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Victoria

Di

Editore: Giuntina

3.9
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8880572776 | Isbn-13: 9788880572770 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Parla di una grande donna che è passata attraverso numerose battaglie, possibili ed inimmaginabili, che la vita le ha imposto: alluvioni, guerre, fame, malattie, morte, lutto anche per le sue due bambine, il tutto in una Baghdad dove le donne non avevano diritti e subivano umiliazioni e violenze. ...continua

    Parla di una grande donna che è passata attraverso numerose battaglie, possibili ed inimmaginabili, che la vita le ha imposto: alluvioni, guerre, fame, malattie, morte, lutto anche per le sue due bambine, il tutto in una Baghdad dove le donne non avevano diritti e subivano umiliazioni e violenze.

    Victoria ha vissuto in una famiglia allargata comprendente i membri di ben quattro generazioni: avevano in comune un cortile e una cucina buia , senza finestre, con pareti e soffitto anneriti dai fumi. Sei mesi all’ anno, per combattere l’afa insopportabile, dormivano sui tetti all’aperto e facevano l’ amore senza ritegno e sotto gli occhi di tutti. La promiscuità metteva a conoscenza di ogni cosa: incesti, pedofilia, omosessualità, molestie, ed era tutto un bisbigliare denso di erotismo.

    Victoria, anche se rispettosa delle tradizioni, è una donna moderna e ben sa quello che desidera: crede in un futuro migliore che porterà ad una evoluzione, inoltre coltiva il suo romantico sogno d’ amore che si concretizzerà poi nel matrimonio col cugino Rafael.

    Il racconto si sofferma principalmente sulla descrizione del periodo vissuto nel “cortile” e che va dall’ inizio del novecento fino all’ andata nello Stato d’Israele; è come se Victoria provasse nostalgia di un mondo ormai scomparso, della sua famiglia–tribù e della vita nella Città dei Tetti.

    Sempre interessante la descrizione del contesto storico-politico in cui vivevano gli ebrei-arabi e bella ed affascinante Baghdad: “Città della pace” con tutti i suoi profumi e adagiata sulle rive del fiume Tigri.

    Quel cortile mi ricorda lo uadi, mentre Najiyah mi fa pensare a “I biscotti della nonna Sultana”. Si cita anche la cantante araba e le sue canzoni d’ amore che piacevano tanto a Yosef Alfandari in “Come in un film egiziano”, e quando Ezra nella sua farmacia mette sul grammofono Amado Mio , beh il pensiero è andato a “Voci di muto amore”! Certamente perchè il periodo storico è lo stesso, anche se i protagonisti di tutti questi romanzi hanno radici e tradizioni lontane e differenti.

    ha scritto il 

  • 4

    3 stelle e mezzo in realtà. Molto interessante ambientazione e personaggi ma la parte iniziale è un po' faticosa e anche durante la lettura ogni tanto ci si perde fra personaggi eventi e periodi.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia d'amore in sé abbastanza baanle, ma una descrizione assai interessante, attraverso le storie di una specie di clan familiare, delle vicende minute della comunità ebraica di Bagdad da prima della prima guerra mondiale all'Aliah dopo la seconda.

    ha scritto il 

  • 5

    la situazione della donna in un tempo non molto lontano..una donna diversa da quella cui siamo abituate eppure forse ancor piu' forte di moltre donne di oggi all'apparenza piu' libere (ma chi vede oggi le sbarre delle nostre prigioni dorate?)
    Premesso che per apprezzare il romanzo bisogna su ...continua

    la situazione della donna in un tempo non molto lontano..una donna diversa da quella cui siamo abituate eppure forse ancor piu' forte di moltre donne di oggi all'apparenza piu' libere (ma chi vede oggi le sbarre delle nostre prigioni dorate?)
    Premesso che per apprezzare il romanzo bisogna superare lo scoglio in iniziale della presentazione della famiglia di Victoria, una presenzatazione linga complessa..diciamo che dopo le prime 70-100 pagine il tutto scorre molto piu' facilmente..

    ha scritto il 

  • 4

    Dei tre romanzi di Sami Michael recentemente pubblicati dalla Giuntina questo è il mio preferito.
    E' ambientato quasi tutto in un cortile della vecchia Bagdad nei primi decenni del Novecento. Il cortile è un microcosmo, quasi un ghetto anche se autoimposto, nel quale vivono tre fratelli ebre ...continua

    Dei tre romanzi di Sami Michael recentemente pubblicati dalla Giuntina questo è il mio preferito.
    E' ambientato quasi tutto in un cortile della vecchia Bagdad nei primi decenni del Novecento. Il cortile è un microcosmo, quasi un ghetto anche se autoimposto, nel quale vivono tre fratelli ebrei con le rispettive famiglie e la loro vecchia madre, una vera matriarca. I pochi contatti con l'esterno avvengono attraverso i tetti confinanti delle case del vicolo, sui quali gli abitanti si rifugano a dormire nelle notti estive, in una impudica promiscuità.
    Poco alla volta impariamo a riconoscere tutti i componenti di questa piccola comunità, i rapporti di potere che regolano la vita quotidiana, il loro carattere, i vizi e le virtù... Fra tutti però spicca una ragazza, Victoria appunto (e il nome non è stato scelto a caso): uno dei più bei personaggi femminili usciti dalla penna di questo bravissimo scrittore. E ancora una volta ho ammirato la capacita di Michael di penetrare nell'animo femminile, di coglierne le timidezze, la sensualità, i timori, le speranze, l'attaccamento al proprio uomo e, al contempo, il desiderio di liberarsi da tutte le catene. Ma il suo intento sembra essere soprattutto quello di esaltare la forza di queste donne, quella straordinaria forza interiore che permette a Victoria di sopportare il peso di un'esistenza fatta di umile lavoro, di dedizione ai propri doveri, di paziente attesa e di appassionata tenacia nel coltivare il proprio sogno d'amore. Bellissime le atmosfere, dense di odori e sapori orientali.

    ha scritto il 

  • 4

    Quanti personaggi girano e vivono intorno a quel cortile, a Baghdad, all’inizio del Novecento! Una vecchia capostipite, i suoi tre figli con le rispettive mogli, i figli, i nipoti, i parenti acquisiti ... tutto si svolge pubblicamente: amori, litigi, invidie, passioni oscure, incesti.
    Una b ...continua

    Quanti personaggi girano e vivono intorno a quel cortile, a Baghdad, all’inizio del Novecento! Una vecchia capostipite, i suoi tre figli con le rispettive mogli, i figli, i nipoti, i parenti acquisiti ... tutto si svolge pubblicamente: amori, litigi, invidie, passioni oscure, incesti.
    Una bella saga di più famiglie di ebrei, che, a differenza di quanto avevo letto finora, vivono in maniera molto simile ai loro vicini musulmani. I personaggi sono meno, come dire, “intellettuali”, l’ebraismo è meno presente, quasi sullo sfondo rispetto all’aspetto umano dei personaggi.
    La storia di Victoria e delle altre donne del cortile è un bello spaccato sulla condizione femminile e sulla forza delle donne dell’epoca, una forza quasi passiva, fatta di rinuncia e soprattutto di resistenza.

    ha scritto il 

  • 5

    è appassionante non volevo più smettere... la stora di una donna ebrea costretta a vivere secondo gli standard imposti dalla religione e vincolata proprio dal fatto di essere donna

    ha scritto il