Viaggio al termine del cuore

Di

Editore: Baldini & Castoldi (Romanzi e racconti)

4.0
(2)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8868529084 | Isbn-13: 9788868529086 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
«Un romanzo che farà vedere la vita con occhi diversi, e il cui contenuto intensamente realistico porterà a meditare sulle priorità della vita e sui sogni.» Publico«Una scrittura senza sotterfugi, che ci fa mettere nei panni del protagonista e che rende impossibile, a un certo punto, non commuoversi.» Folha de São Paulo

Louise era ancora un’adolescente. James era già un giovane adulto. Si sono incontrati nella solitudine di una piccola spiaggia, alla foce di un fiume. Avevano in comune un rapporto traumatico con la famiglia. In un caso, genitori troppo amati. Nell’altro, genitori troppo odiati.

Si sono incontrati un giorno che sembrava durare una vita.

Ma sarebbero rimasti separati per sempre, se una linea invisibile tracciata da una malattia che rode il corpo e annuncia la morte non li avesse riavvicinati, sedici anni dopo.

Louise e James possono anche riscoprire l’amore, ma solo se la presenza silenziosa di metastasi non si diffonderà fino ai loro cuori.

Viaggio al termine del cuore di Ana Casaca è molto più di una storia d’amore commovente; è la ricostruzione, ispirata a una storia vera, di un meraviglioso mondo di padri e madri, figli e fratelli, odi e amori. Rivela gli incubi portati da un cancro ingiusto, e al contempo ci insegna a non rinunciare a ciò che è umano ed essenziale, il sogno.

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  • 3

    Quando la sorte si accanisce

    Libro da leggere in un periodo di serenità e stabilità emotiva visto che è veramente devastante.
    Luisa è sfortunata fin dalla nascita perché le toccano in sorte due genitori profondamente egoisti, imm ...continua

    Libro da leggere in un periodo di serenità e stabilità emotiva visto che è veramente devastante.
    Luisa è sfortunata fin dalla nascita perché le toccano in sorte due genitori profondamente egoisti, immaturi e violenti sia fisicamente che psicologicamente. E ovviamente, visto che mettere al mondo un infelice non è sufficiente, i due hanno un altro figlio, Pedro e da questo momento le cose precipitano. La mamma non è assolutamente in grado di prendersi cura dei figli e va in depressione, finché non decide di abbandonare la famiglia. Il padre se la prende coi figli per essere stato abbandonato e si rifugia nell'alcol. E a Luisa, novenne, non resta che cercare di accudire il fratello e provare a essere sia madre che padre per lui.
    Bellissimo il rapporto che nasce fra i due fratelli, talmente uniti da riuscire a comunicare fra loro anche senza le parole.
    Non appena l'età lo rende possibile, Luisa lascia la casa paterna e va a vivere col fratellino. Qui troverà una sua stabilità, riuscendo a vivere senza più l'angoscia di dover assecondare il padre nella speranza di evitare la sua collera. E quando tutto sembra finalmente scorrere senza intoppi ecco che si presenta la malattia.
    Penso che l'autrice si sia accanita un po' troppo con Luisa. Secondo me non era il caso di metterla in una famiglia orribile e di aggiungere anche il cancro. Mi pare che si siano mischiati due argomenti senza approfondirne bene nessuno dei due. Avrei preferito una focalizzazione solo o sull'aspetto familiare o sulla malattia.
    E poi ci sono un po' troppe frasi fatte per i miei gusti. Mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Da tenere sempre sul comodino

    L'ho ascoltato su Audible,per caso,non avevo neanche letto la trama....e mi ha sconvolto,si perché racconta del "cancro " di chi lo ha e di chi deve stargli vicino, l'autrice è riuscita a raccogliere ...continua

    L'ho ascoltato su Audible,per caso,non avevo neanche letto la trama....e mi ha sconvolto,si perché racconta del "cancro " di chi lo ha e di chi deve stargli vicino, l'autrice è riuscita a raccogliere tutti quei sentimenti,le metamorfosi,i particolari che io non sono mai riuscita a esprimere e nonostante la tristezza in cui mi ha avvolto,mi ha fatto bene è come se mi avesse fatto metabolizzare il tutto in modo reale ,non positivo perché non c'è niente di positivo nel "cancro".

    ha scritto il