Via delle Oche

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Publisher: Europa Editions

3.8
(772)

Language: English | Number of Pages: 144 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 1933372532 | Isbn-13: 9781933372532 | Publish date: 

Translator: Michael Reynolds

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Eccellente l'idea, meno l'esecuzione.

    "Via delle oche" è il terzo ed ultimo capitolo che Lucarelli dedica alle inchieste del controverso commissario De Luca, alle prese con assassinii sempre più efferati ma soprattutto con la sua sopravvi ...continue

    "Via delle oche" è il terzo ed ultimo capitolo che Lucarelli dedica alle inchieste del controverso commissario De Luca, alle prese con assassinii sempre più efferati ma soprattutto con la sua sopravvivenza al passaggio tra Fascismo e Democrazia (Cristiana); lui che al tempo della guerra civile fu suo malgrado compromesso con la foschissima polizia politica repubblichina.

    Dal punto di vista investigativo, è un gialletto senza infamia e senza lode che si legge in poche ore; ma l'ambientazione è decisiva; siamo al punto di non ritorno dell' Italia post guerra, alle elezioni del 1948 che decideranno più o meno definitivamente la direzione che prenderà l'Italia nei quarant'anni successivi. Sono le elezioni delle menzogne, del voto di scambio con la mafia, delle vendette partigiane; sono le elezioni del recupero della Nomenklatura fascista nella democrazia cristiana, di eccidi e violenze lasciati impuntiti in nome della ragion di stato, del ricatto morale della chiesa cattolica. E si, sono anche le elezioni delle lugubri mani di uno dei mostri più sanguinari della storia umana che si allungano sull' Europa.

    Il fascistissimo ma prima di tutto poliziotto De Luca non può tollerare tante ombre, tanto malaffare, tanta politica sporca da parte di quelli che avrebbero dovuto essere i "liberatori", al punto da provare un'istintiva quanto paradossale simpatia verso i nemici di un tempo, i comunisti: non basterà, ed il colpevole dell'efferato delitto di via delle Oche resterà impunito in nome della libertà.

    Fin qui il romanzo, breve, leggero, godibile e poco più. Che però mi ha fatto nascere due considerazioni: la prima è il tema perennemente presente e mai risolvibile del rapporto tra giustizia e politica. In una democrazia ideale non ci dovrebbero essere dubbi: se la polizia scopre il colpevole di un reato penale, questo ultimo va punito secondo la legge chiunque esso sia; ma nella storia le democrazie ideali non esistono. Un paese distrutto dalla guerra, colonizzato da eserciti stranieri, con milioni di persone a rischio della morte per fame ha disperatamente bisogno di una classe dirigente e di una struttura di governo, e volenti o nolenti ce n'era soltanto una a disposizione in quegli anni: la cooptazione dei quadri del PNF e della RSI nella nuova amministrazione democratica era dunque un male necessario? Nel caso in cui un dirigente chiave di uno schieramento in un momento così cruciale si macchi di un crimine orrendo per coprire una perversione sessuale, occorre punirlo comunque, anche a rischio di provocare cataclismi di entità migliaia di volte più grandi? Libere elezioni in un momento in cui il mondo si stava spaccando in due (ed il nostro paese era ancora invaso dagli eserciti di una delle due fazioni) davvero sono state possibili?
    Sono domande alle quali la trilogia di Carlo Lucarelli non può rispondere, però già è un merito averle fatte nascere.

    La seconda domanda è molto più terra terra, e nasce dal confrontare questo caso con la nostra storia recente. Come mai in Italia i politici porci, maiali, puttanieri sono sempre di destra? Forse perchè una idea di società conservatrice recupera facilmente un certo ancestrale machismo?

    Difficile a dirsi, in ogni caso viva Bartali.

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  • 0

    4780172
    charta's review Jul 11, 12 · edit
    5 of 5 stars
    bookshelves: europa, narrativa, giallo-noir
    Read in January, 2008

    Chi nasce quatro... tunno non po' morì. More quadrato, recita un detto antico ...continue

    4780172
    charta's review Jul 11, 12 · edit
    5 of 5 stars
    bookshelves: europa, narrativa, giallo-noir
    Read in January, 2008

    Chi nasce quatro... tunno non po' morì. More quadrato, recita un detto antico.
    De Luca è nato poliziotto, di quelli che credono nella legge - come sinonimo di giustizia e punizione dei colpevoli.
    Si imbatterà in altri che praticano l'italianità più gretta e meschina: l'arte del compromesso e del tutto scorre (non presocratico!).
    Non c'è possibilità di incontro e nemmeno di scontro.
    La storia si dipana con linearità, senza intoppi, abbiamo suspance e colpevole, il periodo storico è quello immediatamente antecedente alle elezioni del 1948 in una Bologna rosso vivo.
    Nel brevissimo intervallo in cui si ambientano i fatti narrati si delinea a tutto tondo, ed evitando accuratamente i dettagli (grande Lucarelli) la figura del commissario De Luca. Impossibile non innamorarsi delle sue paure, delle sue nevrosi e della sua profonda integrità, ed è difficile non provare simpatia per il maresciallo, Pugliese di cognome ma campano di lingua, che gli fa da pragmatica eppur fedele spalla (forse una inconscia anticipazione della coppia protagonista di "Guernica"?.
    Il libro è estremamente realista, ma poichè parla dello Stivale anche pessimista.
    Ciononostante magnifico.
    E doloroso quanto un calcio nei coglioni.

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  • 3

    Forse perché il libro è il terzo della serie e non ho letto gli altri due, forse perché va via troppo veloce, l'ho trovato carino ma non bello.
    Capiamoci, Lucarelli sa scrivere, i personaggi funzionan ...continue

    Forse perché il libro è il terzo della serie e non ho letto gli altri due, forse perché va via troppo veloce, l'ho trovato carino ma non bello.
    Capiamoci, Lucarelli sa scrivere, i personaggi funzionano e il libro va via bene, ma ti lascia un po' quel sapore di superficialità in bocca.
    Nota positiva, l'ambientazione, intelligente e curata, nell'Italia del dopoguerra alle prese con la nuova politica.
    Mi leggerò i due precedenti per vedere se la faccenda migliora...

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  • 3

    Bene, ho letto finalmente la trilogia del commissario De Luca che però ha deluso le mie aspettative.
    Forse il periodo storico in cui è ambientato non è dei più semplici e lineari (siamo tra la fine de ...continue

    Bene, ho letto finalmente la trilogia del commissario De Luca che però ha deluso le mie aspettative.
    Forse il periodo storico in cui è ambientato non è dei più semplici e lineari (siamo tra la fine della guerra e l’immediato dopo guerra, tra partigiani ed ex partigiani), forse ho trovato la figura del commissario troppo contraddittoria, non so ma non c’è stato feeling fin dall’inizio.
    Eppure Lucarelli scrive molto bene e le storie le sa raccontare.
    Mah, peccato…

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  • 2

    troppo veloce, personaggi appena accennati, trama poco consistente. l'unica nota positiva è l'inserimento storico politico del romanzo con gli inserimenti di titoli di giornali alla vigilia delle elez ...continue

    troppo veloce, personaggi appena accennati, trama poco consistente. l'unica nota positiva è l'inserimento storico politico del romanzo con gli inserimenti di titoli di giornali alla vigilia delle elezioni che hanno consegnato l'Italia alla DC

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  • 0

    Bello! Il commissario De Luca, epurato perché fascista, si ritrova nel '48 (alla vigilia delle elezioni) alla Buoncostume di Bologna, a risolvere un caso di omicidio in un bordello, che rivelerà un di ...continue

    Bello! Il commissario De Luca, epurato perché fascista, si ritrova nel '48 (alla vigilia delle elezioni) alla Buoncostume di Bologna, a risolvere un caso di omicidio in un bordello, che rivelerà un discreto coacervo di implicazioni politiche.

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  • 4

    Ancora un'indagine dell'introverso commissario De Luca (interpretato in TV da un bravissimo Alessandro Preziosi). Una storia ambientata in una casa di tolleranza dell'immediato dopoguerra, efficacemen ...continue

    Ancora un'indagine dell'introverso commissario De Luca (interpretato in TV da un bravissimo Alessandro Preziosi). Una storia ambientata in una casa di tolleranza dell'immediato dopoguerra, efficacemente descritta in tutto il suo malinconico squallore.

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