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Vigilar y castigar

Nacimiento de la prisión

By Michel Foucault

(13)

| Paperback | 9789682301179

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78 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    in libro che capita sotto l'occhio nel cazzeggio obliquo tra il giro ancora un po' e il ecco la fila della cassa.

    seguo piste tracciate a caso dall'Universo.
    e lui mi asseconda nelle mie fissazioni.

    per ora va bene così, siamo in fase esplorativa. ...(continue)

    in libro che capita sotto l'occhio nel cazzeggio obliquo tra il giro ancora un po' e il ecco la fila della cassa.

    seguo piste tracciate a caso dall'Universo.
    e lui mi asseconda nelle mie fissazioni.

    per ora va bene così, siamo in fase esplorativa. io e le strutture totali fisiche e mentali ci indaghiamo a vicenda da anni.

    domani magari mi arrestano ed ecco svelato il senso del mio accanimento preventivo.

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    a tutte l'ore alligatore! said on Oct 8, 2013 | 9 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Letto "Il panoptismo" per l'esame di letterature comparate.

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    Sara said on May 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo non è un semplice libro sulla prigione; Focault riesce attraverso di esso a tracciare una storia non solo dello sviluppo storico della giustizia penale, ma in generale dei rapporti di potere generatisi progressivamente con la nascita della soc ...(continue)

    Questo non è un semplice libro sulla prigione; Focault riesce attraverso di esso a tracciare una storia non solo dello sviluppo storico della giustizia penale, ma in generale dei rapporti di potere generatisi progressivamente con la nascita della società industriale.
    Partendo da un'analisi della concezione medioevale dalla pena, l'autore permette di osservare come l'attenzione del legislatore si sia via via spostata dal corpo all'anima del reo. Se fino al XVII secolo si continua a punire il crimine in sè e si sopperisce all'incapacità di amministrare efficacemente e capillarmente la giustizia attraverso il morboso spettacolo del supplizio pubblico, con l'Illuminismo si va verso una progressiva "umanizzazione delle pene". Tuttavia, Focault mette in guardia dal leggere questo cambiamento come un semplice e positivo avanzamento della società: se la violenza sul corpo del condannato viene notevolmente ridotta non è per spirito filantropico, ma perchè ad una raggiunta capacità di garantire una giustizia penale che eroghi sempre i suoi castighi si associa l'idea che sia possibile, attraverso il controllo ossessivo di ogni suo comportamento, rieducare il reo e renderlo un membro ordinato e docile della società. Il corpo del condannato diviene quindi semplice mezzo collaterale di punizione: attraverso la carcerazione, la restrizione fisica, si vuole infatti colpire e modificare l'animo del colpevole.
    Tali meccanismi vanno però letti alla luce di una precisa attribuzione classista del potere; a essere puniti con la carcerazione sono in particolar modo i crimini contro la persona e contro il patrimonio compiuti in gran parte dalle classi più disagiate, mentre le frodi fiscali, i fallimenti e le truffe operati dai ricchi passano di fatto per altre fattispecie punitive che non comportano alcun tentativo di rieducazione.
    Focault appare ancora oggi terribilmente attuale, motivo per cui credo che la sua opera di denuncia andrebbe largamente riletta, soprattutto dagli operatori del settore penitenziario, dai giuristi e dagli educatori che dovrebbero finalmente occuparsi di individuare un sistema funzionale che sia quantomeno integrativo della prigione. Credo che l'intento portato avanti dall'autore col suo saggio non fosse quello di incitare al materiale e completo rovesciamento degli ordini sociali costituiti, ma piuttosto di porre un punto di partenza per una graduale rivoluzione di un sistema che due secoli di funzionamento hanno provato essere fallimentare.

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    Alienor said on May 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che noia: è ridondante (e l'argomento social-buonista non mi entusiasma).
    Questo Foucault lo preferivo quando appendeva pendoli giganti nel Panthéon.

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    Gengis Cohen said on Sep 22, 2012 | 4 feedbacks

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