Viaggio di una parigina a Lhasa

Di

Editore: Voland

4.0
(119)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese

Isbn-10: 8886586299 | Isbn-13: 9788886586290 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Emilia Gut

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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  • 4

    Un viaggio straordinario per arrivare a piedi in Tibet, a Lhasa.
    Il libro è scritto male,e mal tradotto, di tanto in tanto non si comprendono dei passi, sicuramente Alexandra David non è una buona sc ...continua

    Un viaggio straordinario per arrivare a piedi in Tibet, a Lhasa.
    Il libro è scritto male,e mal tradotto, di tanto in tanto non si comprendono dei passi, sicuramente Alexandra David non è una buona scrittrice, ma considerando che si tratta di un documento oltre al fatto che, siamo nel 1920, questo lungo e difficile percorso viene compiuto da una donna tenace e colta che si veste astutamente da mendicante sia negli abiti che nei comportamenti accompagnata da un giovane lama tibetano diventato suo figlio adottivo. Non so dire se trattasi di un mondo scomparso, non conosco così bene il Tibet da sapere se ancora esistono dei ponti fatti di corde appesi sopra torrenti tumultuosi e pericolosi, se ancora ci sono briganti che si tirano indietro se solo una donna (lei!!) li maledice facendo credere che la sfortuna potrà ricadere su di loro, se si mangia ancora del cibo putrefatto e poi bollito per farci una minestra in mancanza d'altro, se ancora da parigina si possa passare da tibetana parlando il tibetano e scurendosi il volto con il cacao per avere la pelle scura come le contadine del "tetto del mondo", ma sicuramente la descrizione di tutto ciò, di credi ed usanze tibetane e di un alpinismo rischioso sono stati particolarmente intriganti per me, oltre che riempirmi di ammirazione per una donna forte e coraggiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    My Personal Italian Book Challenge: un libro che racconti un viaggio

    Voyage d'une parisienne a Lhassa. A pied en mendiant de la Chine à l'Inde à travers le Thibet
    Circa un secolo fa, una donna philing, a piedi, viola i confini del Tibet proibito. Il "Paese delle Nevi", ...continua

    Voyage d'une parisienne a Lhassa. A pied en mendiant de la Chine à l'Inde à travers le Thibet
    Circa un secolo fa, una donna philing, a piedi, viola i confini del Tibet proibito. Il "Paese delle Nevi", il paese incantato non ha più segreti per lei.

    ha scritto il 

  • 4

    Per la prima volta ho deciso di leggere un libro perchè un'amica ringraziava un'altra del consiglio su fb, e già il titolo mi aveva intrigato.
    L'ho letto in lingua originale,la trama mi ha preso lo st ...continua

    Per la prima volta ho deciso di leggere un libro perchè un'amica ringraziava un'altra del consiglio su fb, e già il titolo mi aveva intrigato.
    L'ho letto in lingua originale,la trama mi ha preso lo stesso e l'ho trovata scorrevole.
    Incredibile quello che ha fatto questa donna, attraversare il Tibet a piedi e senza viveri se non per pochi giorni...Dal racconto emerge un Tibet che immagino non esista più!
    La popolazione, la povertà e l'ospitalità di molti ad ospitare i passanti, i paessaggi la neve e le vallate...davvero un bel racconto.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, ma non troppo

    A me questo libro è piaciuto, ma in effetti non l'ho trovato eccezionale.
    Sono interessanti le esperienze che A. David-Neels ha fatto durante il viaggio, ma il modo in cui sono esposte non è particola ...continua

    A me questo libro è piaciuto, ma in effetti non l'ho trovato eccezionale.
    Sono interessanti le esperienze che A. David-Neels ha fatto durante il viaggio, ma il modo in cui sono esposte non è particolarmente coinvolgente.
    Anche lo stile non è particolarmente raffinato, ma d'altra parte è un'orientalista, prima di essere una scrittrice.
    Spesso durante il racconto lei stessa dichiara di non poter entrare troppo nei dettagli perché non lo ritiene un libro adatto a questo scopo; in questo modo però il lettore si perde particolari interessanti.
    A me è piaciuto e personalmente consiglio di leggerlo, però senza aspettarsi niente di speciale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Un viaggio stupendo

    Primo la storia di una donna davvero al di sopra di tutto, fantastica (lei).
    Viaggio di un bel rapporto con il "suo" monaco. Comunque il più bel libro di viaggi che abbia mai letto. Mi ricordo la desc ...continua

    Primo la storia di una donna davvero al di sopra di tutto, fantastica (lei).
    Viaggio di un bel rapporto con il "suo" monaco. Comunque il più bel libro di viaggi che abbia mai letto. Mi ricordo la descrizione di come si arriva al grido di Lha Ghyalo. Oppure il pranzo di stomaco di yak ripieno di interiora e bollito, horribilis. Maestoso il racconto dei briganti. A chi piace leggere non può (diciamo così) non leggere questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    impressionante questo racconto , sia per l'epoca in cui il viaggio si è compiuto, sia per la tenacia fisica e mantale della protagonista. davvero affascinante la memoria di un mondo scomparso, sopratt ...continua

    impressionante questo racconto , sia per l'epoca in cui il viaggio si è compiuto, sia per la tenacia fisica e mantale della protagonista. davvero affascinante la memoria di un mondo scomparso, soprattutto per averlo letto prima di partire verso luoghi simili, alla luce della modernità odierna e con tutte le facilitazioni possibili. nonostante ciò certi luoghi mantengono il loro fascino e raggiungerli, avvicinarsi alla loro cultura, alla gente, frequentare posti non battuti rimane ancora oggi difficile e impervio

    ha scritto il 

  • 4

    Letto un secolo fa, in altra edizione. Incredibile storia di un viaggio incredibile, difficile decidere se è più interessante il viaggio, pieno di incidenti e di cibi abbastanza insoliti o la meta rag ...continua

    Letto un secolo fa, in altra edizione. Incredibile storia di un viaggio incredibile, difficile decidere se è più interessante il viaggio, pieno di incidenti e di cibi abbastanza insoliti o la meta raggiunta.

    ha scritto il 

  • 4

    Una prospettiva diversa da un tempo diverso, interessante

    Alexandra David-Neel è stata una delle prime donne (europee) ad entrare ed esplorare la città (allora proibita) di Lhasa. E' interessante vedere coi suoi occhi i fenomeni soprannaturali - levitazione, ...continua

    Alexandra David-Neel è stata una delle prime donne (europee) ad entrare ed esplorare la città (allora proibita) di Lhasa. E' interessante vedere coi suoi occhi i fenomeni soprannaturali - levitazione, telepatia, capacità di camminare sull'acuqa - è come rivivere un'emozione che oggi, forse, non siamo più in grado anche solo di immaginare.

    ha scritto il 

  • 5

    Lha Gyalo! Dè Tamtchè phan! Gli dei trionfano, i demoni sono sconfitti!

    Non so come definire questo libro.
    Sostanzialmente è il racconto di un'avventura incredibile.
    Alexandra, donna della vita a dir poco straordinaria, profonda conoscitrice del mondo orientale ed instan ...continua

    Non so come definire questo libro.
    Sostanzialmente è il racconto di un'avventura incredibile.
    Alexandra, donna della vita a dir poco straordinaria, profonda conoscitrice del mondo orientale ed instancabile viaggiatrice, si travestirà da anziana mendicante ed attraverserà il Tibet fino ad arrivare a Lhasa.
    Sarà la prima donna straniera che riuscirà ad entrare nella 'città proibita'.
    Lo fa in compagnia di un giovate tibetano, Yongden, che diventerà poi suo figlio adottivo.
    Un viaggio solitario durato otto mesi, tra luoghi impervi e panorami spettacolari, tra i morsi della fame e del freddo, stratagemmi e fughe per non farsi riconoscere, ed innumerevoli altre difficoltà che arriveranno a farle sfiorare la morte.

    Ma definire questo libro il racconto di un viaggio, seppur un viaggio incredibile, è estremamente riduttivo.

    Anche se le descrizioni di Alexandra occupano solo poco più di 200 pagine, la sensazione è quella di entrare nel mistero e nella dura bellezza del Tibet, paese di contrasti spesso inospitale, ma sempre avvolto in un alone di sogno e magia.
    La vita del Tibet attraversa, quasi furtivamente, queste pagine:
    dagli incontri con i suoi abitanti, contadini...briganti...asceti, all'accenno a pratiche religiose in apparenza magiche agli occhi di noi occidentali, ma estremamente reali e concrete per chi ha fatto dell'ascesi e del controllo del proprio corpo, la sua vita.
    A rendere ancor più vivo il racconto c'è un fitto intercalare di termini e modi di dire tibetani.
    Bellissimo ed interessante.

    E' uno spettacolo vedere con gli occhi di una viaggiatrice d'eccezione, come pure spettacolare diventare partecipi delle sue sensazioni di esploratrice... avvertirne anche la paura, ma non percepire mai l'abbattimento, la perdita dell'intima convinzione che ce l'avrebbe, ce l'avrebbero fatta.

    E per finire, che dire della complicità, dell'intesa che si respira tra Alexandra ed il suo affezionatissimo compagno di viaggio?
    Da sola vale il libro...

    Sì,
    le grandi scoperte, le grandi conquiste, sono ottenute solo dagli esseri umani che credono nei proprio sogni e con nel cuore una gran sente di conoscenza.
    ..e dalla grande forza di volontà e caparbietà delle donne.

    Lha Gyalo!
    :)

    ha scritto il 

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