Vi perdono

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

3.8
(126)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880619996X | Isbn-13: 9788806199968 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Medicina

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Descrizione del libro
Miele ha trentadue anni, è una ragazza come tante, vive da sola e ha delle storie occasionali. Da tre anni ha deciso di aiutare a morire le persone che lo desiderano: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Pur lavorando in clandestinità, nell'ambiente medico è piuttosto famosa e molti si affidano a lei. Uomini e donne che aspettano le istruzioni per abbandonare la vita senza soffrire. Sono incontri strazianti in cui l'attesa della fine del dolore coincide con la separazione definitiva tra un marito e una moglie, tra una madre e un figlio. Un giorno però a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Ilaria e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.
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  • 4

    Scrittura fluida e coinvolgente per un testo che parla di eutanasia: "Perché non può accettare che si possa desiderare la fine senza essere per forza moribondi, o depressi , o torturati dal dolore? Pe ...continua

    Scrittura fluida e coinvolgente per un testo che parla di eutanasia: "Perché non può accettare che si possa desiderare la fine senza essere per forza moribondi, o depressi , o torturati dal dolore? Perchè la morte deve essere un fatto medico? Perché devono essere i medici a stabilire chi ha diritto di morire con dignità e chi no? Perché accetta anche lei che facciano da arbitri? Chi gli ha dato questo potere?....."
    Argomento non facile ma che pone quesiti sui quali tutti ci interroghiamo. Sicuramente un libro interessante .......che mi ha incuriosito e mi ha spinto ad interrogarmi su questo tema, al di fuori della religione....

    ha scritto il 

  • 5

    Miele è il nome in codice dietro cui si nasconde una trentaduenne con una vocazione particolare, quella di aiutare chi soffre ad andarsene con dolcezza, conservando la propria dignità; convinta del su ...continua

    Miele è il nome in codice dietro cui si nasconde una trentaduenne con una vocazione particolare, quella di aiutare chi soffre ad andarsene con dolcezza, conservando la propria dignità; convinta del suo ruolo e serena sulle sue scelte, vede vacillare le sue certezze, le sue salde convinzioni etiche sulla sofferenza e l’eutanasia, quando Carlo Grimaldi la contatta.
    L’ingegner Grimaldi, infatti, è perfettamente sano e non è depresso: è solo, ma perfettamente in grado di decidere di voler morire, e sicuro di averne tanto diritto quanto chi soffre a causa di malattie incurabili.
    Grimaldi aspetta con pazienza che Miele accetti di rivelare a se stessa la sua decisione: con delicatezza, senza pressioni, dando alla protagonista il tempo di maturare la sua scelta; dà il tempo a Miele di compiere un cammino di crescita, che la porterà all’accettazione profonda della malattia che le portò via la madre: ma soprattutto, alla comprensione della paura provata dalla madre in punto di morte, e del suo cercare un appiglio nel buio della disperazione.
    Un romanzo intenso, che tratta senza falsi tabù e senza morbosità il difficile argomento del fine vita; un romanzo dalla genesi affascinante: uscito con lo pseudonimo di Angela De Fabbro, che si supponeva celasse la vera identità della protagonista, è stato poi rivendicato da Mauro Covacich che, in A nome tuo, reintegra il testo in un “dietro le quinte” che svela la reale componente autobiografica del libro.
    Dal romanzo è stato tratto il film Miele, di Valeria Golino, presentato al Festival di Cannes 2013.

    http://www.dallabozzaallibro.it/vi-perdono-angela-del-fabbro/

    ha scritto il 

  • 3

    E' un libro che fa riflettere sul significato della vita in momenti in cui l'esistenza ti scivola dalle mani, è un libro triste ma pieno di significato allo stesso tempo.
    L'eutanasia è un argomento mo ...continua

    E' un libro che fa riflettere sul significato della vita in momenti in cui l'esistenza ti scivola dalle mani, è un libro triste ma pieno di significato allo stesso tempo.
    L'eutanasia è un argomento molto delicato e la Del Fabbro l'ha maneggiato in maniera alquanto accurata.

    ha scritto il 

  • 2

    Ni'

    Concordo nel dire che i primi tre quarti del libro sono più interessanti rispetto alla fine che un po' ha deluso le mie aspettative. Libro breve, scorrevole... Il tema e' veramente molto complesso, fo ...continua

    Concordo nel dire che i primi tre quarti del libro sono più interessanti rispetto alla fine che un po' ha deluso le mie aspettative. Libro breve, scorrevole... Il tema e' veramente molto complesso, forse troppo per una storia così breve. Avrei preferito si soffermasse di più sul cambiamento della protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato perché il problema del fine vita è un argomento molto attuale che qui è stato sviscerato in modo molto delicato fino a 3/4 del libro ma poi nel finale è diventato banale. Un'occasione persa ...continua

    Peccato perché il problema del fine vita è un argomento molto attuale che qui è stato sviscerato in modo molto delicato fino a 3/4 del libro ma poi nel finale è diventato banale. Un'occasione persa

    ha scritto il 

  • 4

    Vi perdono è un'esclamazione intrisa di sofferenza con la quale ci si aggrappa alla vita per non sprofondare negli inferi della perenne insensibilità rancorosa. Miele, la protagonista di questo libro, ...continua

    Vi perdono è un'esclamazione intrisa di sofferenza con la quale ci si aggrappa alla vita per non sprofondare negli inferi della perenne insensibilità rancorosa. Miele, la protagonista di questo libro, ha chiuso il boccaporto delle proprie emozioni inoltranodsi in un mondo fatto di bisogni, dove il male è come una lampada da spegnere pigiando sull'interruttore della vita, dove le relazioni sono figlie di un'esigenza da espletare e non di una condivisione da coltivare, dove la solitudine è un mare in cui immergersi e nuotare a dispetto degli altri. Miele vende la morte a chi è distrutto dalla sofferenza. Lo fa in maniera asettica, come un dentista che c'infila le mani in bocca per estirpare il dolore. Un Do ut Des che non prevede confronto, dialogo, immedesimazione ma solo soldi in cambio di un servizio, una morte indolore a dispetto di una dolorosa sofferenza. Miele ha costruito per sè questa esistenza, la indossa come una cuffia con la quale impedisce al mondo di violare la sua intimità. Fino a che qualcuno quella cuffia la sposta proponendogli qualcosa per cui non era pronta....
    Da leggere.

    ha scritto il 

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