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Vita

Di

Editore: Rizzoli (Libri Oro, 1)

3.9
(1754)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8848603114 | Isbn-13: 9788848603119 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , CD audio

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
New York, 1903. Nella città delle occasioni, in cui sbarcano dodicimila stranieri al giorno, in cui gli italiani sono aborriti come alieni superstiziosi e criminali, approdano da un minuscolo paese sul Garigliano, in provincia di Caserta, due ragazzini di dodici e nove anni: Diamante e Vita. Lui è taciturno, orgoglioso e temerario; lei istintiva, gelosa e dotata della misteriosa capacità di spostare gli oggetti. In una caotica pensione di Prince Street, nel ghetto italiano di Downtown li aspettano il padre di lei con la sua nuova compagna, Rocco, Geremia e Coca-Cola, tre ragazzini che si sono giurati eterna amicizia e, soprattutto, l'America.
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  • 5

    NO DOGS NIGGERS ITALIANS

    "Tanta robba!"
    Una sorta di saga della famiglia Mazzucco + storie della grande emigrazione....direi che ci sono tutti gli elementi affinché un libro mi piaccia!
    Il libro è diviso in due parti.
    Parte I ...continua

    "Tanta robba!"
    Una sorta di saga della famiglia Mazzucco + storie della grande emigrazione....direi che ci sono tutti gli elementi affinché un libro mi piaccia!
    Il libro è diviso in due parti.
    Parte I
    Incentrato sull' arrivo e sulle prime esperienze di Vita e Diamante in America, è la parte che preferisco. Andamento "lineare" nella sequenza degli avvenimenti, così pieno di vita vissuta e di personaggi mirabilmente descritti che sembra di vederli.
    Parte II
    Inizia con la fine! E se ad un primo impatto la cosa è spiazzante, nel proseguo della trama ogni elemento trova il suo posto.

    Vita è uno dei personaggi principali e viene scelto dall'autrice come titolo del libro. Io l'avrei chiamato Diamante, con il nome dell'altro co-protagonista...perché se Vita, in un certo senso, è una che ce l'ha "fatta", Diamante è un "loser" e io ho un debole per i "loser".
    Ho amato le loro vicende, così come mi sono piaciute le storie di tutti gli altri personaggi (Rocco, Geremia, Lena, Coca Cola...).
    Un po' come mi piaceva da piccolo ascoltare le storie di paese raccontate da mia nonna, dove realtà e leggenda si accavallavano, così sarei potuto restare a ascoltare/leggere le storie di Diamante e Vita in lingua "broccolino" per ore e ore.

    Dal punto di vista dello stile un uso spropositato dei trattini nel discorso e una sequenza cronologica "ballerina" non rappresentano certo il punto di forza del romanzo.

    4 stelle, anzi no, crepi l'avarizia: 5 stelle! Non sono 5 stelle da capolavoro ma è un libro che non lascia indifferenti.

    "-e comincio a pensare che per un'intera generazione di ragazzi l'America non fosse una meta né un sogno. Era un luogo favoloso e insieme familiare - dove si compiva, con il consenso degli adulti, un rito di passaggio, un rito di iniziazione. Altre generazioni ebbero il servizio militare, la guerra in trincea, le bande partigiane, la contestazione. I ragazzi nati negli ultimi decenni dell'Ottocento ebbero l'America. A quattordici, sedici, diciott'anni (qualcuno prima, qualcuno dopo), in gruppo, con i cugini, i fratelli, gli amici, dovevano compiere la traversata - morire - se volevano crescere, se volevano sopravvivere. Risorgere. Dovevano affrontare l' America come i ragazzi delle tribù australiane, di Papua e della Nuova Guinea affrontavano il mitico mostro che li inghiottiva per rivomitarli uomini. Dovevano essere pianti, essere persi, essere considerati morti. E dovevano tornare indietro. Solo una parte lo fece realmente: il protagonista di molte favole iniziatiche, viaggiando, spingendosi al di là dei confini del mondo noto finisce per trovare un regno preferibile a quello da cui è partito - e per restarvi, cominciando un'altra vita."

    ha scritto il 

  • 4

    Una magistrale prova di scrittura: trama solidissima, personaggi perfetti nell’inquadramento storico e nella costruzione dell’evoluzione psicologica, struttura dell’opera originale ma mai confusa, dim ...continua

    Una magistrale prova di scrittura: trama solidissima, personaggi perfetti nell’inquadramento storico e nella costruzione dell’evoluzione psicologica, struttura dell’opera originale ma mai confusa, dimensione sociologica possente ed assolutamente attuale

    ha scritto il 

  • 5

    Feccia umana

    La solita Melania Mazzucco. Brava, scrupolosa nella sua ricerca nella descrizione dei personaggi e nella narrazione. Percorrendo la storia di un suo antenato emigrato negli stati uniti all'inizi del ' ...continua

    La solita Melania Mazzucco. Brava, scrupolosa nella sua ricerca nella descrizione dei personaggi e nella narrazione. Percorrendo la storia di un suo antenato emigrato negli stati uniti all'inizi del '900, fa rivivere a noi italiani e sopratutto riporta alla memoria, il nostro passato da emigranti con tutti i lati negativi che un popolo deve sopportare quando è costretto per la fame o la guerra ad abbandonare il proprio paese per trovare l'eldorado in posti lontani. Considerati al di sotto degli ebrei, dei latinoamericani, dei polacchi e dei "negri", gli italiani venivano sfruttati, maltrattati e ammazzati considerati come feccia umana. Quasi come oggi noi facciamo con gli africani.

    ha scritto il 

  • 3

    mi è piaciuta tantissima la prima parte: l'ingresso in America, l'esplorazione del mondo attraverso le vicissitudini di due bambini, la miseria, il tentativo di provare a cambiare il proprio destino. ...continua

    mi è piaciuta tantissima la prima parte: l'ingresso in America, l'esplorazione del mondo attraverso le vicissitudini di due bambini, la miseria, il tentativo di provare a cambiare il proprio destino. Poi la sequenza narrativa, fuori dall 'ordine temporale, mi ha reso la lettura più difficoltosa e meno interessante , e così ho portato avanti la lettura con qualche fatica.

    ha scritto il 

  • 5

    Attraverso la storia di una famiglia - i Mazzucco - navighiamo nei primi del 1900, quando gli italiani partivano per inseguire il sogno americano.
    Ricostruendo la storia dei proprio antenati, la scrit ...continua

    Attraverso la storia di una famiglia - i Mazzucco - navighiamo nei primi del 1900, quando gli italiani partivano per inseguire il sogno americano.
    Ricostruendo la storia dei proprio antenati, la scrittrice disegna una storia attuale, scorrevole, piacevole, emozionante..

    Si parla tanto, oggi, di immigrazione e di immigrati. Sento spesso persone che si lamentano, dimentichi che anche noi siamo stati immigrati. Gente indesiderata. Dago. Alla ricerca di qualcosa di meglio, alla conquista di qualcosa che non sempre è come immaginiamo. Perché non tutti quelli che partono riescono a trovare l'"AMERICA".. molti trovano miseria, stenti, morte.. .. elenchi di nomi partiti con un sogno e poi.. e poi il sogno si infrange per una morte prematura, cruda.. e il sogno Americano va a farsi fottere - anche per chi è rimasto in Italia e attende che il parente torni ricco e affermato..

    Questo libro ci racconta gli italiani in America, agli inizi del 1900.
    Questo libro ci ricorda quello che siamo stati e che disprezziamo.
    Ci racconta quello che stiamo tornando ad essere - immigrati - illudendoci di essere migliori di chi, l'America, viene a cercarla in Italia.

    ha scritto il 

  • 1

    Sono cresciuta con i racconti sull'immigrazione, i miei nonni e bisnonni erano emigrati. La prossima volta che vorrò ripassare tutti i luoghi comuni sull'imigrazione del sud lo rileggerò. L'ho trovato ...continua

    Sono cresciuta con i racconti sull'immigrazione, i miei nonni e bisnonni erano emigrati. La prossima volta che vorrò ripassare tutti i luoghi comuni sull'imigrazione del sud lo rileggerò. L'ho trovato brutto, pesante e falso. Non si può analizzare un fenomeno dando per scontate le sue cause.

    ha scritto il 

  • 4

    En esta obra, Melania G. Mazzucco bucea en las raíces de su propia familia para narrarnos la historia de un amor imposible: Los desventurados pasos de dos niños de doce y nueve años en la búsqueda de ...continua

    En esta obra, Melania G. Mazzucco bucea en las raíces de su propia familia para narrarnos la historia de un amor imposible: Los desventurados pasos de dos niños de doce y nueve años en la búsqueda de un idílico y quimérico "sueño americano".
    Un relato de gran dureza, que refleja abiertamente la cara más oscura de la emigración de principios de siglo XX.
    Hacinamientos, traiciones, violencia...
    Un pozo amargo de desencuentros y de penalidades que logra escocer más que la sal en las heridas; dejando tocado y machacado hasta al corazón más acerado.
    Una novela enormemente trabajada, llena de momentos mágicos, y con una estructura muy ocurrente.
    Merece mucho la pena que la leáis.

    ha scritto il 

  • 0

    Nel 1903 Vita e Diamante, nove anni lei, dodici lui, sbarcano a New York. Dalla miseria delle campagne del Mezzogiorno vengono catapultati in una metropoli moderna, caotica e ostile. Vita è ribelle, p ...continua

    Nel 1903 Vita e Diamante, nove anni lei, dodici lui, sbarcano a New York. Dalla miseria delle campagne del Mezzogiorno vengono catapultati in una metropoli moderna, caotica e ostile. Vita è ribelle, possessiva e indomabile, Diamante taciturno, orgoglioso e temerario. Li aspettano sopraffazione, violenza e tradimento. Ma anche occasioni di riscatto, la scoperta dell'amicizia e, soprattutto, l'amore. Che si rivelerà piú forte della distanza, della guerra, degli anni. Questo fortunato romanzo, epico e favoloso, commovente e amaro, continua a incantare i lettori di tutto il mondo. Dando voce a un coro di personaggi perduti nella memoria, Melania Mazzucco tesse i fili di una narrazione che è insieme familiare e universale. La storia di tutti quelli che hanno sognato - e sognano - una vita migliore.
    (recensione tratta da www.einaudi.it)

    ha scritto il 

  • 2

    "Limbo", contro ogni mia aspettativa visto il contesto del romanzo (la storia di una donna soldato), mi è piaciuto moltissimo.
    Mi sono quindi tuffata in Vita, sperando di ritrovare la stessa capacità ...continua

    "Limbo", contro ogni mia aspettativa visto il contesto del romanzo (la storia di una donna soldato), mi è piaciuto moltissimo.
    Mi sono quindi tuffata in Vita, sperando di ritrovare la stessa capacità di coinvolgimento.

    Parte bene la Mazzucco in questo romanzo, intrecciando i ricordi della propria famiglia con le intenzioni letterarie ma poi si perde. Nella seconda metà del libro infatti, o forse un po' prima, l'esigenza di ricostruire fedelmente la biografia della famiglia Mazzucco prende il sopravvento sull'aspetto narrativo del romanzo e allora il racconto incespica, si ripete, si infila in vicoli ciechi e perde la sua capacità di essere universale e di avvincerti per portanti con sé.
    Ma se la storia finisce con l’annoiare lo stile resta sempre alto ed intrigante.
    A conti fatti, ora, devo solo scegliere il suo prossimo romanzo.

    ha scritto il 

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