAZZARELLA.IT

    recensione completa qui: http://www.rebeccamazzarella.it/recensioni-di-libri/item/53-ventimila-leghe-sotto-i-mari-di-jules-verne.html

    In questo libro vengono narrate le vicende di un professore che pa ...continua

    recensione completa qui: http://www.rebeccamazzarella.it/recensioni-di-libri/item/53-ventimila-leghe-sotto-i-mari-di-jules-verne.html

    In questo libro vengono narrate le vicende di un professore che parte per un viaggio in cui il suo scopo è quello di trovare il trovare un mostro marino che ha creato scompiglio e paura nella marina e nei trasporti.
    Dopo mesi di navigazione scopriranno che il Nautilus è quel mostro marino di cui tutti hanno paura.
    Il Professore Aronnax, il suo servo e un fiociniere, verranno catturati dal Capitano Nemo dando inizio all'avventura meravigliosa attraverso i mari.
    Inizialmente vengono tenuti prigionieri ma poi, col passare dei giorni il capitano Nemo cambierà idea facendo diventare i prigionieri per sempre parte dell'equipaggio, iniziandoli così al Nautilus.
    Nemo, personaggio misterioso, a volte iroso e burbero ma molto sapiente, spiegherà loro come riesce a recuperare dal mare tutto ciò che gli serve per vivere e per il Professore Aronnax studiare insieme a lui sarà un'essperienza di inestimabile valore.
    Anche per il lettore diventa un'esperienza da vivere, soprattutto grazie alle passeggiate sul fondale marino, alla scoperta dei relitti di navi protettori di tesori da poter barattare sulla terra, specie marine mai viste e dai colori strabilianti....

    ha scritto il 

  • 5

    non c e neanche una frase di questo libro che sia noiosa e mi piacerebbe sapere che fine ha fatto il nautilus e il capitano nemo che sono finiti nella tromba marina .
    e molto bello l argomento trattat ...continua

    non c e neanche una frase di questo libro che sia noiosa e mi piacerebbe sapere che fine ha fatto il nautilus e il capitano nemo che sono finiti nella tromba marina .
    e molto bello l argomento trattato nel libro, ovvero la vita e la ricerca scientifica in un sottomarino che al tempo della pubblicazione del libro non ne esisteva nessun tipo

    ha scritto il 

  • 2

    manuale ittico!

    Ma diciamoci la verità, una volta passato lo stupore per la chiaroveggenza tecnologia del caro Verne, nel prevedere il funzionamento dei sommergibili che sarebbero stati costruiti di lì a qualche dece ...continua

    Ma diciamoci la verità, una volta passato lo stupore per la chiaroveggenza tecnologia del caro Verne, nel prevedere il funzionamento dei sommergibili che sarebbero stati costruiti di lì a qualche decennio, cosa resta di questo romanzo? Forse il suo più celebrato. Liste infinite di tutte le specie acquatiche appartenenti alla flora e alla fauna e la loro pedante quanto inutile descrizione? Ma a che pro, voglio dire, stiamo leggendo un romanzo, o un catalogo di pescheria? Poi, caro Giulio, magari non condividi il comportamento naturale dei Capodogli che usano attaccare le balene, allora che fai? Stermini tutta la specie? Non ti pare un po' contraddittorio? Non è che così ti abbassi al loro livello, o magari è solo usanza del tuo tempo giustificare un massacro con una presunta inferiorità culturale o malvagità(l'unica specie malvagia, Giulio, sono gli uomini!)? Poi si sa, la trama ad un certo punto langue(dopo liste di 100.000 specie acquatiche, è probabile che non ci sia più niente da elencare!) allora bisogna inventarsi un disguido, magari restare incastrati sotto 200 metri di ghiaccio(se uno se le va a cercare!), o venire attaccati da un calamaro grande come un condominio(i calamari, a differenza dell'uomo, attaccano solo se hanno fame, e dubito gradiscano una supposta di lamiera!). Ma va bene, questo è il tuo genere, e non si discute, ma spiegami una cosa: C'È un tizio, forse l'unico con qualche millimetro di spessore, che fa cose un po' strane, anticipi, fai intendere, incuriosisci, illumini e repentinamente rimetti in ombra, crei l'aspettativa, ma alla fine niente, sappiamo i nomi di tutti i pesci degli oceani e i mari del globo, ma di questo tizio nulla! Dimmi la verità Giulio, volevi scrivere successivamente un altro romanzo intitolato:"Il capitano Nemo"? Furbacchione! Comunque sia, caro Giulio, massima stima! Ti ho letto e continuerò a farlo, sperando di meglio però.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi è piaciuto decisamente meno de Il giro del mondo in 80 giorni, che invece avevo amato. Inizia molto bene, Verne ci propone una storia intrigante e il misterioso personaggio del capitano Nemo. Purtr ...continua

    Mi è piaciuto decisamente meno de Il giro del mondo in 80 giorni, che invece avevo amato. Inizia molto bene, Verne ci propone una storia intrigante e il misterioso personaggio del capitano Nemo. Purtroppo però tutti i misteri resteranno tali, non avremo nessun aiuto per cercare di capire l'animo di quest'uomo e un po' dispiace. In più non ho amato la suddivisione della storia in capitoli decisamente indipendenti l'uno dall'altro. Tutte le avventure vissute dal Nautilus e dal suo equipaggio sono coinvolgenti ma non collegate l'una all'altra e questo, secondo me, intacca il coinvolgimento.

    ha scritto il 

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