Vento largo

Voto medio di 280
| 61 contributi totali di cui 57 recensioni , 4 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 26/07/17
Poesia cristallizzata in prosa. Letto, religiosamente, davanti al mar Ligure dell'Imperiese come deve essere con questo libro in mano, cioè visto dall'alto. Storia di solitudini, di inquietudini, di ricerca interiore ed esteriore e ancora di pietrosa ...Continua
Ha scritto il 13/05/17
Solitudini. Atmosfere. Affetti. Natura. Piccoli dialoghi. La fatica di salire il monte e di lavorare la terra.
Non c’è niente di più, niente di meno. Se cerchi una storia rimarrai deluso. Se cerchi emozione la puoi trovare nei silenzi e nel vento
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Ha scritto il 17/12/16
un poeta del paesaggio
Ha scritto il 26/01/16
Un tempo io e mio marito avevamo l’abitudine di partire con due panini e due birre e andare a girare sui nostri monti.
Una volta capitammo in un micro paese di sasso dove abitavano solo due fratelli, uno vedovo ed uno zitello, senza figli. Erano
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  • 11 commenti
Ha scritto il 13/09/15
Mollare gli ormeggi tra gli olivi
In verità, il titolo e il fatto che questo scrittore fosse stato segnalato da Björn Larsson, mi aveva fatto pensare a un libro di mare. Invece non è così.
La storia si svolge tra l’entroterra ligure e la Provenza. Protagonista un “passeur”, colu
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Ha scritto il Feb 02, 2009, 18:23
Gli ulivi, carichi di seccume, anzichè di folto argento, s'illuminavano di un viola scarno, che precedeva il buio della fine. Varì era l'ultimo testimone di una vita che se ne andava.
Ha scritto il Feb 02, 2009, 18:14
Sul pianoro, tra i càlcari, sui flutti pietrificati, erano arrivate le punte del "Vent-larg", notturno ed impetuoso, d'alto mare. E gli era parso di sentire sonagli e campanacci dei greggi e delle scorte d'un tempo: redon, clarin, chiodato e martelle ...Continua
Ha scritto il Feb 02, 2009, 18:09
Salirono tra arastre. Cariche fin sule spine di lumache bianche e magre, oscillavano sull'abisso aggrappate al dirupo con tutte le loro mani. Un po' più in là rocce pianelle e rocce alte facevano una musica in sordina.
Ha scritto il Feb 02, 2009, 18:06
Saliva di nuovo ad Aurno. Il motivo per cui era sceso se l'era come scordato. C'era tempo. Guardava i sentieri lontani che o avevano fatto tremare. Le rocce impallidivano ancora d'aria marina. Le montagne erano come erose, intaccate da fulgori. Come ...Continua

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