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Via Katalin

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(459)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Ungherese

Isbn-10: 880619965X | Isbn-13: 9788806199654 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Ventavoli

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Sono l'una adiacente all'altra le case degli Elekes, degli Held e dei Bíró in via Katalin, a Budapest, i giardini divisi solo da permeabili staccionate. I bambini - Irén, Blanka, Henriett e Bàlint - giocano e crescono insieme in questo piccolo paradiso che neanche la guerra sembra intaccare. Con maggiore o minore consapevolezza e con modalità diverse, crescendo, le tre ragazze si innamorano tutte di Bàlint. Non è un mistero per nessuno, però, che lui sposerà Irén, figlia maggiore dell'insegnante Abel Elekes. Il loro fidanzamento, nella primavera del 1944, segnerà per tutti la contraddittoria e dolorosa uscita dall'infanzia e dall'adolescenza. Quel giorno, Irén, in attesa del pranzo, dalla finestra fa ancora in tempo a scorgere i signori Held, mentre escono per sbrigare una pratica. Poco dopo verranno intercettati durante una retata: vittime delle persecuzioni antisemitiche del governo Horthy, non faranno mai più ritorno. Solo la piccola, fragile Henriett si salva, immediatamente nascosta dal padre di Bàlint, un maggiore dell'esercito ungherese. Sarà un breve rinvio. Spinta dal desiderio di risentire un'ultima volta gli odori della sua casa, che, posta sotto sequestro, sta per essere sgomberata, una notte Henriett scende di nascosto in giardino: impaurito, il soldato di guardia le spara "due colpi al chiaro di luna". Nessuno pensa piú al fidanzamento o al matrimonio, in via Katalin tutto si sfalda, niente nella vita dei protagonisti sarà piú come prima. La guerra finisce, l'Ungheria cambia, conosce altri drammi, e mentre Irén, Blanka e Bàlint devono fare i conti con l'irrefrenabile naufragio delle loro esistenze, il fantasma di Henriett osserva l'evolversi dei rapporti fra le persone che ha amato. Con un arco temporale che si estende da 1934 alla fine degli anni Sessanta, "Via Katalin" (che in Ungheria venne pubblicato nel 1969) è forse l'opera piú corale di Magda Szabo: un romanzo di grande suggestione, che coinvolge il lettore nella dolente nostalgia del ricordo e dei sogni non realizzati.
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  • 4

    Per me è stata una scoperta questa scrittrice, non la conoscevo affatto, ma dopo aver letto questo romanzo, mi riprometto di recuperare il tempo perduto e leggerne tutta l'opera. Nel libro si narra ...continua

    Per me è stata una scoperta questa scrittrice, non la conoscevo affatto, ma dopo aver letto questo romanzo, mi riprometto di recuperare il tempo perduto e leggerne tutta l'opera. Nel libro si narra la storia di alcune famiglie che abitano l'una accanto all'altra in una strada di Budapest (via katalin, appunto): le seguiremo durante gli anni più oscuri della storia europea,quando la II guerra mondiale e la barbarie nazista segneranno in modo tragico e indelebile la vita di tutti i personaggi. Non vi fate scoraggiare dalle prime pagine, che sembrano complicatissime: piano piano tutto si chiarisce e se si è fatto un po' di fatica, ne sarà valsa la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    Nessuno aveva spiegato loro che la fine della giovinezza è terribile non tanto perché sottrae qualcosa, quanto piuttosto perché lo apporta. E quel qualcosa non è saggezza, né serenità, né ...continua

    Nessuno aveva spiegato loro che la fine della giovinezza è terribile non tanto perché sottrae qualcosa, quanto piuttosto perché lo apporta. E quel qualcosa non è saggezza, né serenità, né lucidità, né pace. È la consapevolezza che il Tutto si è dissolto.

    ha scritto il 

  • 4

    bello!! denso, pastoso, a volte estremamente poetico. non ha conquistato il mio cuore fino in fondo, ma è sicuramente un'opera che arricchisce di sfumature il modo di immaginare quel mondo, quel ...continua

    bello!! denso, pastoso, a volte estremamente poetico. non ha conquistato il mio cuore fino in fondo, ma è sicuramente un'opera che arricchisce di sfumature il modo di immaginare quel mondo, quel periodo, quei fatti.

    ha scritto il 

  • 3

    Azione che si svolge a Budapest nel 1930 per circa quarant'anni, tempi difficili per le tre famiglie che abitano la via Katalin: quelle dei Bíró, degli Held e degli Elekes che vengono sopraffatte ...continua

    Azione che si svolge a Budapest nel 1930 per circa quarant'anni, tempi difficili per le tre famiglie che abitano la via Katalin: quelle dei Bíró, degli Held e degli Elekes che vengono sopraffatte dagli eventi storici. Viene raccontato l'amore, contrastato dagli eventi, di quattro ragazzini amici inseparabili, dai sentimenti profondi e veri. Romanzo corale e drammatico fa scaturire nel lettore sentimenti ingenui e allo stesso tempo dissacranti, interconnessioni pubbliche e private, con grande sensibilità si è portati alla crudeltà di un destino che la storia fa suo.

    ha scritto il 

  • 5

    Via Katalin non è solo un luogo della memoria, appartenente a un periodo felice. È il luogo da cui tutto parte e a cui si ritorna con la mente quando si ha nostalgia di casa. Vita e morte, vivi e ...continua

    Via Katalin non è solo un luogo della memoria, appartenente a un periodo felice. È il luogo da cui tutto parte e a cui si ritorna con la mente quando si ha nostalgia di casa. Vita e morte, vivi e morti vi coesistono con la massima naturalezza, perché è una via senza tempo, un istante simile a quell'ora del giorno in cui convivono luce e buio e tutto sembra ancora possibile, perfino il futuro già scritto, e il passato non ha peso. "La fine della giovinezza è terribile non tanto perché sottrae qualcosa, quanto piuttosto perché lo apporta. E quel qualcosa non è saggezza, né serenità, né lucidità, né pace. È la consapevolezza che il Tutto si è dissolto".

    ha scritto il 

  • 4

    Anche la seconda volta sopportò la morte in silenzio, senza reazioni esteriori, illudendosi quindi che anche quella definitiva, forse, non sarebbe stata poi così terribile.

    Una volta ti ammazzano ...continua

    Anche la seconda volta sopportò la morte in silenzio, senza reazioni esteriori, illudendosi quindi che anche quella definitiva, forse, non sarebbe stata poi così terribile.

    Una volta ti ammazzano in qualche modo i genitori, una volta almeno muori per amore, poi ti tocca la morte, quella definitiva. Non avrei mai letto questo libro, non fosse stato per. Difficile che mi sarebbe caduto addosso da solo. Bello. Non bellissimo, bello. E non è poco comunque.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Forse il più bel libro della Szabo da me letto fino ad ora, sarebbero state anche 5 stelline senza la svolta "surreale" del finale.

    ha scritto il 

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