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Viaggio in paradiso

I grandi della narrativa, 17

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.5
(169)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Celletti Marzano ; Prefazione: Michele Serra

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Chi considera Mark Twain un padre e un precursore della letteratura americana del Novecento, e chi più semplicemente ama leggerlo, trova in questo piccolo, divertente libro molti degli elementi che hanno reso popolare l'autore tra i lettori di tutto il mondo, e forse anche delle altre galassie. Un'ironia allegra e definitiva contro la prosopopea dei potenti, le convenzioni sociali, le gerarchie consolidate, nel nome di quel radicale, irriducibile e forse ingenuo spirito democratico che è il nocciolo della cultura americana.

Dall'introduzione di Michele Serra

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  • 3

    It’s too heavenly here, It’s too peaceful and paradise like!

    Libercolo carino, a cui darei il voto di tre stelle e mezzo.


    È stata una lettura leggera e piacevole, che riprendevo nei ritagli di tempo all'università, nella pausa tra una lezione e l'altra; tuttavia, è un libro espressamente da considerare come un tappabuchi, secondo me. Ogni qualvolta ...continua

    Libercolo carino, a cui darei il voto di tre stelle e mezzo.

    È stata una lettura leggera e piacevole, che riprendevo nei ritagli di tempo all'università, nella pausa tra una lezione e l'altra; tuttavia, è un libro espressamente da considerare come un tappabuchi, secondo me. Ogni qualvolta ne leggevo qualche pagina in più, infatti, risultava abbastanza stucchevole.

    L'idea mi piace e non è sviluppata poi tanto male, e mi piace anche l'ironia; tuttavia il libro è troppo breve per risolvere qualsiasi vicenda in alcunché.
    Come molti libri di questa lunghezza, ha poca ragione di esistere, così com'è. Sembra di più un concept. Qualcosa che butterei giù, per poi aspettare di sviluppare una certa trama più avanti.

    È proprio una creatura monca. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Il merito di non prendere sul serio

    Twain sbeffeggia senza alcune reverenza il paradiso così come noi lo concepiamo (con tanto di aureole ed arpe), ridimensionando beffardo l'importanza degli stati Uniti, delle credenze religiose, delle fame, degli onori, dei titoli nobiliari e dello stesso pianeta Terra (che nel resto dell'univers ...continua

    Twain sbeffeggia senza alcune reverenza il paradiso così come noi lo concepiamo (con tanto di aureole ed arpe), ridimensionando beffardo l'importanza degli stati Uniti, delle credenze religiose, delle fame, degli onori, dei titoli nobiliari e dello stesso pianeta Terra (che nel resto dell'universo sarebbe denominato, dai pochissimi che lo conoscono, Verruca). Divertente, anzi direi irresistibile, parodia del genere umano, scritta con intelligenza e con una scorrevolezza rara negli scrittori della sua epoca (e anche della nostra).

    ha scritto il 

  • 4

    Il paradiso in cui arriva il capitano Stormfield è ben diverso dall’immagine di un mondo idealizzato che ci hanno sempre tramandato:
    Il paradiso è sinonimo di pace eterna, di angeli volanti, di arpe che emettono un suono dolcissimo e infatti a chiunque ne faccia richiesta vengono fornite a ...continua

    Il paradiso in cui arriva il capitano Stormfield è ben diverso dall’immagine di un mondo idealizzato che ci hanno sempre tramandato:
    Il paradiso è sinonimo di pace eterna, di angeli volanti, di arpe che emettono un suono dolcissimo e infatti a chiunque ne faccia richiesta vengono fornite ali, arpe e aureole, ma sono inutili appendici di cui si fa presto a liberarsi.
    Anche lassù esiste una certa ingiustizia tipica della Terra: il barista peccatore che si pente solo in punto di morte viene accolto con grandi onori; i patriarchi e i santi sono inavvicinabili, alla faccia della presunta uguaglianza tra le anime del cielo; gli atti di bontà e le preghiere vengono diligentemente registrati dall’Angelo del Protocollo, che gestisce le ricompense.
    Un aldilà molto simile (pure troppo…) all’aldiqua…

    ha scritto il 

  • 4

    Un paradiso a cui si fa difficoltà a non credere

    Twain ci racconta questo suo paradiso e in fondo mi piacerebbe fosse così (chissà che non lo sia). I meriti vengono riconosciuti, la terra è solo un puntincolo in un universo nel quale viene chiamata Verruca. Un paradiso dove si ammette che tutte le credenze di cui ci convinciamo in terra sono so ...continua

    Twain ci racconta questo suo paradiso e in fondo mi piacerebbe fosse così (chissà che non lo sia). I meriti vengono riconosciuti, la terra è solo un puntincolo in un universo nel quale viene chiamata Verruca. Un paradiso dove si ammette che tutte le credenze di cui ci convinciamo in terra sono solo credenze appunto e che il paradiso è tutt'altro: con una sua gerarchia - dove Shakespeare e Omero contano meno del sarto Billings perché quest'ultimo aveva un talento incomparabile agli altri due, ma non aveva avuto modo di essere apprezzato.
    Vige ovunque un estremo senso di giustizia, fino a dire che lo stesso eterno riposo con cui definiamo la morte, in realtà sarebbe una vera noia.
    Con uno stile semplice e sempre ironico, deteriora tutti gli appigli a cui gli uomini si attaccano per sentirsi importanti e per non sentirsi ciò che in realtà sono: esseri finiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il paradiso che non ti aspetti

    Sei in partenza, scegli in modo abbastanza veloce e superficiale un libretto che possa ammorbidire le noiose ore di viaggio in pullman e ti ritrovi tra le mani questo libricino, il cui aspetto non rende certo merito alla sua effettiva "grandezza". Gli sono sufficienti due pagine per trascinarti n ...continua

    Sei in partenza, scegli in modo abbastanza veloce e superficiale un libretto che possa ammorbidire le noiose ore di viaggio in pullman e ti ritrovi tra le mani questo libricino, il cui aspetto non rende certo merito alla sua effettiva "grandezza". Gli sono sufficienti due pagine per trascinarti nel vortice del viaggio del capitano Stormfield verso l'aldilà.
    Fosse solo per lo stile piacevole di Twain, non sarei qua a dilungarmi troppo; la verità è che l'ironia con cui disegna quest'opera, la satira e la critica sagace con cui la farcisce, anche di fronte ad argomenti spinosi come la religione e la teologia, il ritmo e le situazioni che imprime nelle pagine sono di un raro magnetismo. E' un peccato finirlo.
    Rischiava di rimanere inedito, se dio vuole (ops...sostituisco con un "per fortuna", sono certo che Twain apprezzerebbe di più) non è andata così.

    ha scritto il 

  • 4

    "Viaggio in Paradiso" mi ha fatto sorridere più di una volta, suggerendomi anche qualche riflessione su quello che vuol trasmettere. Il viaggio che intraprende il protagonista è un percorso fatto di umorismo, sentimenti e storie, storie di persone trapassate, che, in un ipotetico aldilà, trovano ...continua

    "Viaggio in Paradiso" mi ha fatto sorridere più di una volta, suggerendomi anche qualche riflessione su quello che vuol trasmettere. Il viaggio che intraprende il protagonista è un percorso fatto di umorismo, sentimenti e storie, storie di persone trapassate, che, in un ipotetico aldilà, trovano la loro pace impegnandosi come meglio possono, a volte addirittura snobbando i loro stessi familiari che, sfortuntamente, li raggiungono. E' a tratti un mix di fantascienza e formazione, nel qualee il lettore non può non porsi la seguente domanda: e se Twain avesse avuto ragione?

    ha scritto il 

  • 0

    Un'ironia d'altri tempi

    In libretto allegro, a volte quasi ingenuo, in cui si intrecciano temi interessanti come il potere, le gerarchie, gli stereotipi sociali e la religione.
    Attenzione a non sottovalutarlo!

    ha scritto il 

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