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Vergine giurata

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(266)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807017369 | Isbn-13: 9788807017360 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
Hana abbandona gli studi universitari che, piena di curiosità e di entusiasmo, aveva da poco iniziato all'Università di Tirana per tornare a vivere sulle montagne del Nord dell'Albania, nella casa dello zio che l'ha cresciuta dopo la morte dei genitori e che adesso è vedovo e malato. Un atto d'amore e di gratitudine che assume i tratti di uno spaventoso olocausto di sé quando Hana, che si rifiuta di accettare il matrimonio combinato che permetterebbe allo zio di morire in pace ma che costringerebbe lei a rinunciare alla propria indipendenza, pensa che l'unico modo per risolvere i suoi problemi sia diventare una Vergine giurata: una di quelle donne, cioè, che a un certo punto della propria vita decidono di farsi uomini e di rinnegare la propria femminilità. Lo zio è fiero di lei, l'onore della famiglia è salvo e lui è finalmente libero di arrendersi alla malattia che lo divora. Nella cupa solitudine delle montagne si abbrutisce e si imbruttisce per sopravvivere alla fatica, al freddo, allo sconforto, finché la cugina Lila, emigrata tanti anni prima negli Stati Uniti, non riesce a convincerla a infrangere il giuramento per raggiungerla a Washington. Qui Hana riesce con grande sforzo - grazie al sostegno della cugina e della sua famiglia, ma soprattutto alla propria tenacia - a trovare la consapevolezza di sé e del suo corpo mortificato, e ad accettare l'amore di un uomo che la aiuta ad appropriarsi di una femminilità rinnegata.
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  • 0

    Ho conosciuto il libro grazie alla pubblicità del film che ne è stato tratto, e mi ha incuriosito molto il tema della scelta di una donna che, in una società patriarcale in cui la femmina vale solo co ...continua

    Ho conosciuto il libro grazie alla pubblicità del film che ne è stato tratto, e mi ha incuriosito molto il tema della scelta di una donna che, in una società patriarcale in cui la femmina vale solo come madre e moglie, può riscattare in parte la propria libertà a prezzo della sua identità più profonda, della sua stessa femminilità. Si trasforma cioè in un uomo, e come tale è considerata e rispettata da tutti i membri del villaggio, e può permettersi i lussi maschili di bere, fumare, sparare, girare sola, a patto di conservare per sempre la verginità. Ciò che più mi ha sorpreso è il fatto che questa scelta non veniva fatta di nascosto (come accade nel bel libro di Tahar Ben Jallun, Creatura di Sabbia, ambientato in Marocco), ma è un'eventualità prevista dal Kanun, l'arcaico codice di comportamento redatto per la prima volta nel 1400 ma ancora in vigore nelle montagne del Nord dell'Albania all'epoca del racconto (anni '80). La tematica trattata è la parte più interessante del libro: cercando in Internet ho scoperto con vero sconcerto che esistono tuttora circa 40 vergini giurate tra le montagne dell'Albania. ho trovato un breve documentario in italiano visibile su youtube, ho voluto vedere i loro volti: precocemente invecchiate, sguardi in cui si addensa uno struggimento senza nome, una sorta di disperazione sorda e muta, ma ancora fortemente presente. Una ferita non rimarginabile.
    Ecco, nel libro non ho ritrovato tutto questo. Chiaramente la storia di Hana, la protagonista, devia dal “normale” corso di una vergine giurata perché, dopo circa 15 anni, lei decide di ritornare ad essere donna, in un altro paese, con un'altra vita. È questa la parte che mi sembra meno riuscita del romanzo. Infatti ho trovato belle le descrizioni della vita in montagna, condotte in un linguaggio asciutto ben in linea con l'asprezza del paesaggio e le difficoltà e la miseria dell'esistenza in una remota regione rurale sotto uno dei regimi comunisti più chiusi al mondo esterno di tutta l'Europa dell'Est. Parole misurate, azioni e gesti che parlano in loro luogo, valori ancestrali e legami di sangue. Invece artificiosa e poco credibile è la parte della rinascita di Hana, del suo ritorno alla femminilità in America. Capisco che qui forse l'autrice si sia trova in terra incognita, ma mi sembra abbia risolto la questione in maniera sbrigativa e un po' superficiale. Resto in attesa di vedere come la versione cinematografica abbia trasformato la storia (film abbastanza pubblicizzato, ma ben poco distribuito...)

    ha scritto il 

  • 3

    Un paese così lontano, così vicino

    Hana abita in un piccolo villaggio nel nord dell’Albania, in cui vige l’antica legge del Kanùn. Uomini e donne vivono esistenze separate, e diversi sono i loro compiti. Le donne accudiscono i bambini, ...continua

    Hana abita in un piccolo villaggio nel nord dell’Albania, in cui vige l’antica legge del Kanùn. Uomini e donne vivono esistenze separate, e diversi sono i loro compiti. Le donne accudiscono i bambini, la casa, il marito; agli uomini spetta il denaro, la terra, il fucile, l’onore, la vendetta. Se però in una famiglia non ci sono eredi maschi, una donna può farsi uomo, attraverso un voto di castità e diventando una Vergine Giurata. Veste, parla, lavora come un uomo, e come tale è accettata e rispettata nella comunità del villaggio. Hana diviene Mark x amore e rispetto dello zio morente e così vive x quattordici anni. Nel suo intimo, però, rimane una donna desiderosa di un affetto maschile, e accetta l’invito di una cugina a trasferirsi con lei in America. Non sarà facile affrontare una vita totalmente nuova e riscoprire la propria femminilità. E’ una storia scritta tutta al presente, con parole aspre e dure come le montagne dell’Albania. Usanze antiche che pure hanno una ragione di esistere, e Hana non le mette in discussione: le accetta nel loro contesto geografico e storico, anche se alla fine le rifugge oltre l’oceano. Non è un romanzo, è una cronaca, anche se non autobiografica, di leggi di onore e sopravvivenza tramandate da generazioni e quasi sconosciute di un paese pure non lontano. E, forse, una parte di queste usanze resiste anche in Italia, fra le montagne dell’Aspromonte e della Barbagia. A differenza di molte donne che raccontano una vita di maltrattamenti in paesi maschilisti, Hana non chiede comprensione e compassione: non si pente delle sue scelte, ma vuole farci partecipi della sua storia.

    ha scritto il 

  • 1

    delusione totale

    Una storia in potenza molto interessante scritta in maniera che più piatta non si poteva. Il personaggio di Hana è frammentato: non si avverte il passaggio tra il prima e il dopo. Questo libro parla d ...continua

    Una storia in potenza molto interessante scritta in maniera che più piatta non si poteva. Il personaggio di Hana è frammentato: non si avverte il passaggio tra il prima e il dopo. Questo libro parla di cambiamenti, ma non è dato sapere come questi avvengano. Sono tre periodi della vita di una persona che vengono accostati e basta. se questo era l'intento dell'autrice - farmi innervosire - ci è riuscita benissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Hana piuttosto che sottostare ad un matrimonio combinato sceglie di diventare uomo, poi coglie l'occasione di cambiare vita, radicalmente, e parte per l'America dove ritorna ad essere donna. Un bell'e ...continua

    Hana piuttosto che sottostare ad un matrimonio combinato sceglie di diventare uomo, poi coglie l'occasione di cambiare vita, radicalmente, e parte per l'America dove ritorna ad essere donna. Un bell'esempio di femminilità e di libertà, dovrebbe far riflettere : si può cambiare il proprio destino e non si deve rimanere intrappolati in ruoli troppo stretti e scomodi. Il tutto raccontato con tono pacato, senza drammi, quasi lievemente.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho voluto leggere perchè il tema mi sembrava molto interessante, ed effettivamente è così. La scrittura però non mi ha entusiasmato, soprattutto all'inizio quando la storia deve ancora carburare, ma ...continua

    L'ho voluto leggere perchè il tema mi sembrava molto interessante, ed effettivamente è così. La scrittura però non mi ha entusiasmato, soprattutto all'inizio quando la storia deve ancora carburare, ma sono riuscita comunque a finirlo facilmente perchè è molto breve e comunque ricco di spunti che fanno riflettere. La sensazione che lascia, però, è che questi spunti sono stati trattati molto superficialmente per adattarsi allo stile asciutto del libro, mentre pur mantenendo lo stile non sarebbe stato male avere qualche approfondimento in più.

    ha scritto il 

  • 4

    Le Montagne Maledette, qui lo dicono le antiche leggi, la donna è solo l'ombra dell'uomo, il contenitore del suo seme. Ma la donna può anche sparare con il fucile, bere grappa, ed essere trattata da p ...continua

    Le Montagne Maledette, qui lo dicono le antiche leggi, la donna è solo l'ombra dell'uomo, il contenitore del suo seme. Ma la donna può anche sparare con il fucile, bere grappa, ed essere trattata da pari, basta che diventi un uomo, o meglio che si travesta da uomo nei comportamenti e in particolar modo nell'anima.
    E così Hana per amore dello zio morente, per non infangare il nome del suo clan e per sfuggire ad un matrimonio combinato, farà voto di castità.
    Per la legge adesso Hana è una vergine giurata, il suo nome ora è Marck.
    Un libro che parla dell'Albania, delle sue usanze, delle sue antiche leggi, delle difficoltà che da sempre accompagnano le donne, di solitudini, adattamenti, silenzi, tenacia.

    ha scritto il 

  • 3

    idea carina, questa della femminilità repressa e poi ricercata e fatta faticosamente riemergere, come in una seconda nascita. Poco approfondimento psicologico però... mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

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