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Vista con granello di sabbia

Poesie (1957­1993)

Di

Editore: Adelphi ( Biblioteca Adelphi 357 )

4.6
(499)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845918858 | Isbn-13: 9788845918858 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Pietro Marchesani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nuova edizione riveduta
Quando giunse la notizia che il Premio Nobel per il 1996 era stato conferito a Wislawa Szymborska, molti giornali scrissero che si trattava di una poetessa più o meno sconosciuta. In realtà Iosif Brodskij la considerava, insieme a Milosz e a Herbert, una delle grandi voci poetiche attuali. E al tempo stesso si può dire di lei che raramente un poeta moderno è riuscito a parlare di temi proibiti, perché troppo battuti, con tale impavida sicurezza di tocco, fino al punto di dedicare una delle sue liriche più perfette all'"amore felice",questo "scandalo nelle alte sfere della Vita". Questo volume è una raccolta che attraversa tutta la sua opera a partire dal 1957 e include anche il discorso pronunciato in occasione del conferimento del premio Nobel.
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  • 5

    La cipollità

    http://www.youtube.com/watch?v=KCXmtU3BB18
    La cipolla è un’altra cosa.
    Interiora non ne ha.
    Completamente cipolla
    fino alla cipollità.
    Cipolluta di fuori,
    cipollosa fino al cuore,
    potrebbe guardarsi dentro
    senza provare timore.

    In noi igno ...continua

    http://www.youtube.com/watch?v=KCXmtU3BB18
    La cipolla è un’altra cosa.
    Interiora non ne ha.
    Completamente cipolla
    fino alla cipollità.
    Cipolluta di fuori,
    cipollosa fino al cuore,
    potrebbe guardarsi dentro
    senza provare timore.

    In noi ignoto e selve
    di pelle appena coperti,
    interni d’inferno,
    violenta anatomia,
    ma nella cipolla — cipolla,
    non visceri ritorti.
    Lei più e più volte nuda,
    fin nel fondo e così via.

    Coerente è la cipolla,
    riuscita è la cipolla.
    Nell’una ecco sta l’altra,
    nella maggiore la minore,
    nella seguente la successiva,
    cioè la terza e la quarta.
    Una centripeta fuga.
    Un’eco in coro composta.

    La cipolla, d’accordo:
    il più bel ventre del mondo.
    A propria lode di aureole
    da sé si avvolge in tondo.
    In noi —grasso, nervi, vene,
    muchi e secrezione.
    E a noi resta negata
    l’idiozia della perfezione

    Ma per me finora la più bella è questa soprattutto per quel: si nasce senza esperienza si muore senza assuefazione

    Nulla due volte accade
    né accadrà.
    Per tal ragione si nasce senza esperienza,
    si muore senza assuefazione.
    Anche agli alunni più ottusi
    della scuola del pianeta
    di ripeter non è dato
    le stagioni del passato.
    Non c’è giorno che ritorni,
    non due notti uguali uguali,
    né due baci somiglianti,
    né due sguardi tali e quali.
    Ieri, quando il tuo nome
    qualcuno ha pronunciato,
    mi è parso che una rosa
    sbocciasse sul selciato.
    Oggi, che stiamo insieme,
    ho rivolto gli occhi altrove.
    Una rosa? Ma cos’è?
    Forse pietra, o forse fiore?
    Perché tu, malvagia ora,
    dài paura e incertezza?
    Ci sei —perciò devi passare.
    Passerai — e qui sta la bellezza.
    Cercheremo un’armonia,
    sorridenti, fra le braccia,
    anche se siamo diversi
    come due gocce d'acqua.

    ha scritto il 

  • 4

    La poesia della Szymborska si presenta semplice e ingenua, sia a livello espressivo perchè costruita con una lingua colloquiale, sia a livello stilistico con l'utilizzo frequente della filastrocca.
    Eppure si avverte che tutta questa semplicità è solo apparenza, infatti scaturisce da una rig ...continua

    La poesia della Szymborska si presenta semplice e ingenua, sia a livello espressivo perchè costruita con una lingua colloquiale, sia a livello stilistico con l'utilizzo frequente della filastrocca.
    Eppure si avverte che tutta questa semplicità è solo apparenza, infatti scaturisce da una rigorosa padronanza degli strumenti metrici e semantici.
    Senza contare che l'autrice propone una profondità di temi che poco si concilia con la leggerezza dei versi e delle suggestioni.
    Lei stessa dichiara di usare la poesia per servire le imperfezioni dell'universo a piccole dosi così da renderle più lievi e sopportabili. E ci riesce, anche grazie alla sua vena ironica, moderata da non diventare cinismo eppure sufficiente a tenere l'emozione al di qua dello sconforto.
    Partendo dalla fisicità di cose, situazioni e sentimenti, la Szymborska arriva a porsi pressanti quesiti sui massimi sistemi dell'esistenza.
    Tematica ricorrente è la domanda sul come vivere in questo mondo privo di significato e governato dal caso.
    La convinzione dell'assoluta singolarità dell'esperienza non le permette di dispensare risposte, ma ogni tanto un certo senso lo trova, magari nascosto nell'intreccio delle circostanze o nell'osservazione minuziosa di un evento insignificante.
    Questo mondo è stupefacente.
    In genere ci stupisce ciò che si allontana dalle norme conosciute e accettate o da qualche ovvietà alla quale siamo abituati.
    Ebbene un simile mondo ovvio non esiste affatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande poetessa

    L'ho scoperta qualche anno fa, consigliatami da un'amica che amava molto le sue poesie. Ne fui subito entusiasta! Premio Nobel nel 1996, polacca, scrive poesie che sono semplici eppure così profonde nel loro contenuto, tali da poter essere comprese senza eccessiva difficoltà e nello stesso tempo ...continua

    L'ho scoperta qualche anno fa, consigliatami da un'amica che amava molto le sue poesie. Ne fui subito entusiasta! Premio Nobel nel 1996, polacca, scrive poesie che sono semplici eppure così profonde nel loro contenuto, tali da poter essere comprese senza eccessiva difficoltà e nello stesso tempo toccare davvero il cuore di chi legge. Questa è una raccolta delle sue poesie, abbastanza rappresentativa della sua opera.
    Solo un assaggio da "Ringraziamento":
    "Devo molto a quelli che non amo.
    Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro.
    La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.
    Mi sento in pace con loro
    e in libertà con loro,
    e questo l'amore
    non può darlo,
    nè riesce a toglierlo.
    ..."

    ha scritto il 

  • 5

    LEI!
    IO!
    LA!
    AMO!

    mirimangiolastoriadeiventieuro
    ____________________________________________
    (prima di leggerlo ho scritto:)
    solo una cosina:
    un libricino di poesie preso a sentimento senza riflettere NON PUO' costare 20 euro! sono quarantamilalir ...continua

    LEI!
    IO!
    LA!
    AMO!

    mirimangiolastoriadeiventieuro
    ____________________________________________
    (prima di leggerlo ho scritto:)
    solo una cosina:
    un libricino di poesie preso a sentimento senza riflettere NON PUO' costare 20 euro! sono quarantamilalire!
    LADRI!

    ha scritto il 

  • 5

    Torture

    Nulla è cambiato.
    Tranne il corso dei fiumi,
    la linea dei boschi, del litorale, di
    deserti e ghiacciai.
    Tra questi paesaggi l'animula vaga,
    sparisce, ritorna, si avvicina, si
    allontana,
    a se stessa estranea, inafferrabile,
    ora certa, ora incerta del ...continua

    Nulla è cambiato.
    Tranne il corso dei fiumi,
    la linea dei boschi, del litorale, di
    deserti e ghiacciai.
    Tra questi paesaggi l'animula vaga,
    sparisce, ritorna, si avvicina, si
    allontana,
    a se stessa estranea, inafferrabile,
    ora certa, ora incerta della propria esistenza,
    mentre il corpo c'è, e c'è, e c'è
    e non trova riparo.

    ha scritto il 

  • 4

    Di chi è sorella la Szymborska? Non certo dei poeti laureati- e neppure del primo Montale, che laureato lo era anche lui, eccome; è sorella di Marziale, di Satura, e del nostro meraviglioso Caproni. Di Saba? Forse (penso ai poeti italiani e latini perché quelli conosco, ovvio).Tutti insiem ...continua

    Di chi è sorella la Szymborska? Non certo dei poeti laureati- e neppure del primo Montale, che laureato lo era anche lui, eccome; è sorella di Marziale, di Satura, e del nostro meraviglioso Caproni. Di Saba? Forse (penso ai poeti italiani e latini perché quelli conosco, ovvio).Tutti insieme per dire che la poesia può essere terribilmente profonda anche-forse soprattutto quando appare così leggera.

    Ti togli, ci togliamo, vi togliete
    cappotti, giacche, gilè, camicette
    di lana, di cotone, di terital,
    gonne, calzoni, calze, biamcheria,
    posando, appendendo, gettando su
    schienali di sedie, ante di paraventi;
    per adesso, dice il medico, nulla di serio
    si rivesta, riposi, faccia un viaggio,
    prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
    torni fra tre mesi, sei, un anno,
    vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
    e voi supponevate, e lui sospettava;
    è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
    stringhe, automatici, cerniere, fibbie,
    cinture, bottoni, cravatte, colletti
    e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori
    -sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi- la sciarpa
    riutilizzabile per protratta scadenza.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni Caso

    Ogni caso

    Poteva accadere.
    Doveva accadere.
    E’ accaduto prima. Dopo.
    Più vicino. Più lontano.
    E’accaduto non a te.
    Ti sei salvato perché eri il primo.
    Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
    Perché da solo. Perché la gente.
    Perché a sinistra. Per ...continua

    Ogni caso

    Poteva accadere.
    Doveva accadere.
    E’ accaduto prima. Dopo.
    Più vicino. Più lontano.
    E’accaduto non a te.
    Ti sei salvato perché eri il primo.
    Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
    Perché da solo. Perché la gente.
    Perché a sinistra. Perché a destra.
    Perché la pioggia. Perché un’ombra.
    Perché splendeva il sole.
    Per fortuna là c’era un bosco.
    Per fortuna non c’erano alberi.
    Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
    un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
    Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
    In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
    Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
    a un passo, a un pelo
    da una coincidenza.
    Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
    La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
    Ascolta
    come mi batte forte il tuo cuore.

    Wislawa Szymborska

    ha scritto il 

  • 5

    "Devo molto a quelli che non amo."

    e poi

    "La cipolla è un'altra cosa.
    Interiora non ne ha.
    Completamente cipolla
    fino alla cipollità."

    Voi non la leggereste?

    ha scritto il 

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