Vergogna

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.9
(3324)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Basco , Portoghese

Isbn-10: 8806174509 | Isbn-13: 9788806174507 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaspare Bona

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
«Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, gli sembra di avere risolto il problema del sesso abbastanza bene». Ma forse non è cosí, se una sera David Lurie, insegnante alla Cape Town University, invita un'allieva a bere qualcosa, poi a mangiare un boccone, e infine a passare la notte con lui. Una notte che non resta isolata, che diventa una storia e che finiosce con una denuncia per molestie sessuali.
Allontanato dall'università, David chiede ospitalità alla figlia Lucy in campagna, nella parte orientale della Provincia del Capo, dove la convivenza tra diverse etnie, diverse tradizioni, diversi Sudafrica è aspra come la terra che Lucy coltiva.
David tenta di adeguarsi alla nuova vita: dà una mano nei campi, aiuta una conoscente alla clinica veterinaria. Soprattutto, tenta di adeguarsi alla donna indipendente che è diventata sua figlia. Ma come tollerare anche la violenza che Lucy ha scelto di accettare?
Vincitore del Booker Prize del 1999, Vergogna mette in scena la trasformazione del Sudafrica post-apartheid raccontando — come ha scritto il «Sunday Times» — «una storia dura, scritta in una prosa di scarna, aspra bellezza, che conferma Coetzee come uno dei nostri migliori narratori di oggi».
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  • 3

    Devo fare pace con Coetzee. Non credo di aver capito completamente il suo libro, l'ho chiuso con un senso di impotenza e tristezza che mi attanagliavano. Perché non dà speranza? Cosa mi vuole insegna ...continua

    Devo fare pace con Coetzee. Non credo di aver capito completamente il suo libro, l'ho chiuso con un senso di impotenza e tristezza che mi attanagliavano. Perché non dà speranza? Cosa mi vuole insegnare, che la violenza è signora del mondo? Siamo condannati per la nostra cultura e la nostra storia? Dobbiamo genufletterci di fronte al volere della collettività? Perché le donne non riescono a far capire i propri sentimenti e accettano passivamente la violenza maschile, fisica e morale?
    Un libro scritto egregiamente, tanto egregiamente che quando lo chiudi senti sulla pelle l'odore della vergogna, della disperazione, dell'incapacità di mostrare agli altri il nostro vero sé.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Vergogna

    Con questo libro – che avevo in lista d’attesa da tempo immemorabile – ho finalmente fatto la conoscenza di John Maxwell Coetzee, Premio Nobel per la letteratura 2013.
    “Vergogna” è, prima di tutto, la ...continua

    Con questo libro – che avevo in lista d’attesa da tempo immemorabile – ho finalmente fatto la conoscenza di John Maxwell Coetzee, Premio Nobel per la letteratura 2013.
    “Vergogna” è, prima di tutto, la storia di David Lourie: un professore di mezza età che deve fare i conti con se stesso e con l’errato approccio nei confronti della realtà che lo circonda. Incapace di resistere alle tentazioni della carne – quasi in spregio alla maturità fisiologica ed allo status sociale – soccombe in maniera catastrofica a causa della propria superbia. Trovandosi così a tu per tu con l’inevitabile sconfitta, dimostrerà fino in fondo la propria incapacità di gestire la propria disfatta in maniera onorevole.
    Ma il romanzo narra anche dell’atavico scontro tra due mondi, che si dimostrano lontani anni luce nonostante la vicinanza fisica: il mondo rurale delle popolazioni indigene e quello cittadino ed urbanizzato della cosiddetta “società civilizzata”. Due sfere che arrivano a sfiorarsi, talvolta, senza mai compenetrarsi vista la profonda ed incolmabile differenza di valori, esigenze e stili di vita che le contraddistingue.
    Il sentimento di “disagio”, di quasi imbarazzo, che permea di sé l’intera vicenda può presentare diversi livelli di lettura. La vergogna è, in primo luogo, il sentimento percepito dal protagonista per aver abusato di una giovane allieva. Allo stesso tempo, la vergogna è una macchia indelebile sugli abiti della giovane nazione sudafricana, in cui delitti e violenze sono una realtà quotidiana ed ineliminabile. Ma la vergogna è anche il sentimento di ogni donna violentata ed abusata – come accade a Lucy, al figlia di David – che si dimostra incapace di ribellarsi al destino, scegliendo di occultare la violenza subita per non mettere in discussione lo status quo della realtà indigena in cui vive.
    Il libro è scorrevole: la narrazione è fluida, senza cadute di ritmo, con una scrittura adatta a descrivere contesti e situazioni eterogenee.
    Giudizio: in ritardo abissale.. ma ho finalmente scoperto un grande autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Era da Lettera al mio giudice di Simenon che un libro non mi suscitava una rabbia così forte.
    In prima battuta mi ha profondamente disgustato il maschilismo che lo attraversa e permea profondamente l ...continua

    Era da Lettera al mio giudice di Simenon che un libro non mi suscitava una rabbia così forte.
    In prima battuta mi ha profondamente disgustato il maschilismo che lo attraversa e permea profondamente la cultura rurale del Sudafrica, come se fosse la sostanza stessa di quella società.
    C'è poi una freddezza, una staticità dei personaggi principali. Non hanno crescita, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe di fronte a certi eventi, a determinate esperienze che solitamente costringono a un confronto serrato con sé stessi. Invece qui rimangono al palo: l'uno poco se ne discosta, l'altra vi si lega ancor di più, se possibile, in una sempre più ottusa rinuncia a sé.
    Coetzee sulla sua storia non si pronuncia: non esiste il punto di vista dello scrittore, se non raramente, molto velato e non sostanziale, come se narrasse super partes. Pur apprezzando moltissimo gli autori che non piazzano pipponi moralistici nei propri libri, in questo caso avrei preferito almeno intuire la sua presa di posizione in merito.
    Detto questo, Coetze scrive benissimo, con il costante uso del presente, incalzante, sempre sul pezzo, tanto che mentre leggevo la parte centrale mi sembrava di essere una corda di violino. Dovrò leggere qualcos'altro di suo però, perché Vergogna non mi ha convinto.

    ha scritto il 

  • 4

    Me gusta escribir de las impresiones que dejan en mí cada lectura que termino. Casi nunca suelo hablar de lo que cuentan. Dejo esa labor a las sinopsis, a las miles de webs que se pueden encontrar exp ...continua

    Me gusta escribir de las impresiones que dejan en mí cada lectura que termino. Casi nunca suelo hablar de lo que cuentan. Dejo esa labor a las sinopsis, a las miles de webs que se pueden encontrar explicando de qué va cada libro. Prefiero centrarme en lo que me han aportado. Llevo un rato dándole vueltas a la cabeza, a las entrañas, al corazón. Desgracia parece haberse disipado. No queda rastro de ella apenas 24 horas después de haber completado su lectura. Con ello no quiero manifestar que sea un mal libro. Podría decirse que en cierta medida lo he disfrutado. Es duro. Es cruel. Y lo peor de todo es que lejos de dejar un poso de optimismo o de cierre, el final invita a pensar en todo lo contrario. Quizá el problema sea de empatía. Cuesta empatizar con los personajes sobre los que se cierne la desgracia.

    ha scritto il 

  • 5

    null

    "No, professor Lurie, lei sarà illustre e potente, avrà chissà quante lauree, ma se fossi in lei mi vergognerei profondamente di me stesso, che Dio mi aiuti".

    ha scritto il 

  • 3

    Disgrace

    Il titolo originale, Disgrace appunto , era più centrato rispetto a quello scelto nella versione italiana.
    Idealmente il libro si divide in due parti alquanto slegate tra loro. Una prima parte, in ci ...continua

    Il titolo originale, Disgrace appunto , era più centrato rispetto a quello scelto nella versione italiana.
    Idealmente il libro si divide in due parti alquanto slegate tra loro. Una prima parte, in città, dove ci viene mostrato il volto bianco del Sudafrica ed una seconda parte in campagna dove, scusate il concetto lapalissiano, le cose sono molto differenti.

    Il protagonista poi, di certo non si candida ad essere il personaggio più simpatico del mondo letterario. Ironia della sorte pur essendo professore universitario di Scienze delle Comunicazioni non fa delle relationships il suo punto di forza.
    In primis con le donne... aldilà del sesso, le sue considerazioni si limitano alla sfera della bellezza o della procacità.
    Con la figlia.... le cose non è che vadano meglio (tralasciando le "fastidiose" domande che si pone sulla sessualità della stessa).
    Ed infine nei confronti del mondo accademico... verso il quale opterà per un atteggiamento passivo rifiutando di difendersi nell'episodio iniziale che lo vede accusato in veste di "carnefice".
    In un estraniante e subdolo gioco delle parti, la stessa passività sarà adottata dalla figlia nell'episodio di cui lei sarà vittima...
    Ma aldilà della trama in sé, che apre a soluzioni inaccettabili, difficili da capire, che lasciano una grande amarezza, l'autore ci racconta del Sudafrica del dopo apartheid, della difficile integrazione fra colonizzatori e colonizzati.
    E lo fa con una scrittura "a levare" senza fronzoli o barocchismo, che descrive le cose per come sono, che va dritta al punto ma sempre con toni estremamente calmi e pacati (anche quando la situazione non lo è)
    La contrapposizione tra la città (o sarebbe meglio dire Città del Capo) con la sua società moralistica fintamente tollerante da una parte e la campagna (o sarebbe meglio dire il Veldt) con le sue regole primitive, gli istinti e le violenze che la contraddistinguono dall'altra, rappresenta una delle chiavi di lettura del libro.
    La Storia si sa, presto o tardi presenta il suo conto...
    E' un libro che "disturba".
    E se questo era lo scopo dell'autore, allora ci è riuscito benissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    A mio avviso è un buon romanzo che nonostante il titolo e i temi trattati non si sviluppa come una narrazione a tinte forti , infatti il titolo è un pò fuorviante in tal senso.
    Ho empatizzato con il ...continua

    A mio avviso è un buon romanzo che nonostante il titolo e i temi trattati non si sviluppa come una narrazione a tinte forti , infatti il titolo è un pò fuorviante in tal senso.
    Ho empatizzato con il senso di amarezza e di inadeguatezza del protagonista, un professore costretto ad abbandonare la carriera accademica senza troppi rimpianti .
    Il rapporto con la figlia presso cui si trasferisce è segnato da problemi di adattamento ad una realtà ,quella della provincia sudafricana, ben distante dalla città e dall' ambiente da cui proviene.
    Scelte di vita e sensibilità diverse minano ulteriormente il rapporto padre- figlia quasi a dimostrare quanto i legami di sangue non siano di per se sufficienti alla costruzione di un rapporto solido.

    ha scritto il 

  • 4

    Autore: sudafricano di origine afrikaner, in questo caso olandese (1940). Romanzo del 1999.

    Primo libro di Coetzee.

    Sinceramente non so cosa pensare.
    Il libro mi è piaciuto e ho gradito la scrittura.
    ...continua

    Autore: sudafricano di origine afrikaner, in questo caso olandese (1940). Romanzo del 1999.

    Primo libro di Coetzee.

    Sinceramente non so cosa pensare.
    Il libro mi è piaciuto e ho gradito la scrittura.
    Curiosamente ho compreso tutta la parte riguardante Lucy e i suoi vicini, meno quella occidentale del professore e la studentessa.

    Ho dovuto anche fare violenza a me stessa per vedere in un cinquantaduenne un vecchio tremebondo dalla pelle cascante. Mi veniva in mente Barnard che a 48 anni si era sposato una diciottenne …. Ma forse altri erano gli obiettivi dell’autore.

    La reazione eccessiva di Laurie ad una eccessiva proscrizione (puritana?), il suo rifiuto di cedere ai comportamenti suggeriti dalla scuola (intransigenza contro intransigenza), il giudizio negativo da cui si sente circondato lo spingono ad andare dalla figlia, in fattoria.
    Stentata vita country, tra fiori e ortaggi da vendere ad un mercatino, un po’ di ostello per cani coi padroni in vacanza, una forse fidanzata che ora non c’è più.
    Improvvisamente la resa di Laurie trova uno specchio nella vita della figlia. Anche Lucy percorre una strada incomprensibile accettando quanto accade alla fattoria.

    Laurie vede nella propria vita una collezione di rapporti inconclusi. Al di là dell’atto sessuale ogni volta che ha tentato un contatto più intimo ha fallito. Per colpa del caso, per sua incapacità, per la resistenza degli altri? Ai propri problemi la reazione è stata la fuga.
    Non così Lucy, che da colonizzatrice finisce per essere colonizzata. Si scontano così le colpe dei padri? O si è tutti come quei cani soprannumerari che possono soltanto essere eliminati?

    Forse Coetzee aveva letto Il singhiozzo dell’uomo bianco. Sicuramente è un animalista convinto.

    24.08.2016

    ha scritto il 

  • 2

    A me non ha lasciato niente, se non un senso di miseria, amarezza, squallore.
    Libro che avrei anche fatto a meno di leggere.
    Unica nota positiva: è molto scorrevole, si bruciano pagine su pagine senza ...continua

    A me non ha lasciato niente, se non un senso di miseria, amarezza, squallore.
    Libro che avrei anche fatto a meno di leggere.
    Unica nota positiva: è molto scorrevole, si bruciano pagine su pagine senza neppure accorgersene. Forse non sono entrato io in sintonia, forse non sono riuscito ad afferrare qualche significato recondito. Riproverò con questo autore, magari col suo 'Aspettando i barbari'. Per ora resto molto perplesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un uomo, un professore, che s'innamora ed ha una relazione con una sua giovane allieva, non senza pesanti conseguenze. David Lurie, il protagonista, sembra attraversare una forte crisi poich ...continua

    Storia di un uomo, un professore, che s'innamora ed ha una relazione con una sua giovane allieva, non senza pesanti conseguenze. David Lurie, il protagonista, sembra attraversare una forte crisi poiché mentre il suo corpo inesorabilmente invecchia, la sua mente, i suoi sentimenti restano quelli di un giovane affamato di vita....
    ma questo romanzo è molto, molto altro.

    ha scritto il 

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