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Vernon God Little

By

Publisher: Faber and Faber

3.7
(308)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , German , Italian , Chi simplified , Swedish , French , Dutch

Isbn-10: 0571215165 | Isbn-13: 9780571215164 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Teens

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Book Description
In the town jail of Martirio, Texas — under the terrifying care of the dynastic Gurie family, and wearing only his New Jack trainers and underpants — fifteen-year-old Vernon Little is in trouble. His friend has just blown away sixteen of his classmates before turning the gun on himself. And Vernon has become the focus of the whole town's need for vengeance, and the media's appetite for sensational content — true or not. When the tricky Mr. Lesdema arrives in town — with a covert mission to promote himself from TV repairman to crack CNN reporter — Vernon thinks he has an ally. In fact, Lesdema is a villain of Machiavellian proportions. Vernon soon realizes that in this modern world innocence is definitely no defense. One distasteful arrangement with old Mr. Deutschman and $300 later, Vernon is headed for the border, for freedom and Mexico, and a much-anticipated date with the nigh-mythical Taylor Figueroa. But Texas isn't finished with Vernon yet. Vital, riotously funny, and energetic, Vernon God Little puts lust for vengeance, materialism, and trial by media squarely in the dock. Vernon himself emerges as the lovable upholder of love, truth, and homespun wisdom in a world gone mad.
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  • 4

    Leggendo questo libro mi sono sentita più contenta del solito di non essere americana. La prima cosa che colpisce, e che forse inizialmente ne rende un po’ ostica la lettura anche se , in realtà, dal mio punto di vista, è la vera forza del testo, è la forma narrativa, insopportabile, credo, per c ...continue

    Leggendo questo libro mi sono sentita più contenta del solito di non essere americana. La prima cosa che colpisce, e che forse inizialmente ne rende un po’ ostica la lettura anche se , in realtà, dal mio punto di vista, è la vera forza del testo, è la forma narrativa, insopportabile, credo, per chi non ama lo stile “parlato” infarcito di volgarità, per chi, in pratica, non si soffermerebbe neppure sotto tortura ad ascoltare il suo solitario quindicenne vicino di casa. Vernon è accusato di essere complice dell’amico Jesus nel massacro di 16 studenti nel suo liceo e, pur sapendo di essere innocente, impara prestissimo che essere innocente nella società in cui vive, è un problema davvero serio. Attorniato da una madre e dal suo crocchio di amiche assolutamente fuori di testa, questo ragazzino si trova a nascondere un segreto per lui inenarrabile e che potrebbe scagionarlo mentre attorno si dipana come una regnatela una società diabolica e perversa in cui tutti sarebbero pronti a venderlo per un po’ di notorietà, ove la tragedia della perdita di tante giovani vite diviene pretesto per trasmissioni televisive che, con un vero accanimento mediatico, trasformano tutto in una soap opera fino ad “evolversi” nel Grande Fratello del braccio della morte. Vernon è solo un ragazzino come tanti altri, con le inseparabili Nike ed innamorato della ragazza più bella del liceo in un mondo in cui, comunque, si cerca un capro espiatorio perché è più facile trovare un colpevole che affrontare quotidianamente le proprie mediocrità e frustrazioni, i propri preconcetti e l’intolleranza nei confronti di ogni forma di diversità che porta a perdere qualsiasi forma di rispetto e compassione. Un libro totalmente scevro da ipocrisie, irriverente, dissacrante, a tratti comico, nella tragicità della descrizione di una società talmente deteriorata da non riconoscere più la verità dalla finzione.

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  • 5

    1.è valsa la pena aspettare (causa libro fuori catalogo da anni&anni)
    2.ringrazio l'ebook raccattato nonsodove su internet
    3.ho rischiato l'insolazione in spiaggia pur di sapere come andava a finire

    Vernon Idolo Little
    "me ves y sufres"

    said on 

  • 5

    Vernon Little è un ragazzino di sedici anni, sveglio anche se con qualche problema di socializzazione, circondato da una madre fuori di testa estremamente apprensiva e dalle sue folli amiche e con un migliore amico che si è appena suicidato dopo aver commesso una strage nella loro scuola. Facile ...continue

    Vernon Little è un ragazzino di sedici anni, sveglio anche se con qualche problema di socializzazione, circondato da una madre fuori di testa estremamente apprensiva e dalle sue folli amiche e con un migliore amico che si è appena suicidato dopo aver commesso una strage nella loro scuola. Facile che su di lui si addensino i sospetti di essere il complice del massacro. La storia parte da qui e si sviluppa descritta con gli occhi di questo ragazzino che in breve tempo diventa agli occhi di tutti un mostro e decide, quindi, di darsi alla fuga. Pungente, veloce, schietto e divertente, surreale e comunque a tratti spunto di profonde riflessioni sulla società americana, "Vernom God Little" è un romanzo di formazione totalmente dissacrante, che trova ulteriore forza nell'abilità narrativa dell'autore di descrivere i personaggi di contorno, ritratti con tutte le loro buffe meschinità e alla capacità di mantenere il ritmo della storia alto e mozzafiato fino alla catartica conclusione. Da leggere (anche se ahimè Einaudi ha ben pensato di smettere di stamparlo).

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  • 4

    l'ho comprato perchè mi piaceva la copertina, ma che bella sorpresa...!! una storia 'contro' con un protagonista poveretto vittima dei pregiudizi e della 'frettolosità' di quest'america tanto amata e 'copiata', specialmente da noi italiani. a me è piaciuto tanto. lo consiglio a chi si è annoiato ...continue

    l'ho comprato perchè mi piaceva la copertina, ma che bella sorpresa...!! una storia 'contro' con un protagonista poveretto vittima dei pregiudizi e della 'frettolosità' di quest'america tanto amata e 'copiata', specialmente da noi italiani. a me è piaciuto tanto. lo consiglio a chi si è annoiato di leggere sempre le solite storielle con il solito stile....

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  • 4

    Loved the tale of this foul-mouthed, sensitive, observant teenager with constipation problems. It grew on me. I loved the style, I loved the story and the ending. It's an intelligent book, it's funny and at the same time manages to be critical of American society, and of its justice system. It oc ...continue

    Loved the tale of this foul-mouthed, sensitive, observant teenager with constipation problems. It grew on me. I loved the style, I loved the story and the ending. It's an intelligent book, it's funny and at the same time manages to be critical of American society, and of its justice system. It occasionally gets a bit much in the last part, but on the whole I can say it's definitely a good read.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Che senso ha scrivere una recensione di un libro che non ho finito di leggere? Nessuno, ma vorrei comunque spiegare come mai non ci sono riuscita, e pensare che non mi succede spesso, anzi.
    L'autore è DBC Pierre, il cui acronimo sta a significare dirty but clean, un australiano che si è div ...continue

    Che senso ha scrivere una recensione di un libro che non ho finito di leggere? Nessuno, ma vorrei comunque spiegare come mai non ci sono riuscita, e pensare che non mi succede spesso, anzi.
    L'autore è DBC Pierre, il cui acronimo sta a significare dirty but clean, un australiano che si è divertito - credo tanto visto che lo hanno anche premiato nel 2003 - a descrivere la vita nel Texas dove c'è appena stata una strage stile Columbine; il ragazzo killer si è poi suicidato e la ricerca del capro espiatorio elegge a suo personale rappresentante il migliore e unico amico dell'omicida, peccato che lui non c'entra, ma è troppo sfigato per riuscire a discolparsi in tempo.
    La sensazione che ho avuto a metà romanzo era che ai personaggi come Fantozzi noi italiani siamo piuttosto avvezzi (e quindi stufi) e soprattutto mi chiedo se questo libro rientra in quelli che gli americani premiano per dimostrare come siano in grado di ridere di loro stessi (HAHAHAHA) o piuttosto non lo abbiano capito (la seconda che ho detto, credo).

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Per un buon numero di pagine il lettore è preso dal dubbio su quale sia il corretto registro di lettura con cui affrontare questo romanzo.


    Se cioè vada adottato un registro di lettura “drammatico” in ragione dello spaventoso evento collocato nell’antefatto, oppure un registro comico, trasc ...continue

    Per un buon numero di pagine il lettore è preso dal dubbio su quale sia il corretto registro di lettura con cui affrontare questo romanzo.

    Se cioè vada adottato un registro di lettura “drammatico” in ragione dello spaventoso evento collocato nell’antefatto, oppure un registro comico, trascinati dal tono scanzonato e ironico dell’io narrante del quindicenne protagonista.

    Solo a un certo punto ci si rende conto che l’asso nella manica del libro è proprio questa miscela grottesca che contrappone un ragazzino innocente, attonito per le vicende che si stanno verificando intorno a lui ed un’intera comunità di mostri, traditori e ipocriti, di cui l’ineffabile sedicente giornalista Lally è solo la punta più spregiudicata.

    Vernon, a sua volta intriso di televisione e fiducioso sull’inevitabile trionfo della verità come nei telefilm, sperimenterà sulla sue pelle la profondità del potere suggestivo dei media e della falsa sicumera degli esperti (psicologi, criminologi o tuttologi che siano).

    La subirà fino a precipitare in un incubo della durata di anni, al punto da rischiare che il suo dramma si concluda proprio come una sorta “Processo” kafkiano in salsa punk-televisiva, destinato a sacrificare il protagonista con le grottesche modalità aggiornate alla nostra realtà tramutata in reality, grazie a un regista gaglioffo e a un pubblico decerebrato, a partire dalla madre di Vernon convinta dall’inizio alla fine che il suo ragazzo sia un pluriomicida e perduta solo nel suo ruolo egoista intriso di autocommiserazione.

    Un “Happy End” appiccicato alle ultime pagine non sarà sufficiente a cancellare i brividi che pervadono il lettore, specialmente nella seconda parte del racconto allorché le speranze si spengono ad una ad una e si intravede una distanza sempre meno marcata fra il mondo grottesco in cui Vernon sprofonda e quello che circonda noi stessi...

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