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Virtual Light

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Publisher: Viking

3.5
(615)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , Swedish , Japanese , German , Dutch , Czech , Polish , Russian

Isbn-10: 0670848905 | Isbn-13: 9780670848904 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Unbound , Mass Market Paperback , eBook

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Berry Rydell, an ex-cop, signs on with IntenSecure Armed Response in Los Angeles. He finds himself on a collision course that results in a desperate romance, and a journey into the ecstasy and dread that mirror each other at the heart of the postmodern experience.
Sorting by
  • 4

    Un mondo cyberpunk senza essere pesantemente pieno di particolari tecnologici. Interessanti trasformazioni culturali, politiche e religiose.
    Riflessioni sulla trasformazione delle città, sulla privatizzazione e sul localismo.

    said on 

  • 4

    E' sempre un grande William Gibson, un profeta, come tanti sono lo sono stati nella fantascienza, questo è uno dei suoi piccoli gioielli. NOn il migliore ma sicuramente interessante.

    said on 

  • 3

    Un thriller fantascientifico che è invecchiato presto

    Quando lessi per la prima volta Luce Virtuale mi occupavo, per motivi professionali di Realtà Virtuale. Ne ero esaltato in quanto mi sembrava il tema da affrontare negli anni a venire. Non avevo completamente torto second life era alle porte.
    Gibson era in quel periodo molto di moda, ma ogg ...continue

    Quando lessi per la prima volta Luce Virtuale mi occupavo, per motivi professionali di Realtà Virtuale. Ne ero esaltato in quanto mi sembrava il tema da affrontare negli anni a venire. Non avevo completamente torto second life era alle porte.
    Gibson era in quel periodo molto di moda, ma oggi bisogna chiederci “cosa resta della sua saga?”. Cerchiamo di capirlo con un minimo di comprensione (o pietas) letteraria.
    Ripreso in mano oggi si capisce che è un romanzo di transizione, qui si .... (Continua qui:
    http://oscarmontani.blogspot.it/2013/02/il-gufo-giallo-54.html )

    said on 

  • 4

    Cupo futuro nel lontano 2005

    “…tutt’intorno si sentiva il frastuono del commercio serale, il rumore di carte da gioco, la voce di una donna: il tramonto rosa come vino, attraverso teli di plastica che sbattevano come vele in un vento che odorava di cibi fritti, fumo di legna, l’aroma dolce ed oleoso della canapa indiana”, so ...continue

    “…tutt’intorno si sentiva il frastuono del commercio serale, il rumore di carte da gioco, la voce di una donna: il tramonto rosa come vino, attraverso teli di plastica che sbattevano come vele in un vento che odorava di cibi fritti, fumo di legna, l’aroma dolce ed oleoso della canapa indiana”, solo una frase, per rendere l’idea di un libro che è soprattutto opera visiva, sensoriale, dove la trama è portata avanti attraverso gli odori, i rumori, i particolari.

    Diciamo che è uno di quei libri che non piace di primo impatto. Ci vuole qualche capitolo per abituarsi all’atmosfera plumbea e desolata (ma neanche troppo, perché poi, leggendo bene tra le righe, appaiono continui guizzi di divertimento, e momenti di puro abbandono ai sogni).

    In questo “lontano” 2005, c’è un mondo sopravvissuto alla distruzione, che si difende con le unghie e con i denti, e che ha spazio per più storie e più ambientazioni. C’è il Ponte, una grigia struttura di ferro, cartone e resti di antichi edifici, con un’umanità varia e disperata, ma anche libera e solidale. Ci sono le città, ultramoderne e pericolose, dove nessuno conosce il proprio vicino di casa. C’è il mondo dei messaggeri, ultimi cavalieri su quattro ruote che sfrecciano da un punto all’altro, recando pacchi e segreti. Ci sono le sette neocristiane, quelle che credono che Dio sia nel televisore e pregano, imparando a memoria i vecchi film; ci sono gli ariani; ci sono i seguaci dell’omosessuale Shapely, che con il suo sangue ha dato origine al vaccino che ha salvato l’umanità dall’Aids, per poi essere ucciso dai soliti fanatici e trasformarsi in un martire divino.

    Sopra a tutte queste microsocietà si erge una sovrastruttura ancor più confusionaria: polizia corrotta, servizi di sicurezza privati molto più potenti della polizia, gli hackers, pirati venali ed opportunisti.

    E in questo caleidoscopio, due protagonisti che non si dimenticano: Chevette, la giovane corriere senza passato e senza sogni, disillusa ma anche capace di amare e di pensare al bene degli altri; Skinner, il vecchio che vive sul Ponte, l’unico che ricordi la differenza tra il primo e il secondo mondo, e che sopravvive vendendo i ricordi di quello che fu.

    Come ho detto, non un libro facile, però visivamente ricco, confuso, ma con una confusione che ammalia. Dovrebbe essere considerato fantascienza, ma con spruzzi di poesia qua e là, come se Gibson ne fosse pieno, e si intestardisse a scrivere del futuro, non riuscendo, sull’onda della frase, a trattenersi…
    Ma anche la poesia è la poesia di un mondo cupo e violento: “rimase ad aspettare il suo turno, nell’aria che sapeva di caffè appena macinato”. Alla fine, se ne esce quasi storditi, spossati ,però non delusi.

    said on 

  • 3

    Gibson + Lansdale = Disappointment

    It didn't live up to my expectations. I had read the (amazing) short-story SKINNER'S ROOM, which had started off the so-called "Bridge Trilogy"; this novel is the first of the series, and my expectation bar had been set very very high. Unfortunately it retains little of the charm of the short-sto ...continue

    It didn't live up to my expectations. I had read the (amazing) short-story SKINNER'S ROOM, which had started off the so-called "Bridge Trilogy"; this novel is the first of the series, and my expectation bar had been set very very high. Unfortunately it retains little of the charm of the short-story. Characters and situations are too stereotyped. The plot is a standard noir plot (stolen object, the wrong one) and there is a bizarre mélange of CYBERPUNK, STEAMPUNK and COWPUNK clichés which IMO just doesn't work. Some parts seems to have been written by LANSDALE, more than GIBSON. Anyway, its DOES DOES HAVE some good parts and GIBSON is always worth reading. But here's my two cents: if you have never read Gibson, don't waste your time here and start immediately reading BURNING CHROME. That's really a masterpiece which will blow your mind away. LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME. LA NOTTE CHE BRUCHIAMMO CHROME. Leggetelo. Adesso. ---> Lo metto in libreria accanto a questo, a memento! ;)

    said on 

  • 3

    Luce Virtuale o Realtà Aumentata?

    Ho letto questo libro perchè l'ho preso in biblioteca e non avevo preparato una scelta: trovato e preso.
    Parte piano, si arricchisce fino a 2/3, ultimo 1/3 bello e finale un po' così.

    La trama non è molto bella ma la rappresentaizone della california del futuro (per noi ijn realtà pa ...continue

    Ho letto questo libro perchè l'ho preso in biblioteca e non avevo preparato una scelta: trovato e preso.
    Parte piano, si arricchisce fino a 2/3, ultimo 1/3 bello e finale un po' così.

    La trama non è molto bella ma la rappresentaizone della california del futuro (per noi ijn realtà passato) è molto bella.
    Gibson secondo me è molto bravo a intravvedere il mondo non i personaggi e le trame, e questo libro conferma questa idea.
    Comunque alcune intuizioni geniali ci sono: le manette di gomma o l'uso di "notebook" tipo tablet.
    Come al solito strano ruolo della religione.

    Non la migliore produzione di Gibson, ma se vi piace il genere lo dovete assolutamente leggere.

    said on 

  • 1

    Era meglio lasciarlo a prendere polvere

    Decisamente il cyberpunk non è il mio genere, ma assai più questo libro era rimasto sullo scaffale a prendere polvere, sarebbe stato meglio lasciarlo lì in eterno.
    Soggetto poco interessante, per giunta composto più da dialoghi come un testo di teatro (con quel modo immondo di "incapsularli ...continue

    Decisamente il cyberpunk non è il mio genere, ma assai più questo libro era rimasto sullo scaffale a prendere polvere, sarebbe stato meglio lasciarlo lì in eterno.
    Soggetto poco interessante, per giunta composto più da dialoghi come un testo di teatro (con quel modo immondo di "incapsularli" -Hello World!-, disse Pipperuacchio; in voga negli anni '80 presumibilmente).
    Bad bad bad.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Un commento a caldo dopo la lettura di "Luce Virtuale" è che sia un buon libro ma non al livello della trilogia cyber o dell'opera steampunk scritta a quattro mani con Sterling.
    Volendo cercare i punti deboli di questo lavoro ne intravvedo essenzialmente due:
    - l'aver voluto scrivere ...continue

    Un commento a caldo dopo la lettura di "Luce Virtuale" è che sia un buon libro ma non al livello della trilogia cyber o dell'opera steampunk scritta a quattro mani con Sterling.
    Volendo cercare i punti deboli di questo lavoro ne intravvedo essenzialmente due:
    - l'aver voluto scrivere una storia ambientata in un futuro troppo vicino: il rischio e' oltre a quello di essere smentiti dalla storia e' di fornire una scenografia poco convincente. Ad esempio il personaggio Shapley, prostituto da cui viene tratto un vaccino per l'aids e che diviene, dopo la morte, divinizzato e oggetto di un proprio culto.
    - l'aver confezionato una storia semplice e con una visione "buonistica" dei media. Assurdo l'happy end con quasi risurrezione. Siamo lontani dalla complessita' delle trame della trilogia cyber; la storia si limita alla ricerca di un paio di occhiali e dalle informazioni in esso contenute.
    Sospetto che questa storia sia stata concepita pensandone di fare un soggetto per film.

    said on 

  • 4

    Mah! Ne ho letto abbastanza male, invece a me è piaciuto molto! Poco spazio ai personaggi, ok, ma l'ambientazione merita tutte e 4 le stelline...
    Neuromante, arrivo!

    said on