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Viajes de Gulliver

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Publisher: Salvat

3.9
(3950)

Language:Español | Number of Pages: 188 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Japanese , Italian , French , Chi traditional , Greek , Portuguese , Latvian , Catalan , Dutch , Polish , Czech , Croatian , Romanian

Isbn-10: 843458350X | Isbn-13: 9788434583504 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others , Softcover and Stapled , Hardcover , Board Book , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    L'opera di Jonathan Swift più famosa, nonché quella più erroneamente spacciata per storia per bambini, almeno in Italia. Effettivamente i viaggi e l'avventura potrebbero affascinare un bambino o un pre-adolescente, ma poi sarebbe bello rileggerlo da grandi. Sia il tono usato dall'autore, sia poi ...continue

    L'opera di Jonathan Swift più famosa, nonché quella più erroneamente spacciata per storia per bambini, almeno in Italia. Effettivamente i viaggi e l'avventura potrebbero affascinare un bambino o un pre-adolescente, ma poi sarebbe bello rileggerlo da grandi. Sia il tono usato dall'autore, sia poi l'idea di base a cui alla fine ritornerà Swift potrebbero non essere percepiti, e la bellezza dell'opera sta soprattutto in questo, essendo i viaggi ridotti per lo più ad una sintesi degli stessi.

    I viaggi di Gulliver cominciano con la necessità del protagonista di guadagnarsi da vivere lavorando come chirurgo sulle navi mercantili inglesi, dirette in ogni angolo della terra. Sarà poi una disgrazia naturale (un naufragio) a spiaggiarlo sulle rive di Lilliput, il primo fantastico paese visitato da Gulliver: qui scoprirà un popolo di piccole dimensioni, dotato di un forte senso di appartenenza sociale e con un governo molto europeo (sebbene il palazzo imperiale mi abbia rimandato più alle usanze orientali) con a capo un imperatore e il suo consiglio. Succederanno nei viaggi successivi altri popoli straordinari, come i giganteschi brobdingnaghiani o gli uomini dell'isola volante, o gli stregoni dell'isola di Luggnagg e infine gli houyhnhnms e gli yahoo, intervallati da continui ritorni in patria e partenze dettate dal caso o dalla volontà di Gulliver.
    Infatti, mentre all'inizio Gulliver sentirà spesso la mancanza di casa e nei primi viaggi si lamenterà spesso del desiderio di tornare in patria, con l'incedere della narrazione si perde un po' questo desiderio, al punto che una volta tornato a casa dopo l'ennesima avventura, il narratore dichiarerà di sentire il bisogno di un'altra, e presagisce già l'incapacità di restare in Inghilterra, o meglio nel mondo civilizzato. Questa osservazione accompagna il percorso spirituale al quale Swift costringe Gulliver, che lo porterà alla fine al totale disprezzo e alla sfiducia per il genere umano. E infatti, se in un primo momento è la natura a scaraventarlo sulle rive di questi misteriosi popoli, poi sarà sempre per mano di un altro uomo che il protagonista si ritroverà abbandonato su un'isola in mezzo all'oceano costretto a cavarsela solo con l'aiuto della fortuna; e la gentilezza di queste popolazioni - che sempre lo tratterà come un ospite piuttosto che un prigioniero - costituirà un contrasto sempre più netto. Servito e riverito, questi indigeni avranno sempre premura di insegnargli la propria lingua, quindi di farsi comprendere*, e con curiosità si interesseranno alla vita di Gulliver e alla sua patria. E nel racconto degli usi e costumi europei, inizierà dapprima la critica con i lillipuziani, poi lo sgomento dei brobdingnaghiani di fronte alla corruzione del sistema politico, per giungere alla fine alla totale incapacità di comprensione degli houyhnhnms di ogni male. Gulliver non potrà evitare di restare affascinato da questi incontri e di sentirsi umiliato di appartenere a una simile specie, che si vanta di innumerevoli pregi, senza però rendersi conto dei vizi con cui si corrompe e delle crudeltà di cui è capace. E il lettore non può che sentirsi annichilito leggendo quanta verità si nasconde nelle parole di Gulliver, soprattutto nell'elenco che viene fatto dei pretesti usati per dichiarare guerra, che da un lato divertono, ma dall'altro ci si rende conto di quanto triste sia la realtà.
    Tuttavia questo viaggio non si ferma alla sola analisi sociale - per la quale intervengono anche personaggi dell'antichità a confermare che corruzione, crudeltà e disonestà fossero in voga a quei tempi così come oggi, minando alla salda convinzione di ogni epoca di credere che quella passata sia stata tanto più maestosa ed esemplare della propria -, bensì persino alla natura stessa dell'uomo: dopo aver messo a confronto la morale di questi popoli con quella delle società civilizzate, l'uomo perde persino il confronto fisico, e quindi dopo essere stato paragonato agli yahoo (razza considerata inferiore e grezza), l'uomo è ancor più umiliato nel constatare quanto sia inerme di fronte a queste bestie.
    Alla conclusione del viaggio Gulliver è alienato e spaesato, non riesce più a vivere nella sua patria, nella sua società e tra le persone della sua stessa famiglia; ha perso ogni certezza, ogni rassicurazione, ogni speranza, tranne una: che l'opera sia da ammonimento per l'uomo, che questi viaggi gli inculchino il desiderio di essere migliore e di insegnare ad esserlo.
    *Swift alla fine, esplicitamente stavolta, invita i conquistatori che senza alcun ritegno salpano su terre lontane, sradicano gli usi e costumi locali con lo spargimento di sangue ad aver rispetto di un popolo che, con molte probabilità, aveva molta più dignità vivendo al suo stato naturale piuttosto che con tutte le diavolerie inventate con la civiltà.

    Leggendo, mi immaginavo l'indignazione generale che colpì i lettori inglesi dell'epoca e qualche formicolio personale nel sentirsi citare e le grasse risate che magari Swift si sarà fatto sbeffeggiandoli tutti.
    Sicuramente una lettura per niente natalizia, ma di certo l'ho trovata attualissima e mi sono lasciata catturare perché oltre alle allusioni, Swift ha creato dei veri e propri micro-mondi, che potrebbero esistere sul serio vista la quantità di particolari forniti, e le coordinate geografiche esatte potrebbero quasi indurci a credere che questi viaggi siano reali.

    said on 

  • 5

    Capolavoro attuale oggi come ieri. E domani?

    Questo libro, capolavoro assoluto di Jonathan Swift, costituisce una lucida, impietosa e - purtroppo - del tutto veritiera analisi dell'essere umano, con i suoi innumerevoli vizi.
    Certe pagine potrebbero essere scritte ieri.
    Come non dare ragione al cavallo sapiente (ultimo dei viaggi ...continue

    Questo libro, capolavoro assoluto di Jonathan Swift, costituisce una lucida, impietosa e - purtroppo - del tutto veritiera analisi dell'essere umano, con i suoi innumerevoli vizi.
    Certe pagine potrebbero essere scritte ieri.
    Come non dare ragione al cavallo sapiente (ultimo dei viaggi di Gulliver) che - come segnalato da un altro lettore - afferma: "Quando un essere che pretende di essere razionale si macchia di tutte le atrocità a cui avete accennato comincio allora a pensare che la ragione usata male sia peggio della naturale brutalità". Insomma, meglio gli scimmieschi "Yahoo" piuttosto che gli uomini che usano la razionalità per prevaricare, uccidere, distruggere, rovinare, se stessi e l'ambiente circostante.
    NON è assolutamente un libro da bambini: i primi 2 capitoli, con i lillipuziani e gli uomini giganti, sono in realtà quelli meno significativi del libro.
    Oltre ai già citati cavalli sapienti dell'ultimo capitolo, ricorderei la breve ma straordinaria parte dedicata agli "immortali" (quelli che nascono con un disco in fronte), nella quale Swift smonta totalmente uno dei più classici miti umani, quello dell'immortalità.

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  • 5

    Ácida crítica con humor

    Obra cumbre del siglo XVIII, donde utilizando la sátira y la ironía, critica la sociedad, la política, la sociedad intelectual, la economía, la moral, la ciencia (donde ridiculiza a científicos y diversas ramas de la ciencia muy duramente pero con gran sentido del humor), la religión, etc. de su ...continue

    Obra cumbre del siglo XVIII, donde utilizando la sátira y la ironía, critica la sociedad, la política, la sociedad intelectual, la economía, la moral, la ciencia (donde ridiculiza a científicos y diversas ramas de la ciencia muy duramente pero con gran sentido del humor), la religión, etc. de su tiempo. También incluye varios pasajes eróticos, de un tono subido para su época.
    Me gustaría saber quién fue el “lumbreras” que cogió la novela, la cortó, censuró, manipuló el estilo, el fondo y el espíritu de la obra, para convertirla en una cursi adaptación para la literatura infantil.
    Muy recomendable.

    Mi nota: 9.

    said on 

  • 5

    «Quando un essere che pretende di essere razionale si macchia di tutte le atrocità a cui avete accennato comincio allora a pensare che la ragione usata male sia peggio della naturale brutalità»


    E' questo lo stesso libro illustrato che da bambina leggevo e rileggevo, immaginando di v ...continue

    «Quando un essere che pretende di essere razionale si macchia di tutte le atrocità a cui avete accennato comincio allora a pensare che la ragione usata male sia peggio della naturale brutalità»

    E' questo lo stesso libro illustrato che da bambina leggevo e rileggevo, immaginando di viaggiare anch'io in mondi lontani popolati giganti, cavalli parlanti e creaturine minuscole?
    Un po sì. Ma in gran parte no.
    Quando ho deciso di leggere la versione integrale de I viaggi di Gulliver mi aspettavo grandi cose, e invece ho trovato immense cose.
    Attraverso i viaggi del protagonista, in un crescendo che dai piccoli lillipuziani arriva all'affascinante e quasi ultraterrena terra degli Houyhnhnms, i magnifici cavallli dotati di intelletto superiore ed esempio della societas perfecta, Swift muove un'impietosa critica alla società corrotta del suo tempo, giocando con il lettore grazie ad una prosa brillante ed un'ironia affilata come la lama di un rasoio. Estremamente profonde e significative le conversazioni tra Gulliver e il suo padrone Houyhnhmn, dove il romanzo raggiunge il suo apogeo. E orribilmente realistico il ritratto dell'umanità nei ributtanti yahoo, nei loro vizi, nel loro degrado.
    Un libro da leggere. Da leggere da bambini per sognare e fantasticare, da adulti per riflettere e meditare.

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  • 4

    Bello e avventuroso

    Questo libro narra le due principali avventure di Gulliver immaginate dal capo Jonatan Swift. La prima avventura Gulliver approda in un'isola dove vivono dei nani piccolissimi, lui dopo una lunga avventura con una nave costruita dai nani parte e approda in un'isola di giganti che mangiano qualsia ...continue

    Questo libro narra le due principali avventure di Gulliver immaginate dal capo Jonatan Swift. La prima avventura Gulliver approda in un'isola dove vivono dei nani piccolissimi, lui dopo una lunga avventura con una nave costruita dai nani parte e approda in un'isola di giganti che mangiano qualsiasi cosa che approda nella loro isola. E dopo una notte....

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  • 5

    Nel 1726 usciva in Inghilterra "I viaggi di Gulliver" nell'ormai famigerata forma del romanzo autobiografico. Da allora sono passati quasi tre secoli e il libro di Jonathan Swift (che a quel tempo lo scrisse sotto pseudonimo) è diventato uno dei classici intramontabili della letteratura. E' famos ...continue

    Nel 1726 usciva in Inghilterra "I viaggi di Gulliver" nell'ormai famigerata forma del romanzo autobiografico. Da allora sono passati quasi tre secoli e il libro di Jonathan Swift (che a quel tempo lo scrisse sotto pseudonimo) è diventato uno dei classici intramontabili della letteratura. E' famoso al punto che molti, a forza di sentirlo citare, pensano erroneamente di conoscere il romanzo ancor prima di leggerlo. Ma sbagliano di grosso.
    Per quanto vecchio possa essere, "I viaggi di Gulliver" affronta i peccati originali che l'umanità trascina con sé dall'alba della civiltà. Così, ci scontriamo con i guerrafondai Lillipuziani, con la loro sete di potere, i loro intrighi politici e le loro malefatte.
    All'estremo opposto abbiamo invece il paese degli Houyhnm, i cavalli parlanti, di fronte alla cui perfezione morale Gulliver deve fare i conti con la miserabile condizione umana. In confronto agli Houyhnm, gli esseri umani sono yahoo, termine usato dagli stessi cavalli per indicare un tipo di bestie molto simili agli uomini che vivono nel loro paese. All'inizio Gulliver proverà a convincere gli Houynhm del contrario ma saranno le sue medesime parole a togliere ogni dubbio agli interlocutori e a se stesso.
    E' dunque il viaggio nel paese degli Houyhnm, pieno di sentenze morali, a costituire la parte più significativa del romanzo. Mentre la prima metà del volume è tutto sommato divertente, nei capitoli dedicati ai cavalli parlanti sopraggiunge l'amarezza. Facendo un esempio, viene da rabbrividire leggendo la risposta di un Houyhnm dopo che il viaggiatore ha finito di spiegargli il mare di guerre in cui affoga l'umanità:
    "Quando un essere che si vanta ragionevole può essere capace di tutte le atrocità cui avete accennato, comincio allora a temere che la ragione male adoperata sia qualche cosa di peggio della stessa naturale bestialità".
    Ecco invece un piccolissimo estratto di ciò che Gulliver afferma sulla sua stessa specie di appartenenza:
    "C'è fra noi una classe di uomini che fin dalla giovinezza si è esercitata nell'arte di dimostrare con parole moltiplicate a bella posta che il bianco è nero, e il nero è bianco, a seconda dell'onorario. Di questa classe di uomini tutti gli altri sono schiavi".
    Parole taglienti, amare, tristi, dolorose, disseminano questa lunga parte dell'opera, che qui si fa seria, al contrario dei capitoli precedenti, impostati in un'ottica parzialmente umoristica, a partire dall'uso dei nomi dei luoghi su cui il viaggiatore va a naufragare: Brobdingnag, Balnibarbi, Luggnagg, Glubbdubdrib...
    Umoristica è la natura stessa dei viaggi, aventi come protagonista un uomo che, nonostante le ripetute disavventure, una volta tornato a casa riprende di nuovo a salpare, sprezzante del pericolo. E ripetutamente, dopo ogni spavalda partenza per i mari, finisce in qualche guaio che lo fa naufragare ancora e ancora, senza tregua.
    Per quanto i critici delimitino "I viaggi di Gulliver" attorno allo steccato della satira nei confronti della società inglese dell'epoca, è pur vero che il romanzo di Swift può considerarsi un'opera di fantasia a tutti gli effetti, che leggeremo e racconteremo ai nostri bambini, che sarà sempre letta dai ragazzi e dagli adulti di ogni età come una storia di avventura ad ambientazione fantastica, alla stregua di un Pinocchio o di un Ventimila leghe sotto i mari.
    E' opinione di alcuni quella di considerare "I viaggi di Gulliver" la prima opera di fantascienza che sia stata scritta. In fondo, cosa c'è di tanto diverso dalla science fiction? Ai viaggi marittimi di Gulliver si accostano quelli spaziali, che sono sempre viaggi di esplorazione perché, mentre oggi la fantascienza esplora pianeti sconosciuti, nel 1726 non si conosceva la mappa completa dei continenti e delle isole del pianeta, e i viaggi marittimi presentavano ancora un parziale velo di mistero. Di conseguenza si potrebbe fare un accostamento tra i Lillipuziani e gli alieni della letteratura fantascientifica del Novecento: sono entrambi abitanti di mondi inesplorati per l'epoca a cui fanno riferimento. Come molte opere di fantascienza, infine, "I viaggi di Gulliver" è un libro di evasione da cui non si evade, perché affronta argomenti che riguardano profondamente la condizione umana e la società.
    La traduzione di Carlo Formichi negli Oscar Mondadori si fa apprezzare per lo stile antico e raffinato. Ma anche e soprattutto per la ricchezza di vocaboli utilizzati (indice di una grande padronanza della lingua italiana oltre a quella inglese), tale da rendere la lettura d'una musicalità che si è perduta nella maggior parte delle opere fantastiche odierne, capace di rendere piacevoli persino le descrizioni lunghe e dettagliate degli strani luoghi affrontati dal viaggiatore, che ad esempio, nel figurare l'isola volante di Laputa, si lascia andare a una lunga spiegazione pseudoscientifica della sua fluttuazione, e ne dettaglia inoltre la struttura e l'organizzazione.
    A ciò va aggiunta una scrittura variegata e insolita che riesce a tenere vivo l'interesse per l'intera durata del libro. Insomma, una favola si deve scrivere come una favola. Un Pinocchio scritto come un telegramma non renderebbe. E un Gulliver si deve scrivere come un Gulliver. Allora sì che ci si diverte. E la fantasia si accende come tanti fuochi d'artificio.

    http://clarkevivo.blogspot.it/2014/07/i-viaggi-di-gulliver-tra-divertimento-e.html

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  • 4

    Riflettendo sulla personalità dell'uomo

    L'uomo è capace di compiere atrocità e andarne orgogliosi. Swift ci fa riflettere, attraverso i popoli che Gulliver incontra, su quanto possiamo essere bestie e simili agli Yahoo, corrotti e falsi, inclini al male e al lusso e, mai alla sobrietà e alla serenità. Nonostante questo però non dobbiam ...continue

    L'uomo è capace di compiere atrocità e andarne orgogliosi. Swift ci fa riflettere, attraverso i popoli che Gulliver incontra, su quanto possiamo essere bestie e simili agli Yahoo, corrotti e falsi, inclini al male e al lusso e, mai alla sobrietà e alla serenità. Nonostante questo però non dobbiamo essere pessimisti, è sbagliato individuare come unica natura umana quella dedita più al male. Voglio citare quindi le parole di Pico della Mirandola sulla dignità dell'uomo. Dio ad Adamo:«Tu, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto.[...] Tu potrai degenerare abbassandoti sino agli esseri inferiori che sono i bruti, oppure, seguendo l’impulso del tuo animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono divini»

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