Verso un sapere dell'anima

Di

Editore: Raffaello Cortina (Minima, 31)

4.4
(36)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870784177 | Isbn-13: 9788870784176 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Eliana Nobili ; Curatore: Rosella Prezzo

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Il libro può essere considerato come il manifesto del pensiero polivalente di María Zambrano. In esso si mostra infatti la genesi delle due forme di ragione, mediatrice e poetica, che ne hanno guidato tutta l'attività filosofica intrecciandosi con una costante riflessione sulla storia della filosofia e della cultura europea, la sua crisi e i suoi fallimenti dei quali l'Europa intera era arrivata ormai a soffrire mortalmente. La sfida vitale che il filosofare di María Zambrano assume è dettata dalla necessità, non solo teorica ma esistenziale e politica, del "rinnovamento di un'amicizia perduta" attraverso un sapere dell'anima.
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  • 2

    Voglio imparare come si esprime quel che non so di me.

    La Zambrano aveva due professori di filosofia e una mezza intenzione di smetterla di studiare filosofia, siccome i suoi professori erano bravissimi tutt’e due ma uno era tutto luce e uno tutto oscurit ...continua

    La Zambrano aveva due professori di filosofia e una mezza intenzione di smetterla di studiare filosofia, siccome i suoi professori erano bravissimi tutt’e due ma uno era tutto luce e uno tutto oscurità e come poteve essere vero qualcosa, e quindi la filosofia, se poteva esserlo sia in un modo che nel suo opposto? Fortunatamente la Zambrano si fece prendere da una seduzione lirica, vide un raggio di sole attraversare una tendina nera e pensò alla filosofia come a una “penombra toccata d'allegria”: immagine bellissima, evocativa, poi leggi gli articoli che compongono il suo libro da neppure trentenne e hai la insufficiente sensazione che per la Zambrano la penombra sia il mondo e i limiti che del mondo tocca la ragione, e l’allegria sia un empito misticheggiante e inclassificabile, con cui ci fai tutto e non ci fai niente, che o condividi a pelle o ti lascia del tutto indifferente, e comunque sia il suo valore epistemologico è nullo – e io ci spero sempre che nessuno mai mi ponga l’infame domanda “Ma poi cos’è quest’epistemologia? Dillo a parole tue però.” La Zambrano le va riconosciuto è stata onesta fin dal titolo: “Verso un sapere dell’anima” equivale a un “Gli animali fantastici: dove trovarli”.

    Io con la Zambrano concordo pure quando riconosce la ristrettezza di una ragione intesa solo come attività matematizzante e la matematica come unica ragione di vita, però il suo lavoro speculativo non si schioda da questa riflessione per la quale non vale la pena di scomodare lo studio accademico della filosofia.

    Della scrittura pensa che “Si scrive per rifarsi della sconfitta subita ogniqualvolta abbiamo parlato a lungo” e io penso che se la pensassero molti di più così ci risparmieremmo tanta editoria pettegola e ridondante, e fin dalla prima metà del Novecento la Zambrano si accorse del moderno conformismo della irreligiosità, identico al conformismo della religiosità ma con in più la superbia di una emancipazione che non c’è mai stata: “Si è soliti caratterizzare la nostra epoca come irreligiosa; più corretto sarebbe scoprire le religioni che la popolano clandestinamente. Clandestinamente, perché queste religioni nascoste hanno come carattere distintivo il fatto che i loro fedeli non le accettano come tali.”

    Ancora più lucida e demifisticante la sua previsione sul freudismo inteso come elevazione a sistema della coraggiosissima e inedita e fondamentale opera di Sigmund Freud: “Il «freudismo», distruggendo l'idea del padre e, più che l'idea, il valore trascendente della paternità, non fa che completare l'opera di tutte le altre teorie che hanno reciso a poco a poco i fili che tenevano l'uomo legato ai suoi princìpi, alle sue origini. Non ha fatto altro che dare il colpo finale alla distruzione dell'uomo come figlio. Vivere come figlio è qualcosa di specificatamente umano; solo l'uomo si sente vivere a partire dalle sue origini e a queste si rivolge con rispetto. Se è così, non dovremo temere che, smettendo di essere figli, smetteremo anche di essere uomini?”. In pratica: prima ancora che si cominciasse a fare piazza pulita dei padri la Zambrano denunciava la logica e consegunte crisi da mancanza-dei-padri che ne sarebbe seguita, sebbene secondo me la questione sia stata malposta: non si trattava tanto di sbarazzarsi dei padri quanto di riuscire a elevarsi dal proprio stato di figli non obbligatoriamente passando per mezzi cruenti, e se i mezzi sono psicologici non per questo sono meno cruenti, altroché.

    Altre penombra toccata dall’allegria: la proposta di una storia delle speranze: “Alla storia di "fatti" dovrà seguire la storia delle speranze, la vera storia umana. L'unità di una cultura proviene dal sistema di speranze che in essa viene delineata. Ma poiché tale sistema di speranze e disperazioni è solitamente nascosto dai fatti, non solo è stato misconosciuto, ma anche rifuggito, a seguito della paura che assale l'uomo moderno di fronte a tutto ciò che va oltre il semplice accadimento.”

    La componente fortissima del pensiero teologico e cristiano nelle riflessioni della Zambrano è esplicitato praticamente da subito perciò quando scrive “Ogni cristiano è un Lazzaro chiamato alla vita dalla voce di Cristo che gli ordina di alzarsi” non mi stupisco, anzi la trovo una definizione-esortazione audace e augurabile, e la biografia della Zambrano rivela che lei alla sua chiamata è andata dietro, per quanto non è che potesse stare alzata più di tanto, siccome scrivere recensioni e lavori poesofici stando in piedi sarebbe stato eccessivamente autopunitivo.

    ha scritto il 

  • 0

    Un rapporto difficile altalenante che si trasformerà in amore spassionato .
    La Zambrano filosofa tra le maggiori del 900, esplora il sapere dell' anima.
    Riconosciuta la capacità alla filosofia di esse ...continua

    Un rapporto difficile altalenante che si trasformerà in amore spassionato .
    La Zambrano filosofa tra le maggiori del 900, esplora il sapere dell' anima.
    Riconosciuta la capacità alla filosofia di essere la piu' completa tra i saperi, capace di parlare all'uomo ed al suo intelletto, ne ammette la mancata missione di comunicare con quel particolare luogo, tra cognizioni e sentimenti che lei chiama "anima" , perchè non sottoposta alle stesse leggi del rimanente universo umano.
    Per far questo l' autrice non rinuncia ad interrogare saperi primordiali e a riconoscerne, anche se limitata l' autorevolezza, fino a indicare la stessa origine del sapere filosofico con la poesia , capace quest'ultima però, di parlare al cuore , perchè ne possiede lo stesso ritmo, lo stesso suono.Ecco allora farsi, il testo poetico, nell' analisi umile e al contempo coraggioso di saperi, di viscere, di storia europea, di scuole filosofiche, affrontando a volto scoperto con grande rigore e rispetto persino l' ancor "nuovo" sapere freudiano, smascherandone le forzature ed omissioni nella teoria.
    Un saggio capace di parlare a tutti noi , specialmente a chi sa poco o nulla di filosofia , poco o nulla sull' anima.

    ha scritto il 

  • 5

    la vita in crisi: "nei momenti di crisi la vita appare allo scoperto e nel più grande abbandono, fino a causarci imbarazzo. in essi l'uomo prova vergogna perché è nudo e sente il bisogno di coprirsi c ...continua

    la vita in crisi: "nei momenti di crisi la vita appare allo scoperto e nel più grande abbandono, fino a causarci imbarazzo. in essi l'uomo prova vergogna perché è nudo e sente il bisogno di coprirsi con qualsiasi cosa. [...] ci vorrebbe semplicemente un po' di coraggio per guardare poco alla volta tale nudità, per custodire non il sogno, ma piuttosto le sorgenti stesse del sogno, per vedere cosa ci rimane, quando ormai non ci rimane più nulla."

    ha scritto il 

  • 5

    "Il logos della Filosofia traccia i propri limiti all'interno della luce; quello della poesia invece riacquista forza sui pericolosi confini in cui la luce si dissolve nelle tenebre, oltre l'intelligi ...continua

    "Il logos della Filosofia traccia i propri limiti all'interno della luce; quello della poesia invece riacquista forza sui pericolosi confini in cui la luce si dissolve nelle tenebre, oltre l'intelligibile". da rileggere.

    ha scritto il 

  • 5

    "La crisi ci insegna anzitutto che l'uomo è una creatura non formata una volta per tutte e non terminata, ma neppure incompleta e con un limite stabilito. Non siamo stati terminati e non ci è chiaro c ...continua

    "La crisi ci insegna anzitutto che l'uomo è una creatura non formata una volta per tutte e non terminata, ma neppure incompleta e con un limite stabilito. Non siamo stati terminati e non ci è chiaro che cosa dobbiamo fare per completarci; [...]. Siamo cioè problemi viventi in un tempo che non smette di passare[...]". "[...] il filosofo [...] non si accontenta dell'offerta spontanea della vita [...]. Ciò che pretende da sè [...] è di portare la propria coscienza alla massima chiarezza, non lasciando passare niente che non sia stato registrato, sviscerato, svelato dalla coscienza [...]."
    contenuti corposi in una prosa intrisa di musicalità e bellezza. un testo che innalza il lettore al di sopra di ogni banalità.

    ha scritto il 

  • 5

    Per la sapienza dell'anima... una via sapienziale alla filosofia che illumina profondamente la vita, il reale, mostrandone la poeticità, nel tocco con l'Altro... Imperdibile... per 'trovarsi'!

    ha scritto il