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Via Gemito

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(418)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8807015765 | Isbn-13: 9788807015762 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Via Gemito" è la storia di un uomo che se non avesse avuto una famigliasarebbe diventato un grande pittore, questa almeno sarà la convinzione ditutta la sua vita. Federì è un artista, ma deve fare il ferroviere, e al mondonon potrà mai perdonare il destino scelto per lui. E se la prende con lamoglie, una donna soffocata nel ruolo di sarta e madre, e con i figli. Ed èuno di loro, il primogenito, a raccontare questa figura di padre verboso erancoroso, violento con le mani e con le parole.
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  • 4

    Buon romanzo

    Romanzo che alterna tratti di forte intensità introspettiva con pause narrattive.
    Con una sforbiciata di 50-60 pagine sarebbe stato un libro eccellente invece che buono.

    ha scritto il 

  • 5

    ..."Uno stato di grazia, diceva, è come quando ti senti uguale a una freccia che non mancherà il bersaglio"...

    Questo libro lo centra in pieno il bersaglio. Semplicemente un Capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Napul’è mille culure

    Al di là degli aspetti autobiografici e dell’analisi del complesso rapporto fra padre e figlio, in questo romanzo quel che colpisce maggiormente è la straordinaria efficacia con cui viene dipinto il personaggio di Federì, il padre del narratore, ferroviere ed artista, vitalissimo e ombroso, vitti ...continua

    Al di là degli aspetti autobiografici e dell’analisi del complesso rapporto fra padre e figlio, in questo romanzo quel che colpisce maggiormente è la straordinaria efficacia con cui viene dipinto il personaggio di Federì, il padre del narratore, ferroviere ed artista, vitalissimo e ombroso, vittimista e millantatore, accentratore e violento (più verbalmente che fisicamente, a dire il vero), in permanente conflitto con la famiglia, con la città, con il mondo intero.

    Personaggio originale e intenso che, in barba a tutte le contraddizioni di cui sopra, attraversa la vita con incrollabile fiducia in sé stesso seppure rendendo un inferno l’esistenza dei suoi cari, la moglie e i figli, dominati dalla personalità di questo istrione, estremo finanche nelle sue espressioni che vanno da un turpiloquio denso di colorite bestemmie e insulti a dissertazioni artistiche e filosofiche che non ammettono repliche.

    Il romanzo è poco equilibrato come il suo protagonista, forse troppo lungo, tende in alcune parti (come nell’infanzia di Federì) ad appesantirsi esprimendosi con una verbosità monocorde che giustifica il fastidio provato da alcuni lettori.

    Ma il quadro d’assieme, la Napoli miserabile del dopoguerra in cui ognuno si arrabatta per trovare il proprio posticino al sole, la famiglia numerosa e piena di diramazioni, zii e cugini, l’ambiente artistico napoletano impegnato nel compromesso e nel sotterfugio col politico o col critico d’arte di turno (almeno così Federì vede quel mondo, non sappiamo se per lungimiranza o per l’ennesimo ricorso all’esasperato vittimismo), rappresentano un affresco che si imprime indelebilmente nella memoria attraverso una miriade di episodi, di colori, di odori e di personaggi che ostentano un’appassionata teatralità come un elemento inscindibile dall’anima della città di Napoli e dei suoi abitanti.

    ha scritto il 

  • 2

    Confesso: non ce l'ho fatta a finirlo, anche se mi sono impegnata. Comunque 200 pagine sono sufficienti per esprimere un giudizio pertinente. Mi è sembrato un libro piatto, monotono, dove la descrizione della figura paterna oscura tutto. Non c'è (almeno nelle prime 200 pagine) una progressione te ...continua

    Confesso: non ce l'ho fatta a finirlo, anche se mi sono impegnata. Comunque 200 pagine sono sufficienti per esprimere un giudizio pertinente. Mi è sembrato un libro piatto, monotono, dove la descrizione della figura paterna oscura tutto. Non c'è (almeno nelle prime 200 pagine) una progressione temporale tale che permetta a chi legge di scorrere le pagine con curiosità e leggerezza, la narrazione è ferma, impantanata dentro un personaggio che fagocita tutto il resto. Mi aspettavo decisamente di più da un premio strega: deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ben scritto ma monotono

    Il ricordare di un figlio sul proprio padre:un lunghissimo e ripetitivo monologo sui suoi difetti,sul suo egoismo,sul suo protagonismo,sulla sua violenza:lo odiamo anche noi, lo vorremmo vedere morto e sconfitto!E' un bugiardo cattivo e insensibile che si attribuisci imprese e meriti di ogni tipo ...continua

    Il ricordare di un figlio sul proprio padre:un lunghissimo e ripetitivo monologo sui suoi difetti,sul suo egoismo,sul suo protagonismo,sulla sua violenza:lo odiamo anche noi, lo vorremmo vedere morto e sconfitto!E' un bugiardo cattivo e insensibile che si attribuisci imprese e meriti di ogni tipo.Ma ecco che finalmente quando il figlio adulto si decide a ripercorrere i luoghi della sua infanzia per smascherarlo e ridurlo a ciò che merita dando così soddisfazione anche a noi lettori, ecco che il figlio stesso sembra essere preso da una spossatezza incomprensibile che gli impedisce di portare a termine ogni ricerca iniziata. Un libro un po' esasperante e monotono che però si fa leggere tutto perché accende in noi un bisogno di vendetta e chiarimento contro tutto ciò che è egoismo,prepotenza,violenza e ignoranza.

    ha scritto il 

  • 4

    bel romanzo

    bel romanzo, corposo, anche se forse un pò troppo. un'autobiografia dell'autore ambientata in una napoli tra gli anni 20 e gli anni 70, tra via gemito, via casanova, corso lucci, la ferrovia e via ferraris. sicuramente molto interessante per avere uno spaccato della napoli dell'epoca. da leggere. ...continua

    bel romanzo, corposo, anche se forse un pò troppo. un'autobiografia dell'autore ambientata in una napoli tra gli anni 20 e gli anni 70, tra via gemito, via casanova, corso lucci, la ferrovia e via ferraris. sicuramente molto interessante per avere uno spaccato della napoli dell'epoca. da leggere. personalmente ho trovato ben descritti molti luoghi della mia infanzia e , il carattere del protagonista, ferroviere ed artista incompreso, riflette molto il carattere di mio padre.

    ha scritto il 

  • 4

    (non trovo più Ex Cathedra, voglio rileggerlo da 10 anni)

    Mi è sempre piacuto assai il modo di scrivere di Starnone, la sua cruda onestà e la Napoli (e il Vomevo) che racconta

    ha scritto il 

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