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Viaggio alla fine del millennio

Di

Editore: Einaudi (ET scrittori)

4.1
(705)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806174363 | Isbn-13: 9788806174361 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Nell'estate del 999 il ricco mercante ebreo Ben-Atar salpa da Tangeri alla volta di Parigi, sperduta cittadina nel cuore di un'Europa selvaggia, in fermento per l'approssimarsi dell'Anno Mille. Scopo del viaggio è ritrovare il nipote Raphael Abulafia, suo socio in affari, che fino a un paio di anni prima aveva venduto con profitto la merce dello zio in Francia. La loro collaborazione è stata troncata in seguito alle critiche rivolte alla bigamia del mercante sefardita dalla moglie di Abulafia. Compagni di viaggio di Ben-Atar sono il socio ismaelita Abu-Lufti, le due mogli e un rabbino andaluso, che ha il compito di convincere la devota moglie di Abulafia della legittimità della situazione famigliare di Ben-Atar.
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  • 5

    "Cosa manca a noi laggiù, nel meridione, che ci spinge a credere di poterlo trovare presso i nostri fratelli ashkenaziti?".
    Sefarditi e Ashkenaziti, musulmani, cristiani, il mondo arabo alle soglie dell'anno mille e la barbara Europa pronta e sbocciare nel suo risveglio, mogli, mariti, disf ...continua

    "Cosa manca a noi laggiù, nel meridione, che ci spinge a credere di poterlo trovare presso i nostri fratelli ashkenaziti?".
    Sefarditi e Ashkenaziti, musulmani, cristiani, il mondo arabo alle soglie dell'anno mille e la barbara Europa pronta e sbocciare nel suo risveglio, mogli, mariti, disfide intellettuali, una memorabile figura di donna: donna Esther-Mina.
    Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro viaggio, un altro incontro.

    Ogni volta che prendo in mano un nuovo romanzo di Abraham Yehoshua, già so che è come se stessi per infilarmi sotto le coperte per ascoltare una bellissima favola. E in questo caso in modo particolare, perchè si sta parlando di un viaggio su un antico veliero arabo attraverso il mondo medioevale ...continua

    Ogni volta che prendo in mano un nuovo romanzo di Abraham Yehoshua, già so che è come se stessi per infilarmi sotto le coperte per ascoltare una bellissima favola. E in questo caso in modo particolare, perchè si sta parlando di un viaggio su un antico veliero arabo attraverso il mondo medioevale tra Andalusia e Impero, in quel bocciolo pronto a fiorire che è il mondo dell'anno mille.
    Respiriamo qualcosa di fiabesco nell' aria mentre accompagnamo il mercante giudeo Ben-Atar in un pericoloso ma esaltante viaggio lungo le coste dell' Atlantico e poi risalendo la Senna, mentre cerca di ricucire la frattura all'interno della sua proficua associazione commerciale, che trasportava prodotti dal deserto alla Francia capetingia. La bigamia contratta da Ben-Atar nella sua nuova casa nel Maghreb, cosi naturale e scontata per la comunità islamica che lo ospita, suscita scandalo nelle terre cristiane dove il socio e nipote Abulafia vende i prodotti nordafricani. L'atmosfera culturale cristiana contagia Abulafia e la sua famiglia nonostante siano ebrei; ciò che in Andalusia è normale, in Europa porta turbamento, rancore e frattura tale frattura porta alla separazione volontaria dalla associazione commerciale, e solo l'autorità dottrinale di un Rabbino, al cospetto delle due mogli di Ben-Atar potrà decidere della legittimità di questa decisione, ricomponendo o meno famiglia e società.

    Ma niente risulterà facile come sembra, e quella contro il terribile ed ancora invitto oceano sarà la più semplice delle battaglie: occorrerà vincere la difefrenza culturale tra religioni, tra nord e sud, la differente sensibilità femminile che se da una parte si sente onorata da un amore raddoppiato, dall'altra è terrorizzata dalla possibilità del vilipendio...si arriverà ai confini della Lotaringia e della grigia e fredda valle del Reno per avere una risposta definitiva.

    Ecco dunque che la vela latina del mercante arabo Abu Lutfi, socio di Ben Atar ed Abulafia, si stende anche verso un incontro problematico e quasi irrisolvibile tra le tre grandi religioni monoteiste che cominciano proprio qui la loro millenaria storia di scontro ma anche di affannosa ricerca, come se non potessero vivere l'una senza l'altra.
    Ma si stende anche verso l'appassionata femminilità delle meogli di Ben-Atar e di Abulafia, il cui incontro con il pensiero della bigamia sviluppa da un lato un sentire tanto più complesso e personale, dall'altro riempie tutto il romanzo di una vibrante sensualità senza che per questo si scada mai nel volgare.

    E penso che in questa molteplicità di livelli di lettura del viaggio stia il bello di questo grande romanzo di Abraham Yehoshua, che riproducendo la vividezza dell'immaginario che già avevo incontrato nel "signor Mani", passa attraverso l'affresco storico, l'intreccio del viaggio avventuroso, la digressione dottrinale, per arrivare alla letteratura erotica. Tutti questi aspetti riescono a fondersi insieme in un'unica rappresentazione, che è poi quella di sempre: dell'umanità nella storia. Ebraica in particolare ma che diventa subito universale.

    Sia nello spazio che nel tempo. Se pensiamo infatti alle pagine nere del terrorismo islamico e delle "guerre preventive"; alla presa di coscienza del mondo femminile nei paesi arabi che corre parallela al dilagare degli omicidi di donne in Europa che ha fatto nascere la terribile parola "femminicidio"; si vede ancora una volta quanto l'uomo dell'anno mille sappia parlare anche dell'uomo dell'anno duemila; la grande letteratura sa essere sempre attuale e arrivare al punto in ogni momento in cui la si inquadra.

    E questo libro, godibile a cosi tanti livelli diversi, secondo me è un ottimo pezzo di letteratura che può piacere e far bene a molti.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro un po' particolare, dalla narrazione a volte spiritosa, a volte un po' pesante, con alcuni passaggi criptici... Una trama simpatica contornata da un'ambientazione curiosa. Un finale ininterpretabile che lascia un senso di incompletezza. Carino, ma non molto di più.

    ha scritto il 

  • 1

    NOIOSO

    come il mare che, nonostante si dimostri talvolta capriccioso e crudele, non deve dimostrare nulla al di là del proprio essere ( p.7 )
    avrebbe percepito il rollio delle onde come un elemento naturale, e perfino necessario, della realtà ( p.38 )
    e lì sprofondava nel sonno, alla ricerca ...continua

    come il mare che, nonostante si dimostri talvolta capriccioso e crudele, non deve dimostrare nulla al di là del proprio essere ( p.7 )
    avrebbe percepito il rollio delle onde come un elemento naturale, e perfino necessario, della realtà ( p.38 )
    e lì sprofondava nel sonno, alla ricerca di un sogno ( p.38 )
    il tramonto perdura, lottando per non morire ( p.72 )
    durante il lungo viaggio in mare il loro sonno non è mai stato profondo e ristoratore perché le onde non hanno mai permesso ai passeggeri della nave di scordare, nemmeno per un attimo, l'esistenza del mondo al di là del sogno ( p.124 )
    riusciranno le sue parole a penetrare la loro coscienza? o piuttosto aleggeranno intorno a loro, come delicate farfalle? ( p.163 )
    e scrollarsi di dosso le vecchie preoccupazioni, perché queste cedano il posto alle nuove che già stanno nascendo in lui ( p.205 )
    per poter scegliere tra loro l'uomo il cui spirito si libri alto e svincolato dalla tirannia della comunità ( p.230 )
    la vita umana, che talvolta pare essere solo un'ombra furtiva o un sogno che si dilegua e svanisce ( p.282 )
    un sospiro o un rantolo, di pena o di sogno ( p.340 )
    un nuovo significato che non può essere compreso nell'oscurità, ma necessita di una fiammma che metta in luce tutto ciò che racchiude ( p.342 )

    ha scritto il 

  • 5

    Letto e riletto. A mio modestissimo giudizio, il miglior romanzo di Yehoshua. Oriente ed Occidente, ebraismo, cristianesimo ed, in misura minore, islamismo, modernità e tradizione, si incontrano e si scontrano, si intrecciano e si respingono, in un mondo dell'anno 1000 allo stesso tempo lontano e ...continua

    Letto e riletto. A mio modestissimo giudizio, il miglior romanzo di Yehoshua. Oriente ed Occidente, ebraismo, cristianesimo ed, in misura minore, islamismo, modernità e tradizione, si incontrano e si scontrano, si intrecciano e si respingono, in un mondo dell'anno 1000 allo stesso tempo lontano e vicino. Il tutto in una atmosfera di grande poesia

    ha scritto il 

  • 2

    questo é un romanzo nel quale Yehoshua mi pare sia andato fuori tema, allontanandosi dalle sue consuete ambientazioni contemporanee e andando ad impelagarsi in una storia dove il lettore comprende che lo scrittore gli vuole dire qualcosa, ma non capisce cose. al di lá della grande professionalitá ...continua

    questo é un romanzo nel quale Yehoshua mi pare sia andato fuori tema, allontanandosi dalle sue consuete ambientazioni contemporanee e andando ad impelagarsi in una storia dove il lettore comprende che lo scrittore gli vuole dire qualcosa, ma non capisce cose. al di lá della grande professionalitá di Yehoshua - per cui va riconosciuto se non altro l´aspetto di buona costruzione formale e buona ricerca in background - si fa fatica a finirlo e/o leggerlo con piacere e partecipazione

    ha scritto il 

  • 4

    Nel secondo quarto della notte mi sento completamente estranea a questa nave e ai suoi viaggiatori, a questi luoghi, a questi tempi. Penso che farò fatica a leggere tutta la storia che un amico mi ha voluto regalare. Nel terzo quarto della notte assisto curiosa e pudica all'amplesso da mille e un ...continua

    Nel secondo quarto della notte mi sento completamente estranea a questa nave e ai suoi viaggiatori, a questi luoghi, a questi tempi. Penso che farò fatica a leggere tutta la storia che un amico mi ha voluto regalare. Nel terzo quarto della notte assisto curiosa e pudica all'amplesso da mille e una notte. All'alba metto un piede sul ponte e con un mezzo sorriso capisco che, piano piano, mi hanno preso a bordo e che voglio sapere come andrà a finire: mi stupisco, mi infastidisco e mi persuado, mi lascio sedurre e mi rattristo. Alla fine scendo dalla nave dolorosamente soddisfatta, come gli altri.

    ha scritto il 

  • 0

    Il libro racconta un viaggio che oggi sembra impossibile come allora allo scoccare della’anno Mille dalla calda Terra africana di Tangeri fino alla fredda Parigi a bordo una nave che attraversera’ mari e fiume per inoltrarsi nell’interno. A bordo 2 soci ebrei , un rabbino con il figlioletto, il ...continua

    Il libro racconta un viaggio che oggi sembra impossibile come allora allo scoccare della’anno Mille dalla calda Terra africana di Tangeri fino alla fredda Parigi a bordo una nave che attraversera’ mari e fiume per inoltrarsi nell’interno. A bordo 2 soci ebrei , un rabbino con il figlioletto, il capitano della nave mulsulmano e un servitore nero pagano, insomma una realta etnica davvero incredibile. Il viaggio per Yehoshua e’ costante nei suoi libri , forse metafora di ogni cambiamento, di ogni incontro, di ogni crescita personale, o perdita o rinuncia alla quale se vogliamo vivere dobbiamo andare incontro o verso proprio nel senso di raggiungere una meta e poi ancora avanti e avanti senza mai rinunciare . Libro bellissimo che non stanca mai, esempio immortale di convivenze seppur difficili mai impossibili , e rara maestria dello scrittore che ama tutti i suoi personaggi, uno scenario vivo e fremente dove non esistono attori minori , Yehoshua riesce a dare un anima ad ognuno anche ai non protagonisti insegnando il rispetto per ogni umanita’ che seppure passa leggera lascia sempre un segno..

    ha scritto il 

  • 4

    Creatore di splendidi arazzi narrativi, qui si cimento col genere storico, e lo fa con successo.
    D'altra parte è un artista della narrazione, uno dei pochi rimasti. Il migliore resta, secondo me, Ritorno dall'India, emozionante.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio primo libro di Yehoshua, e - nonostante anche i successivi si siano sempre dimostrati di spessore - ancora il migliore. Ricco, vario, intrigante istruttivo. Bellissima scoperta.

    ha scritto il