Viaggio in paradiso

I grandi della narrativa, 17

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.5
(356)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Celletti Marzano ; Prefazione: Michele Serra

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Viaggio in paradiso?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Chi considera Mark Twain un padre e un precursore della letteratura americana del Novecento, e chi più semplicemente ama leggerlo, trova in questo piccolo, divertente libro molti degli elementi che hanno reso popolare l'autore tra i lettori di tutto il mondo, e forse anche delle altre galassie. Un'ironia allegra e definitiva contro la prosopopea dei potenti, le convenzioni sociali, le gerarchie consolidate, nel nome di quel radicale, irriducibile e forse ingenuo spirito democratico che è il nocciolo della cultura americana.

Dall'introduzione di Michele Serra

Ordina per
  • 2

    Umorismo blando

    Libro riuscito solo in parte, forse soprattutto perché piegare ai procedimenti dell'ironia uno spunto come la descrizione dell'aldilà, anzi di infiniti aldilà di infiniti universi, produce uno squilib ...continua

    Libro riuscito solo in parte, forse soprattutto perché piegare ai procedimenti dell'ironia uno spunto come la descrizione dell'aldilà, anzi di infiniti aldilà di infiniti universi, produce uno squilibrio che non è efficace ai fini dell'umorismo. C'è un eccessivo contrasto tra la descrizione del viaggio siderale dell'anima, in cui l'abbassamento ironico, pur presente, lascia spazio all'immaginazione, e quella della vita in paradiso, molto più asfittica proprio perché si avverte l'urgenza di marcare il contrasto ironico con "l'aldiquà", di prendere in giro credenze e procedimenti morali peraltro tipicamente americani. Perciò il racconto finisce col non raggiungere una vera ampiezza di respiro e non risulta neppure sufficientemente graffiante - fatta eccezione per la seconda parte, una specie di appendice intitolata Lettera dell'Angelo del protocollo, in cui però l'abbassamento ironico avviene per mascheramento e non con una comparazione, con il risultato che il paradiso umanizzato (cioè costruito col fine di confermare o smentire le aspettative umane) che si intravede nel burocratese angelico è narrativamente molto più efficace.

    ha scritto il 

  • 3

    Pagina 90

    Delle quattrocentosessantadue preghiere secondarie respinte, sessantuno erano state formulate nella scuola domenicale. A questo proposito devo ancora una volta rammentarvi che non esaudiamo preghiere ...continua

    Delle quattrocentosessantadue preghiere secondarie respinte, sessantuno erano state formulate nella scuola domenicale. A questo proposito devo ancora una volta rammentarvi che non esaudiamo preghiere di scuole domenicali di cristiani professionisti, della specie tecnicamente nota in questo ufficio come tipo John Wanamaker. Noi le classifichiamo semplicemente come «parole» e valgono a pro di chi le dice a seconda del numero pronunziato entro certi limiti di tempo [...].

    ha scritto il 

  • 3

    "L'eterno riposo è un'espressione che ci conforta quando l'udiamo in chiesa, ma nell'atto pratico è insopportabile."

    Faccio mia l'ultima frase della prefazione di Michele Serra: "Viaggio in paradiso non è un capolavoro, ma è Twain, e tanto basta."

    ha scritto il 

  • 3

    It’s too heavenly here, It’s too peaceful and paradise like!

    Libercolo carino, a cui darei il voto di tre stelle e mezzo.

    È stata una lettura leggera e piacevole, che riprendevo nei ritagli di tempo all'università, nella pausa tra una lezione e l'altra; tuttavi ...continua

    Libercolo carino, a cui darei il voto di tre stelle e mezzo.

    È stata una lettura leggera e piacevole, che riprendevo nei ritagli di tempo all'università, nella pausa tra una lezione e l'altra; tuttavia, è un libro espressamente da considerare come un tappabuchi, secondo me. Ogni qualvolta ne leggevo qualche pagina in più, infatti, risultava abbastanza stucchevole.

    L'idea mi piace e non è sviluppata poi tanto male, e mi piace anche l'ironia; tuttavia il libro è troppo breve per risolvere qualsiasi vicenda in alcunché.
    Come molti libri di questa lunghezza, ha poca ragione di esistere, così com'è. Sembra di più un concept. Qualcosa che butterei giù, per poi aspettare di sviluppare una certa trama più avanti.

    È proprio una creatura monca. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Gioioso eterno cammino

    Ho letto diverse opere che narrano di anime che viaggiano in Paradiso: il Paradiso di Dante (ovviamente), il Sogno di Geronzio di JH Newman, Il Grande Divorzio di CS Lewis, gli ultimi capitoli di Narn ...continua

    Ho letto diverse opere che narrano di anime che viaggiano in Paradiso: il Paradiso di Dante (ovviamente), il Sogno di Geronzio di JH Newman, Il Grande Divorzio di CS Lewis, gli ultimi capitoli di Narnia (sempre di CS Lewis), Viaggio in Paradiso di Mark Twain.

    Sono tutte diverse tra loro, eppure tutte belle, tutte profonde, tutte vivaci, tutte anticonvenzionali, tutte indimenticabili.

    La visione di Twain stupisce forse per l'idea d'immensità cosmica del paradiso e per l'intuizione che in esso nessuna creatura è in sé perfetta e che tutte le anime sono piuttosto strambe, vive e gioiosamente (ed eternamente) in cammino.

    ha scritto il 

  • 3

    Il merito di non prendere sul serio

    Twain sbeffeggia senza alcune reverenza il paradiso così come noi lo concepiamo (con tanto di aureole ed arpe), ridimensionando beffardo l'importanza degli stati Uniti, delle credenze religiose, delle ...continua

    Twain sbeffeggia senza alcune reverenza il paradiso così come noi lo concepiamo (con tanto di aureole ed arpe), ridimensionando beffardo l'importanza degli stati Uniti, delle credenze religiose, delle fame, degli onori, dei titoli nobiliari e dello stesso pianeta Terra (che nel resto dell'universo sarebbe denominato, dai pochissimi che lo conoscono, Verruca). Divertente, anzi direi irresistibile, parodia del genere umano, scritta con intelligenza e con una scorrevolezza rara negli scrittori della sua epoca (e anche della nostra).

    ha scritto il 

  • 1

    A rischo di tirarmi addosso gli strali degli estimatori di Twain, affermo che questo librettino è quanto di più distante dall'umorismo io possa concepire, e pertanto ho trovato la relativa lettura fra ...continua

    A rischo di tirarmi addosso gli strali degli estimatori di Twain, affermo che questo librettino è quanto di più distante dall'umorismo io possa concepire, e pertanto ho trovato la relativa lettura francamente inutile.

    ha scritto il 

Ordina per