Vicolo del mortaio

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

4.0
(657)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Norvegese , Francese , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 8807013797 | Isbn-13: 9788807013799 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paolo Branca

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Senz'altro una buona lettura *** e mezzo

    Sogni, illusioni, speranze, amori, raccontati , attraverso i loro abitanti con i loro vizi, virtù, debolezze, il tutto ne compone uno spaccato sociale del Vicolo, a tratti ironico, dentro nel grande l ...continua

    Sogni, illusioni, speranze, amori, raccontati , attraverso i loro abitanti con i loro vizi, virtù, debolezze, il tutto ne compone uno spaccato sociale del Vicolo, a tratti ironico, dentro nel grande labirinto della Vita.
    A parte i nomi troppo difficili, simili e numerosi da memorizzare, sin dal principio mi ha richiamato l'atmosfera dei rioni di Napoli, nei libri della Ferrante.

    "Cominciava un'altra pagina di vita quotidiana e gli abitanti del Vicolo davano silenziosamente il benvenuto al nuovo giorno ... la vita tornava a scorrerer nel Vicolo nel modo consueto, ... ... , ben presto ogni notizia si smorzava in quel lago placido e stagnante dove, al giungere della sera, gli avvenimenti del mattino svanivano nell'oblio ...

    ha scritto il 

  • 4

    Piccole storie di “carruggi” arabi

    Un microcosmo fatto di persone che vivono in un vecchio e storico vicolo del Cairo la cui esistenza ruota attorno ai pochi luoghi di aggregazione come “Il forno, il caffè Krishna , i negozi del buon K ...continua

    Un microcosmo fatto di persone che vivono in un vecchio e storico vicolo del Cairo la cui esistenza ruota attorno ai pochi luoghi di aggregazione come “Il forno, il caffè Krishna , i negozi del buon Kamil del barbiere, il bazar , la casa di Sayyid al-Husseini ...” , dove “ogni sguardo accendeva un ricordo che si consumava come un fiammifero” , dove “La vita passa presto e la cosa più bella che che ci può regalare è una parola dolce. “
    Sarà perché sono di Genova ma questo romanzo interamente costruito su storie minime di personaggi particolari , magari anche un po' strani oppure decisamente sinistri ma comunque sempre caratteristici, mi ha riportato molto indietro nel tempo ricordandomi la vita , ma soprattutto gli abitanti , dei “carruggi” della mia città quando questi erano una meta obbligata di noi giovani (oggi , ahimé, le cose sono totalmente cambiate ...) .
    Persone certamente diverse nei nomi e nelle abitudini , ma in fondo uguali , quelle che “ se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo “ ispirarono molte canzoni all'indimenticabile Fabrizio De Andrè .
    Quindi c'erano tutte le premesse perché questo mio primo incontro col premio Nobel egiziano Naguib Mahfouz non mi deludesse , e così è stato.

    ha scritto il 

  • 4

    ‘Vicolo del mortaio’ è forse il più noto romanzo di Mahfuz e si inserisce perfettamente nella sua narrativa vivace e appassionata. Protagonista è l’ambiente del Cairo sul cui sfondo maestoso perdono q ...continua

    ‘Vicolo del mortaio’ è forse il più noto romanzo di Mahfuz e si inserisce perfettamente nella sua narrativa vivace e appassionata. Protagonista è l’ambiente del Cairo sul cui sfondo maestoso perdono quasi d’importanza i vari protagonisti, dal vecchio cantastorie cacciato dal bar per fare posto alla radio al giovanotto innamorato che muore tradito dalla propria bella.

    ha scritto il 

  • 4

    Con pochi tratti l’autore ci porta a scoprire la vita quotidiana degli abitanti di un vicolo del Cairo. Si sentono le voci, si vedono i colori, si percepiscono gli odori. Tutti gli abitanti del vicolo ...continua

    Con pochi tratti l’autore ci porta a scoprire la vita quotidiana degli abitanti di un vicolo del Cairo. Si sentono le voci, si vedono i colori, si percepiscono gli odori. Tutti gli abitanti del vicolo ci vengono presentati a poco a poco, le loro esistenze vengono svelate e ci si trova a sbirciarli con curiosità da una finestra socchiusa. Magnifica capacità narrativa (d’altra parte se ha vinto il Nobel un motivo ci sarà, no?), stile pulito ma molto coinvolgente, personaggi tutti caratterizzati in modo perfetto. Hamida l’avrei presa a pizze in faccia una riga sì e l’altra pure, ma anche questo rende un personaggio memorabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il fabbricante di infermità" che procura mutilazioni a pagamento, il proprietario di un caffè, un po' omosessuale e un po' dedito alla droga, un barbiere innamorato, una ragazza, Hamida, che pur di f ...continua

    "Il fabbricante di infermità" che procura mutilazioni a pagamento, il proprietario di un caffè, un po' omosessuale e un po' dedito alla droga, un barbiere innamorato, una ragazza, Hamida, che pur di fuggire dall'angustia e dalla miseria finisce nelle mani della persona sbagliata che la avvia alla prostituzione, una procacciatrice di matrimoni, i ladri di dentiere d'oro che vengono sottratte ai cadaveri e tanti altri personaggi che pullulano e vivono nel Vicolo del Mortaio. Un'umanità varia e sofferente che costituisce il microcosmo di un sobborgo del Cairo alla fine della seconda Guerra Mondiale, dove regnano le ristrettezze, la solidarietà, a volte finta, e il pettegolezzo. Un ritratto vivo e un po' crudo della povertà, uno dei migliori libri dell'Autore egiziano (vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1988), che diverte e immalinconisce. Qualche difficoltà legata agli oggettivi problemi di traduzione da una lingua così diversa dalla nostra.

    ha scritto il