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Vera

By Elizabeth von Arnim

(133)

| Paperback | 9788850222766

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Book Description

La ventiduenne Lucy è rimasta sola al mondo dopo che l'adorato padre se n'è andato per sempre. Confusa e infelice, mentre osserva il mare dal cancello della casa in Cornovaglia dove sperava di passare un'estate serena, viene turbata dalla comparsa di Continue

La ventiduenne Lucy è rimasta sola al mondo dopo che l'adorato padre se n'è andato per sempre. Confusa e infelice, mentre osserva il mare dal cancello della casa in Cornovaglia dove sperava di passare un'estate serena, viene turbata dalla comparsa di Everard, un bell'uomo maturo, anch'egli vestito a lutto. Sua moglie Vera è morta da poco, in circostanze misteriose. Prima che Lucy possa rendersene conto, Everard entra nella sua vita facendosi carico di ogni incombenza e aprendo nel cuore della ragazza una breccia profonda. Lei lo ripaga di un amore devoto e incondizionato, grata della sua protezione, delle sue attenzioni. Ma, nella casa di campagna in cui lui la porta a vivere, i rituali, i divieti e i ricordi presto si addensano come una fitta nebbia, su cui grava il mistero della morte di Vera... In un romanzo che considerava il suo migliore, Elizabeth von Arnim si addentra con immensa finezza nei labirinti dell'amore, della violenza psicologica e della cecità affettiva, mettendo in scena pochi personaggi e una storia "semplice", tuttavia straordinariamente convincenti e appassionanti.

31 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    questo libro mi è stato fortemente antipatico fin dalle prime pagine

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    Lalli927 said on Sep 23, 2013 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Ho scoperto questa autrice grazie alla tribù degli "anobiani".
    Cattura fin dalla prima pagina e non è mai scontato. I personaggi: Wemyss (odiosissimo), Lucy piena di vita e di speranze,la cara zia Dot, il personale domestico e, ultima, ma non ultima ...(continue)

    Ho scoperto questa autrice grazie alla tribù degli "anobiani".
    Cattura fin dalla prima pagina e non è mai scontato. I personaggi: Wemyss (odiosissimo), Lucy piena di vita e di speranze,la cara zia Dot, il personale domestico e, ultima, ma non ultima, Vera. Un personaggio più bello dell'altro, una storia da non perdere.

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    Marialù said on Nov 27, 2012 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Nel libro ci sono alcune sequenze davvero memorabili: Everard con le cameriere a proposito del té e del pane e burro, Everard e le cameriere a proposito del gong per annunciare pranzo e cena…del pianoforte con le gambe foderate e del bottone m ...(continue)

    Nel libro ci sono alcune sequenze davvero memorabili: Everard con le cameriere a proposito del té e del pane e burro, Everard e le cameriere a proposito del gong per annunciare pranzo e cena…del pianoforte con le gambe foderate e del bottone mancante… Everard che spiega alla sua mogliettina (al suo "cuoricino", alla sua "bambina") come e qualmente la biblioteca di casa contenga si centinaia di libri, ma che non solo questi libri sono stati comprati a peso e a metraggio ma che non è permesso ad alcuno di leggerli … scene magistrali.

    Sia Everard che la zia Dot sono (con le loro opposte caratteristiche e per motivi assolutamente diversi) personaggi ottimamente tratteggiati.

    Everard lo strozzeresti a mani nude e in diretta (lo ha già scritto qualcun altro, io entusiasticamente condivido) e la zia Dot l'abbracceresti e specialmente nella seconda parte del romanzo ti ritrovi a fare per lei un tifo sfegatato.

    ...Poi però la protagonista Lucy (quella ancora viva si fa per dire, chè la vera protagonista del romanzo è Vera che è morta si fa per dire) mi fa precipitare le stelline a meno sotto zero e cioè praticamente sotto le scarpe.

    Perché l'ansia della von Arnim di render partecipe me lettrice della triste sorte della protagonista la spinge a tratteggiare un personaggio di una perfetta, totale, insopportabile imbecillità. Confesso che per tutto il romanzo dentro di me chiamavo Lucy "Miss Cretinetti" e dall'inizio alla fine non ho potuto fare a meno di dirmi, mio malgrado, che insomma, una tale scimunita non poteva che farsi avvolgere contenta e beata dalle soffocanti e mortifere spire di un Everard.

    Peccato che una persona che sa scrivere così bene e dall'innegabile talento come la von Arnim si perda poi in trame che definire zoppicanti è poco.

    Vabbè. Facciamo un forfait di tre stelline e via.

    "Vera" è il terzo romanzo della von Arnim che leggo dopo "Il circolo delle ingrate" e "Il padre".

    Mi fermo qui, penso di aver dato abbastanza; rinuncio ad incantevoli mesi di aprile, a giardini ed estati solitarie e confermo l'impressione che paragonare la von Arnim ad una Katherine Mansfield è roba che grida vendetta.

    E poi, per favore, lasciamo da parte il grande Henry James e il suo "Ritratto di signora", quello sì un perfetto capolavoro.

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    Gabrilu said on Sep 12, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Splendido libro che, in poche pagine, riesce a trasmetterti sensazioni vere e concrete tra cui un'antipatia immediata e persistente per il protagonista maschile.

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    Vera Demes said on Aug 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una piacevole scoperta, questa autrice. Lo stile è molto scorrevole, per quanto ricercato e all'occorrenza anche ironico e delicatamente tagliente, mi ha ricordato un po' "Rebecca" e un po' Georgette Heyer.
    La storia invece...quanta rabbia!!! Rabbia ...(continue)

    Una piacevole scoperta, questa autrice. Lo stile è molto scorrevole, per quanto ricercato e all'occorrenza anche ironico e delicatamente tagliente, mi ha ricordato un po' "Rebecca" e un po' Georgette Heyer.
    La storia invece...quanta rabbia!!! Rabbia per il comportamento di lui, che ti viene voglia di prendere a schiaffi da un terzo del libro in poi, e rabbia per lei, che totalmente soggiogata, non ha la forza di reagire. Alla fine è un libro sulla violenza sulle donne. Violenza psicologica, in questo caso, ma sempre violenza è. E siccome mi capita raramente di apprezzare un libro, quando detesto i protagonisti, doppiamente complimenti all'autrice, che invece mi ha tenuto incollata fino alla fine (e poi il personaggio della zia è stupendo!! :))!

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    lupurk said on Jun 11, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Guida pratica al matrimonio

    Magistrale romanzo sul matrimonio e sui sentimenti, incentrato in un progressivo scambio di punti di vista.
    La vicenda potrebbe sembrare banale, ma la von Arnim costruisce una storia avvincente attraverso le vicende di personaggi resi mirabili da un ...(continue)

    Magistrale romanzo sul matrimonio e sui sentimenti, incentrato in un progressivo scambio di punti di vista.
    La vicenda potrebbe sembrare banale, ma la von Arnim costruisce una storia avvincente attraverso le vicende di personaggi resi mirabili da una scrittura lieve ma molto efficace.
    Da un lato viene fuori una spietata e cruda analisi del matrimonio con tutte le sue imposizioni nei confronti delle donne, dall'altro i personaggi, anche minori, sono caratterizzati con precisione da entomologo.
    Una menzione a parte merita il personaggio di zia Dot... semplicemente splendida.
    Il finale aperto poi regala molta, ma molta inquietudine.

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    Luca Mazzei said on Jun 6, 2012 | Add your feedback

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