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Vertigine della lista

By Umberto Eco

(123)

| Hardcover | 9788845263453

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Book Description

Nell'Iliade appaiono due modi di rappresentazione. Il primo si ha quando Omero descrive lo scudo di Achille: è una forma compiuta e conchiusa in cui Vulcano ha rappresentato tutto quello che egli sapeva e che noi si sa su una città, il suo contado, le sue guerre i suoi riti pacifici. L'altro modo siContinue

Nell'Iliade appaiono due modi di rappresentazione. Il primo si ha quando Omero descrive lo scudo di Achille: è una forma compiuta e conchiusa in cui Vulcano ha rappresentato tutto quello che egli sapeva e che noi si sa su una città, il suo contado, le sue guerre i suoi riti pacifici. L'altro modo si manifesta quando il poeta non riesce a dire quanti e chi fossero tutti i guerrieri Achei: chiede aiuto alle muse, ma deve limitarsi al cosiddetto, e enorme, catalogo delle navi, che si conclude idealmente in un eccetera. Questo secondo modo di rappresentazione è la lista o elenco. Ci sono liste che hanno fini pratici e sono finite, come la lista di tutti i libri di una biblioteca; ma ve ne sono altre che vogliono suggerire grandezze innumerabili e che si arrestano incomplete ai confini dell'indefinito. Come mostra questo libro e l'antologia che esso raccoglie, la storia della letteratura di tutti i tempi è infinitamente ricca di liste, da Esiodo a Joyce, da Ezechiele a Gadda. Sono spesso elenchi stesi per il gusto stesso dell'enumerazione, per la cantabilità dell'elenco o, ancora, per il piacere vertiginoso di riunire tra loro elementi privi di rapporto specifico, come accade nelle cosiddette enumerazioni caotiche. Però con questo libro non si va solo alla scoperta di una forma letteraria di rado analizzata, ma si mostra anche come le arti figurative siano capaci di suggerire elenchi infiniti, anche quando la rappresentazione sembra severamente limitata dalla cornice del quadro.

Critics

  • Vertigine della lista

    La presentazione e le recensioni di Vertigine della lista, saggio di Umberto Eco edito da Bompiani. Nell’Iliade appaiono due modi di rappresentazione. Il primo si ha quando Omero descrive lo scudo di Achille: è una forma compiuta e conchiusa in cui V ... (read full critics)

    Qlibri published on Mon, 29 Nov 2010

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    attraverso molteplici esempi di liste, letterarie e pittoriche, Eco cerca di dar conto della versatilità, della ricchezza e dell'infinità delle liste possibili e degli usi che se ne possono fare. Borges, con la sua biblioteca di Babele, torna a più riprese insieme allo scudo di Achille descritto da ... (continue)

    attraverso molteplici esempi di liste, letterarie e pittoriche, Eco cerca di dar conto della versatilità, della ricchezza e dell'infinità delle liste possibili e degli usi che se ne possono fare. Borges, con la sua biblioteca di Babele, torna a più riprese insieme allo scudo di Achille descritto da Omero.
    Ogni lista potrebbe concludersi con un eccetera.

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    dreca said on Feb 2, 2012 | Add your feedback

  • Si comincia con un avvertimento: mai superare il senso della misura, nella foga di voler tutto classificare si rischia, inutilmente, di spaccare il capello in quattro, quando questo capello è uno, uno soltanto e nulla più. Attenzione quindi a moltiplicare “gli enti”, a trovare troppi nomi per dirne ... (continue)

    Si comincia con un avvertimento: mai superare il senso della misura, nella foga di voler tutto classificare si rischia, inutilmente, di spaccare il capello in quattro, quando questo capello è uno, uno soltanto e nulla più. Attenzione quindi a moltiplicare “gli enti”, a trovare troppi nomi per dirne uno solo. Se il senso della misura e dell’equilibrio veniva rispettato nella filosofia Scolastica (XIII secolo), con la Seconda Scolastica (siamo nel XVII secolo) questa regola aurea venne in qualche modo infranta.
    Un esempio tra tutti: chi ha letto IL ROSSO E IL NERO di Stendhal, giunto ormai alla fine, non si chiederà certo, avendo Julien Sorel, (all’interno della Chiesa di Verrière), sparato due colpi verso la sua amata – M.me de Rénal – dove sia rimasto incastonato il primo, quello andato a vuoto. Dettaglio invero insignificante che non aiuta certo la comprensione (anzi ce la impedisce) del romanzo.
    Allo stesso modo nella lettura della TEOGONIA di ESIODO è impensabile, nonché superfluo, una volta letta la lista delle creature divine, ricostruire pazientemente il rapporto gerarchico o genealogico le une rispetto le altre. Si vorrebbe in questo modo perdere “la vertigine” del “caos” costruito intenzionalmente da Esiodo, davanti al quale l’intelletto – il nostro – deve perdersi e non ritrovarsi. Anche in questo caso, nel cercare di capire troppo, rischieremmo di non capire assolutamente nulla.
    In sostanza: non dobbiamo farci prendere dalla smania o dal timore di non riuscire a dire tutto, come se costituisse una questione di vita o di morte afferrare la verità dell’oggetto delle nostre speculazioni o della nostra attenzione. Nessuno lo pretende.
    Si pretende piuttosto, secondo il contesto, di redigere delle liste laddove lo imponga un’esigenza pratica: ad esempio un inventario di oggetti del mondo esterno che, per il fatto di esistere, possono e devono essere enumerati ordinatamente, nel senso di elencati e classificati. E’ inammissibile ad esempio non tenere un inventario di quanto viene conservato e custodito in un museo, o dei beni mobili o immobili facenti capo a un Ente al fine della predisposizione del bilancio (e del c.d. Conto del Patrimonio).
    Una lista di questo tipo deve essere “praticabile”, ordinata, seguire precisi criteri nella classificazione delle voci e degli insiemi nei quali ricomprendere i vari oggetti: e ciò senza soccombere “alla vertigine del caos”. Se “caotica” è la mente del redattore dell’inventario, non può esserlo l’inventario stesso: questo rappresenta un punto fermo imprescindibile. Anzi: proprio nel redigere ordinatamente la propria lista si riesce a ricomporre e a ordinare ciò che di primo acchito appare in preda a un preesistente caos. Solo in questo modo, con agio, potranno tirarsi le somme e avere un quadro aggiornato e veritiero.
    La vertigine ha ragion d’essere altrove: nell’incessante ricerca della verità (di qualunque genere: teologica, filosofica, processuale…). A volte ci si deve fermare, altre volte il dovere esige di tentare il tutto e per tutto per sbrogliare il bandolo della matassa e giungere alla conclusione, alla parola fine (magari di un’indagine). Ed ecco la “vertigine della lista” delle prove, degli indizi, degli oggetti ritrovati e classificati nel luogo di un ipotetico delitto, dietro i quali vi è un colpevole, una storia, una verità.
    Ma “quid est veritas?” Solo nei romanzi gialli il colpevole viene sempre consegnato alla giustizia. Nel gaddiano “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” questo non avviene, alla faccia della pluralità di cause da sondare e da vagliare, che inavvertitamente complica il quadro, rende la realtà multiforme e meno schematica e perciò inafferrabile.
    Prendendo spunto dalla Biblioteca di Babele di Borges, (e quindi dalla “vertigine della ricerca della verità) Eco ricorda il libro di THOMAS PAVEL, “Fictional Worlds” (mai sentito nominare in sincerità, forse non disponibile in italiano) d ecco il seguente esperimento (che mette i brividi):
    1. Dio incarica alcuni Angeli di scrivere per ciascun uomo dei “libri quotidiani” da esibire nel Giorno del Giudizio, i quali elencano tutti gli enunciati proferiti nel corso di tutta l’esistenza.
    2. L’Angelo Difensore, chiamato all’arringa finale, scriverà a sua volta per ciascun uomo altri “libri quotidiani” rovesciando il significato e l’interpretazione rilasciata dall’altro Angelo (che evidentemente riveste la pubblica accusa).
    3. Data la mole degli atti, seguiranno Compendi, Miscellanee, e quindi compendi di compendi, miscellanee di miscellanee…
    4. Quid est veritas?
    Forse è un nome, il nome segreto di Dio: se nella sua Biblioteca Borges contiene tutte le combinazioni possibili tra i simboli ortografici, da qualche parte questo nome sarà formulato. Ma da chi verrà riconosciuto o letto? Se segreto era, segreto rimarrà. Come negli atti di un processo: magari vi è il nome dell’assassino, del colpevole, una perizia giurata che lo inchioda. Se perdiamo “il segnalibro”, chiudiamo inavvertitamente la pagina, come faremo a ritrovarla?
    Mettiamoci il cuore in pace: “si tratta di fantasia, dove la matematica sfiora la metafisica”.

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    Davide Dotto said on Mar 5, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Libri Italiani
  • Hardcover 408 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8845263452
  • ISBN-13: 9788845263453
  • Publisher: Bompiani
  • Pub date: Jul 03, 2009
  • In other languages: other languages Libros en Español
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9788845263453 Hardcover €39.00 €34.32 IBS.IT
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