Vita

Di

Editore: Rizzoli (BUR Scrittori contemporanei)

3.9
(1865)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 474 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8817016772 | Isbn-13: 9788817016773 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 4

    Ingredienti: due giovanissimi emigranti italiani a New York ad inizio ‘900 in lotta per una vita migliore, un militare americano in Italia durante la seconda guerra mondiale alla ricerca delle proprie ...continua

    Ingredienti: due giovanissimi emigranti italiani a New York ad inizio ‘900 in lotta per una vita migliore, un militare americano in Italia durante la seconda guerra mondiale alla ricerca delle proprie origini, una scrittrice che ricostruisce-rimescola-reinventa tessere di storia familiare di un secolo prima, un domino di antenati a contatto con transatlantici, ferrovie, guerre mondiali, Mano Nera e…Charlie Chaplin.
    Consigliato: agli intolleranti verso ogni straniero (ignoranti delle proprie radici), agli osservatori delle combinazioni imprevedibili causate dalle deviazioni dei binari della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo libro per capire cosa vivono i migranti quando fuggono da una realtà disastrosa, in cerca di una vita decente. Dovrebbero leggerlo tutti i "neo-populisti" per rendersi conto di cosa dicono e co ...continua

    Ottimo libro per capire cosa vivono i migranti quando fuggono da una realtà disastrosa, in cerca di una vita decente. Dovrebbero leggerlo tutti i "neo-populisti" per rendersi conto di cosa dicono e cosa vogliono fare.
    E' stata una sorpresa per me sapere che in 100 anni, 16 milioni di italiani sono andati in America

    ha scritto il 

  • 3

    Discontinuo

    Il libro alterna capitoli che si leggono tutti d'un fiato ad altri poco scorrevoli, per non dire noiosi. I personaggi son ben delinati e hanno una loro profondità psicologica, ma la vicenda, per non s ...continua

    Il libro alterna capitoli che si leggono tutti d'un fiato ad altri poco scorrevoli, per non dire noiosi. I personaggi son ben delinati e hanno una loro profondità psicologica, ma la vicenda, per non stancare il lettore, meritava una sintesi maggiore.
    Lo consiglio ma non troppo.

    ha scritto il 

  • 3

    Emigranti italiani negli USA

    La storia di per sè è carina, e riporta alla memoria di chiunque un qualsiasi parente che ha tentato la fortuna trasferendosi con la propria famiglia in altre nazioni o, come in questo caso, continent ...continua

    La storia di per sè è carina, e riporta alla memoria di chiunque un qualsiasi parente che ha tentato la fortuna trasferendosi con la propria famiglia in altre nazioni o, come in questo caso, continenti, facendo riflettere su cosa volesse dire emigrare, specialmente ad inizio del secolo scorso. Nonostante "l'inchiesta storica" sulle radici della sua famiglia, il testo è poco scorrevole, e in diversi punti mi è sembrato allungato di proposito. Tutto sommato, mi sento di consigliarlo.

    ha scritto il 

  • 0

     “La vita è adesso. Non nel futuro, che potrebbe non venire, non nel passato, che s'è dissolto - siamo noi, qui, ora, come ci siamo ritrovati, con quello che sentiamo.."

    Lui è taciturno, orgoglioso e temerario. Lei istintiva, gelosa;Vita e Diamante, due ragazzini di dodici e nove anni, sono i protagonisti di una storia,scritta da Melania Mazzucco e pubblicata nel 2003 ...continua

    Lui è taciturno, orgoglioso e temerario. Lei istintiva, gelosa;Vita e Diamante, due ragazzini di dodici e nove anni, sono i protagonisti di una storia,scritta da Melania Mazzucco e pubblicata nel 2003,che rappresenta oltre alla loro vita anche quella di tanti altri italiani partiti all’inizio del ventesimo secolo dalla terra natia per trovare fortuna nella sognata e tanto lontana America. La loro amicizia con l’arrivo a New York si presenterà assai tormentata e lunga tutta una vita. Melania Mazzucco, con un linguaggio sapiente e curato, ci racconta alcune vicende degli italiani d’America e, attraverso i protagonisti, anche la storia della propria famiglia, per la precisione del nonno.
     I due ragazzini giunti a New York sono parte del “sogno americano”. Vita vive con il padre mentre Diamante in una piccola pensione nel quartiere di Little Italy.Subito Vita fa i conti con una realtà ancor più dura di quella lasciata in Italia infatti viene a conoscenza della crudeltà, della fame,dei ricatti della mafia italiana e anche della violenza in generale.
    L’amore dei due ragazzini continua, negli anni, ad essere solido anche se i loro destini sono diversi. La loro è una storia memorabile, fatta di puro sentimento, nonostante vengano separati da una distanza infinita e per lungo tempo.Avranno però l’occasione di ritrovarsi;sono cambiati, più adulti e Diamante porta in sé una malattia ai reni, frutto di sforzi e sofferenze, una “malattia che si chiama America”.
    Vita, invece, con gli anni riuscirà a sopravvivere all’esistenza americana, non sarà vittima di un triste destino, anzi migliorerà la sua condizione economica, portando sempre dentro di sé il ricordo di quell’amore.
    Non è solo un romanzo, bensì anche una ricerca fatta dall’autrice stessa. La narrazione risulta comunque avvincente, a tratti commovente, opera della scrittura chiara e toccante di Melania Mazzucco.
    -httpbeyo.

    ha scritto il 

  • 4

    E sèmm partii.

    “…il pericoloso afflusso di stranieri indesiderati che si stanno rovesciando su di noi […] non è solo sgradito ma nocivo al benessere del nostro paese. Voi dite che è nostro dovere aprire le porte agl ...continua

    “…il pericoloso afflusso di stranieri indesiderati che si stanno rovesciando su di noi […] non è solo sgradito ma nocivo al benessere del nostro paese. Voi dite che è nostro dovere aprire le porte agli oppressi di tutto il mondo, e dal momento che una persona è povera e infelice nel paese in cui è nata può reclamare la nostra ospitalità come un diritto. Ma le nostre leggi per l’immigrazione sono troppo lassiste. Guardate nelle nostre prigioni, negli istituti di pena, guardate il numero di omicidi e crimini quotidiani: sono tutti commessi da stranieri. E perché questi stranieri selvaggi e col sangue caldo sono sempre armati di stiletti o revolver? […] Si, bisogna bloccare in ogni modo questo flusso indiscriminato. Per quaranta o cinquantanni la porta deve restare chiusa contro questo genere di immigrati.
    Samuel Conkey (Brooklyn, 28 aprile 1903) ”
    Ma potrebbe essere pure Mario Rossi (Roma, 27 marzo 2016), dimentico che suo nonno o bisnonno era uno di quegli stranieri selvaggi a Brooklyn nel 1903.

    Ecco, “Vita” è innanzitutto una storia di migranti italiani, partiti “per questa America sognata in fretta / la faccia doppia come una moneta / e una valigia con dentro niente”; partiti per cambiare la propria vita, ma senza sapere se li aspettasse un grattacielo o una rivoltella; partiti senza sapere se sarebbero stati “poi simpatici alla Libertà” *.

    Ma “Vita” è anche Vita che balla scalza, “coi piedi maliziosi e sporchi”; Vita che ama in un modo che non aveva mai immaginato possibile e forse non lo era; Vita “arruffata, dinamica, distratta. Luminosa. Bella”; Vita che non vuole tenere i piedi per terra per non perdere le ali.

    Vita dunque, anche se costa cara: perché “vivere dove non possiamo essere feriti – intaccati o ghermiti dal dolore e dal disincanto – non è vita”.

    * da “E sèmm partii” di Davide Van De Sfroos: se vi va, la trovate nella pagina del libro, nel box “Musica & Video”.
    (Ma potrei mettere pure “Furestee” e “Loena de picch”.
    E “La balera”, nella versione live con la coda strumentale che sembra non finire mai.
    E magari anche “Trenu trenu”…
    Dimmelo, Melania Mazzucco: ascoltavi il buon Bernasconi mentre scrivevi questo libro?)

    ha scritto il 

  • 4

    due ragazzini italiani nella new York dei primi del '900: una storia di emigrazione

    Vita è la storia di due ragazzini che nell’ America dei primi del secolo, fra vicende tristissime e dolorose di emigranti, continueranno ad amarsi per tutta la vita. Inoltre è anche il libro di memori ...continua

    Vita è la storia di due ragazzini che nell’ America dei primi del secolo, fra vicende tristissime e dolorose di emigranti, continueranno ad amarsi per tutta la vita. Inoltre è anche il libro di memorie della famiglia Mazzucco che la scrittrice ormai adulta ha voluto tributare al padre e al nonno Diamante. Proprio le fatiche di questo nonno hanno permesso alla famiglia di elevarsi economicamente e soprattutto culturalmente. si capisce la scelta di scrivere questa storia “per non dimenticare perché dimenticare è triste mentre attraverso la memoria tutto torna a vivere. E si può chiudere il cerchio” dichiara l’autrice.
    Melania Mazzucco si è documentata moltissimo su questo fenomeno poco studiato e sulle condizioni terribili dei primi Italiani giunti nel nuovo mondo, svelando sotto il mito del sogno americano, quelle che erano le terribili condizioni di vita. E questo lo rende un libro attualissimo, pensando alle navi di oggi e quelle che arrivavano a Ellis Island nel 1903 cariche di disperati disposti a tutto per sopravvivere e anche bambini soli come Vita la protagonista che ha 9 anni e Diamante 11. Diamante ha varcato l’Oceano (dopo che i suoi fratelli, erano letteralmente morti di fame al paese), proprio con l’idea di riscattare la famiglia dalla miseria. Una scrittrice dotata di una fantasia straripante, unita alla modernità della lingua e alla struttura mossa e articolata che si traduce in una scrittura ricchissima. Mazzucco è attenta all’attualità e rigorosa nella forma, ma soprattutto nella ricerca storica. Un libro che fa riflettere su chi eravamo, sulla nostra storia di italiani poveri ed emarginati e quello che siamo diventati e su come a nostra volta emarginiamo e sfruttiamo persone di altre nazionalità, giudicate spesso inferiori a noi. La storia deve servire a questo a farci riflettere su dove stiamo andando perché l'intolleranza non si differenzia in nessun modo. Si basa sui pregiudizi e sulle paure più ancestrali: non evolve. Il pregiudizio nei confronti del diverso - di chi non è simile a noi per aspetto, lingua, costumi, religione -. E non è consolante sapere che chi è stato discriminato in passato può discriminare in futuro –
    Le esperienze durissime di Diamante mostrano che in quelle condizioni di miseria e ignoranza era quasi impossibile separare la voglia di lavorare dal tentativo di lasciarsi coinvolgere in azioni criminose o per lo meno illegali. La mano nera.
    “Gli Italiani erano la minoranza più miserabile della città. Più miserabile degli Ebrei, dei Polacchi, dei Rumeni e perfino dei negri. Erano negri che non parlavano nemmeno inglese ... Diamante fu il primo a scoprire il buco nella rete e a fuggire, per liberarci e per aprire a tutti noi un futuro diverso” dice la scrittrice.
    L’emigrazione negli Stati Uniti coinvolse 16 milioni di Italiani tra il 1840 e il 1940 esistono pochissime prove di narrativa.
    Leggere però quei fatti ricostruiti attraverso l’immaginazione di una scrittrice brava ci emoziona e ci tocca più di qualsiasi inchiesta accurata perché attraverso l’emozione, l’immedesimazione, il messaggio ha un canale privilegiato. Niente più di un romanzo storico ci dà idea di quel periodo, come diceva Sciascia a proposito di Manzoni.
    Bella la figura di Enrico Caruso, l’italiano che ce l’ha fatta attraverso la musica, ma anche lui paga lo scotto del successo. Compare anche Charly Chaplin, il cinema. E le atmosfere del film di Leone “C’era una volta l’America”. La struggente malinconia del personaggio di De Niro che ricorda Diamante.
    Vita viene evocata all’inizio attraverso i limoni e gli aranci di cui lei parlava. Ora il paesaggio che vede il capitano è bruciato. Non c’è acqua da queste parti e Vita rappresenta l’acqua, viceversa senza acqua non c’è vita. Coltivare limoni è il suo sogno della maturità, perché è l’unico agrume che può dare frutti tutto l’anno. Praticamente è l’unica pianta che non conosce l’inverno , né la vecchiaia.” Una bambina di 9 anni con una gran massa di capelli scuri e due occhi profondi cerchiati di nero. Vita fa magie con gli oggetti, Vita che potrebbe risolvere i problemi di tutti con i suoi poteri ma si rifiuta. Vita che forse fu la causa della rovina di suo padre. Vita è un’ottima cuoca, generosa e accogliente ma anche spietata e crudele, salvo riscattarsi espiando in un matrimonio con Geremia, sopravvissuto a un incendio. Vita è esistita? Nei ricordi di Amedeo, fratello di Diamante, no.
    Diamante è il ragazzo dell’acqua, sognatore e testardo non si adatta e torna da sconfitto a casa, non ha il coraggio di Vita. Waterboy è colui che tiene insieme ciò che è lontano. L’acqua era solo lo specchio delle sue inquietudini, la sua via di fuga . Diamante ha dato a Vita la speranza e viceversa, ma da solo non fa niente è come i diamanti che brillano di luce riflessa. Vita possiede qualcosa che Diamante non ha, che non riconosce e di cui nemmeno lui può fare a meno. È fosforescente come le alghe. Non affonda e riluce. Gli sconfitti del libro sono i sogni e Diamante è il sognatore per eccellenza, è comunque un personaggio senza l’obbligo tutto maschile della vittoria. Ciò che vogliamo far sapere di noi è altrettanto importante di ciò che realmente è accaduto, perché in esso nelle nostre favole ci riconosciamo. Vita è piena di verità e di fatti inventati, invenzioni, leggende e storia vera.
    Il rapporto tra storia e letteratura, l'indagine su quel sottile confine che separa realtà e finzione, è - mi sembra - al centro della letteratura della Mazzucco. Ma in Vita si arricchisce di una sfumatura ulteriore, poiché si rivolge alla storia della propria famiglia e, con essa, alle leggende che si saldano con la verità. Perché, come la scrittrice stessa sottolinea, la memoria - quella individuale, ma anche quella collettiva - è un organo eminentemente creativo e non un archivio ordinato e lineare. Così anche la storia d'amore di Diamante e Vita, iniziata sul piroscafo.
    Se devo trovare un difetto al romanzo lo trovo però nella estrema artificiosità nell’ intrecciare i piani narrativi fra il presente della scrittrice che ricerca le sue origini attraverso documenti scritti e testimonianze orali, le vicende dei due ragazzi e la seconda guerra mondiale. Sarà un intreccio moderno e raffinato, purtroppo si perde la capacità di farsi coinvolgere dalla storia, che è poi la magia della grande letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro che può risultare un po' difficile e pesante a tratti, ma l'autrice ha un modo di scrivere, di rendere "vive" le situazioni,che è incredibile.... ha un punto di vista tutto suo e questo lo ...continua

    E' un libro che può risultare un po' difficile e pesante a tratti, ma l'autrice ha un modo di scrivere, di rendere "vive" le situazioni,che è incredibile.... ha un punto di vista tutto suo e questo lo rende molto interessante.

    ha scritto il 

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