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Versilia rock city

Di

Editore: Mondadori (Scrittori Italiani e Stranieri)

3.4
(219)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880461613X | Isbn-13: 9788804616139 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Le spiagge dorate, il mare, le giornate di sole, le notti dense di musica e di stelle: gli spazi delle vacanze estive sono anche quelli delle nostre fantasie. Ma come sono quei luoghi quando l'estate finisce, noi ce ne andiamo e arriva l'inverno? In Versilia, e a Forte dei Marmi in particolare, in mezzo alle ville, ai negozi, agli stabilimenti, ai turisti di lusso, l'autore di questa storia ci è nato. Ed è per questo che sa raccontarci quello che si prova quando l'estate finisce: strade improvvisamente deserte, case vuote, la spiaggia senza ombrelloni a perdita d'occhio - e il senso di essere rimasti incastrati su quella lingua di sabbia mentre tutto il mondo è corso via. Ma Fabio Genovesi ci rivela anche che l'inverno versiliese ospita personaggi e situazioni impensabili, storie formidabili e fiammeggianti. Il suo romanzo prende le mosse proprio da qui, mostrandoci la Versilia come non l'abbiamo vista mai. Tra gli anni Ottanta e oggi seguiamo le vite di un gruppo di naufraghi della vita, eccentrici, a tratti disperati ma mai arresi: Marius, ex deejay di successo che non esce mai di casa ma riesce, via e-mail, a salvare la vita di una pornostar; Nello, che cerca di liberarsi di uno scomodo passato e si scopre padre; Roberta, asfissiata dalla vita di provincia ma capace di una passione travolgente; e Renato, in esilio al Nord, che organizza finti viaggi esotici per chi non può permettersi quelli veri. Quattro anime smarrite eppure decise a lottare per trovare il loro spazio sulla spiaggia della vita.
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  • 5

    BELLA questa storia! Con una scrittura originale, fresca che scintilla. E mentre leggi i personaggi ti sembrano così vivi che ti sembra di averci parlato e che anche loro conoscano te.

    ROMANTICA e BR ...continua

    BELLA questa storia! Con una scrittura originale, fresca che scintilla. E mentre leggi i personaggi ti sembrano così vivi che ti sembra di averci parlato e che anche loro conoscano te.

    ROMANTICA e BRIOSA: “E lei, con quel sorriso largo tipo rete aperta bene, che hai voglia di nuotare dall’altra parte ma tanto ci rimani preso lo stesso.”, “Mi parla e mi fissa e sorride, poi fissa da un’altra parte e io vorrei tanto essere da quella parte,..”, “Lei per un attimo non capisce, poi fa un sorriso che ti toglie l’equilibrio.”, “…, un viso che ci pianteresti la tenda per passarci il resto della vita a campare di radici e bacche.”
    Ecco, o pianterei la tenda in un campo pieno di romanzi così, che adesso me ne manca solo uno solo dell’autore non oso leggerlo, che poi rimango senza per troppo tempo.

    PROFONDA E LEGGERA: “Ma avevo dieci anni, cosa cazzo ne potevo sapere. Perché se c’è gente che dice che i bambini sanno molte più cose degli adulti, è solo una stronzata. Del genere “la vera trasgressione è la normalità” o “un sorriso è più forte di mille bombe. Stronzate che suonano intelligenti a quelli che hanno voglia di sentirsi intelligenti. Ma in realtà io, come tutti i bambini, non sapevo un cazzo. Di quanto sono lunghi e insieme corti gli anni, e complicate le storie delle persone, e di com’è che col tempo finisci a fare le cose che prima ti facevano schifo, e ci sono centomila vie diverse per arrivare in nessun posto, e…”

    DIVERTENTE MA NON SOLO : “Ma lo sa che i paesi che finiscono in –ate sono di origine longobarda?” Solo che non frega a nessuno, a parte un paio di leghisti che si esaltano e poi però non è che ci montano sopra una conversazione.”
    “ – Figuriamoci se son razzista io. Bianchi, gialli, neri, a me mi fanno schifo tutti.”
    (e ci sono altre frasi esilaranti)

    MALINCONICA: “Stella dice così e il mondo si ferma, fa un rumore strano, finisce. Si stacca pezzo per pezzo da quella base solida che lo tiene a galla nello spazio profondo. E ogni pezzo si tira dietro quell’altro, e in un attimo tutto è scivolato via”,“Roberta inciampa sempre in questa tristezza appuntita, amarognola, che la fa sentire un pezzettino di vetro rotto caduto sotto un mobile e rimasto lì al buio mentre in casa la gente va e viene e non ha la minima idea che lei è lì.”

    Non ho la capacità di tagliare, eppure ho tagliato un sacco di altre frasi contenute in questo libro… Per me questo autore è geniale!

    ha scritto il 

  • 3

    Le dinamiche delle storie dei personaggi che si intrecciano si ripetono ma sempre in modo nuovo, divertente, ironico, spiazzante, crudele, spesso non politicamente corretto. Bel libro. E' sempre un pi ...continua

    Le dinamiche delle storie dei personaggi che si intrecciano si ripetono ma sempre in modo nuovo, divertente, ironico, spiazzante, crudele, spesso non politicamente corretto. Bel libro. E' sempre un piacere leggere Fabio Genovesi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Diverse solitudini che si incrociano: l'ex dj Marius, rifugiato in casa da tre anni; l'ex tossico Nello e suo figlio, Nello yunior; l'avvocato Roberta; Renato, emigrato a Milano a organizzare falsi vi ...continua

    Diverse solitudini che si incrociano: l'ex dj Marius, rifugiato in casa da tre anni; l'ex tossico Nello e suo figlio, Nello yunior; l'avvocato Roberta; Renato, emigrato a Milano a organizzare falsi viaggi esotici. E Forte dei Marmi ieri ed oggi, cittadina venduta ai ricchi villeggianti (tema meglio descritto in "Morte dei Marmi" dello stesso autore). Molte critiche paragonano la seconda parte del libro allo stile di Ammaniti: e allora?

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro all'inizio mi ha stupito. Genovesi riesce a scrivere di un umanità che vive ai confini della decenza, disillusa e non contaminata dall'italico vizio di scavalcare in qualche modo il prossimo. ...continua

    Il libro all'inizio mi ha stupito. Genovesi riesce a scrivere di un umanità che vive ai confini della decenza, disillusa e non contaminata dall'italico vizio di scavalcare in qualche modo il prossimo. Peccato per il finale poteva essere più fantasioso. Concordo con chi rivede lo stile di Ammaniti

    ha scritto il 

  • 4

    "Ecco, mi pare che questo sarebbe molto più semplice che starmene qui seduto a finire le sigarette davanti a un monitor. Ma non sono sicuro. E' così tanto tempo che non mi capitano cose semplici che o ...continua

    "Ecco, mi pare che questo sarebbe molto più semplice che starmene qui seduto a finire le sigarette davanti a un monitor. Ma non sono sicuro. E' così tanto tempo che non mi capitano cose semplici che ormai non mi ricordo nemmeno come sono fatte.
    Sono roba di quando eri piccolo, che se avevi fame ti davano da mangiare, se volevi giocare giocavi e se avevi sonno dormivi.
    Una volta, avrò avuto quattro anni, apro per caso l'armadio dei miei, era metà dicembre e dentro ci trovo i regali di Natale già pronti per me. Chiedo al babbo come mai, e lui mi spiega che Babbo Natale non può portarsi dietro i regali per tutti i bambini del mondo in una notte sola, e allora qualche giorno prima fa un giro e nasconde i doni nelle case dei bimbi, poi alla vigilia passa con comodo e li mette sotto l'albero. "Ah, ecco, tutto risolto" penso io. Tutto chiaro, tutto semplice. Perché all'epoca succedevano le cose semplici.
    Poi da lì parte una serie sempre più grossa di intoppi, di sfortune, di casini, e mentre provi a risolverne uno se ne gonfia un altro lì accanto che è il doppio del primo, e succede un po' come quando a scuola cominciavi un quaderno nuovo e pensavi: "Questo lo tratterò benissimo" e ci scrivevi meglio che potevi e stavi attento a stare nei bordi e a non sbagliare mai. Poi però a un certo punto qualcosa sbagliavi per forza, e allora ti toccava farci una cancellatura, poi con la mano sbaffavi l'inchiostro, poi sbagliavi un'altra volta, e nel giro di due minuti te ne fregavi e lo lasciavi andare come andava, e il quaderno nuovo diventava un casino come tutti quelli prima e quelli dopo.
    E' così che funziona, casini su casini su casini, e allora che ci posso fare? Mi accendo un'altra sigaretta e prendo il Serenase e me lo faccio scendere dritto in bocca. Sento le gocce che cadono sulla lingua e le conto. Una, due, tre, quattro, cinque... "Ecco, questa sì che è una cosa semplice" penso.
    Poi non penso più a nulla."

    Genovesi, che bella scoperta.
    Un po' però già sapevo che non mi avresti deluso.

    La Versilia è uno di quei posti che d'estate brulicano di gente, di quelli che vanno avanti a sole, mare, negozi di lusso, vita notturna. D'estate.
    Perché d'inverno, le facce che restano, sono costrette a sopravvivere alla monotonia più totale.
    Anime sbandate, che si trascinano lungo le giornate in attesa di tempi migliori.
    In Versilia Rock City troviamo Nello, ex tossicodipendente conosciuto - ed accuratamente evitato - da tutti in città; Nello con i suoi modi rudi, che cerca di inventarsi un modo per andar via, verso un futuro dove poter ricominciare da zero, ma che da un momento all'altro si ritrova invece a dover fare i conti con un presente che non aveva minimamente preso in considerazione, e con un certo Nello Yunyor.

    Poi c'è Mario...

    Continua su: http://sullungomaredellibro.blogspot.com/2014/07/fabio-genovesi-versilia-rock-city.html

    ha scritto il