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Vita

By Benvenuto Cellini

(182)

| Paperback | 9788817165327

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Book Description

"Uno scrittore italiano che supera gli ostacoli della lingua e parla anche sulla pagina, per raccontare imprese d'arte tuttora ammirate e amori duelli bisbocce avvelenamenti prigionie rapine evasioni guerre, per inveire contro osti sfacciati e garzon Continue

"Uno scrittore italiano che supera gli ostacoli della lingua e parla anche sulla pagina, per raccontare imprese d'arte tuttora ammirate e amori duelli bisbocce avvelenamenti prigionie rapine evasioni guerre, per inveire contro osti sfacciati e garzoni troppo belli, contro artisti in auge e committenti famosi, per condannare papi duchi banchieri e favorite; soprattutto per dare a se stesso l'aureola del migliore, anzi 'unico'. Secoli di prudenza hanno tenuto la ""Vita"" di Cellini nel cassetto; alla sua tardiva comparsa fu salutata come un capolavoro. Il più discusso, però: cumulo di fandonie o esempio di memoria infallibile? Sgrammaticato e naif o consapevole e sottilmente astuto? Riflesso di un artigianato al tramonto o di una scultura raffinatissima? Sono alcuni degli svariati problemi che richiedono al commento un impegno articolato fra linguistica, critica storica e disamina artistica, oltre alla costante tutela da strafalcioni così ripetuti che ormai sembrano verità. Per Cellini si è addirittura imposta una falsa data di morte... nel suo libro si sono visti oggetti, istituzioni, usi che verranno introdotti molto tempo dopo, personaggi del tutto estranei, episodi creduti inspiegabili, parole rare scambiate per refusi, accenni fraintesi..."

20 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un classico da leggere assolutamente

    La vita di Benvenuto Cellini attrae per la personalità eccezionale dell'artista e per il suo stile immediato, totalmente in contrasto con la narrativa sorvegliatissima del suo secolo: Benvenuto, in pieno Cinquecento, sembra metterci davanti le person ...(continue)

    La vita di Benvenuto Cellini attrae per la personalità eccezionale dell'artista e per il suo stile immediato, totalmente in contrasto con la narrativa sorvegliatissima del suo secolo: Benvenuto, in pieno Cinquecento, sembra metterci davanti le persone che ha conosciuto (tra le quali due papi, l'imperatore Carlo V e il sovrano Francesco I ), le strade che ha percorso, le città in cui ha soggiornato (Roma, Parigi e ovviamente Firenze). Per trovare un esempio analogo bisogna aspettare due secoli e la vita (anch'essa una autobiografia) di Vittorio Alfieri.

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    Fabrizio64 said on Dec 1, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nonostante l'incostanza da cui mi faccio sopraffare quando mi accosto a libri particolarmente voluminosi, ho trovato la Vita una lettura deliziosa, oltre che utile documento.
    Non particolarmente scorrevole e a tratti disordinata, la prosa di Benvenut ...(continue)

    Nonostante l'incostanza da cui mi faccio sopraffare quando mi accosto a libri particolarmente voluminosi, ho trovato la Vita una lettura deliziosa, oltre che utile documento.
    Non particolarmente scorrevole e a tratti disordinata, la prosa di Benvenuto è tuttavia colorita, vivace e infarcita di quell'umorismo un po' triviale e borbottone che tanto mi fa apprezzare i toscani. (Continua...)

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    Giselperga said on Jan 29, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Tra i libri più belli che abbia letto in vita mia. L'anima di un'epoca così lontana da noi da sembrare tutta immaginata, eppure è esistita; il mosaico di una vita straordinaria, cosparsa di tasselli miserabili; la personalità dell'uomo, dell'artista, ...(continue)

    Tra i libri più belli che abbia letto in vita mia. L'anima di un'epoca così lontana da noi da sembrare tutta immaginata, eppure è esistita; il mosaico di una vita straordinaria, cosparsa di tasselli miserabili; la personalità dell'uomo, dell'artista, dell'assassino.
    Nessun altro libro, tra quelli che ho letto, dicono così tanto su cosa è l'italia e chi siamo noi italiani.
    Invece si sta lì a perder tempo con Cormack McCarthy

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    Marta said on Mar 22, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Basta fregarsene del Bembo e della sincerità a tutti i costi che salta fuori il capolavoro. 600 pagine, densissimamente scritte (da un non-scrittore), di arte e omicidi, puttane e regine, necromanzia e flatulenze, invocazioni a Dio tanto in malafede ...(continue)

    Basta fregarsene del Bembo e della sincerità a tutti i costi che salta fuori il capolavoro. 600 pagine, densissimamente scritte (da un non-scrittore), di arte e omicidi, puttane e regine, necromanzia e flatulenze, invocazioni a Dio tanto in malafede da risultare esileranti e misoginia tanto sincera da risultare commovente. Chi non lo legge è una prosuntuosa bestia.

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    sbatta said on Jun 1, 2011 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    è stata un'impresa leggere questo libro, scritto nel 1500 dal Cellini, nella sua lingua...il toscano!
    Il Cellini ci racconta della sua vita, sicuramente affatto noiosa...
    ...un artista pieno di se, che enfatizza a dismisura le proprie opere e pronto ...(continue)

    è stata un'impresa leggere questo libro, scritto nel 1500 dal Cellini, nella sua lingua...il toscano!
    Il Cellini ci racconta della sua vita, sicuramente affatto noiosa...
    ...un artista pieno di se, che enfatizza a dismisura le proprie opere e pronto alla rissa e a vendicarsi "de'li sua nimici" in qualsiasi momento, fatto questo che lo ha condannato più volte alla prigione

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    Maru said on Oct 15, 2010 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    La plastica vita di benvenuto Cellini

    Alcune volte, nel corso della vita da lettore, accade di imbattersi, per caso o per dovere, in letture sorprendenti; sorprendenti perché in condizioni normali ci sono opere cui dai a priori una valutazione sbagliata e che non leggeresti mai. Così mi ...(continue)

    Alcune volte, nel corso della vita da lettore, accade di imbattersi, per caso o per dovere, in letture sorprendenti; sorprendenti perché in condizioni normali ci sono opere cui dai a priori una valutazione sbagliata e che non leggeresti mai. Così mi è accaduto per la Vita di Benvenuto Cellini: un’opera scritta nella metà del Cinquecento da un artista dell’ oreficeria e della scultura, un’autobiografia che è allo stesso tempo un’apologia della propria opera artistica ed una ferma volontà di dimostrare la propria genialità. Con queste premesse mi aspettavo di trovarmi davanti una lunga serie di descrizioni o narrazioni interessanti soprattutto per gli storici dell’arte; oppure a una tiritera di nomi di avi o di opere da vantare, come accadeva in tempi coevi. Alcune volte, nel corso della vita da lettore, si commettono degli errori grandi come la bellezza di quest’opera: un brio ed una vivacità iperbolici, episodi che si susseguono incalzanti e mirabolanti, una galleria di personaggi stravaganti e storici, tranches de vie Rinascimentale. Da queste pagine dense e scintillanti emerge la figura titanica di Cellini uomo e artista che come un nuovo Prometeo lotta per quello che l’uomo deve coltivare per essere più simile a Dio: la virtù.

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    Malax75 said on Sep 7, 2010 | 1 feedback

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