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Vento dal nulla

Urania 621

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.6
(108)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 170 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000015457 | Data di pubblicazione: 

Illustrazione di copertina: Karel Thole

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel racconto biblico della creazione per prima cosa è la luce. Questa spettacolare storia di distruzione e di morte dovuta a uno dei massimi autori di FS inglesi, comincia invece così: "per prima venne la polvere". L'azione ha inizio nell'aeroporto londinese di Croydon, dove da ore, inspiegabilmente, sebbene non ci siano nebbia né scioperi nessun aereo arriva più. Per prima, invece, arriva appunto la polvere, e ciò che poi gradualmente si scatena non ha precedenti né nella storia delle catastrofi reali né in quella dei più ingegnosi cataclismi finora immaginati dalla fantascienza.
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  • 3

    Questo romanzo si iscrive a quel tipo di fantascienza che viene chiamata "fantascienza apocalittica e post-apocalittica" ovvero romanzi incentrati sulla fine della civiltà e sulla successiva resistenza dei sopravvissuti in un mondo devastato.
    Qui, ciò che causa la fine della civiltà, è un v ...continua

    Questo romanzo si iscrive a quel tipo di fantascienza che viene chiamata "fantascienza apocalittica e post-apocalittica" ovvero romanzi incentrati sulla fine della civiltà e sulla successiva resistenza dei sopravvissuti in un mondo devastato.
    Qui, ciò che causa la fine della civiltà, è un vento, un vento che diventa sempre più forte e che, durante il corso del romanzo, supererà la velocità di 800 Kmh, devastando tutto.
    Le storie di vari protagonisti si intrecceranno, mentre uno strambo miliardario si farà costruire una piramide, simbolo della sua resistenza contro la natura.
    La mia recensione completa sul mio blog : http://capitolonero.blogspot.it/2014/09/il-vento-dal-nulla-jg-ballard.html

    ha scritto il 

  • 5

    Inquietante ma coinvolgente

    Un romanzo veloce che subito mette in uno stato di inquietudine apocalittica. Immagini vivide, quasi vere, coinvolgenti. Ogni tanto finito di leggere dovevo ricordarmi che era finzione e quindi di non confonderlo con le notizie sentite al telegiornale. Perché, no, in nessuna parte del mondo si è ...continua

    Un romanzo veloce che subito mette in uno stato di inquietudine apocalittica. Immagini vivide, quasi vere, coinvolgenti. Ogni tanto finito di leggere dovevo ricordarmi che era finzione e quindi di non confonderlo con le notizie sentite al telegiornale. Perché, no, in nessuna parte del mondo si è ancora alzato questo vento devastante. No, da nessuna parte della terra ancora una strana sabbia rossa sta invadendo tutte le strade, trasportata da un vento che progressivamente cresce in potenza e velocità.
    Questo romanzo rientra nel filone molto battuto da Ballard dei possibili scenari di apocalissi ambientali, come "Terra bruciata" o "Foresta di cristallo".
    Bello, veramente bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Di che parla Vento dal Nulla? Beh, esattamente quello che dice il titolo: un bel giorno inizia a soffiare il vento e non ci sarebbe nulla di strano se: a_ non soffiasse più o meno uniformemente su tutta la terra; b_ non smettesse mai; c_ la sua forza non continuasse ad aumentare.


    Scritto n ...continua

    Di che parla Vento dal Nulla? Beh, esattamente quello che dice il titolo: un bel giorno inizia a soffiare il vento e non ci sarebbe nulla di strano se: a_ non soffiasse più o meno uniformemente su tutta la terra; b_ non smettesse mai; c_ la sua forza non continuasse ad aumentare.

    Scritto nel 1961, questo è un libro che vede la fantascienza nell'ottica del disastro naturale: non ci sono alieni, non c'è tecnologia e non c'è società futuristica.
    Noi vediamo la crisi che sconvolge il pianeta quando un fenomeno imprevedibile ed inarrestabile travolge tutti e tutto, letteralmente. Come fai a fermare una massa solida di aria che si muove sull'intera superficie terrestre? All'inizio è fastidio, poi preoccupazione, poi terrore: una storia opprimente in cui non c'è un nemico da combattere, solo il tentativo di restare vivi quanto basta, perchè il vento prima o poi scemerà, no?
    Ma non è detto, e insieme alla crescente devastazione c'è anche la crescente fine della speranza, la la perdita di tutto: non solo niente più tecnologia, ma neanche la possibilità di tornare alle origini, di sopravvivere come i nostri antenati: la superficie è invivibile, il sottosuolo anche. Non c'è letteralmente niente, a parte poche scorte che non basteranno per tutti e non basteranno a lungo.

    La lotta tra uomo e natura è talmente impari da non essere neanche una lotta quanto un lento massacro di cui non si conosce il motivo: perchè il vento ha iniziato a soffiare, a spostare l'equivalente di un deserto? Si parla di un'anomala attività solare che potrebbe essere alla base, ma i suoi effetti sono più che altro biblici: quando un uomo sfida apertamente la furia della natura ricorda più che altro l'arrogante sfida a Dio che doveva essere la Torre di Babele.

    Il libro, in quanto opera prima, ha la sua bella dose di difetti: il primo sono le descrizioni, nebulose e decisamente acerbe, che tendono a ripetersi all'infinito. Poi ci sono i personaggi... o meglio, non ci sono: piatti, di loro non si sa nulla dall'inizio alla fine e sono più che altro tagliati con l'accetta. La cosa crea un contrasto interessante perchè ti ritrovi con un libro di cui vuoi sapere il finale, ma non perchè hai investito emotivamente nei personaggi: è pura e semplice curiosità, perchè Ballard ha creato l'atmosfera. In effetti, i personaggi sembrano più che altro una scomoda necessità: servono gli occhi di qualcuno per vedere Quello che Realmente Importa, ossia quanto sta accadendo alla Terra.
    Per ultimo c'è il cattivo, che per me è un'epic fail: per tutta la lettura sembra che lo scritto sia piuttosto anomalo per la mancanza di un nemico che non sia una forza implacabile, contro cui è impossibile ingaggiare un combattimento. A me sinceramente piaceva: non serviva un antagonista umano.
    Ma a quanto pare il climax si poteva raggiungere solo con un tizio che spunta dal niente, e inserisce a random la tematica dello scontro tra l'uomo e natura, tra uomo e mistico, tra uomo e i suoi limiti... insomma, lì si sente che è un'opera prima perchè è veramente infilato a forza in modo molto ingenuo, che mal si amalgama con il resto del libro.

    Ma in definitiva mi è piaciuto: l'idea è interessante e l'autore riesce a rendere benissimo la crescente angoscia e il panico della sua ambientazione. È stato anche abbastanza bravo da non tirarla per le lunghe: Ballard preferisce usare il tempo necessario piuttosto che allungare il brodo con inutile fuffa.
    Non vedo l'ora di leggere qualcos'altro di suo.

    ha scritto il 

  • 1

    GENOVA-ALASSIO AI 15 km/h IN 30 MINUTI, ALBORETO IS NOTHING.

    Su tutta la terra soffia un vento immondo di cui non si sa assolutamente nulla che aumenta di 10 chilometri orari al giorno senza mai fermarsi fino a toccare punte di 200-300-400 e persino 800 km/h e tu, essendo uno stereotipo ridicolo di multimilionario pazzo, decidi di costruire una piramide pe ...continua

    Su tutta la terra soffia un vento immondo di cui non si sa assolutamente nulla che aumenta di 10 chilometri orari al giorno senza mai fermarsi fino a toccare punte di 200-300-400 e persino 800 km/h e tu, essendo uno stereotipo ridicolo di multimilionario pazzo, decidi di costruire una piramide per dimostrare al globo intero di essere l’unico coraggioso ad aver sfidato la natura.
    Non un bunker sotterraneo, che poi non hai modo di goderti lo spettacolo, ma una vera e propria piramide con un solo finestrone incassato nel tuo ufficio privato.
    Sei l’unico, ovvio, nessun governo ha pensato di costruire megabunker sotterranei dove nascondere e riparare la popolazione perché quelli pensano solo alla pellaccia loro: generali, colonnelli, capi di Stato e gentaglia simile son tutti (stereotipo) furboni pronti a sacrificare milioni di vite pur di salvarsi (tranne, ovviamente, la rarissima eccezione di un (stereotipo) eroico comandante di sottomarini dal cuore d’oro).
    Ti organizzi chissà come per tempo in modo assolutamente perfetto: cibo, acqua, mezzi superblindati per viaggiare in superficie e il meglio di ogni categoria esistente (guardia personale, medici, cuochi e via dicendo) in modo da esser pronto a resistere anche per mesi se necessario, alla faccia di quei pirla del governo che il massimo che riescono a fare coi loro due soldi è rifugiarsi in Groenlandia dove il vento pare sia molto debole.
    Quindi aspetti.
    Nel frattempo il sopracitato comandante di sottomarino vive una fantastica avventura tragicomica in Liguria (???) dove evidentemente l’autore non è mai stato, altrimenti non si spiegherebbe come Lanyon possa muoversi da Genova ad Alassio su un mezzo pesantissimo e larghissimo che fa i 15 Km/h in poco meno di mezz’ora (ma nel 1961 quando ancora l’autostrada dei Fiori non esisteva da dove passa? Dall’Aurelia?? È una battuta?) e quindi fino a Sanremo, Nizza e ritorno. Tanto per non farsi mancar proprio niente ne approfitta per salvare la moglie di un italiano dal crollo di una chiesa nel paese del Festival canoro (ovviamente quando il comandante scende le donne italiche han tutte il foulard (stereotipo) nero sulla testa), lo stesso italiano che magicamente ritroverà qualche giorno dopo (sia chiaro che il vento è ormai arrivato ai 200 km/h e più volte è specificato che nessuno riesce più a uscir di casa) sopra Genova intento a trafugar lavatrici nel mezzo della tempesta (ma perchèèèè???), più precisamente nei sotterranei di un monastero che ovviamente è collegato tramite gallerie (stereotipo) segrete a tutta la città.
    Nel tuo Paese di multimilionari fissati con l’Egitto, intanto, un ricercatore medico vede la moglie ricca e annoiata farsi portar via dal vento perché (stereotipo) “fino a quel momento non ha vissuto veramente” e un altro tizio che ti ha aiutato nella costruzione del piramidone viene ucciso da uno dei tuoi uomini perché (stereotipo) “non ti è più utile”, ma nei suoi ultimi momenti di vita (stereotipo) avverte tutti del pericolo che rappresenti (boh…).
    E tu sei li che aspetti.
    Quindi, per chissà quale fortunata coincidenza, qualcuno dei personaggi fin qui descritti (si, anche il comandante di sottomarino che poche ore prima si trovava in Liguria, ma sai, lui ha il sottomarino!) arriva alla piramide e scopre, dopo soli cinque giorni, qualcosa di cui non si era accorto nessuno.
    Ma proprio nessuno nessuno!
    Cioè, UnaCosaCheProprioNonTeLaPuoiNeancheImmaginare se non te la dico perché una cazzata così grossa a me non capitava di sentirla dai marsuini che combattevano con l’elmetto che guarda caso era sempre un Urania, ma almeno là era un pirla qualunque mai sentito nominare a scrivere, invece qui è Ballard, osannato scrittore di fantascienza e non, che mai nessuno si sognerebbe di criticare.
    Ti sei preparato come un folle, hai costruito, organizzato, tramato, rotto i cojones per 110 pagine per poi finire così, con il megacazzatone dell’anno.
    Hai costruito la tua piramide sulla sabbia con un corso d’acqua sotterraneo a fianco.
    GENIO.

    DIFETTI: mi sembra di aver già detto tutto, vi lascio immaginare l’inimmaginabile finale.
    L’unico pregio è la grande idea iniziale e l’idea che persino il terreno ad un certo punto venga sollevato e ribaltato dal vento, stop, finita lì.

    ha scritto il 

  • 3

    La catastrofe interiore

    rece completa qui: http://beatblog2.blogspot.it/2011/09/ballard-i-la-catas…

    Questo romanzo può rientrare nel cosiddetto genere catastrofico che iniziava a prender piede negli anni '60. Tuttavia l'impronta di James Ballard è subito evidente: l'autore non conduce la vicend ...continua

    rece completa qui: http://beatblog2.blogspot.it/2011/09/ballard-i-la-catastrofe-interiore.html

    Questo romanzo può rientrare nel cosiddetto genere catastrofico che iniziava a prender piede negli anni '60. Tuttavia l'impronta di James Ballard è subito evidente: l'autore non conduce la vicenda e i personaggi nel modo canonico, e la catastrofe è già soprattutto interiore ai personaggi che la vivono. Trattandosi del primo romanzo, piuttosto “action”, le teorie sono ancora acerbe e tratteggiate a grandi linee, ma sono presenti e costituiscono spunti evidentemente molto potenti. Un'opera minore ma comunque incalzante che va letta nel contesto della quadrilogia costituita con i successivi romanzi.

    ha scritto il 

  • 3

    ... letto in lingua originale ...

    La storia, nonostante il tema catastrofico, è abbastanza originale... almeno per il modo in cui avviene la catastrofe.
    Le descrizioni di come il vento, poco a poco, fa letteralmente crollare la società sono accurate e realistiche.
    Invece ...continua

    ... letto in lingua originale ...

    La storia, nonostante il tema catastrofico, è abbastanza originale... almeno per il modo in cui avviene la catastrofe.
    Le descrizioni di come il vento, poco a poco, fa letteralmente crollare la società sono accurate e realistiche.
    Invece non ho trovato i personaggi particolarmente caratterizzati. C'è un cliché per ogni categoria e settore, alcuni forti stereotipi e la follia di fondo del costruttore della piramide.
    Quello che manca (e che non è assolutamente voluto) è spiegare perché questo capita e preoccuparsi di cosa accadrà dopo che il tutto è finito.
    Il vento arriva, il vento sparisce... radiazioni solari, volere divino, sfiga... ?
    Non ho notato lati ambientalisti, solo una disamina sull'invapacità dell'uomo di adeguarsi a qualcosa di veramente distruttivo (e non solo per loro) a causa dell'inguaribile ottimismo della razza.
    Manca anche una sorta di epilogo, dove poteva far vedere almeno il rientro degli eroi sopravvissuti, con qualche istantanea di come gli altri escono dalle tane.
    Invece si chiude in maniera secca, quasi come se ne fosse stato tagliato un pezzo...
    Il fatto che Ballard stesso (secondo la wiki) lo definisse un "piece of hackwork" (lavoro fatto seguendo schemi commerciali, ma anche noioso o pesante) la dice lunga.

    ha scritto il 

  • 0

    Per prima venne la polvere

    “Per prima venne la polvere”, biblica e soffocante, poi il vento. Senza origine precisa, nè causa apparente. Si alza e comincia a soffiare e a crescere d’intensità, su tutto il pianeta. Dopo un mese uscire di casa diventa faticoso, complicato. Dopo tre mesi tutte le attività umane vengono interro ...continua

    “Per prima venne la polvere”, biblica e soffocante, poi il vento. Senza origine precisa, nè causa apparente. Si alza e comincia a soffiare e a crescere d’intensità, su tutto il pianeta. Dopo un mese uscire di casa diventa faticoso, complicato. Dopo tre mesi tutte le attività umane vengono interrotte, bisogna restare chiusi in casa e sperare che regga. Dopo un anno l’esistenza sulla terra è completamente sconvolta... (CONTINUA SUL BLOG)

    http://bookskywalker.wordpress.com/2012/07/19/4-romanzi-per-quando-fa-caldissimo/

    ha scritto il 

  • 0

    Speciale "James G. Ballard": Vento dal nulla

    Ho provato a calarmi nei panni dell’autore, di fronte alla sua opera prima. Ho anche tentato di immaginare le fantasie, gli incubi e le aspettative paurose dei primi anni sessanta: guerra fredda, la Russia, gli alieni e la minaccia atomica. Ciò nonostante non sono riuscito ad apprezzare questo li ...continua

    Ho provato a calarmi nei panni dell’autore, di fronte alla sua opera prima. Ho anche tentato di immaginare le fantasie, gli incubi e le aspettative paurose dei primi anni sessanta: guerra fredda, la Russia, gli alieni e la minaccia atomica. Ciò nonostante non sono riuscito ad apprezzare questo libro.

    Non scandalizzatevi, vi prego. So benissimo che stiamo parlando di una delle più grandi firme della fantascienza e di un maestro dalla letteratura inglese contemporanea!
    A mia parziale discolpa vorrei ricordarVi, cari lettori, che fu proprio James Graham Ballard in persona che, qualche anno dopo la pubblicazione (1962), rinnegò questo suo primo figlio.

    Chiarita la situazione, veniamo al testo. “Vento dal Nulla” è il primo romanzo di Ballard ed anche il primo di una tetralogia dell’apocalisse, in cui i quattro elementi aristotelici, colpiscono all’improvviso il nostro pianeta in tutta la loro catastrofica portata, prostrando l’umanità ai piedi della natura tiranna.

    L’idea di per se è forte ed originale, come lo sono le prime pagine del testo: un crescendo di ansia, incredulità ed angoscia per un vento che non da segno di cessare.
    Londra entra in difficoltà, la sabbia inizia a coprire ogni edificio, a spezzarne le finestre; le automobili vengono trascinate in aria e la popolazione copre di sacchi di terra ogni angolo, nell’ansia della sopravvivenza.

    In questa cornice si sviluppano due storie parallele, che si incroceranno, in modo del tutto non credibile, a fine testo: da un lato Donald Maitland, medico londinese in fuga (fallita per il blocco del traffico aereo), deluso dalla vita coniugale con una giovane miliardaria; dall’altra il Capitano Lanyon, approdato a Genova con il suo sommergibile per recuperare a Nizza un collega che scoprirà essere morto da giorni. Il dottore percorrerà le vie di Londra, si rifugerà da un amico e grazie a lui collaborerà con il Ministero, scoprendo un gruppo segreto e misterioso, guidato dal megalomane Hoover. Il Capitano contemporaneamente si perderà in Liguria, si trascinerà per improbabili gallerie segrete che portano a Genova, si innamorerà di una giornalista inglese, riprenderà il suo super sommergibile (che a quanto pare non ha paura di centinaia di nodi e del relativo tsunami) e con quest’ultimo tornerà a Londra.
    Le due storie si incroceranno verso la fine quando, incontrandosi in un mezzo di trasporto speciale dell’esercito, i nostri eroi finiranno in una strana piramide nera, piena di agenti vestiti di nero, con bandiere nere, guidati dal folle Hoover, che organizza tutto questo splendore faraonico non tanto per una possibile dittatura post-vento ma piuttosto per essere ricordato come l’unico uomo che ha osato sfidare madre natura prima che il mondo finisse… mah. I protagonisti non verranno giustiziati; al contrario verranno catturati e lasciati vivi per produrre interviste apologetiche. Dulcis in fundo la piramide crolla, i nostri sopravvivono ancora e poco prima di morire il vento finisce. Evviva!

    Spero ora capirete la ragione del mio disgusto. La storia che ho infelicemente narrato nelle righe precedenti è di certo scritta bene, con un gusto da romanzo poliziesco. I colpi di scena sono inseriti al punto giusto, i personaggi sono caratterizzati (almeno per ciò che riguarda i due protagonisti principali) in modo piuttosto deciso. Nondimeno tutto l’impianto del testo crolla sotto le azioni e le scelte dei nostri attori. Decisioni, affermazioni e movimenti che superano la verità fisica e mentale in modo grottesco, annullando i veri sentimenti di paura che dovrebbero essere presenti in una situazione apocalittica, con il risultato di rendere il tutto poco o nient’affatto credibile. Di pagina in pagina vi sembrerà di passare da un buon romanzo dai tratti fantastici (non fantascientifici!) ad una delle più brutte pellicole di James Bond (con tanto di cattivoni vestiti in modo grottesco).

    Capisco insomma la ragione “dell’abiura” del testo da parte del suo creatore e il perché, dopo quarant’anni, non sia stato ancora ristampato.

    ___

    una recensione di Giorgio Michelangelo Fabbrucci

    ha scritto il 

  • 3

    Il vento dal nulla

    La storia, nonostante il tema catastrofico, è abbastanza originale... almeno per il modo in cui avviene la catastrofe.
    Le descrizioni di come il vento, poco a poco, fa letteralmente crollare la società sono accurate e realistiche.
    Invece non ho trovato i personaggi particolarmente car ...continua

    La storia, nonostante il tema catastrofico, è abbastanza originale... almeno per il modo in cui avviene la catastrofe.
    Le descrizioni di come il vento, poco a poco, fa letteralmente crollare la società sono accurate e realistiche.
    Invece non ho trovato i personaggi particolarmente caratterizzati. C'è un cliché per ogni categoria e settore, alcuni forti stereotipi e la follia di fondo del costruttore della piramide.
    Quello che manca (e che non è assolutamente voluto) è spiegare perché questo capita e preoccuparsi di cosa accadrà dopo che il tutto è finito.
    Il vento arriva, il vento sparisce... radiazioni solari, volere divino, sfiga... ?
    Non ho notato lati ambientalisti, solo una disamina sull'invapacità dell'uomo di adeguarsi a qualcosa di veramente distruttivo (e non solo per loro) a causa dell'inguaribile ottimismo della razza.
    Manca anche una sorta di epilogo, dove poteva far vedere almeno il rientro degli eroi sopravvissuti, con qualche istantanea di come gli altri escono dalle tane.
    Invece si chiude in maniera secca, quasi come se ne fosse stato tagliato un pezzo...
    Il fatto che Ballard stesso (secondo la wiki) lo definisse un "piece of hackwork" (lavoro fatto seguendo schemi commerciali, ma anche noioso o pesante) la dice lunga.

    ha scritto il