Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Veronika Decides to Die

By

Publisher: HarperCollins Publishers

3.8
(8355)

Language:English | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Catalan , Swedish , Dutch , Japanese , Galego , Finnish , Czech , Norwegian , Greek

Isbn-10: 0007103468 | Isbn-13: 9780007103461 | Publish date:  | Edition New e.

Translator: Margaret Jull Costa

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Philosophy

Do you like Veronika Decides to Die ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
The new novel from internationally acclaimed author Paulo Coelho -- a dramatic story of love, life and death that shows us all why every second of our existence is a choice we all make between living and dying. Veronika has everything she could wish for. She is young and pretty, has plenty of boyfriends, a steady job, a loving family. Yet she is not happy; something is lacking in her life, and one morning she decides to die. She takes an overdose of sleeping pills, only to wake up some time later in the local hospital. There she is told that her heart is damaged and she has only a few days to live. The story follows Veronika through these intense days as to her surprise she finds herself experiencing feelings she has never really felt before. Against all odds she finds herself falling in love and even wanting to live again!
Sorting by
  • 4

    "Se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa"

    "Veronika decide di morire" è una storia che aiuta a capire molte cose sul genere umano. Una storia che inizia con la decisione di Veronika di morire all'età di ventiquattro anni. Ella dichiara la su ...continue

    "Veronika decide di morire" è una storia che aiuta a capire molte cose sul genere umano. Una storia che inizia con la decisione di Veronika di morire all'età di ventiquattro anni. Ella dichiara la sua vita vuota e noiosa, perché si vede, anche a distanza di anni, con un destino già segnato. Un destino comune a tutte le persone "normali": un lavoro che riempie le giornate, un coniuge, dei figli.
    Veronika decide così di suicidarsi nella sua stanzetta in affitto con una dose eccessiva di sonniferi. Il suo tentativo però fallisce e la nostra protagonista si risveglia in una clinica psichiatrica.
    Da quel momento Veronika si ritroverà a percorrere la "normalità" e la follia della psiche umana, capendo cosa è giusto e cosa non lo è.
    La storia porta a vedere le cose sotto un punto di vista differente, dimostrando che siamo tutti diversi gli uni dagli altri, e che è sbagliato cercare di essere come tutti gli altri per essere "normali".

    said on 

  • 4

    Se un giorno potessi uscire da questo posto, mi permetterei di essere folle, perché lo sono tutti. Gli uomini peggiori sono quelli che non sanno di esserlo, perché continuano a ripetere ciò che impongono gli altri.

    Con la storia di Veronika persi completamente il senso del tempo. La sera ascoltavo la sua storia, scritta in quelle che non sono altro che pagine della sua memoria, che si trascineranno fin quando no ...continue

    Con la storia di Veronika persi completamente il senso del tempo. La sera ascoltavo la sua storia, scritta in quelle che non sono altro che pagine della sua memoria, che si trascineranno fin quando non esalerà l'ultimo respiro, senza prendermi la briga di alzare gli occhi dalle pagine.
    Le parole scorrevano dalla punta di una penna invisibile su un foglio evocando all'orecchio la voce della piccola Veronika. Pendevano dalle mie braccia e indugiavano sulla mia testa: finestrelle aperte su una dimensione che offrivano allo sguardo lo sfavillante spettacolo di un mondo completamente sconosciuto ai miei occhi. Gruppi di boliviani che suonano in piazza, in un pomeriggio invernale. Una ragazza insoddisfatta, sola, che ha bisogno degli altri per essere felice e che vaga come un'anima in pena in un posto dove le persone non si vergognano di essere etichettate come matte. Ed io che, stregata dall'aura lucente di Veronika, dal bagliore acquoso della luna che, come un'indescrivibile sensazione di benessere, mostra la propria eternità, seguivo scrupolosamente ogni sua mossa. Veronika che proiettava la sua malinconia fino al mio cuore caldo rinchiuso nella cassa toracica, dove si dilatava e contraeva ogniqualvolta s'imbarcava in una dei suoi eccentrici comportamenti.
    In ogni parola erano conservate scatole con dentro racchiuse tante vite. Scatole che contenevano dettagliatamente i particolari sulle persone che, come anime dannate ma contrite, erano sparse intorno a Veronika. Scatole piene di vita di cui Veronika non sa cosa farsene, ma che arricchiscono questo splendido scenario. Dalla mia prospettiva, così evocativo ma distante, di cui tuttavia si riesce a scorgere l'attività che vi ferve. E, come un sogno breve e senza senso, in una rapida discesa conduce alla vita che sta ormai appassendo nella quiete mattutina. Fra il fragore delle macchine, in un istituto psichiatrico che freme vita, su uno sfondo luminoso e quasi rassicurante di un astro che placa tutta la superficie, prima della sua inevitabile decadenza.
    Non conosco le ragioni per cui abbia amato la storia di questa strana ragazza che in meno di ventiquattro ore popolò le mie notti.
    Una figura quasi ipnotica che brucia nella mia testa vivida e bellissima, nell'anticamera della morte, scuote la testa e arriccia le labbra rievocando ricordi che, come limpida acqua, escono inarrestabili dalle fessure tra le rocce di una fontana. Come si era sentita fluttuare fra le nuvole, quando un ammiratore sconosciuto le aveva regalato un fiore. Il senso di pace che le comunica osservare lo spicchio della luna.
    Io mi sono avvicinata, attratta verso di lei come una falena. Ed, quando ero nel suo cerchio magico, ho avvertito un forte sentimento: l'odio profondo che gli impedì di scoprire le altre Veronika che dimorano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiosi, coraggiosi, audaci. Ma che, per spegnere questo sentimento, si volse alla luna attaccando con una sonata, in suo omaggio, sperando che lei l'ascoltasse orgogliosa.
    Con il silenzio opprimente della notte, l'ho cercata come storie che vanno alla ricerca di altre storie. Come mezzo di allontanamento dalla vita, dalla routine, attingendo ad emozioni che si agitavano dentro e cui ho riversato in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. Per lasciare che le sue parole mi sorprendessero e m'inducessero a provare moti di compassione che prendono quando si è insoddisfatti della vita. Per comporre una melodia che conducesse altrove: svuota la mente, induce a smettere di riflettere su ogni cosa e limitarci ad essere.
    Quando la salutai provai una strana sensazione nel petto. Era dovuto dalla storia che Coelho aveva sussurrato al mio orecchio? Forse. Un'eco, un sussurro, che aveva reclamato la mia attenzione, spazzando completamente via la storia della mia vita.
    Veronika non aveva niente che potesse considerarsi come una valida ragione per togliersi la vita. Il suo desiderio di morire, - indetto da insoddisfazione morale, fantasie represse nei riguardi di qualcosa o qualcuno, o paure di vivere nell'errore - non aveva niente di inquietante. Non era l'atto in se a turbarmi ma l'idea che potesse compierlo a darmi qualche preoccupazione. Se Veronika era così insoddisfatta come diceva era di sicuro determinata a compiere questo gesto sconsiderato. E se era determinata significava che sarebbe morta. Come poteva essere altrimenti?

    Tutti viviamo in un mondo nostro. Ma se guardi il cielo stellato, ti accorgi che tutti questi mondi diversi si combinano, formando sistemi solari, costellazioni, galassie.

    Con le sue divagazioni sull'esistenza di Dio, di un mondo che si combina o si fonde con altri mondi, l'anima completamente appagata - perché solo adesso la vita ha un senso -, Veronika decide di morire è un libriccino dalla mole piuttosto ridotta ma unico nel suo genere. Scene di vita in un caleidoscopio di situazioni critiche. Cisterna che non supera mai i limiti, ma che custodisce desideri, sogni, speranze di personaggi rosi dai dubbi e dalle inquietudini.
    Un romanzo che è una nostalgica poesia sul senso della vita. Flagello dell'anima e quasi unica via di redenzione trovata.

    In un mondo in cui si tenta disperatamente di sopravvivere, come si possono giudicare le persone che decidono di morire

    said on 

  • 4

    Sicuro di non essere folle anche tu?

    Non smetterò mai di dire che si apprezza una cosa solo quando la si sta perdendo, e Veronika comincia ad aver voglia di vivere solo quando sa che presto la morte verrà a prendersela. Ma quanta forza c ...continue

    Non smetterò mai di dire che si apprezza una cosa solo quando la si sta perdendo, e Veronika comincia ad aver voglia di vivere solo quando sa che presto la morte verrà a prendersela. Ma quanta forza ci vuole per decidere di morire? Quando sento di storie suicide, penso sempre se l’attimo dopo il gesto suicida l’individuo si pente, se vorrebbe tornare indietro, e mi chiedo cosa si provi quando arrivi a un punto di non ritorno. Affronti la morte o diventi codardo e ti penti del gesto che hai fatto?
    Veronika è una privilegiata. Primo perché non è morta e secondo perché – grazie alla menzogna del dottor Igor- ha vissuto più in una settimana che in ventiquattro anni, e in quella settimana ha avuto il coraggio di fare tutto quello che nella sua vita ha temuto. Ricomincia a suonare, ad amare, ad osare.
    Mi piace moltissimo il personaggio di Eduard e come Coelho racconta le storie di ognuno di loro. A volte mi sento un po’ Eduard.
    Non so come ma Coelho in ogni suo libro ci fa entrare di mezzo Dio.
    Per me Coelho, è una frase fatta umana, nel senso più logico che possa esistere. Lo leggo volentieri, faccio tesoro delle storie che incontro nei suoi libri ma so che se dovessi trovarmi in una situazione dove dovrei fare una scelta importante, non sceglierei mai di agire nel modo in cui agirebbe uno dei personaggi dei suoi libri, non perché sia sbagliato, ma perché viviamo su due linee rette parallele; ci guardiamo, ci scrutiamo, ci rispettiamo, facciamo lo stesso percorso ma non ci incrociamo mai. Se Veronika ha deciso di morire, tu Paulo Coelho, perché la lasci vivere? E soprattutto perché la lasci vivere con la consapevolezza che molto presto morirà?
    E’ una storia folle, che parla di persone folli, che di folle hanno ben poco. E’ una storia folle che ci fa capire che per essere noi stessi dobbiamo essere di conseguenza folli, e che se per un motivo che non conosco decidiamo di non essere noi stessi, siamo folli lo stesso.

    said on 

  • 3

    bello, interessante il fatto che sia stato ambientato all'interno di un ospedale psichiatrico là dove proprio l'autore aveva fatto esperienza

    said on 

  • 3

    Veronika decide di morire è un romanzo di Paulo Coelho del 1998. Veronika, ragazza slovena di 24 anni, non è felice della sua vita: anche se non ha problemi finanziari e non soffre d’amore, vuole semp ...continue

    Veronika decide di morire è un romanzo di Paulo Coelho del 1998. Veronika, ragazza slovena di 24 anni, non è felice della sua vita: anche se non ha problemi finanziari e non soffre d’amore, vuole semplicemente lasciare questa vita a causa della monotonia di tutti i giorni. Così, mandato giù un pugno intero di pillole per dormire, si abbandona al suo destino. Si risveglia nella clinica privata per malati di mente “Villete”, in Slovenia, dove viene a sapere dai medici che in seguito al suo tentativo di suicidio il suo cuore è stato gravemente danneggiato e resisterà ancora solo pochi giorni. Veronika inizialmente spera che tutto finisca velocemente, ma in quella clinica sembra che il tempo non passi mai. Lì conoscerà molte persone, Zedka, Mari, Eduard, persone che non hanno paura di dire ciò che pensano, perché in fin dei conti sanno di essere considerati “pazzi”. Con loro instaurerà un particolare rapporto di sincerità, provando sensazioni che non aveva mai conosciuto prima e scoprendo i lati più segreti e nascosti del suo Io.
    Bello, a tal proposito mi sembra interessante riportare le parole dette dall’autore: «Ho scritto “Veronika decide di morire” in terza persona, usando la mia parte femminile, perché sapevo che non era la mia esperienza di internamento ad interessare i miei lettori, ma il rischio di essere diverso e l’orrore di essere uguale agli altri».
    Non un capolavoro della letteratura, ma godevole.

    said on 

  • 3

    "Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali."

    Il messaggio del libro mi è arrivato, ma non così forte e chiaro come avrei sperato.
    Non mi ha preso, non mi ha incuriosito, non mi ha emozionato.
    Mi aspettavo quel qualcosa in più che non è arrivato. ...continue

    Il messaggio del libro mi è arrivato, ma non così forte e chiaro come avrei sperato.
    Non mi ha preso, non mi ha incuriosito, non mi ha emozionato.
    Mi aspettavo quel qualcosa in più che non è arrivato.

    said on 

  • 3

    trovo Coelho abbastanza ripetitivo e noioso, solo a tratti delle scintille ma poi .... è pesante ... nu decisamente nu ... il tema è interessante ... nu, di nuovo, decisamente nu anche se mi ha toccat ...continue

    trovo Coelho abbastanza ripetitivo e noioso, solo a tratti delle scintille ma poi .... è pesante ... nu decisamente nu ... il tema è interessante ... nu, di nuovo, decisamente nu anche se mi ha toccato sul panico

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichi ...continue

    Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l'esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica da leggere senza troppo impegno

    said on 

Sorting by