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Vista con granello di sabbia

Poesie (1957­-1993)

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 357)

4.6
(529)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8845918858 | Isbn-13: 9788845918858 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Pietro Marchesani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nuova edizione riveduta.
Quando giunse la notizia che il Premio Nobel per il 1996 era stato conferito a Wislawa Szymborska, molti giornali scrissero che si trattava di una poetessa più o meno sconosciuta. In realtà Iosif Brodskij la considerava, insieme a Milosz e a Herbert, una delle grandi voci poetiche attuali. E al tempo stesso si può dire di lei che raramente un poeta moderno è riuscito a parlare di temi proibiti, perché troppo battuti, con tale impavida sicurezza di tocco, fino al punto di dedicare una delle sue liriche più perfette all'"amore felice",questo "scandalo nelle alte sfere della Vita". Questo volume è una raccolta che attraversa tutta la sua opera a partire dal 1957 e include anche il discorso pronunciato in occasione del conferimento del premio Nobel.
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  • 5

    Nasciamo senza esperienza, moriamo senza assuefazione

    I grandi scrittori sanno abbattere i muri della diffidenza dei lettori.
    Quando uno di questi scrittori entra nella vita di un lettore, queste mura non cadono a pezzi, sgretolandosi man mano, ma cadono ...continua

    I grandi scrittori sanno abbattere i muri della diffidenza dei lettori.
    Quando uno di questi scrittori entra nella vita di un lettore, queste mura non cadono a pezzi, sgretolandosi man mano, ma cadono come le mura di Gerico allo squillare delle trombe bibliche: tutte intere e su loro stesse.
    Una cosa simile mi è successa leggendo la prima poesia di Wislawa Szymborska. Ricordo era una poesia un po’ concettuale, sulla opportunità dell’inesistenza, sulla bellezza inconsapevole delle cose che accadono. C’è nella Szymborska una specie di festosa spavalderia del creato che si beffa dell’uomo, dei suoi tentativi di comprensioni e dei suoi furori classificatori. Accadono le cose e sembra che tutta la concentrazione della Szymborska sia ferma nel cogliere il momento in cui questa specie di miracolo avviene. Odia, come Rimbaud, che questa visione sia turbata dalla corruzione (Perché mai una parvenza di spiraglio dovrebbe illividire all'angolo della volta? – A.Rimbaud). Odia le perdite di tempo. Non si fa in tempo a svegliarsi che il mattino già è mutato in mattutino. Persino le cose che potevano essere sono offerte ai lettori come frutti proibiti. Gli amanti non si incontrano in una stazione che non esiste, in una data che non hanno mai segnato: eppure la possibilità che tutto questo avvenga fa brillare gli occhi alla Szymborska.
    Mai una poetessa è stata tanto materna come lei. La sua poesia si occupa delle cose che nascono, di quanto è gratuita la loro bellezza. Non è possibile avere più rane, più rigoglio, più formiche e più germoglio. Così il suo cuore palpita e trema anche per un’antilope che una serie di piccoli incidenti stanno per mettere a rischio in una savana. Non le interessano le basi della legge della natura, ma il peso e la sofferenza senza giustificazione che questa fa gravare su chi vuole rimanere. La sua poesia ha il potere di far rimanere viva la vita, anche nella morte.

    AVVENIMENTO

    Cielo, terra, mattino,
    ore otto e quindici.
    Quiete e silenzio
    tra le erbe ingiallite della savana.
    In lontananza una pianta d'ebano
    con foglie sempreverdi
    e radici estese.
    D'un tratto la beata immobilità viene turbata.
    Due esseri che vogliono vivere scattati nella corsa.
    Un'antilope in
    fuga impetuosa
    e dietro una leonessa ansante e affamata.
    Al momento le loro chances sono pari.
    La fuggitiva è perfino in vantaggio.
    E se non fosse per quella radice
    che spunta dal terreno,
    e se non fosse per l'inciampare
    di uno dei quattro zoccoli,
    se non fosse per il ritmo spezzato
    d'un quarto di secondo,
    di cui approfitta la leonessa
    con un lungo balzo

    .................................................

    ha scritto il 

  • 5

    ottimo

    per capirci, se capita qualcosa di memorabile durante le letture, uso mettere delle striscette adesive colorate che sporgano tra le pagine. Per la raccolta di versi in questione potevo serenamente ris ...continua

    per capirci, se capita qualcosa di memorabile durante le letture, uso mettere delle striscette adesive colorate che sporgano tra le pagine. Per la raccolta di versi in questione potevo serenamente risparmiare la fatica, alla fine se ne vedono decine e decine, quasi tutte.
    Semplici e dirette.
    Peccato solo non sapere come suona in lingua originale, imparare il polacco è una delle cose che un mortale può anche evitare; da leggere, regalare e riprendere ogni tanto.

    ha scritto il 

  • 5

    La cipollità

    http://www.youtube.com/watch?v=KCXmtU3BB18
    La cipolla è un’altra cosa.
    Interiora non ne ha.
    Completamente cipolla
    fino alla cipollità.
    Cipolluta di fuori,
    cipollosa fino al cuore,
    potrebbe guardarsi d
    ...continua

    http://www.youtube.com/watch?v=KCXmtU3BB18
    La cipolla è un’altra cosa.
    Interiora non ne ha.
    Completamente cipolla
    fino alla cipollità.
    Cipolluta di fuori,
    cipollosa fino al cuore,
    potrebbe guardarsi dentro
    senza provare timore.

    In noi ignoto e selve
    di pelle appena coperti,
    interni d’inferno,
    violenta anatomia,
    ma nella cipolla — cipolla,
    non visceri ritorti.
    Lei più e più volte nuda,
    fin nel fondo e così via.

    Coerente è la cipolla,
    riuscita è la cipolla.
    Nell’una ecco sta l’altra,
    nella maggiore la minore,
    nella seguente la successiva,
    cioè la terza e la quarta.
    Una centripeta fuga.
    Un’eco in coro composta.

    La cipolla, d’accordo:
    il più bel ventre del mondo.
    A propria lode di aureole
    da sé si avvolge in tondo.
    In noi —grasso, nervi, vene,
    muchi e secrezione.
    E a noi resta negata
    l’idiozia della perfezione

    Ma per me finora la più bella è questa soprattutto per quel: si nasce senza esperienza si muore senza assuefazione

    Nulla due volte accade
    né accadrà.
    Per tal ragione si nasce senza esperienza,
    si muore senza assuefazione.
    Anche agli alunni più ottusi
    della scuola del pianeta
    di ripeter non è dato
    le stagioni del passato.
    Non c’è giorno che ritorni,
    non due notti uguali uguali,
    né due baci somiglianti,
    né due sguardi tali e quali.
    Ieri, quando il tuo nome
    qualcuno ha pronunciato,
    mi è parso che una rosa
    sbocciasse sul selciato.
    Oggi, che stiamo insieme,
    ho rivolto gli occhi altrove.
    Una rosa? Ma cos’è?
    Forse pietra, o forse fiore?
    Perché tu, malvagia ora,
    dài paura e incertezza?
    Ci sei —perciò devi passare.
    Passerai — e qui sta la bellezza.
    Cercheremo un’armonia,
    sorridenti, fra le braccia,
    anche se siamo diversi
    come due gocce d'acqua.

    ha scritto il 

  • 4

    La poesia della Szymborska si presenta semplice e ingenua, sia a livello espressivo perchè costruita con una lingua colloquiale, sia a livello stilistico con l'utilizzo frequente della filastrocca.
    Ep ...continua

    La poesia della Szymborska si presenta semplice e ingenua, sia a livello espressivo perchè costruita con una lingua colloquiale, sia a livello stilistico con l'utilizzo frequente della filastrocca.
    Eppure si avverte che tutta questa semplicità è solo apparenza, infatti scaturisce da una rigorosa padronanza degli strumenti metrici e semantici.
    Senza contare che l'autrice propone una profondità di temi che poco si concilia con la leggerezza dei versi e delle suggestioni.
    Lei stessa dichiara di usare la poesia per servire le imperfezioni dell'universo a piccole dosi così da renderle più lievi e sopportabili. E ci riesce, anche grazie alla sua vena ironica, moderata da non diventare cinismo eppure sufficiente a tenere l'emozione al di qua dello sconforto.
    Partendo dalla fisicità di cose, situazioni e sentimenti, la Szymborska arriva a porsi pressanti quesiti sui massimi sistemi dell'esistenza.
    Tematica ricorrente è la domanda sul come vivere in questo mondo privo di significato e governato dal caso.
    La convinzione dell'assoluta singolarità dell'esperienza non le permette di dispensare risposte, ma ogni tanto un certo senso lo trova, magari nascosto nell'intreccio delle circostanze o nell'osservazione minuziosa di un evento insignificante.
    Questo mondo è stupefacente.
    In genere ci stupisce ciò che si allontana dalle norme conosciute e accettate o da qualche ovvietà alla quale siamo abituati.
    Ebbene un simile mondo ovvio non esiste affatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande poetessa

    L'ho scoperta qualche anno fa, consigliatami da un'amica che amava molto le sue poesie. Ne fui subito entusiasta! Premio Nobel nel 1996, polacca, scrive poesie che sono semplici eppure così profonde n ...continua

    L'ho scoperta qualche anno fa, consigliatami da un'amica che amava molto le sue poesie. Ne fui subito entusiasta! Premio Nobel nel 1996, polacca, scrive poesie che sono semplici eppure così profonde nel loro contenuto, tali da poter essere comprese senza eccessiva difficoltà e nello stesso tempo toccare davvero il cuore di chi legge. Questa è una raccolta delle sue poesie, abbastanza rappresentativa della sua opera.
    Solo un assaggio da "Ringraziamento":
    "Devo molto a quelli che non amo.
    Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro.
    La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.
    Mi sento in pace con loro
    e in libertà con loro,
    e questo l'amore
    non può darlo,
    nè riesce a toglierlo.
    ..."

    ha scritto il 

  • 5

    LEI!
    IO!
    LA!
    AMO!

    mirimangiolastoriadeiventieuro
    ____________________________________________
    (prima di leggerlo ho scritto:)
    solo una cosina:
    un libricino di poesie preso a sentimento senza rifletter ...continua

    LEI!
    IO!
    LA!
    AMO!

    mirimangiolastoriadeiventieuro
    ____________________________________________
    (prima di leggerlo ho scritto:)
    solo una cosina:
    un libricino di poesie preso a sentimento senza riflettere NON PUO' costare 20 euro! sono quarantamilalire!
    LADRI!

    ha scritto il 

  • 5

    Torture

    Nulla è cambiato.
    Tranne il corso dei fiumi,
    la linea dei boschi, del litorale, di
    deserti e ghiacciai.
    Tra questi paesaggi l'animula vaga,
    sparisce, ritorna, si avvicina, si
    allontana,
    a se stessa es ...continua

    Nulla è cambiato.
    Tranne il corso dei fiumi,
    la linea dei boschi, del litorale, di
    deserti e ghiacciai.
    Tra questi paesaggi l'animula vaga,
    sparisce, ritorna, si avvicina, si
    allontana,
    a se stessa estranea, inafferrabile,
    ora certa, ora incerta della propria esistenza,
    mentre il corpo c'è, e c'è, e c'è
    e non trova riparo.

    ha scritto il 

  • 4

    Di chi è sorella la Szymborska? Non certo dei poeti laureati- e neppure del primo Montale, che laureato lo era anche lui, eccome; è sorella di Marziale, di Satura, e del nostro meraviglioso Caproni. D ...continua

    Di chi è sorella la Szymborska? Non certo dei poeti laureati- e neppure del primo Montale, che laureato lo era anche lui, eccome; è sorella di Marziale, di Satura, e del nostro meraviglioso Caproni. Di Saba? Forse (penso ai poeti italiani e latini perché quelli conosco, ovvio).Tutti insieme per dire che la poesia può essere terribilmente profonda anche-forse soprattutto quando appare così leggera.

    Ti togli, ci togliamo, vi togliete
    cappotti, giacche, gilè, camicette
    di lana, di cotone, di terital,
    gonne, calzoni, calze, biamcheria,
    posando, appendendo, gettando su
    schienali di sedie, ante di paraventi;
    per adesso, dice il medico, nulla di serio
    si rivesta, riposi, faccia un viaggio,
    prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
    torni fra tre mesi, sei, un anno,
    vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
    e voi supponevate, e lui sospettava;
    è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
    stringhe, automatici, cerniere, fibbie,
    cinture, bottoni, cravatte, colletti
    e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori
    -sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi- la sciarpa
    riutilizzabile per protratta scadenza.

    ha scritto il 

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