Vies Minuscules

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Editeur: Gallimard

3.7
(43)

Language: Français | Number of pages: 248 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian

Isbn-10: 2070401189 | Isbn-13: 9782070401185 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 4

    Creature dispotiche

    “Mi resta la casa; il mio amore per lei non è venuto meno. C’è un glicine morto che si dispera; le intemperie e la mia incuria hanno mandato tutto in rovina; le essenze rare che Félix aveva piantato p ...continuer

    “Mi resta la casa; il mio amore per lei non è venuto meno. C’è un glicine morto che si dispera; le intemperie e la mia incuria hanno mandato tutto in rovina; le essenze rare che Félix aveva piantato per me crollano a una a una sui fienili, tra scricchiolii improvvisi e lente erosioni; i forti venti scagliano lastre d’ardesia ubriache contro gli ippocastani, l’acqua morta si accumula dove i vivi dormivano, cadono fotografie e in fondo agli armadi altre sorridono nel buio all’oblio che le ricopre, schiattano topi e altri arrivano, pazientemente tutto si disfa. Su, va tutto bene; gli angeli misericordiosi passano in un volo d’ardesia, si spezzano e risorgono nell’aria azzurra; di notte scostano le ragnatele, vicino alle finestre rotte guardano luna dopo luna immagini di antenati di cui conoscono i nomi, bisbigliano soavemente tra loro e forse ridono, blu come la notte e profondi, ma cristallini come una stella; che godano della mia inabitabile eredità; il miracolo è consumato”.

    Un narratore debole e inesistente, otto brevi biografie che costituiscono l'epica formazione di un soggetto centrale in negativo. Nel 1984 Michon mescolava falsificazione e sdoppiamento generando in una tradizione illustre e antica modelli di vita contaminata, deforme, meticcia, trasformata e ripudiata. Il destino dello scrittore è di essere confinato in una irredimibile lontananza, in una irreparabile separatezza: Michon qui ne accetta la catastrofica natura, evoca un immaginario tra Flaubert, la Bibbia e Céline, e attinge alla tradizione classica e pittorica per dare corpo all'assenza del divino, alla rabbia degli antenati, alla maledizione di tutti i figli in quanto riconosciuti. I protagonisti del racconto vivono nella provincia di Limoges, aspra campagna ai margini della geografia. Il letterario si identifica con la vita, in quanto tormentato viaggio nello spazio-tempo di un esilio, incursione pietosa in una cultura che cresce a dismisura e allude senza proporzione. Nel testo diviene visibile la trama celata dell'artista che accetta se stesso con fatica e profondità (non costretto dal grande, ma contenuto nel minimo): la madre maestra abbandonata dal padre, la dolcezza dei nonni, i compagni di scuola, le leggende di paese e il curato, un amore e una sorella prematuramente perduta. Famiglie incrinate, mogli che tradiscono e padri che fuggono: la sofferenza e le necessità che umiliano, il tempo che smentisce ogni ambizione, in definitiva è il reale a rifugiarsi nel simbolico, la cronaca dei fatti trova convinzione e comprensione nel racconto, nella lingua, nel dolore delle parole. La vocazione dell'autore francese all'infedeltà descrive un universo rurale composto di indimenticabili figure femminili e ritratti esemplari e contraddittori di uomini riscattati. Le vicende raccontano di tentativi di evolvere da una condizione di tragica inferiorità, perseveranza che assume una dimensione di sacrificio e ispirazione.

    “Eppure la loro ricerca, la loro conversazione, che non è silenzio, mi hanno dato felicità, e forse anche a loro ne hanno data; dalla loro rinascita abortita spesso sono stato lì lì per nascere, e sempre lì lì per morire insieme a loro; avrei voluto scrivere dall'alto di quell'attimo vertiginoso, di quella trepidazione, giubilo o inconcepibile terrore, scrivere così come un bambino senza parole muore, si dissolve nell'estate: con un'enorme, quasi indicibile emozione”.

    dit le 

  • 5

    Una carrellata di vite minori della provincia francese, condotta con un linguaggio ricco e raffinato, tradotto benissimo dal curatore. Non si esce dai canoni di una Spoon River aggiornata , dai cui ri ...continuer

    Una carrellata di vite minori della provincia francese, condotta con un linguaggio ricco e raffinato, tradotto benissimo dal curatore. Non si esce dai canoni di una Spoon River aggiornata , dai cui ritratti - delineati con spirito fin troppo letterario ma con commozione e disperazione sincera di fronte all'inutilità della vita - emergono figure indimenticabili.

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  • 2

    dover rileggere più volte un periodo lunghissimo io lo concepisco possibile solo quando la scrittura ti conquista non perchè è talmente contorto da avvolgersi su se stesso.
    peccato perchè l'idea di fo ...continuer

    dover rileggere più volte un periodo lunghissimo io lo concepisco possibile solo quando la scrittura ti conquista non perchè è talmente contorto da avvolgersi su se stesso.
    peccato perchè l'idea di fondo era notevole

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  • 3

    Ho "patito" il racconto della sua dissennata e sofferta attesa della Grazia, altrimenti le stellette sarebbero state quattro. La scrittura è complessa (a volte, troppo) ma dà volume a persone, situazi ...continuer

    Ho "patito" il racconto della sua dissennata e sofferta attesa della Grazia, altrimenti le stellette sarebbero state quattro. La scrittura è complessa (a volte, troppo) ma dà volume a persone, situazioni e luoghi: sono tutti lì davanti a te e ti sembra di averli fra le mani, come le mele di Cezanne. Commovente.

    dit le 

  • 4

    La scrittura come redenzione di vite perdute.
    E la scrittura come trappola che attende paziente la sua preda.
    Vite che incontrano il loro senso attraverso la scrittura, e vite che si perdono inseguend ...continuer

    La scrittura come redenzione di vite perdute.
    E la scrittura come trappola che attende paziente la sua preda.
    Vite che incontrano il loro senso attraverso la scrittura, e vite che si perdono inseguendo le promesse della scrittura.
    Una lingua ricercata, una sintassi complessa: uniche armi contro la consunzione della morte e del tempo.
    Un'opera dall'architettura solida e implacabile: cappella di famiglia che accoglie nomi, frammenti di esistenze inimmaginabili o soltanto immaginate, gesti irreparabili, errori di un attimo che si espiano per sempre.
    La pagina come luogo in cui i morti e i vivi s'incontrano finalmente pacificati, in cui la morte è meno definitiva e il miracolo, forse, possibile.

    "Lo ammetto: questa tendenza all'arcaismo, questi soprusi sentimentali quando lo stile non ce la fa, questa antiquata ricerca dell'eufonia, non è così che si esprimono i morti quando hanno le ali, quando ritornano nel puro verbo e nella luce. (...)
    Eppure la loro ricerca, la loro conversazione, che non è silenzio, mi hanno dato felicità, e forse anche a loro ne hanno data; dalla loro rinascita abortita spesso sono stato lì per lì per nascere, e sempre lì lì per morire insieme a loro; avrei voluto scrivere dall'alto di quell'attimo vertiginoso, di quella trepidazione, giubilo o inconcepibile terrore, scrivere così come un bambino senza parole muore, si dissolve nell'estate: con un'enorme, quasi indicibile emozione. Nessuna potenza stabilirà che non ci sono per niente riuscito. Nessuna potenza stabilirà che la mia emozione non è per niente esplosa nel loro cuore."

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  • 4

    Barocco a tratti, complesso, ma davvero affascinante. Un caleidoscopio di parole e di personaggi apparentemente minimi. Un bellissimo testo, attendiamo il prossimo. Continui i rimandi ai grandi della ...continuer

    Barocco a tratti, complesso, ma davvero affascinante. Un caleidoscopio di parole e di personaggi apparentemente minimi. Un bellissimo testo, attendiamo il prossimo. Continui i rimandi ai grandi della letteratura francese.

    dit le 

  • 4

    Autore: francese ( 1945). Romanzo 1984.

    Non è un ragazzino di primo pelo, anche se questo fu il suo primo libro.
    Fino ad allora si era impegnato in una tesi su Artaud mai finita, in attività teatrali ...continuer

    Autore: francese ( 1945). Romanzo 1984.

    Non è un ragazzino di primo pelo, anche se questo fu il suo primo libro.
    Fino ad allora si era impegnato in una tesi su Artaud mai finita, in attività teatrali varie, in una serie di cazzeggi tipici degli anni 70.
    Poi gli fu pubblicato questo libro e fu un successo.
    Anni dopo dirà che questo libro l’aveva salvato: sarebbe divenuto o uno scrittore o un clochard.

    Scrittura attenta alle parole, che richiede un pizzico di attenzione visto l’uso delle subordinate.
    Sono storie di personaggi di cui il narratore ha sentito parlare o ha conosciuto personalmente. E’ lui il filo conduttore dei racconti.
    Persone qualsiasi, spesso nate e morte nello spazio di pochi kilometri, spesso vite difficili e senza nulla che meriti essere rammentato.
    Forse.

    Il primo è Defourneau l’orfano accolto nella casa contadina dove imparò a leggere e scrivere e che dal servizio militare imparò che era sempre e comunque un contadino. E allora l’Africa: tornerò ricco o morirò laggiù, canzone cantata tante volte da aver perduto significato. Ritorna Defourneau per un giorno brevissimo di ricordi e bevute. Da lui arriverà un pacco di caffè verde che resterà in casa, eternamente verde e mai usato, in luogo di un uomo di cui non si saprà più nulla.

    In realtà attraverso la storia di un figlio che se ne va lasciando dietro di sé una vecchia reliquia nelle mani della madre, un padre spezzato e un ubriacone che è il solo a tener vivi i fantasmi, i fratelli Bakroot in guerra eterna fin da bambini, il vecchio malato di cancro renitente alle cure e il suo umile segreto, Marianne e l’amore, Bandy il prete bello e la sua discesa verso un basso che non finisce mai, il ricovero in una clinica per disintossicarsi, un’altra donna e la sorellina morta bimba e conosciuta solo attraverso un pesciolino verde e la sua assenza, e di altri ancora c’è la costruzione di un libro, il desiderio di scrivere, la necessità di usare la parola, l’incapacità di farlo.

    Ci sono anche gli uomini e le cose che sono parti della vita del narratore: scrittori e la pittura.
    Non come citazioni, ma come ingredienti della vita.

    Un bimbo tra i luoghi di una dura vita contadina incontra i libri “in cui ci si può nascondere così come fra le sottane trionfali del cielo. Imparavo che il cielo e i libri fanno male e seducono.””
    E fa una scoperta “”Le cose del passato sono vertiginose come lo spazio, e la loro traccia nella memoria è inadeguata come le parole: scoprivo che abbiamo ricordi.”

    Alla fine, su questa scoperta ha scritto il libro.

    27.09.2016

    dit le