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Veronika bestämmer sig för att dö

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Förlag: Bazar förlag AB

3.8
(8338)

Language:Svenska | Number of Pages: 284 | Format: Mass Market Paperback | På andra språk: (andra språk) English , French , Italian , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Catalan , Dutch , Japanese , Galego , Finnish , Czech , Norwegian , Greek

Isbn-10: 917028069X | Isbn-13: 9789170280696 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Örjan Sjögren

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Philosophy

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Bokbeskrivning
Veronika är ung och vacker, har vänner och beundrare att gå ut med, fast jobb och en familj som tycker om henne, men det är ändå något som fattas i hennes liv. Morgonen den 11 november 1997 bestämmer hon sig därför för att dö. Hon tar en överdos sömntabletter bara för att lite senare vakna upp på närmaste sjukhus. Där berättar man för henne att även om hon lever, så är hennes hjärta skadat och hon har bara några få dagar kvar att leva? Berättelsen följer Veronika genom dessa intensiva dagar medan hennes erfarenheter får henne att stilla undra vad galenskap egentligen är. Hon inser nämligen att varje ögonblick vi lever är resultatet av ett medvetet val mellan liv och död.
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  • 4

    "Se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa"

    "Veronika decide di morire" è una storia che aiuta a capire molte cose sul genere umano. Una storia che inizia con la decisione di Veronika di morire all'età di ventiquattro anni. Ella dichiara la su ...fortsätt

    "Veronika decide di morire" è una storia che aiuta a capire molte cose sul genere umano. Una storia che inizia con la decisione di Veronika di morire all'età di ventiquattro anni. Ella dichiara la sua vita vuota e noiosa, perché si vede, anche a distanza di anni, con un destino già segnato. Un destino comune a tutte le persone "normali": un lavoro che riempie le giornate, un coniuge, dei figli.
    Veronika decide così di suicidarsi nella sua stanzetta in affitto con una dose eccessiva di sonniferi. Il suo tentativo però fallisce e la nostra protagonista si risveglia in una clinica psichiatrica.
    Da quel momento Veronika si ritroverà a percorrere la "normalità" e la follia della psiche umana, capendo cosa è giusto e cosa non lo è.
    La storia porta a vedere le cose sotto un punto di vista differente, dimostrando che siamo tutti diversi gli uni dagli altri, e che è sbagliato cercare di essere come tutti gli altri per essere "normali".

    sagt den 

  • 4

    Se un giorno potessi uscire da questo posto, mi permetterei di essere folle, perché lo sono tutti. Gli uomini peggiori sono quelli che non sanno di esserlo, perché continuano a ripetere ciò che impongono gli altri.

    Con la storia di Veronika persi completamente il senso del tempo. La sera ascoltavo la sua storia, scritta in quelle che non sono altro che pagine della sua memoria, che si trascineranno fin quando no ...fortsätt

    Con la storia di Veronika persi completamente il senso del tempo. La sera ascoltavo la sua storia, scritta in quelle che non sono altro che pagine della sua memoria, che si trascineranno fin quando non esalerà l'ultimo respiro, senza prendermi la briga di alzare gli occhi dalle pagine.
    Le parole scorrevano dalla punta di una penna invisibile su un foglio evocando all'orecchio la voce della piccola Veronika. Pendevano dalle mie braccia e indugiavano sulla mia testa: finestrelle aperte su una dimensione che offrivano allo sguardo lo sfavillante spettacolo di un mondo completamente sconosciuto ai miei occhi. Gruppi di boliviani che suonano in piazza, in un pomeriggio invernale. Una ragazza insoddisfatta, sola, che ha bisogno degli altri per essere felice e che vaga come un'anima in pena in un posto dove le persone non si vergognano di essere etichettate come matte. Ed io che, stregata dall'aura lucente di Veronika, dal bagliore acquoso della luna che, come un'indescrivibile sensazione di benessere, mostra la propria eternità, seguivo scrupolosamente ogni sua mossa. Veronika che proiettava la sua malinconia fino al mio cuore caldo rinchiuso nella cassa toracica, dove si dilatava e contraeva ogniqualvolta s'imbarcava in una dei suoi eccentrici comportamenti.
    In ogni parola erano conservate scatole con dentro racchiuse tante vite. Scatole che contenevano dettagliatamente i particolari sulle persone che, come anime dannate ma contrite, erano sparse intorno a Veronika. Scatole piene di vita di cui Veronika non sa cosa farsene, ma che arricchiscono questo splendido scenario. Dalla mia prospettiva, così evocativo ma distante, di cui tuttavia si riesce a scorgere l'attività che vi ferve. E, come un sogno breve e senza senso, in una rapida discesa conduce alla vita che sta ormai appassendo nella quiete mattutina. Fra il fragore delle macchine, in un istituto psichiatrico che freme vita, su uno sfondo luminoso e quasi rassicurante di un astro che placa tutta la superficie, prima della sua inevitabile decadenza.
    Non conosco le ragioni per cui abbia amato la storia di questa strana ragazza che in meno di ventiquattro ore popolò le mie notti.
    Una figura quasi ipnotica che brucia nella mia testa vivida e bellissima, nell'anticamera della morte, scuote la testa e arriccia le labbra rievocando ricordi che, come limpida acqua, escono inarrestabili dalle fessure tra le rocce di una fontana. Come si era sentita fluttuare fra le nuvole, quando un ammiratore sconosciuto le aveva regalato un fiore. Il senso di pace che le comunica osservare lo spicchio della luna.
    Io mi sono avvicinata, attratta verso di lei come una falena. Ed, quando ero nel suo cerchio magico, ho avvertito un forte sentimento: l'odio profondo che gli impedì di scoprire le altre Veronika che dimorano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiosi, coraggiosi, audaci. Ma che, per spegnere questo sentimento, si volse alla luna attaccando con una sonata, in suo omaggio, sperando che lei l'ascoltasse orgogliosa.
    Con il silenzio opprimente della notte, l'ho cercata come storie che vanno alla ricerca di altre storie. Come mezzo di allontanamento dalla vita, dalla routine, attingendo ad emozioni che si agitavano dentro e cui ho riversato in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. Per lasciare che le sue parole mi sorprendessero e m'inducessero a provare moti di compassione che prendono quando si è insoddisfatti della vita. Per comporre una melodia che conducesse altrove: svuota la mente, induce a smettere di riflettere su ogni cosa e limitarci ad essere.
    Quando la salutai provai una strana sensazione nel petto. Era dovuto dalla storia che Coelho aveva sussurrato al mio orecchio? Forse. Un'eco, un sussurro, che aveva reclamato la mia attenzione, spazzando completamente via la storia della mia vita.
    Veronika non aveva niente che potesse considerarsi come una valida ragione per togliersi la vita. Il suo desiderio di morire, - indetto da insoddisfazione morale, fantasie represse nei riguardi di qualcosa o qualcuno, o paure di vivere nell'errore - non aveva niente di inquietante. Non era l'atto in se a turbarmi ma l'idea che potesse compierlo a darmi qualche preoccupazione. Se Veronika era così insoddisfatta come diceva era di sicuro determinata a compiere questo gesto sconsiderato. E se era determinata significava che sarebbe morta. Come poteva essere altrimenti?

    Tutti viviamo in un mondo nostro. Ma se guardi il cielo stellato, ti accorgi che tutti questi mondi diversi si combinano, formando sistemi solari, costellazioni, galassie.

    Con le sue divagazioni sull'esistenza di Dio, di un mondo che si combina o si fonde con altri mondi, l'anima completamente appagata - perché solo adesso la vita ha un senso -, Veronika decide di morire è un libriccino dalla mole piuttosto ridotta ma unico nel suo genere. Scene di vita in un caleidoscopio di situazioni critiche. Cisterna che non supera mai i limiti, ma che custodisce desideri, sogni, speranze di personaggi rosi dai dubbi e dalle inquietudini.
    Un romanzo che è una nostalgica poesia sul senso della vita. Flagello dell'anima e quasi unica via di redenzione trovata.

    In un mondo in cui si tenta disperatamente di sopravvivere, come si possono giudicare le persone che decidono di morire

    sagt den 

  • 4

    Sicuro di non essere folle anche tu?

    Non smetterò mai di dire che si apprezza una cosa solo quando la si sta perdendo, e Veronika comincia ad aver voglia di vivere solo quando sa che presto la morte verrà a prendersela. Ma quanta forza c ...fortsätt

    Non smetterò mai di dire che si apprezza una cosa solo quando la si sta perdendo, e Veronika comincia ad aver voglia di vivere solo quando sa che presto la morte verrà a prendersela. Ma quanta forza ci vuole per decidere di morire? Quando sento di storie suicide, penso sempre se l’attimo dopo il gesto suicida l’individuo si pente, se vorrebbe tornare indietro, e mi chiedo cosa si provi quando arrivi a un punto di non ritorno. Affronti la morte o diventi codardo e ti penti del gesto che hai fatto?
    Veronika è una privilegiata. Primo perché non è morta e secondo perché – grazie alla menzogna del dottor Igor- ha vissuto più in una settimana che in ventiquattro anni, e in quella settimana ha avuto il coraggio di fare tutto quello che nella sua vita ha temuto. Ricomincia a suonare, ad amare, ad osare.
    Mi piace moltissimo il personaggio di Eduard e come Coelho racconta le storie di ognuno di loro. A volte mi sento un po’ Eduard.
    Non so come ma Coelho in ogni suo libro ci fa entrare di mezzo Dio.
    Per me Coelho, è una frase fatta umana, nel senso più logico che possa esistere. Lo leggo volentieri, faccio tesoro delle storie che incontro nei suoi libri ma so che se dovessi trovarmi in una situazione dove dovrei fare una scelta importante, non sceglierei mai di agire nel modo in cui agirebbe uno dei personaggi dei suoi libri, non perché sia sbagliato, ma perché viviamo su due linee rette parallele; ci guardiamo, ci scrutiamo, ci rispettiamo, facciamo lo stesso percorso ma non ci incrociamo mai. Se Veronika ha deciso di morire, tu Paulo Coelho, perché la lasci vivere? E soprattutto perché la lasci vivere con la consapevolezza che molto presto morirà?
    E’ una storia folle, che parla di persone folli, che di folle hanno ben poco. E’ una storia folle che ci fa capire che per essere noi stessi dobbiamo essere di conseguenza folli, e che se per un motivo che non conosco decidiamo di non essere noi stessi, siamo folli lo stesso.

    sagt den 

  • 3

    bello, interessante il fatto che sia stato ambientato all'interno di un ospedale psichiatrico là dove proprio l'autore aveva fatto esperienza

    sagt den 

  • 3

    Veronika decide di morire è un romanzo di Paulo Coelho del 1998. Veronika, ragazza slovena di 24 anni, non è felice della sua vita: anche se non ha problemi finanziari e non soffre d’amore, vuole semp ...fortsätt

    Veronika decide di morire è un romanzo di Paulo Coelho del 1998. Veronika, ragazza slovena di 24 anni, non è felice della sua vita: anche se non ha problemi finanziari e non soffre d’amore, vuole semplicemente lasciare questa vita a causa della monotonia di tutti i giorni. Così, mandato giù un pugno intero di pillole per dormire, si abbandona al suo destino. Si risveglia nella clinica privata per malati di mente “Villete”, in Slovenia, dove viene a sapere dai medici che in seguito al suo tentativo di suicidio il suo cuore è stato gravemente danneggiato e resisterà ancora solo pochi giorni. Veronika inizialmente spera che tutto finisca velocemente, ma in quella clinica sembra che il tempo non passi mai. Lì conoscerà molte persone, Zedka, Mari, Eduard, persone che non hanno paura di dire ciò che pensano, perché in fin dei conti sanno di essere considerati “pazzi”. Con loro instaurerà un particolare rapporto di sincerità, provando sensazioni che non aveva mai conosciuto prima e scoprendo i lati più segreti e nascosti del suo Io.
    Bello, a tal proposito mi sembra interessante riportare le parole dette dall’autore: «Ho scritto “Veronika decide di morire” in terza persona, usando la mia parte femminile, perché sapevo che non era la mia esperienza di internamento ad interessare i miei lettori, ma il rischio di essere diverso e l’orrore di essere uguale agli altri».
    Non un capolavoro della letteratura, ma godevole.

    sagt den 

  • 3

    "Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali."

    Il messaggio del libro mi è arrivato, ma non così forte e chiaro come avrei sperato.
    Non mi ha preso, non mi ha incuriosito, non mi ha emozionato.
    Mi aspettavo quel qualcosa in più che non è arrivato. ...fortsätt

    Il messaggio del libro mi è arrivato, ma non così forte e chiaro come avrei sperato.
    Non mi ha preso, non mi ha incuriosito, non mi ha emozionato.
    Mi aspettavo quel qualcosa in più che non è arrivato.

    sagt den 

  • 3

    trovo Coelho abbastanza ripetitivo e noioso, solo a tratti delle scintille ma poi .... è pesante ... nu decisamente nu ... il tema è interessante ... nu, di nuovo, decisamente nu anche se mi ha toccat ...fortsätt

    trovo Coelho abbastanza ripetitivo e noioso, solo a tratti delle scintille ma poi .... è pesante ... nu decisamente nu ... il tema è interessante ... nu, di nuovo, decisamente nu anche se mi ha toccato sul panico

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichi ...fortsätt

    Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l'esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica da leggere senza troppo impegno

    sagt den 

  • 2

    Tema ambizioso e risultato un pò deludente

    Mi accosto a Coelho senza preconcetti o particolari aspettative attraverso questo romanzo, che scelgo di leggere, intrigata dalla complessa tematica della malattia mentale e del tentato suicidio. A c ...fortsätt

    Mi accosto a Coelho senza preconcetti o particolari aspettative attraverso questo romanzo, che scelgo di leggere, intrigata dalla complessa tematica della malattia mentale e del tentato suicidio. A caldo posso dire che condivido il messaggio di fondo del libro, che si risolve in un inno alla vita, ma non mi sembrano sufficientemente sviluppati né il carattere dei personaggi né le dinamiche di un ospedale psichiatrico. Rimane a mio avviso un alone di favola un po’ semplicistica che tende a fare dei ricoverati dei paladini di un qualche riscatto dalle disgrazie e dalle fatiche della vita o dalle congiure dei familiari. Nella prevedibile e nota distinzione tra malattia/diversità e normalità/conformismo c’è sicuramente molta verità, ma probabilmente si sarebbe potuta sviluppare in modo meno scontato. Parallelamente mi sembra un po’ inverosimile e superficiale la strada della risalita imboccata dalla protagonista. Che l’amore curi non c’è dubbio, ma anche “i miracoli” richiedono tempi e modi di incubazione lunghi e complessi. Ho notato che i lettori di Coelho non hanno di solito mezze misure, o grande apprezzamento o grande rifiuto, credo di essere una dei pochi che, almeno per questo romanzo, sceglie di collocarsi a metà.

    sagt den 

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