Vida y destino

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Publisher: Galaxia Gutenberg

4.5
(948)

Language: Español | Number of Pages: 1111 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Catalan , Dutch , Russian

Isbn-10: 8481097039 | Isbn-13: 9788481097030 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
Pocas novelas hay que emocionen y conmuevan como Vida y destino, un inmenso fresco humano heredero de la mejor tradición rusa, que Galaxia Gutenberg recupera, finalmente en su versión íntegra y traducida por vez primera del ruso. Mientras la cruel batalla de Stalingrado desangra a los ejércitos soviéticos y alemanes, los protagonistas de esta novela, comparada con Guerra y paz o Doctor Zhivago, luchan ferozmente para sobrevivir al terror del régimen stalinista y al horror del exterminio de los judíos. El dolor de una madre obligada a despedirse de su hijo, el amor de una joven bajo los bombardeos o la pérdida de su humanidad de los soldados en el frente ante la atrocidad de la guerra son algunas de las emocionantes historias que entretejen esta novela coral que retrata como ninguna el alma del hombre del siglo XX. Vasili Grossman aspiraba quizás a cambiar el mundo con su novela y lo que es seguro es que Vida y destino le cambia la vida a quien se adentra en sus páginas.
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  • 4

    Il ciclo delle vite e delle morti

    Nelle prime pagine si fatica ad orientarsi e si ha bisogno di una guida, una traccia che spieghi chi sono e dove vivano i personaggi. Poi però tutto si fa più chiaro e fluente e si inzia a comprendere ...continue

    Nelle prime pagine si fatica ad orientarsi e si ha bisogno di una guida, una traccia che spieghi chi sono e dove vivano i personaggi. Poi però tutto si fa più chiaro e fluente e si inzia a comprendere che il senso del racconto non sta in un'unica storia, ma nel parallelismo delle varie vicende, che a volte sono davvero solo di poche pagine. Ci sono personaggi che appaiono per un solo episodio, altri che invece seguiamo dal'inizio alla fine di una vicenda un po' più lunga, ma l'autore non si sofferma ad indagare psicologicamente solo uno di questi personaggi. E' come se volesse davvero riuscire a rendere contemporaneamente tutte le sfumature infìnite delle vite che si sono manifestate in quegli anni di guerra.In Russia sono gli anni dell'affermazione dello stalinismo e poi dell'assedio di Stalingrado, ma c'è spazio anche per i campi di concentramento nazisti e per la descrizione della vita dei soldati, da quelli semplici ai maggiori, dagli eroi agli ipocriti, dai nemici tedeschi ai russi e agli ebrei.
    E' un romanzo di popolo che va oltre le barriere del solo popolo russo, è un romanzo corale, un vasto affresco dell'umanità. Non è comparabile ad un ritratto rinascimentale, ma ad un affresco del Masaccio, con l'intera gamma umana, dai nobili ai popolani. Narra il ciclo delle vite e delle morti, che a volte hanno un senso ed a volte invece appaiono oscure, senza luci e significati, ma che fanno parte comunque del destino della umanità.

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  • 0

    Io amo gli scrittori russi ma con questo romanzo ho fatto veramente fatica. Sono andata avanti il più possibile spinta della recensioni positive ma a un terzo ho abbandonato confusa.

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  • 5

    In questo romanzo fiume sono narrati il destino della grande madre Russia e le vite di tanti suoi cittadini, tutti segnati dai combattimenti durissimi che si svolsero a Stalingrado, lungo le rive del ...continue

    In questo romanzo fiume sono narrati il destino della grande madre Russia e le vite di tanti suoi cittadini, tutti segnati dai combattimenti durissimi che si svolsero a Stalingrado, lungo le rive del Volga, dall’estate del 1942 al febbraio del 1943, tra i soldati dell’Armata Rossa e l’esercito nazista, passati alla storia come “la battaglia di Stalingrado”. Da quel momento, con la vittoria sofferta dell’esercito sovietico, non solo il destino della seconda guerra mondiale ebbe una svolta, iniziando da lì la decadenza delle armate naziste, ma il destino dell’intera Europa cominciò a definirsi, ponendo le basi della futura potenza sovietica che eserciterà il controllo sulla metà orientale del continente europeo fino alla fine del XX secolo.

    Non è facile parlare in poche righe di questo romanzo -mondo, composto da un mosaico di episodi in cui ci si sposta dal fronte russo, tra tenenti colonnelli, colonnelli, generali, in cui leggiamo i loro dialoghi e conosciamo i loro caratteri, dove spicca l’amore immenso per la patria russa, passando al fronte nazista, dove incontriamo il generale Paulus al comando della sesta armata, costretto alla resa finale, oppure entriamo in un palazzo di Stalingrado dove soldati russi affrontano l’assedio di soldati tedeschi, o nelle case di famiglie qualsiasi, colpite negli affetti dalla guerra o dagli eventi accaduti prima che essa scoppiasse (le grandi purghe staliniane), come quella del fisico nucleare Strum, che si dibatte nelle crisi di coscienza che lo colpiscono come scienziato, come marito e padre, come ebreo e come cittadino dello stato comunista, che riflette sui rapporti tra scienza e potere fino al momento della telefonata di Stalin, che segnerà un “prima” e un “dopo”per la sua vita, senza sciogliere i dilemmi che lo assillano. E poi ci sono passi indimenticabili, per emozione, per dolore, per una sofferenza che ti urla dentro, come il cammino di tanti ebrei verso la camera a gas, il cammino del piccolo David per mano a Sof'ja Osipovna.

    Ciò che rende il romanzo di Grossman un unicum nel panorama letterario novecentesco è il respiro epico che attraversa le sue più di ottocento pagine, grazie al quale la storia tragica dei regimi totalitari del secolo scorso che hanno lasciato tremendi spargimenti di sangue e di morte sulla loro strada, quello nazista e quello comunista, viene accomunata da un denominatore comune, l’oppressione dell’essere umano e della sua libertà tanto da ridurre l’uomo in una condizione di remissività totale. E’ quanto accade nei lager tedeschi in Russia, dove sono detenuti prigionieri politici russi insieme a criminali comuni; ma è quanto accade anche nei lager russi, dove sono rinchiusi i nemici del potere stalinista, e nel terrificante palazzo della Lubjanka a Mosca, sede dei servizi segreti. Ma all’interno dello stato che tutti sottomette al suo controllo e subordina alla sua collera, dove le atrocità e le violenze sono all’ordine del giorno, si svolgono le vite dei tanti e tanti personaggi cui accennavo sopra, uomini e donne che si sforzano di rimanere “umani”, fratelli e sorelle nel dolore, rafforzati dalla sofferenza, dalla miseria, dalla fame, per risorgere dalle macerie di un mondo, rappresentato dalla città di Stalingrado appena uscita dalla guerra, in cui, secondo la concezione compassionevole di Grossman, il male sarà sempre vinto dalla bontà spicciola, la bontà senza tanti discorsi, “il semplice gesto di un uomo a favore di un altro uomo”.

    Un romanzo immenso, stupendo, che commuove, strazia, da cui non riesci a staccarti perché parla dritto al cuore.

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  • 5

    la gigantesca contraddizione tra lo stato Totalitario che imprigiona, repirime, censura, soffoca le vite, e la lotta per la libertà (di tutto il mondo), contro la barbarie nazista. e questo si sa.

    ma ...continue

    la gigantesca contraddizione tra lo stato Totalitario che imprigiona, repirime, censura, soffoca le vite, e la lotta per la libertà (di tutto il mondo), contro la barbarie nazista. e questo si sa.

    ma la cosa che aggiunge Grossman, raccontando queste persone (stra)ordinarie, è "uno dei tratti più stupefacenti della natura umana è la remissività. ci furono casi in cui in prossimità del patibolo si formavano code lunghissime che le vittime stesse provvedevano a regolare ... consapevoli dell'arresto milioni di innocenti preparavano per tempo un fagotto con la biancheria e un asciugamano e per tempo si congedavano dai propri cari. milioni di persone vissero in lager giganteschi che non solo avevano costruito, ma che erano loro stessi a sorvegliare"

    il passo continua con l'ammissione che sommosse e tantativi di protesta, ci furono, ma nulla in confronto alla "remissività della massa che resta un fatto inconfutabile".

    la conclusione qual è? non un "nuovo tratto della natura umana. no, piuttosto un nuovo modo, tremendo di plagiare gli esseri umani. la violenza estrema dei sistemi totalitari si è mostrata capace di paralizzare i cuori su interi continenti"

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  • 3

    Sullo sfondo dell'assedio e della battaglia di Stalingrado, mentre la Storia imprime un destino massificato e soffocante, si raccontano le vicende della famiglia Saposnikov e delle persone che le ruot ...continue

    Sullo sfondo dell'assedio e della battaglia di Stalingrado, mentre la Storia imprime un destino massificato e soffocante, si raccontano le vicende della famiglia Saposnikov e delle persone che le ruotano intorno: le loro contraddittorie motivazioni, le passioni, il dolore e soprattutto il desiderio di libertà che le anima e che si afferma, giorno per giorno, attraverso la strenua ricerca di un senso per continuare a vivere. La linea del fronte non separa il Bene dal Male, lo scontro tra le due ideologie induce la constatazione sconfortante che le somiglianze tra nazismo e comunismo sono di più delle loro differenze. Eppure, ogni tanto, qualcuno continua a chiedersi: “Ma fammi capire: Stalin le sa, queste cose?”. Domanda stupida, che rivela l'incredibile ingenuità di chi non si rassegna a cogliere nel mito l'essenza del carnefice.

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  • 5

    A voler fare una recensione di questo libro verrebbe fuori un altro libro, tanti sono gli aspetti toccati, al di là delle vicende storiche. Sullo sfondo della seconda guerra mondiale Grossman indaga s ...continue

    A voler fare una recensione di questo libro verrebbe fuori un altro libro, tanti sono gli aspetti toccati, al di là delle vicende storiche. Sullo sfondo della seconda guerra mondiale Grossman indaga sulla natura umana, mettendo in campo decine di personaggi alle prese con un avvenimento che ne mette a dura prova comportamenti, umanità, senso di sopravvivenza e di appartenenza a una comunità; una comunità, quella russa, fissata su rigide imposizioni mascherate da libertà e che solo chi l'ha vissuta dall'interno può raccontarci tanto bene. Si parla molto di libertà, in tutte le sue declinazioni, da quella fisica a quella di parola a quella di pensiero, e si mettono a confronto due contingenti, quello russo e quello tedesco, che poi tanto diversi, in queste pagine, proprio non sembrano. E ci sono le migliori pagine sui lager che io abbia mai letto: i capitoli sulla camera a gas sono di una perfezione narrativa che su carta non avevo mai trovato, e forse sono proprio i migliori del libro. Solo una critica mi sento di fare: decisamente troppi, troppi personaggi. È stato più facile leggere Guerra e pace, e ho detto tutto.

    "Gli uomini sanno come vincerla, la paura: i bambini azzardano qualche passo nel buio, i soldati vanno in battaglia, qualcuno decide persino di saltare nel vuoto col paracadute. Quella, però, era una paura speciale, pesante, insormontabile per milioni di persone, una paura scritta a orride lettere rosso cangiante nel piombo del cielo di Mosca: Gosstrach*..."

    * gioco di parole per "paura di Stato"

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  • 5

    Figli del passato

    “Perché le loro sorti erano così ingarbugliate, così oscure?”

    Questo libro uscì dai confini dell'Unione sovietica in pagine microfilmate contenute in una scatola trasportata da una ricercatrice austri ...continue

    “Perché le loro sorti erano così ingarbugliate, così oscure?”

    Questo libro uscì dai confini dell'Unione sovietica in pagine microfilmate contenute in una scatola trasportata da una ricercatrice austriaca vicina agli ambienti dei dissidenti e degli oppositori al regime; il manoscritto su cui Vassilij Grossman aveva lavorato dieci anni era stato infatti sequestrato dalla polizia politica di Cruscev e condannato perché antisovietico all'esilio in patria, alla cancellazione permanente.“Perché mai alle bombe atomiche dei nostri nemici dovremmo aggiungere il suo libro?”, si chiedeva il funzionario del partito incaricato di spiegare le ragioni ideologiche della requisizione. Grossman è stato più di mille giorni al fronte orientale al seguito dell'Armata Rossa e narra con lucido coraggio l'eroismo del popolo, la sua epopea vittoriosa e il valore storico della resistenza militare contro il nazismo; si assume il compito di raccontare il lato oscuro e spaventoso dei campi di lavoro, la spietata e crudele tirannia di Stalin con l'Nkvd e la Lubjanka, le persecuzioni degli ebrei e la colpevole complicità, insieme al disumano orrore del sistema dei lager nazisti e alla follia del popolo tedesco che obbedì a Hitler. L'autore testimonia la menzogna e la natura criminale dell'assolutismo sovietico, con le prepotenti mistificazioni e le atroci azioni delittuose, gli arresti e i processi politici. In questo romanzo-mondo ci sono numerose realtà simultanee: il canto per la libertà, l'essere umano irriducibile ad ogni forma di potere totale, la tragedia violenta e il terrore indicibile del Novecento, la drammatica mostruosità della guerra nella carne viva dei soldati, nel gelo di un implacabile e silenzioso inverno, nella massa di corpi assassinati. Si sviluppa la vicenda corale di una famiglia ebrea russa in un tempo di fame e sacrificio, bombardamenti e prigionie, amore e paura, morte e speranza. La letteratura di Grossman è scritta con verità e partecipa al senso della storia, portando il lettore nell'eterna unicità della battaglia di Stalingrado, nella polifonia teatrale degli scenari che decisero le sorti dell'umanità e delle anime dei caduti e dei sopravvissuti di quel tragico evento. I personaggi storici e romanzeschi, protagonisti e comprimari, sono tratteggiati con elegante autenticità e profonda immedesimazione, in uno stile epico e insieme naturale: bene e male, amici e nemici, compagni e avversari, vittime e carnefici costituiscono una trama plurima e composita di fatti e episodi semplici e significativi, un mosaico multiforme e fatale di etica e conoscenza. L'amore per la patria russa e la critica per le scelte politiche e sociali del popolo convivono in pagine di meditata passione, dolorosa riflessione filosofica e ispirata denuncia storico-romanzesca: un racconto che ha forma collettiva e voce di persone reali e universali, nella coscienza complessa di uno scrittore che scelse di celebrare e onorare l'umano nell'uomo, di fronte alle forze oscure e violente che minacciarono la fragile continuità della vita e della libertà.

    “Né il destino del mondo, né la storia, né la collera di Stato, né battaglie gloriose e ingloriose erano in grado di cambiare coloro che rispondono al nome di uomini; ad attenderli potevano esserci la gloria per le imprese compiute oppure la solitudine, la disperazione, il bisogno, il lager e la morte, ma avrebbero comunque vissuto da uomini e da uomini sarebbero morti, e chi era già morto era comunque morto da uomo; è questa la vittoria amara e eterna degli uomini su tutte le forze possenti e disumane che sempre sono state e sempre saranno nel mondo, su ciò che passa e ciò che resta”.

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  • 3

    Lo ammetto: è stata un'impresa! Quello che mi è pesato di più è la lentezza del racconto, la difficoltà a districarmi tra nomi, cognomi e patronimici. Inoltre il passaggio tra le vicende dei vari pers ...continue

    Lo ammetto: è stata un'impresa! Quello che mi è pesato di più è la lentezza del racconto, la difficoltà a districarmi tra nomi, cognomi e patronimici. Inoltre il passaggio tra le vicende dei vari personaggi non sempre viene fatto in modo chiaro, e a volte, solo dopo qualche pagina si realizza il cambio di scenario. Il tutto richiede grande concentrazione. Credo che per un po' mi terrò lontano dai russi...

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