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Virginia Woolf e il giardino bianco

Di

Editore: TEA

3.3
(78)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8850223099 | Isbn-13: 9788850223091 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Libro interessante per quanto riguarda le vicende storiche di Virginia Woolf e i membri del Bloomsbury Group, che precedentemente non conoscevo. L'idea di fondo è intrigante ma la tipologia di scrittu ...continua

    Libro interessante per quanto riguarda le vicende storiche di Virginia Woolf e i membri del Bloomsbury Group, che precedentemente non conoscevo. L'idea di fondo è intrigante ma la tipologia di scrittura e lo svolgimento dei fatti non sono lodevoli. Alcuni punti sono descritti in maniera superficiale rispetto ad altri e il mistero che muove tutta la narrazione non viene chiarito sufficientemente alla fine.
    Consiglio comunque la lettura del libro in quanto apprezzabile.

    ha scritto il 

  • 2

    Insomma...furbetto

    Un romanzo quasi rosa, reso accettabile dalla presenza di un pizzico di mistero. La scrittrice in questione non mi ha mi ha mai entusiasmato e confermo lo scarso interesse per ciò che scrive e come lo ...continua

    Un romanzo quasi rosa, reso accettabile dalla presenza di un pizzico di mistero. La scrittrice in questione non mi ha mi ha mai entusiasmato e confermo lo scarso interesse per ciò che scrive e come lo scrive. Utilizza come pretesto grandi nomi della letteratura per invogliare alla lettura dei suoi libri.

    ha scritto il 

  • 3

    Non l'ho letto il 14 o il 16.2.2014!!! Ho solo cambiato l'etichetta!

    L’autrice non la conoscevo: il titolo? Il leggero senso di colpa nel mio ignorare autori nuovi?

    Una trentenne giardiniera americana di un certo successo si aggiudica un incarico prestigioso: curare i ...continua

    L’autrice non la conoscevo: il titolo? Il leggero senso di colpa nel mio ignorare autori nuovi?

    Una trentenne giardiniera americana di un certo successo si aggiudica un incarico prestigioso: curare i giardini di un miliardario e, in particolare, ricreare a Long Island il Giardino bianco di Vita Sackville-West a Sissinghurst.
    Il giorno dopo averlo detto al nonno ex giardiniere, questi s’impicca lasciando una lettera che aveva scritto in tempo di guerra, appena arruolato.

    Curioso che i 3 uomini e le due donne che compaiono nell’intreccio vengano descritti, ma Jo, la protagonista, no. O sono io che non lo ricordo. A parte capelli castani e mani da giardiniera.

    Jo, che è coinvolta in un inizio di storia d’amore con Mr Gray (quando ho letto il nome ho avuto un attimo di brivido), è stata pagata per un soggiorno in Inghilterra scopo studio giardino. Ma in realtà è andata a cercare se qualcosa poteva chiarire il perché del suicidio del nonno che da ragazzo lavorò in zona Woolf/West.

    Trova fortunosamente un diario a cui mancano alcune pagine, incontra un perito di Sotheby’s, Peter, che scoprirà farle tremare le gambe più di quello che non abbia mai fatto Mr Gray e si trova incastrata nella perdita del diario per colpa della fascinosa e super ambiziosa ex moglie di Peter.
    Tra ricerche nel sotterranei della biblioteca del Trinity, gerarchie studentesche più o meno segrete, scavi nella tomba di Virginia, accordi con i vari coinvolti guidati da Mr Gray che, venuto per fare sesso, scopre di essere stato surclassato da un tipico inglese, alto, magro, biondo uscito da Cambridge.

    Quindi un poliziesco sulla memoria del tempo, il cui cadavere è costituito da una scrittrice inglese molto fashion e molto disturbata, regina del flusso di coscienza e delle depressioni, morta nel 1941.

    I documenti finiscono nella mani degli esperti dove, tra accertamenti, perizie e burocrazie varie, forse resteranno sepolti.

    Dei due uomini di Jo, uno tornerà a casa in tono con il giardino e l’altro cambierà lavoro. Quale dei due sceglie Jo non lo dico.

    L’intreccio può stare in piedi, non tenendo conto delle manie suicide di Virginia e del fatto che non ho capito perché il nonno si sia suicidato dopo 70 anni. Probabilmente è solo il MacGuffin utilizzato dall’autrice per giustificare le ricerche di Jo.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro inizia bene ma poco dopo la narrazione diventa abbastanza banale.
    La trama è quanto meno precaria ed in alcuni punti sembra di leggere un libro di Dan Brown senza però arrivare ad incuriosire ...continua

    Il libro inizia bene ma poco dopo la narrazione diventa abbastanza banale.
    La trama è quanto meno precaria ed in alcuni punti sembra di leggere un libro di Dan Brown senza però arrivare ad incuriosire il lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    Vita, Vita!

    Virginia Woolf, il Giardino Bianco, il Sussex, Vita e una giardiniera americana tenace che vuole scoprire perchè il nonno si è suicidato poco prima che lei partisse per andare a "studiare" il White Ga ...continua

    Virginia Woolf, il Giardino Bianco, il Sussex, Vita e una giardiniera americana tenace che vuole scoprire perchè il nonno si è suicidato poco prima che lei partisse per andare a "studiare" il White Garden.
    Se Virginia non avesse deciso di andare al fiume, ma di cambiare meta e se uno studioso e una giardiniera riuscissero a seguire le tracce lasciate a distanza di anni e a darci nuova luce sugli ultimi giorni della vita di Virginia e sui tanti misteri che essa porta con sé?
    Un libro ben costruito, puntuale e preciso nelle descrizioni dei luoghi e degli scenari che sono stati propri della Woolf e di Vita.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Raccontare bugie per divertimento e profitto"

    Una definizione data da un'amica della scrittrice che trovo appropriata per questo mistery ben costruito e accattivante.
    Una versione possibile degli ultimi giorni di Virginia Woolf intrecciati alle v ...continua

    Una definizione data da un'amica della scrittrice che trovo appropriata per questo mistery ben costruito e accattivante.
    Una versione possibile degli ultimi giorni di Virginia Woolf intrecciati alle vicende politiche del 1941.
    A fare da cornice allo svolgimento della trama vi è il giardino bianco tardo autunnale, ricco di profumi e fronde da potare...
    Perfetto da leggere durante una giornata di pioggia, possibilmente accanto ad un caminetto acceso.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo aver sfruttato per 10 anni – tra il 1996 e il 2006 – il nome di Jane Austen (in Italia la serie di indagini condotte dall'emula di Miss Murple è stata pubblicata tra il 2006 e il 2012) Stephanie ...continua

    Dopo aver sfruttato per 10 anni – tra il 1996 e il 2006 – il nome di Jane Austen (in Italia la serie di indagini condotte dall'emula di Miss Murple è stata pubblicata tra il 2006 e il 2012) Stephanie Barron ha pensato fosse giunto il momento di cambiare celebrità. Non senza una buona dosa di ambizione e presunzione la scelta questa volta è caduta su Virginia Woolfe.

    Non ho letto nessuno dei precedenti romanzi di S. Barron e quest'ultimo, costruito attorno al suicidio della celeberrima scrittrice inglese, non mi ha invogliato a riparare alla mia mancanza. Pur adorando la storia romanzata, anche ai limiti della credibilità come nella “Vita segreta di Giuseppina Bonaparte” di Erickson Carolly, o l'elaborazione di misteri attorno a fatti realmente accaduti, come in The mysterious death of Miss Austen di Lindsey Ashford, a mio avviso la Barron non ha saputo creare né un romanzo storico, né un thriller riuscendo al massimo a confezionare un mediocre romanzo rosa.

    Dal punto di vista storico, a parte l'affettuosa amicizia tra Virginia e Vita Sackville-West che effettivamente a Sissinghurst Castle creò, insieme al marito, il giardino bianco in memoria dell'amica-amante, non vi è nulla di attendibile.

    Non sarebbe un problema se la Barron non avesse infarcito tutta la storia con risvolti rosa alquanto stucchevoli. La protagonista, l'architetto-paesaggista americano Jo Bellamy, è concupita dal suo committente, un magnate americano, al quale Jo virtuosamente (lui è sposato) sfugge per finire tra le braccia di un esperto di Sotheby's. Ma questi è ancora follemente innamorato della moglie, che naturalmente è bellissima e intelligentissima, il cui unico, trascurabile, errore è stato tradirlo con il suo superiore alla casa d'aste. Va bene che l'amore muove il mondo e che la realtà spesso supera la fantasia, ma questo contorto intreccio invece di aggiungere pathos toglie credibilità alla storia intera. Peccato perchè la trama di base, probabile retaggio degli anni trascorsi dall'autrice alle dipendenze della CIA, era intrigante.

    Jo Bellamy viene mandata da un facoltoso cliente nel Kent, a Sissinghurst Castle, per “copiare” il famoso Giardino Bianco cheVita Sackville-West aveva dedicato all'amante. Jo parte con un peso sul cuore e un secondo fine: scoprire come mai la notizia di questo incarico ha causato la morte dell'amato nonno, suicidatosi lasciandole un ambiguo biglietto.

    Giunta a Sissinghurst la giardiniera, come ama definirsi, sbriga in fretta il suo compito ufficiale per dedicarsi all'investigazione. In un capanno degli attrezzi rinviene un diario nel quale compare il nome del nonno e che sembra scritto da Virginia in persona. Il problema è che la data d'inizio del diario coincide con il giorno successivo alla sua morte.

    Da qui parte una roccambolesca avventura in bilico tra storia e spionaggio con accenti rosa troppo pesanti per i miei gusti. La parte migliore, almeno per gli estimatori del giardino all'inglese, resta la descrizione dei giardini di Sissinghurst, luogo che ho immediatamente incluso nella mia lavagna Pinterest intitolata “Place I'd like to go”.

    ha scritto il 

  • 5

    Notoriamente non sono una lettrice di bocca buona, ma questo mystery mi è proprio piaciuto. Atmosfera, trama, personaggi, ambientazione, tutto al suo posto e nessuna banalità, nessuna soluzione sconta ...continua

    Notoriamente non sono una lettrice di bocca buona, ma questo mystery mi è proprio piaciuto. Atmosfera, trama, personaggi, ambientazione, tutto al suo posto e nessuna banalità, nessuna soluzione scontata, tensione fino all'ultimo ed un intrigo del tutto plausibile. E poi si svolge in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale, l'ambientazione più emozionante che si possa concepire per un romanzo. Da leggere, insomma.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo come tutti gli altri romanzi della Barron. Una storia accattivante e geniale. La realtà a noi nota sulla Woolf viene completamente stravolta il tutto per assurdo rispettando gli eventi stor ...continua

    Bellissimo come tutti gli altri romanzi della Barron. Una storia accattivante e geniale. La realtà a noi nota sulla Woolf viene completamente stravolta il tutto per assurdo rispettando gli eventi storici. L'unico motivo per cui non ho dato la 5 stella è che per un'appassionato di gialli e intrighi è facile notare delle piccole incongruenze nello sviluppo della storia.

    ha scritto il 

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