Verso Samarcanda. La lunga marcia II

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(50)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8807721902 | Isbn-13: 9788807721908 | Data di pubblicazione: 

Curatore: L. Cortese

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Viaggi

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  • 3

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: affascinante, esotico, vero.

    DUE FRASI per commentarlo:
    Perché trascorrere la propria pensione oziando quando si può ripercorrere a piedi l’Antica Via della Seta? È esat ...continua

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: affascinante, esotico, vero.

    DUE FRASI per commentarlo:
    Perché trascorrere la propria pensione oziando quando si può ripercorrere a piedi l’Antica Via della Seta? È esattamente ciò che ha deciso di fare nel 1999 Monsieur Ollivier, ex giornalista francese all’epoca sessantenne, e “Verso Samarcanda” è il racconto della sua seconda tappa: dopo aver superato l’altopiano del Kurdistan, l’autore scende verso le soffocanti pianure dell’Iran, passando per Tabriz e Teheran, attraversando quella che in antichità era la meravigliosa Persia, fino ad arrivare alle cupole azzurre di Samarcanda.

    UNA CITAZIONE per ricordarlo: “Per me viaggiare significa scoprire quello che non c’è né nei libri né nelle guide di viaggio che comunque leggo tutte prima di partire. Scoprire che cosa allora ? mi chiederete. Non lo so proprio. Viaggiare significa incontrare un essere altamente improbabile, nel momento più inatteso, significa essere folgorato dalla semplice armonia di un angolo di campagna, senza averlo minimamente previsto, o ancora, sorprendersi a fare o pensare ciò che, fino a quel momento, era impensabile si facesse o si pensasse.”

    CONSIGLIATO A: chi ama i viaggi nei luoghi più desolati ed inospitali come questo, in cui si attraversa persino il deserto del Karakum. Un'avventura un po' folle e pericolosa ma.... VERA !

    ha scritto il 

  • 4

    Per alcuni giorni ho vissuto tra Milano e l'Iran, complice questo libro :P
    Si nota una certa ripetitività nelle situazioni (persone con cui si incontro o si scontra), ma le descrizioni sono sempre int ...continua

    Per alcuni giorni ho vissuto tra Milano e l'Iran, complice questo libro :P
    Si nota una certa ripetitività nelle situazioni (persone con cui si incontro o si scontra), ma le descrizioni sono sempre interessanti, come la sua voglia di incontrare "l'altro" e la sua camminata instancabile (devo trovare il primo volume e i successivi).
    E poi, è la zona del pianeta che più mi affascina, e quindi 4 stelle mi sembrano doverose!

    ha scritto il 

  • 3

    Interessanti le impressioni sull'Iran e sugli Iraniani, la gente piú ospitale del mondo. Piú superficiali le altre. Resta un po' il dubbio di quanto sia realmente vero quanto raccontato, considerate a ...continua

    Interessanti le impressioni sull'Iran e sugli Iraniani, la gente piú ospitale del mondo. Piú superficiali le altre. Resta un po' il dubbio di quanto sia realmente vero quanto raccontato, considerate alcune imprecisioni su episodi marginali che peró non dovrebbero esserci. Non so se sono originali o dovuti alla traduzione. Pur se amo viaggiare, resto sempre perplesso relativamente a questi viaggiatori "estremi", ed un ultra-sessantenne che va a piedi dalla turchia a Samarcanda, da solo, mi sembra sufficientemente "estremo".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Continua il viaggio lungo la via della seta. E' bello condividere con questo viaggiatore un'esperienza così unica.
    In questo secondo libro Bernard si lamenta un po' meno per la propria condizione fisi ...continua

    Continua il viaggio lungo la via della seta. E' bello condividere con questo viaggiatore un'esperienza così unica.
    In questo secondo libro Bernard si lamenta un po' meno per la propria condizione fisica, forse è più allenato, però trasmette meno entusiasmo, a volte ho dubitato che stesse apprezzando ciò che faceva. Certo attraversare l'Iran e l'Uzbekistan non è un gioco soprattutto per le barriere linguistiche.
    Mi è piaciuta molto la riflessione finale sul cosa significhi per lui viaggiare perchè la condivido in pieno:
    Per me viaggiare significa scoprire quello che non c'è nè nei libri nè nelle guide di viaggio, che comunque leggo tutte prima di partire....Viaggiare significa incontrare un essere altamente improbabile, nel momento più inatteso, significa essere folgorato dalla semplice armonia di un angolo di campagna, senza averlo minimamente previsto, o ancor a sorprendersi a fare o pensare ciò che, fino a quel momento, era impensabile si facesse o si pensasse.

    ha scritto il 

  • 4

    Il camminatore è un re

    Un re che soffre di andare controcorrente, ma che, per stare meglio, ha scelto i grandi spazi.

    "Il mondo che andrò a scoprire è peggio di quello che sto lasciando? L'inquietante follia che agita le no ...continua

    Un re che soffre di andare controcorrente, ma che, per stare meglio, ha scelto i grandi spazi.

    "Il mondo che andrò a scoprire è peggio di quello che sto lasciando? L'inquietante follia che agita le nostre città, lo stress che ci circonda, l'invidia come motore e il potere come scopo ultimo di qualsiasi azione, l'aggressività elevata al rango di virtù: tutto ciò è più rassicurante delle contrade lontane dove mi sto recando? Mi volgo verso mondi costruiti su scala umana, perchè camminare riduce lo sguardo a una giusta dimensione, insegna a governare il tempo"

    ha scritto il 

  • 0

    Mi chiedo perché viaggiare come fa Ollivier a "sessant'anni suonati"?

    Questo libro, secondo di una trilogia sul viaggio che Ollivier ha intrapreso per ripercorrere, a pidei, la via della seta, porta alla mente immagini e sensazioni belle ed eccitanti, quali quelle dei c ...continua

    Questo libro, secondo di una trilogia sul viaggio che Ollivier ha intrapreso per ripercorrere, a pidei, la via della seta, porta alla mente immagini e sensazioni belle ed eccitanti, quali quelle dei caravanserragli e della gente che lo ospitano presso le loro abitazioni, ad altre, più angoscianti, dell'attraversamento del deserto da solo, sotto un sole cocente e in comagnia di una temperatura di 50°, oppure del continuo confronto/scontro con la polizia Turkemna e Uzbeka, che mi fanno chiedere: ma perché fare un viaggio in queste condizioni, soprattutto se considero l'età alla quale Ollivier ha intrapreso questa "avventura"?

    ha scritto il 

  • 4

    Prosegue il viaggio del giornalista in pensione e questa volta con lui attraversiamo, rigorosamente a piedi s'intende, Iran e Uzbekistan.
    Un po' di ripetitività, tra l'ospitalità della gente incontrat ...continua

    Prosegue il viaggio del giornalista in pensione e questa volta con lui attraversiamo, rigorosamente a piedi s'intende, Iran e Uzbekistan.
    Un po' di ripetitività, tra l'ospitalità della gente incontrata per strada e qualche scontro con doganieri e polizia, fino al termine della tappa nella dorata Samarcanda.

    ha scritto il