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Vicolo del mortaio

Di

Editore: Feltrinelli (UE 1119)

4.0
(629)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Norvegese , Francese , Svedese

Isbn-10: 8807811197 | Isbn-13: 9788807811197 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Branca

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
"Vicolo del Mortaio", pubblicato nel 1947, è la descrizione, lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale. Mahfuz ci offre il vivido ritratto di un'umanità dolente, spesso molto misera: lo sfruttatore di mendicanti che procura mutilazioni definitive dietro compenso; il proprietario del caffè, esacerbato da un'inclinazione omosessuale e dall'assuefazione alla droga; il giovane barbiere che vuole santificare il suo amore per il Vicolo attraverso quello per una ragazza, Hamida; e poi Hamida stessa, nella cui volontà di fuga dallo squallore del suo quartiere natio è adombrata la ribellione radicale, l'impronta di un eterno e universale 'esser-giovani', in opposizione a ogni forma di immobilità. Mahfuz rappresenta tutto ciò con semplicità e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l'altro. In ultimo, è la vita, nella sua nudità essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina.
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  • 4

    ‘Vicolo del mortaio’ è forse il più noto romanzo di Mahfuz e si inserisce perfettamente nella sua narrativa vivace e appassionata. Protagonista è l’ambiente del Cairo sul cui sfondo maestoso perdono quasi d’importanza i vari protagonisti, dal vecchio cantastorie cacciato dal bar per fare posto al ...continua

    ‘Vicolo del mortaio’ è forse il più noto romanzo di Mahfuz e si inserisce perfettamente nella sua narrativa vivace e appassionata. Protagonista è l’ambiente del Cairo sul cui sfondo maestoso perdono quasi d’importanza i vari protagonisti, dal vecchio cantastorie cacciato dal bar per fare posto alla radio al giovanotto innamorato che muore tradito dalla propria bella.

    ha scritto il 

  • 4

    Con pochi tratti l’autore ci porta a scoprire la vita quotidiana degli abitanti di un vicolo del Cairo. Si sentono le voci, si vedono i colori, si percepiscono gli odori. Tutti gli abitanti del vicolo ci vengono presentati a poco a poco, le loro esistenze vengono svelate e ci si trova a sbirciarl ...continua

    Con pochi tratti l’autore ci porta a scoprire la vita quotidiana degli abitanti di un vicolo del Cairo. Si sentono le voci, si vedono i colori, si percepiscono gli odori. Tutti gli abitanti del vicolo ci vengono presentati a poco a poco, le loro esistenze vengono svelate e ci si trova a sbirciarli con curiosità da una finestra socchiusa. Magnifica capacità narrativa (d’altra parte se ha vinto il Nobel un motivo ci sarà, no?), stile pulito ma molto coinvolgente, personaggi tutti caratterizzati in modo perfetto. Hamida l’avrei presa a pizze in faccia una riga sì e l’altra pure, ma anche questo rende un personaggio memorabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il fabbricante di infermità" che procura mutilazioni a pagamento, il proprietario di un caffè, un po' omosessuale e un po' dedito alla droga, un barbiere innamorato, una ragazza, Hamida, che pur di fuggire dall'angustia e dalla miseria finisce nelle mani della persona sbagliata che la avvia alla ...continua

    "Il fabbricante di infermità" che procura mutilazioni a pagamento, il proprietario di un caffè, un po' omosessuale e un po' dedito alla droga, un barbiere innamorato, una ragazza, Hamida, che pur di fuggire dall'angustia e dalla miseria finisce nelle mani della persona sbagliata che la avvia alla prostituzione, una procacciatrice di matrimoni, i ladri di dentiere d'oro che vengono sottratte ai cadaveri e tanti altri personaggi che pullulano e vivono nel Vicolo del Mortaio. Un'umanità varia e sofferente che costituisce il microcosmo di un sobborgo del Cairo alla fine della seconda Guerra Mondiale, dove regnano le ristrettezze, la solidarietà, a volte finta, e il pettegolezzo. Un ritratto vivo e un po' crudo della povertà, uno dei migliori libri dell'Autore egiziano (vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1988), che diverte e immalinconisce. Qualche difficoltà legata agli oggettivi problemi di traduzione da una lingua così diversa dalla nostra.

    ha scritto il 

  • 4

    La gente del callejón

    Buena novela, sin duda. Leyendola he tenido la sensación de estar cotilleando, de que me he ido a vivir a un lugar nuevo y alguien me está contando todos los chismes y los secretos de la gente que vive en el callejón. Hay que destacar la extraordinaria galería de personajes, ninguno tiene desperd ...continua

    Buena novela, sin duda. Leyendola he tenido la sensación de estar cotilleando, de que me he ido a vivir a un lugar nuevo y alguien me está contando todos los chismes y los secretos de la gente que vive en el callejón. Hay que destacar la extraordinaria galería de personajes, ninguno tiene desperdicio. También es muy interesante el tratamiento de temas como la prostitución o la homosexualidad en lugares tan sumamente religiosos como son los paises musulmanes.

    ha scritto il 

  • 4

    Superato il primo impatto un po' complicato per la sovrabbondanza di personaggi con nomi per me piuttosto difficili da memorizzare, sono stata presa dalla vita pulsante del vicolo del Mortaio, una delle tante stradine del Cairo, qui ritratta nel periodo della seconda guerra mondiale, ma che non m ...continua

    Superato il primo impatto un po' complicato per la sovrabbondanza di personaggi con nomi per me piuttosto difficili da memorizzare, sono stata presa dalla vita pulsante del vicolo del Mortaio, una delle tante stradine del Cairo, qui ritratta nel periodo della seconda guerra mondiale, ma che non mi è apparsa molto dissimile da quella che ho avuto modo di conoscere qualche anno fa, quando al Cairo ci sono stata e ho potuto vedere da vicino quella realtà fatta di pigri negozianti, di mendicanti resi deformi da mutilazioni fatte apposta per muovere a compassione i passanti, da una moltitudine di persone che, come nelle nostre città del sud, vivono la loro vita nella strada, dove tutti sanno tutto dei loro vicini, ma dove, all'occasione, è possibile trovare solidarietà. In questo contesto spicca la figura di Hamida, una ragazza che vuole ribellarsi alle consuetudini. La vita del vicolo le va stretta e con caparbia consapevolezza va incontro a una vita anche peggiore, rinunciando, anzi rifiutando l'amore incondizionato di Abbas, che per lei ha lasciato il vicolo del Mortaio che tanto amava per andare a fare fortuna come soldato, in quella guerra infame che è stata la seconda guerra mondiale. Non conoscevo questo autore egiziano e leggere "Vicolo del Mortaio" è stata una piacevolissima sorpresa.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto così in sordina, in questo libro. Inizia lentamente descrivendo i personaggi, ma quasi non te n'accorgi tanto è lieve nelle sue notazioni eppoi lascia che siano i personaggi a farsi avanti col loro fare (o non fare). Non è un romanzo d'azione, succede poco o punto eppure dà la sensazione de ...continua

    Tutto così in sordina, in questo libro. Inizia lentamente descrivendo i personaggi, ma quasi non te n'accorgi tanto è lieve nelle sue notazioni eppoi lascia che siano i personaggi a farsi avanti col loro fare (o non fare). Non è un romanzo d'azione, succede poco o punto eppure dà la sensazione del lento fluire del tempo in cui ogni vita, anche la più insulsa, lascia un segno seppur minimo. Certo racconta, sempre indirettamente, di quel tempo e di quell'ambiente (1945, Il Cairo) ma il racconto va oltre, non è solo un bell'affresco, è un atto d'amore per questo universale popolo minimo che pure è la più parte dell'umanità. Quando ho finito in libro m'è dispiaciuto lasciare questi amici con cui ho condiviso un breve tratto di strada, mi c'ero affezionato simpaticamente.

    ha scritto il