Veronika decide di morire

Di

Editore: Bompiani (Libri Oro; 34)

3.8
(8513)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 186 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Svedese , Olandese , Giapponese , Galego , Finlandese , Ceco , Norvegese , Greco

Isbn-10: 8848603793 | Isbn-13: 9788848603799 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Filosofia

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Descrizione del libro
Ho scritto Veronika decide di morire interza persona, usando la mia parte femminile, perchè sapevo non era la mia sperienza di internamento ad interessare i miei lettori, ma il rschio di essere diverso e l'orrore di essere uguale agli altri.
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  • 1

    deluso

    questo è l'ennesimo romanzo che mi delude, ne ho sentito parlare molto bene da molti amici e conoscenti, mi spiace non mi è piaciuto per niente! il finale deludentissimo, storia poco credibile, nulla ...continua

    questo è l'ennesimo romanzo che mi delude, ne ho sentito parlare molto bene da molti amici e conoscenti, mi spiace non mi è piaciuto per niente! il finale deludentissimo, storia poco credibile, nulla di fatto! bocciato!

    ha scritto il 

  • 3

    E se i pazzi non fossero pazzi?

    Sicuramente non il miglior Coelho,ma nemmeno il peggiore. Un libro nella media,non(a parer mio) per i contenuti,ma per lo stile,a volte inutilmente prolisso e misticheggiante di Coelho. Una delle impr ...continua

    Sicuramente non il miglior Coelho,ma nemmeno il peggiore. Un libro nella media,non(a parer mio) per i contenuti,ma per lo stile,a volte inutilmente prolisso e misticheggiante di Coelho. Una delle impressioni più comuni è che faccia fatica ad ingranare,ed infatti,per un quarto di libro la lettura non è propriamente scorrevole e la narrazione non entra nel vivo. Ma a partire da circa la metà,diventa davvero profondo ed interessante: si toccano temi come il valore della vita,la bellezza e la purezza della morte,il giudizio sociale,l'emarginazione,la vera natura della pazzia.
    La protagonista,si trova infatti,in un manicomio molto particolare dove la maggior parte dei pazzi,non lo è veramente: sono uomini fragili,diversi,emarginati e bollati per malati di mente perché ad un dato punto della loro vita,è uscita alla luce la loro personale diversità,la loro personale follia. Ed è proprio all'interno di questo manicomio che Veronika,aspirante suicida,riscopre il valore della vita,e in particolare della libertà di essere sé stessi,a dispetto delle accuse e dei sospetti della società.

    ha scritto il 

  • 2

    Lasciamo perdere

    Spero che Coelho abbia scritto qualcosa di meglio. Alcune parti sono interessanti, ma per la maggior parte, mi pare inutile e finto-psicologico.

    ha scritto il 

  • 1

    Banale elogio della pazzia

    In un pomeriggio di novembre Veronika, giovane bibliotecaria di Lubiana, istruita e di famiglia agiata, decide di suicidarsi con una forte dose di sonniferi. Nessuna tragedia nella sua esistenza, solo ...continua

    In un pomeriggio di novembre Veronika, giovane bibliotecaria di Lubiana, istruita e di famiglia agiata, decide di suicidarsi con una forte dose di sonniferi. Nessuna tragedia nella sua esistenza, solo una noia insostenibile x la vita. Ma non muore, e si risveglia a Villete, lussuosa clinica psichiatrica x pazienti benestanti. Incontra altre persone come lei, che non hanno veri problemi psichici ma, incapaci di adattarsi al mondo esterno, preferiscono vivere in un luogo protetto e asettico, in cui non devono prendere decisioni e possono dire e fare ciò che vogliono senza assumersi responsabilità. Una storia che vorrebbe avere finalità didattiche, ma è di una noia mortale, con medici e infermieri più stravaganti dei ricoverati, terapie assurde, personaggi improponibili. La clinica è un piccolo hotel di lusso x pazienti ricchi e abulici, che vogliono dare libero sfogo alla loro diversità. Coelho, che propone sgradevolmente se stesso in terza persona come testimone degli eventi, è stato realmente ricoverato tre volte dai suoi genitori in una clinica psichiatrica nell’adolescenza, e sembra qui cercare una rivalsa postuma verso il sistema sanitario e una società che decide cosa sia normale. Uno scrittore ha modo di vendicarsi di chi detesta descrivendolo negativamente in un libro, purché inventi nomi di fantasia. Il romanzo è un elogio della pazzia, che permette comportamenti trasgressivi senza conseguenze, e gli improbabili matti sono orgogliosi di essere tali. Veronika non vuole realmente morire, è tutta colpa della società conformista, dei genitori perbenisti, dei medici che pensano solo al guadagno e al successo professionale, e, come ovvio, troverà riscatto nella più banale delle soluzioni. La storia, fortunatamente breve, è un moralistico inno all’ottimismo condito di spiritualità, noiosa e irritante. Non a caso ho ripescato questo libro nello scaffale degli Illeggibili, dove tornerà a dormire sonni indisturbati.

    ha scritto il 

  • 5

    "Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali"

    Il primo libro di Coelho che ho letto è stata una rivelazione. Bellissimo. Dovrebbe essere lettura obbligatoria nelle scuole superiori, un libro che insegna tanto, quanto sia bella la vita e come ques ...continua

    Il primo libro di Coelho che ho letto è stata una rivelazione. Bellissimo. Dovrebbe essere lettura obbligatoria nelle scuole superiori, un libro che insegna tanto, quanto sia bella la vita e come questa vada vissuta come un miracolo. Perché pagina dopo pagina questo libro è un inno alla vita.
    "Voglio continuare a essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri". Un capolavoro.

    ha scritto il 

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