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Viaggio al centro della terra

Di

Editore: Fratelli Melita (I classici)

4.0
(3803)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Finlandese , Portoghese , Chi semplificata , Olandese

Isbn-10: 884032030X | Isbn-13: 9788840320304 | Data di pubblicazione: 

Illustratore o Matitista: Roberto Maggi

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un mondo dentro il mondo

    Un romanzo di Jules Verne fantastico in tutti i sensi, ti trascina nei meandri e nelle profondità della terra facendoti pensare che all'interno del mondo che già conosci può nascondersi davvero di tut ...continua

    Un romanzo di Jules Verne fantastico in tutti i sensi, ti trascina nei meandri e nelle profondità della terra facendoti pensare che all'interno del mondo che già conosci può nascondersi davvero di tutto. La fantasia dell'autore va oltre l'immaginabile, che poi chissà, per quello che ne sappiamo, ci potrebbe essere anche qualcosa di vero.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro scientifico dell'800.

    Verne, ne è maestro ed iniziatore. L'ho letto con voglia e poi, strada facendo tale voglia si è affievolita.
    Non so, forse in questo periodo sto leggendo troppo velocemente.
    O magari, semplicemente, i ...continua

    Verne, ne è maestro ed iniziatore. L'ho letto con voglia e poi, strada facendo tale voglia si è affievolita.
    Non so, forse in questo periodo sto leggendo troppo velocemente.
    O magari, semplicemente, il libro stesso, dopo un po, m'era diventato: stucchevole.
    Troppa scienza? Troppi riferimenti di storia della scienza?
    ... e beh, si tratta di un romanzo scientifico ...

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo, ma non l'ultimo

    Questo è il primo, ma di certo non l'ultimo, libro di Verne che io abbia letto. Ho 19 anni, ma nel leggerlo sono tornato a quando ne avevo la metà, immedesimandomi nelle avventure del prof. Lindenbroc ...continua

    Questo è il primo, ma di certo non l'ultimo, libro di Verne che io abbia letto. Ho 19 anni, ma nel leggerlo sono tornato a quando ne avevo la metà, immedesimandomi nelle avventure del prof. Lindenbrock, di Axel e del pacifico, ma quanto mai fondamentale ed essenziale, Hans.
    Libro scorrevole e, dove serve, anche discretamente dettagliato, che si può facilmente leggere in poco tempo.
    Oltre a qualche, a parer mio, piccolissima pecca, come la rapida e semplicistica decifrazione del manoscritto, una delle cose che mi ha convinto meno è stata la durata del racconto. Mi aspettavo un'avventura un pò più lunga e articolata, invece devo dire che è stato tutto abbastanza lineare, senza troppi intoppi.
    Rimango comunque molto soddisfatto, è stata una lettura piacevolissima, che mi ha trasportato, pagina dopo pagina, in un viaggio al centro della terra, insieme ai sopracitati compagni.

    ha scritto il 

  • 5

    Il meglio di Verne

    Un libro che si lascia leggere, che appassiona fin dalla prima pagina e che tiene incollati alla pagina fino alla conclusione. Per prosa scorrevole, idee e contenuti scientifico-geografici, lo conside ...continua

    Un libro che si lascia leggere, che appassiona fin dalla prima pagina e che tiene incollati alla pagina fino alla conclusione. Per prosa scorrevole, idee e contenuti scientifico-geografici, lo considero un capolavoro indispensabile in ogni biblioteca.

    ha scritto il 

  • 0

    Partendo dal topos ormai classico del romanzo di avventura, il ritrovamento di un manoscritto da decifrare che mette in moto il “viaggio”, Verne sembra volerlo attuare coi crismi di scienza e (in) ...continua

    Partendo dal topos ormai classico del romanzo di avventura, il ritrovamento di un manoscritto da decifrare che mette in moto il “viaggio”, Verne sembra volerlo attuare coi crismi di scienza e (in)coscienza, stante la minuziosa attenzione ai dettagli geografici e geologici e alla bibliografia disponibile ai suoi tempi, ma poi si lascia prendere la mano da un’immaginazione sfrenata che con il purismo e la logicità della scienza ha poco a che fare.

    Essere vomitati fuori dalle viscere della terra risalendo un flusso eruttivo su una zattera di legno in un viaggio che dura giorni, è ultrafantasioso anche per me che non capisco un cacchio di minerali e di botanica, a cui la paleontologia è oscura come l’ostrogoto e la geologia lontana quanto l’astrofisica.

    Ma chisseneffotte dell'inverosimile, il racconto è un tripudio di invenzione piacevole ed adrenalinico come si conviene ad un romanzo di avventura, ed ha avuto su di me, oltre al piacere puro della lettura, il non secondario effetto di indurmi non in tentazione analoga - solo il pensiero del sottoterra rinfocola la claustrofobia - ma di spingermi a curiosare almeno sui luoghi “”esterni del viaggio.
    Il giro su google maps alla ricerca dello Sneffels , ha fatto irrevocabilmente scomparire dai luoghi di possibili futuri viaggi la destinazione Islanda.
    Troppa amenità, non reggerei.

    ha scritto il 

  • 5

    super!

    Tutto comincia da un vecchio libro che ha il Professor Lidenbrock che contiene un messaggio cifrato composto da rune e questo, accompagnato da suo nipote Axel, sarà l'inizio del loro meraviglioso viag ...continua

    Tutto comincia da un vecchio libro che ha il Professor Lidenbrock che contiene un messaggio cifrato composto da rune e questo, accompagnato da suo nipote Axel, sarà l'inizio del loro meraviglioso viaggio.
    I personaggi li ho trovati molto belli e si impara ad amarli nel corso della storia.
    Il professore così pignolo, quadrato e iroso, quasi insofferente alla presenza del nipote, troverà il suo opposto nel momento del bisogno.
    Axel, giovane e titubante nipote, parte all'avventura diffidando della veridicità di ciò che suo zio decide di affrontare.
    All'inizio così distanti e così diversi tra loro, troveranno un punto d'incontro e di forza quando le difficoltà arriveranno a sfidarli.
    Non sono però gli unici protagonisti.
    Verranno aiutati da una guida che con la sua conoscenza di scalate, corde e picchetti, li aiuterà ad affrontare punti difficili e tortuosi.
    Partiranno da Amburgo per arrivare fino al vulcano in Islanda che sarà l'accesso al loro viaggio verso il centro della terra per poi tornare verso casa per vie ben più comuni del viaggio che li attende, arricchiti però della conoscenza.
    E' una bella avventura e piena di colpi di scena e grazie alla sapiente cultura del professore, che con i suoi aiutanti, ripercorrerà i vari strati che compongono la crosta terrestre, trovando fossili di animali estinti ormai da secoli che, ovviamente creerà l'eccitazione dei personaggi a continuare il loro cammino.
    Non sarà una passeggiata facile e liscia come l'olio perchè dovranno fare i conti con il calore elevato, l'assenza di acqua che li porterà a deliri, scalate e discese che metterebbero alla prova anche il più esperto alpinista, troveranno dinosauri, mostri marini e piante dalle dimensioni incredibili e molti contrattempi.
    Un lungo viaggio che vi porterà a sentire la fatica nei vostri muscoli per l'intensità e la maestria con cui è stato scritto questo meraviglioso libro.
    L'unica nota dolente che non mi ha permesso di dare a questo libro ottimi voti, è la continua presenza di termini geologici e scientifici complessi che si possono vivere in due modi: 1) consultare costantemente la ricerca in internet per capire di cosa sta parlando; 2) leggere senza fare troppo caso alle parole e godendoti il viaggio.
    Io ho provato entrambi i modi.
    Il primo però, rischiava di farmi uscire pazza rendendomi il libro oltremodo pesante.
    Utilizzando il secondo metodo invece, mi ha fatto perdere parte di quella sorpresa che provano i personaggi durante il cammino facendomi sentire esclusa dall'avventura.
    Come quando sei con persone che parlano animatamente e saporitamente di qualcosa che non sai.
    Ad ogni modo, queste difficoltà descrittive non ha fatto si che ricevesse da me il massimo dei voti ma per il resto è da leggere senza mai fermarsi.
    Se avete visto il film, dimenticatevelo completamente perchè sembra surreale e quasi una "favoletta" di cui ridere.
    Nel libro Verne descrive severamente tutto ciò che accade rendendo reale e appassionante dall'inizio alla fine il viaggio attraverso la terra.
    Da leggere perchè è una bellissima avventura da assaporare e rileggere nel corso del tempo.

    ha scritto il 

  • 0

    Il professor Lidenbrock riesce a decifrare, grazie all'aiuto del nipote Axel, un antico manoscritto che rivela il percorso per arrivare al centro della Terra. Ecco. Verne ci propone quello che è, fors ...continua

    Il professor Lidenbrock riesce a decifrare, grazie all'aiuto del nipote Axel, un antico manoscritto che rivela il percorso per arrivare al centro della Terra. Ecco. Verne ci propone quello che è, forse, il più straordinario dei suoi viaggi. Nel corso dei secoli, l'uomo è stato irrimediabilmente attratto dalla possibilità di avvicinarsi al cielo e alle stelle. E dalla possibilità di svelarne i segreti, di carpire l'intima bellezza di ciò da cui sentiva dipendere, in qualche modo, la propria esistenza. Per quanto quell'esplorazione apparisse difficile, l'uomo l'ha sempre percepita come possibile. Al contrario, ha trovato dei limiti invalicabili nell'esplorazione verso il basso. Neppure la sua tracotanza ha potuto tanto. Là, nelle viscere della Terra, gli antichi vi ponevano il regno di Ade, la tradizione cristiana vi pone l'Inferno. Ma Verne non è questo genere di scrittore, la sua fantasia rimane ancorata alle conoscenze scientifiche. Le sfrutta in ogni loro anfratto, ne sottolinea le lacune; mai le trascende, mai le manipola. In altre parole, il rigore scientifico è necessario per dimostrare i limiti della scienza, e, di riflesso, i limiti dell'uomo. L'impresa del professor Lidenbrock, di suo nipote Axel e della loro guida islandese appare dunque, come un vero e proprio atto di hybris e in qualche modo, Verne ne paga il dazio. Ciò che i tre vedono al di sotto della crosta terrestre è molto, troppo, simile a ciò che c'è in superficie, a ciò che la superficie ha già vissuto. Funghi giganti e mari infestati da mostri preistorici diventano quindi, l'affascinante scenografia per la descrizione, bellissima, della personalità e degli stati d'animo dei tre che in più occasioni arrivano vicini alla morte. La strada è bloccata e i tre esploratori risalgono attraverso uno dei camini magmatici del vulcano Stromboli. La loro impresa è fallita, ma non quella dello scrittore. Verne non ha osato spingersi oltre, in un estremo atto di rispetto delle leggi della natura. E della nostra fantasia, questa sì, libera di continuare il viaggio.

    anche in
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo qualcosa di più

    Ci sono rimasta molto male.. Pagine e pagine spese a parlare del nulla. E poi? Dove sta questo centro della terra? Il libro fondamentalmente non è nulla di concreto, non mi è sembrato nemmeno così avv ...continua

    Ci sono rimasta molto male.. Pagine e pagine spese a parlare del nulla. E poi? Dove sta questo centro della terra? Il libro fondamentalmente non è nulla di concreto, non mi è sembrato nemmeno così avvincente come speravo. Probabilmente i miei ricordi di Verne sono un po sbiaditi!

    ha scritto il 

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