Verschwörung gegen Amerika

Roman

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4.0
(1320)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 432 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , Finnish , French , Dutch , Swedish , Catalan , Portuguese , Polish

Isbn-10: 3446206620 | Isbn-13: 9783446206625 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Roth è in grado di vivisezionare l'ipocrita società yankee come pochi, e anche in questo caso fornisce un spaccato, seppur 'fantasioso'[1], della tipica famiglia ebrea Made in USA, citazione biografic ...weiter

    Roth è in grado di vivisezionare l'ipocrita società yankee come pochi, e anche in questo caso fornisce un spaccato, seppur 'fantasioso'[1], della tipica famiglia ebrea Made in USA, citazione biografica peraltro poichè Roth è di famiglia ebrea.

    Nel caso specifico la vicenda è ambientata nel New Jersey degli anni quaranta, per cui in piena seconda guerra mondiale, il protagonista è un nucleo famigliare ebreo che deve combattere per la propria sopravvivenza, sia fisica sia spirituale.

    Per certi versi mi ha ricordato "La svastica sul sole" di Philip K. Dick

    [1] Fantasioso poichè si parte dall'assunto che Roosvelt perda le elezioni presidenziali a favore dell'antisemita, ex aviatore Lindebergh. Quindi il concetto cardine è che negli anni '40 la presidenza a stelle e strisce fosse filo nazista.

    gesagt am 

  • 4

    Il libro è strutturato su un meccanismo "digressivo", ovvero racconta una immaginaria deviazione dalla storia realmente accaduta, salvo rientrare prima della fine del racconto nel binario dello storic ...weiter

    Il libro è strutturato su un meccanismo "digressivo", ovvero racconta una immaginaria deviazione dalla storia realmente accaduta, salvo rientrare prima della fine del racconto nel binario dello storicamente vero: ciò fa del libro un prodotto del tutto originale nel panorama del genere distopico. L'espediente narrativo utilizzato è trattato con grande sapienza da quell'ottimo caratterista di situazioni e caratteri che è Roth, il quale non smette di descrivere con la sua solita efficacia ciò che dal punto di vista sociologico, oltre che storico-narrativo, meglio conosce. La scrittura di Roth non è dall'immediata scorrevolezza, anzi si profonde in dettagli che danno corpo e spessore alla vicenda, senza però perdere di vista la fruibilità. La vicenda immaginata è solida, coerente nelle sue coordinate, pure tutto sommato verosimilmente piantata all'interno della sua cornice di fatti realmente accaduti, tanto che la componente immaginata pare innestarsi con ottima efficacia in un tessuto memoriale fino a una fusione dal difficile discernimento.

    gesagt am 

  • 4

    Il buon Roth, sempre povero del Nobel, non mi delude mai!
    Anche questo, con "se" Lindbergh fosse diventato presidente USA durante la seconda guerra mondiale, e uno spettacolo. Ottima scrittura e descr ...weiter

    Il buon Roth, sempre povero del Nobel, non mi delude mai!
    Anche questo, con "se" Lindbergh fosse diventato presidente USA durante la seconda guerra mondiale, e uno spettacolo. Ottima scrittura e descrizione della paura che alberga in tutti i personaggi, lui per primo ti mette ansia, ti fa riflettera su cosa viviamo anche oggigiorno. Un mondo tremendo, ingovernablie quasi nell'abisso!

    gesagt am 

  • 5

    Secondo libro che leggo di Roth, e non sono riuscito dall'esimermi dal dargli il massimo dei voti. Quest'uomo scrive troppo bene e la storia è così ben cesellata che non me la son sentita di dargli so ...weiter

    Secondo libro che leggo di Roth, e non sono riuscito dall'esimermi dal dargli il massimo dei voti. Quest'uomo scrive troppo bene e la storia è così ben cesellata che non me la son sentita di dargli solo quattro stelle. Un libro che fa riflettere ad ogni singola pagina, di quanto poco ci vuole perchè tutte le nostre certezze, e quelle di coloro che ci stanno attorno, possano finire su un piano inclinato per poi distruggersi a terra.
    Bellissima e realistica anche la crisi della famiglia Roth, per cui la sola salita al potere di Lindbergh crea tensioni e instabilità ben prima che effettivamente la sua poltica prenda piede.
    Effettivamente Roth è un po' precipitoso nel rimettere in carreggiata alla fine questa storia ucronica americana nei binari corretti che ci ha consegnato la Storia, ma ci resta comunque una grande lezione insegnataci dall'autore.

    gesagt am 

  • 4

    viene da chiedersi se può succedere davvero, ma in realtà succede continuamente, in grandi e piccoli paesi: pian piano un fascista, che si prende sottogamba, all'improvviso, con un pizzico di populism ...weiter

    viene da chiedersi se può succedere davvero, ma in realtà succede continuamente, in grandi e piccoli paesi: pian piano un fascista, che si prende sottogamba, all'improvviso, con un pizzico di populismo e di violenza, prende piede, viene applaudito e votato
    il problema è come ci si difende? qui la soluzione arriva, ma la Resistenza è sempre difficile

    gesagt am 

  • 4

    Anacronismo Fiabesco

    La storia è sicuramente andata in una maniera diversa ma questo non toglie la verosimiglianza, soprattutto per come il processo elettivo è diventato nel corso degli anni, di una possibile storia paral ...weiter

    La storia è sicuramente andata in una maniera diversa ma questo non toglie la verosimiglianza, soprattutto per come il processo elettivo è diventato nel corso degli anni, di una possibile storia parallela, pur con degli estremi ingiustificabili. E' una bella storia, raccontata dal punto di vista di un ragazzino che come ogni coetaneo viene trascinato all'interno della grande tormenta che è il razzismo e la guerra negli anni tra il 1939 e il 1945, pur se negli Stati Uniti d'America.
    Un libro ben scritto, direi allineato alle aspettative di qualità che avevo riguardo ad un autore, Philip Roth, molto discusso e molto apprezzato

    gesagt am 

  • 4

    Molto più scorrevole di "Pastorale americana ", che ho, ahimè , abbandonato . O forse questo l'ho letto in un momento diverso. Molto belle le descrizioni dell'ambiente ebraico-americano che si trova ...weiter

    Molto più scorrevole di "Pastorale americana ", che ho, ahimè , abbandonato . O forse questo l'ho letto in un momento diverso. Molto belle le descrizioni dell'ambiente ebraico-americano che si trova nell'altro Roth ( Henry) e in Potok. P. Roth è sicuramente un grande e come diceva la mia insegnante di lettere "sono i libri che sembrano "difficili" che andrebbero letti, alla fine ti ripagano dello sforzo " (aggiungo: quasi sempre).

    gesagt am 

  • 5

    come fosse l'America

    La paura domina questi ricordi, un'eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io ...weiter

    La paura domina questi ricordi, un'eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io stesso non fossi stato di origine ebraica.

    gesagt am 

  • 4

    Un buon romanzo ucronico.

    Con quest'altro capitolo della sua sterminata opera, Roth abbandona in parte le tematiche che gli sono abituali per cimentarsi con la narrativa di genere, in particolare con l'ucronia. L'ucronia è il ...weiter

    Con quest'altro capitolo della sua sterminata opera, Roth abbandona in parte le tematiche che gli sono abituali per cimentarsi con la narrativa di genere, in particolare con l'ucronia. L'ucronia è il genere narrativo che consiste nell'immaginare all'interno di una situazione storica definita una deviazione che cambi completamente la direzione degli avvenimenti, e nel ricostruire quindi in modo rigoroso il mondo che ne consegue.

    In questo "Il complotto contro l'America" Roth immagina che l'America (in bilico tra interventismo visto come necessario di fronte alle nefandezze fasciste e spinte isolazioniste antisemite sempre più forti) con l'elezione alla presidenza degli Stati Uniti dell' aviatore Lindbergh (tanto eroico quanto razzista), scelga la seconda opzione, di fatto lasciando la Russia e l'impero britannico soli nel loro cimento anti hitleriano.

    Il romanzo (quasi inevitabilmente quando si parla del genio del grande scrittore di Newark) è autobiografico: prorpio dalla metropoli della East Coast e proprio da un ragazzino di nome Philip Roth viene vissuto l'esponenziale presentarsi al mondo di un micidiale incubo. L'incubo dell' instradarsi della grande nazione americana in una direzione fascistoide, nera strada verso l'inferno resa in tutti i suoi particolari con un realismo politico e sociale, ma anche con una immaginazione visionaria che non può non mostrare al lettore un nuovo talento dello scrittore che non si era visto in altre opere.

    Ma non si può ridurre Philip Roth al solo ruolo di scrittore di racconti di genere: "Il complotto contro l'America" deve essere letto nell'ottica del pensiero dello scrittore e del ruolo che ricopre all'interno di tutta la sua opera. Ho avuto la netta sensazione che il vero tema del romanzo sia una riflessione profonda sulla paura della distruzione che gli ebrei della diaspora hanno sempre condiviso, senza che quelli americani facessero eccezione per il solo fatto di vivere forse nel paese più libero del Novecento. Inganno dopo inganno, forzatura dopo forzatura, provocazione dopo provocazione, la svastica sembra ricoprire con la sua ombra anche la bandiera americana, ed ogni ebreo sembra vivere questa minaccia a suo modo: chi nella speranza (sappiamo bene quanto falsa) che la tirannia fascista possa conoscere un limite, chi nella spinta di un moto di rivolta, chi nell'ansiosa ricerca di una via di fuga.

    Sembra quasi secondario che dopo anni di tormentosa sofferenza alla ipotetica famiglia Roth questa scelta sia risparmiata (dall'impeto d'orgoglio di una grande nazione come l'America, che non può accettare di piegare il capo alla barbarie schifosa delle idee di Mussolini e di Hitler): il libro dà il suo meglio nelle pagine che parlano dei momenti di terrore e di speranza che alternandosi sfiniscono lo spirito degli ebrei riducendoli passivi a tutto, in modo analogo a quanto accadde nella realtà in quegli anni in Europa.

    Questo non è un grande libro perchè entra nel genere letterario dell' Ucronia in maniera pressochè perfetta. Questo è un grande libro perchè getta uno sguardo come sempre lucidissimo sul terrore della minaccia nazista, e rende non più così ingenua ma anzi molto umana la paralisi di chi quella minaccia se la vede crescere davanti, sospeso tra ansia di fuga, spirito di rivolta e passiva rassegnazione.

    Mi è sembrata un po' goffa ed affrettata la celebrazione della vittoria dello spirito americano sulle tentazioni fasciste, interpretata dai grandi Frankin Delano Roosevelt e Fiorello LaGuardia (decisamente il vecchio ebreo non riesce a fare a meno di guardare all'Italia, nel bene e nel male): ma questo potrebbe essere un segno di debolezza dovuto a quell'irresistibile desiderio di integrazione che sempre pervade le opere di Roth.

    Non è il miglior libro possibile che si possa leggere del vecchio di Newark, secondo me. La lo stile come sempre perfetto, il tema ucronico reso in modo eccelente, e la profonda riflessione sulla minaccia della Shoah la rendono comunque una ottima lettura.

    gesagt am 

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