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Viaggio al termine di una stanza

Di

Editore: Mondadori

3.0
(330)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8804564083 | Isbn-13: 9788804564089 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Iacobaci

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Oceane, dopo aver svolto diversi lavori più o meno sordidi (come la performerin un live sex show a Barcellona) ha fatto un po' di soldi con un colpo difortuna come Computer Graphic Designer. Le piace viaggiare, ma non le piaceuscire di casa, anzi in realtà non esce mai di casa. La soluzione per lei èquella di portarsi il mondo nel suo appartamento nella parte sud di Londra,utilizzando la TV satellitare, Internet e degli stranieri di assaggio. Tuttova abbastanza bene finché non comincia a ricevere delle lettere da un ex. Exnel senso che è morto anni e anni prima...
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  • 4

    "Ci sono persone nate per sbagliare,che ripetono in continuazione lo stesso errore,e gli altri dicono:ma perchè non impara dai suoi sbagli?Il fatto è che puoi imparare e imp. ancora,e non cavarci nulla lostesso.Chissà,magari sei nato per fare l'errorista"

    Sera d'estate, bar sulla spiaggia, temperatura perfetta, buona compagnia, buona musica. Si materializza un cameriere da LoveBoat che ti toglie la visuale davanti piazzandoci un tripudio di coppa gelato, quelle che non si fanno mancare niente, amarene, sciroppo di cioccolato, nocciole, i biscotton ...continua

    Sera d'estate, bar sulla spiaggia, temperatura perfetta, buona compagnia, buona musica. Si materializza un cameriere da LoveBoat che ti toglie la visuale davanti piazzandoci un tripudio di coppa gelato, quelle che non si fanno mancare niente, amarene, sciroppo di cioccolato, nocciole, i biscottoni quelli lunghi e gli ombrellini. Ti ci immergi, ti lecchi i baffi, assaggi assapori....ed in fondo, invece dell'ultima prelibatezza, un orrida pallina di gelato alla fragola (o a quello che vuoi, io detesto il gelato alla fragola).
    Voglio dire, non per questo puoi dire che sia meno buono, il gelato.
    Ecco, io dico che questo è un grande libro.
    Solo che se ci penso mi sembra fatto di fragola, non è che ci trovi un perchè certo, a questa sua grandezza.
    Certo, è di un'ironia grandiosa, è spiazzante e davvero dotato di uno straordinario umorismo involontario -o volontario che sia, comunque sembra vero- e tra l'altro vivificato da una evidentemente megnifica traduzione che non penalizza alcuno di questi elementi.
    Solo che resta, come dire, lontano, la storia per quello che è non ti tocca -e a me, si è capito, piace moltissimo essere toccata anzi meglio scossa. Sa di fragola, l'ho detto.

    ha scritto il 

  • 3

    Ancora "scrittura creativa"

    "La gang del pensiero", l'altro libro di Fischer che ho letto anni fa, mi è piaciuto. Ho da qualche parte pure "Sotto il culo della rana", ma ne ho perse le tracce (del libro, non della rana né del culo). Questo "Viaggio al termine di una stanza" l'ho recuperato per un euro da un cestone in un ce ...continua

    "La gang del pensiero", l'altro libro di Fischer che ho letto anni fa, mi è piaciuto. Ho da qualche parte pure "Sotto il culo della rana", ma ne ho perse le tracce (del libro, non della rana né del culo). Questo "Viaggio al termine di una stanza" l'ho recuperato per un euro da un cestone in un centro commerciale. Comincio a pensare che avrei fatto meglio a lasciarlo là e prendere qualcosa di più significativo, tipo un trattato sull'arte di decorare le torte o l'ennesima toccante biografia di qualche cane. Solo ora ho dato un'occhiata alle recensioni su Anobii e devo dire che ritrovo i miei punti di vista ben sistetizzati in quelle negative.
    La protagonista sta sulle palle da subito. Come ha notato "Claudia" (vedi le recensioni), la tipa non è credibile soprattutto come donna: sembra il personaggio di uno di quei film in cui un uomo si sveglia la mattina in un corpo femminile ma con pensieri maschili.
    Le conversazioni fra i personaggi, qualunque ruolo abbiano, sembrano sempre dialoghi filosofici (a volte un po' lisercici). O meglio, sembrano aforismi che spesso si esauriscono nel venire enunciati.
    Si indugia per decine di pagine in situazioni "impantanate". Spero che tutto questo sia fatto in vista di qualche sorprendente finale.

    Insomma, l'impressione generale, a metà libro, è che Fischer voglia far vedere quanto è bravo a inanellare pensieri e conversazioni fulminanti, argute e dall'aria intelligente, con ingegnosi artifici di scrittura per far sembrare tutto collegato.
    Che abbia in mente di "inventare" il "romanzo filosofico contemporaneo"?

    Ok, l'ho finito. Dopo un centinaio di pagine abbondanti in cui la protagonista (a mio parere, l'autore stesso in una complessa allegoria) descrive il suo lavoro di porno-attrice in un night club di Barcellona, insieme ad una banda di colleghi, tutti pronfondi filosofi, come si è detto, la storia migliora quando le avventure narrate sono quelle di una sorta di detective privato al soldo della tipa. La storia diventa più (amaramente) divertente. Lo stile rimane lo stesso, alcuni espeidienti iniziano a ripertersi.

    Il finale.. a parte la bella ultima frase, è la scoperta dell'acqua calda. Oppure Fischer è così cinico che per lui è davvero una scoperta originale? A chi leggerà il libro l'ardua sentenza.

    "Viaggio al termine di una stanza" fa venire in mente Céline, ma credo che Fischer avesse in mente il settecentesco "Viaggio intorno alla mia camera" di De Maistre, appunto un romanzo filosofico (di certo più avvincente del moderno epigono)

    ha scritto il 

  • 4

    non capisco bene come si colleghino alcune parti alle altre e la funzione del primo capitolo
    però nel complesso mi è piaciuto
    soprattutto gli assurdi personaggi che lo popolano

    ha scritto il 

  • 3

    Sono arrivata alla fine spazientita, insofferente. Apprezzo la verve e l’umorismo tutto, ma quello autoreferenziale e stancamente iterato mi indispone perché appesantisce anziché alleggerire. E’ un libro cinico nella prima parte, senza struttura nella seconda, che ruffiana un po’ nel finale. ...continua

    Sono arrivata alla fine spazientita, insofferente. Apprezzo la verve e l’umorismo tutto, ma quello autoreferenziale e stancamente iterato mi indispone perché appesantisce anziché alleggerire. E’ un libro cinico nella prima parte, senza struttura nella seconda, che ruffiana un po’ nel finale.

    ha scritto il 

  • 2

    Al di là di alcune battute molto divertenti e acute non ho trovato molto altro...trama inesistente, accozzaglia di episodi poco collegati tra loro con un capo ma senza una coda...Ha deluso le mie aspettative.

    ha scritto il 

  • 3

    Per alcune trovate estemporanee sarebbe anche da cinque stelle. Ma basta la scrittura brillante a fare un romanzo? Direi che qualcosa gli manca. Comunque, complice anche una settimana di treno quotidiano, è stata una lettura liscia liscia e gradevole.

    ha scritto il 

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