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Viaggio al termine della notte

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 54

By Louis-Ferdinand Celine

(1304)

| Hardcover | 9788496075788

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Book Description

Pubblicato nel 1932, questo libro largamente autobiografico - libro dello sradicamento, della rivolta, del sarcasmo, dell'irrisione violenta e acuminata - è ormai considerato un fondamentale "classico" della narrativa europea del Novecento. Il clamor Continue

Pubblicato nel 1932, questo libro largamente autobiografico - libro dello sradicamento, della rivolta, del sarcasmo, dell'irrisione violenta e acuminata - è ormai considerato un fondamentale "classico" della narrativa europea del Novecento. Il clamore e lo scandalo che lo accolsero, con l'aura di "maledettismo" presto sorta a circonfondere tanto il protagonista quanto l'autore, sono facilmente riconducibili alla disturbante carica di verità che attraversa per intero il Viaggio, e che mette impietosamente a nudo sia le miserie dell'individuo sia quelle ben più gravi e profonde della società in cui si muove.
I vagabondaggi del medico Bardamu dagli scenari della prima guerra mondiale all'Africa coloniale, dall'America del fordismo alla Parigi dei poveri, disegnano un quadro complessivo in cui qualsiasi valore morale ha perso tenuta, e in cui drammaticamente più labile e vaga si è fatta la distinzione fra il bene e il male: al duro sfruttamento dell'uomo sull'uomo nelle colonie francesi corrisponde quello del capitalismo americano, alla povertà dilagante degli uni fa eco quella degli altri, in un universo in cui la legge della sopravvivenza impone scelte spesso disgustose, talora aberranti.
Eppure da questo tragico materiale Céline sa estrarre di frequente situazioni di esilarante comicità, in una mescolanza di dolore e riso superbamente sorretta da una scrittura assolutamente originale: una scrittura plasmata sul parlato, scandita da un ritmo incalzante e sincopato, in cui i termini gergali, il turpiloquio, l'elementarità e la distorsione sintattica sanno di continuo aprirsi a sprazzi di "sublime" ogni volta del tutto stupefacenti. Un vero e proprio "miracolo" espressivo, marchio inconfondibile della grandissima letteratura.

584 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non avrei mai pensato che Cèline ascoltasse Gaber :D

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    algol said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Il gusto efferato dei carnefici di guerra, l'abiezione delle colonie, la solitudine di New York, le meschinità omicide nelle putride periferie. Bardamu è stato soldato, esploratore e marinaio nella sua dimensione avventurosa e poi medico in malarnese ...(continue)

    Il gusto efferato dei carnefici di guerra, l'abiezione delle colonie, la solitudine di New York, le meschinità omicide nelle putride periferie. Bardamu è stato soldato, esploratore e marinaio nella sua dimensione avventurosa e poi medico in malarnese nella Parigi suburbana. Bardamu ha a che fare con gente, in divisa o in abiti civili, paranoica o semplicemente ottusa, che vuole il suo scalpo, o che lo vende, o che lo mette di mezzo in torbide vicende, o che semplicemente lo accusa o lo insulta. E in tutto questo marasma... quel Robinson: è saltato su dal nulla come quelle sagome di soldatini del tirassegno che stanno lì solo per essere crivellati dai colpi di avventori della fiera che vogliono fare i gradassi, o magari vincere una bamboletta da far ammuffire sotto il letto. Proprio come nei sogni Robinson puntualmente precede o segue Bardamu nei suoi itinerari, e lui sa sempre dove trovarlo, anche in capo al mondo; capisce bene che quello sfigato è il suo doppio, o comunque il suo amico, o il destino magari. Il susseguirsi delle avventure di Bardamu, ha la qualità dei sogni ad alta definizione: a volte, come in Africa, i colori si fanno vividi come in una tela dei Fauves. Ci accorgiamo della loro consistenza onirica o allucinatoria solo per paradossi e incongruenze - voglio solo citare la galera a remi che in pieno ventesimo secolo segue la rotta dal Congo a New York - del resto ben mimetizzati nella trama, o forse è Céline che da portentoso alchimista dello stile, riesce a farli accettare senza sussulti ai suoi lettori come dati di fatto ben incorporati nel lungo viaggio che- in fin dei conti - è stato anche il suo. Questa tinta allucinatoria che lumeggia qua e la, è del resto strumento- come il celebre periodare spezzato e contaminato di argot dello scrittore - che rende più evidente la denuncia della natura crudele e allo stesso tempo disgraziata dell'umanità. Bardamu è disperatamente pessimista e cinico nei suoi atteggiamenti e nelle sue tirate verso il mondo, non a tal punto, però da trascinarsi nelle secche del nichilismo, se è vero che le tappe presto abbandonate del suo peregrinare, non sono che passi verso un'agognata e oscura ricerca di infinito, e se è vero che da questa notte che ingoia le membra a pochi centimetri dalla luce, emergono figure di assoluta purezza come l'amante prostituta Molly, o il colono Alcide. Personaggio dunque assai contraddittorio questo Bardamu iconoclasta e idealista al tempo stesso, se è vero che, proprio alla fine del viaggio lui si esalta per la bella pensata che Robinson scova per uscire di scena, come per un mezzo potente atto a scongiurare quella morte che lo ossessiona da sempre. Immagina che anche lui, sostenuto e riempito da un'unica grande idea riuscirebbe a sprizzare ovunque piacere e coraggio... " Pieno fin qui sarei stato allora io di coraggio. Mi uscirebbe persino da ogni parte il coraggio e la vita anche lei non sarebbe che un'intera idea di coraggio che farebbe marciare tutto, gli uomini e le cose dalla Terra al Cielo. Di amore ce ne sarebbe talmente...che la Morte ci rimarrebbe chiusa dentro con la tenerezza e così in profondità, così calda che ci godrebbe alla fine la troia, che finirebbe per divertirsi con l'amore anche lei come tutti quanti..."

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    Teofano said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    " - perché ti piace Céline?
    - perché si è tolto fuori le viscere e ci ha riso sopra. un uomo molto coraggioso.
    - perché è importante il coraggio?
    - è una questione di stile. l'unica cosa che ci è rimasta."

    Charles Bukowski

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    Marinaio said on Aug 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'aggettivazione allo stato puro.
    Illuminante, completa, iconografica, educativa, magnifica.

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    Monica Caira said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per dirla con i Monty Python: This is the meaning of life.

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    Lilian Gish said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

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