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Vita di Fabrizio De André

Non per un dio ma nemmeno per gioco

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(525)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880781580X | Isbn-13: 9788807815805 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Genere: Biography , Fiction & Literature , Musica

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Descrizione del libro
Dalla penna di un amico, ma anche di un "addetto ai lavori", una biografia commossa e sincera, lontana dall'ufficialità come dall'apologia. Gli anni dell'infanzia con Fabrizio, "Bicio", sfollato in una cascina di Revignano d'Asti; lo zio Francesco reduce dal campo di concentramento, prototipo di tante figure dolenti che popoleranno le sue canzoni. L'adolescenza e la giovinezza a Genova, tra i primi tentativi musicali, la ribellione e la scoperta del sesso, l'alcol, la bohème cittadina. E poi l'amicizia con Luigi Tenco, i primi timidi successi, il processo per oscenità a "Carlo Martello",il primo matrimonio, il figlio Cristiano, Dori Ghezzi e la Sardegna, il sequestro, la malattia. Una biografia con fotografie inedite.
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  • 0

    FABRIZIO, SEI GRANDE!!!! hai scritto dei testi stupendi!! anche la tua meravigliosa voce dice la ricchezza e la profondità della tua anima..
    E quella promessa - mantenuta - fatta al tuo papà negli ultimio momenti di intimità presso di lui, mi ha commosso per l'intensità dell' affetto che ...continua

    FABRIZIO, SEI GRANDE!!!! hai scritto dei testi stupendi!! anche la tua meravigliosa voce dice la ricchezza e la profondità della tua anima..
    E quella promessa - mantenuta - fatta al tuo papà negli ultimio momenti di intimità presso di lui, mi ha commosso per l'intensità dell' affetto che hai maturato verso di lui e che in quel momento importante e duro è diventato segno....
    peccato per lo stile della scrittura, questa più che una biografia sembra un assemblaggio di notizie di cronaca di date di nomi,con uno stile piatto...

    ha scritto il 

  • 4

    Istantanee dalla sua "cattiva strada"

    Immediato e affascinante come una vecchia raccolta di fotografie, parziale e a volte ripetitivo come questa può essere, e come queste, spesso le note, i commenti dei partecipanti sono troppo pochi per ricostruire davvero l'accaduto, l'ambiente.
    Ma dentro, Fabrizio, o meglio il Bicio nella s ...continua

    Immediato e affascinante come una vecchia raccolta di fotografie, parziale e a volte ripetitivo come questa può essere, e come queste, spesso le note, i commenti dei partecipanti sono troppo pochi per ricostruire davvero l'accaduto, l'ambiente.
    Ma dentro, Fabrizio, o meglio il Bicio nella sua infanzia e giovinezza ridipinta ad arte dai racconti delle decine di persone che ha sempre attratto e affascinato. Troviamo così la famiglia, la campagna, Brassens, le amicizie fondamentali come Paolo Villaggio, Riccardo Mannerini, le avventure notturne e gli scherzi esilaranti. Si coglie il profondo affetto di chi è dietro l'obbiettivo. Ma ogni album è tanto curato nella giovinezza quanto spesso trascurato nell'età adulta. Così è anche qui. Più si avanza nel libro, più interventi esterni si diradano, arrivando spesso a un mero elenco di nomi e date nelle descrizioni degli ultimi anni.
    I veri assenti sono la musica, i testi, la summa di De André: anche qui come gli album, si possono mettere d'accompagnamento quando lo sfogli, ma non li si può integrare. Così tocchiamo le idee, le canzoni, senza mai addentrarci in esse, e in molte parti ho sperato in un approfondimento che non c'è stato. Faber è sempre lui, ineffabile, sensibile, burbero e ispirato, "un anarchico individualista", come si definisce lui stesso, e da queste pagine esce a testa alta. Il vero gioiello dell'Italia in musica degli ultimi 50 anni, e l'amico che tutti vorremmo avere.

    ha scritto il 

  • 5

    Il pettirosso da combattimento

    Non ho memoria di quando ho sentito per la prima volta una canzone di De Andrè: so che a 5 anni sapevo La Guerra di Piero a memoria, che all'asilo La Canzone di Marinella mi faceva piangere e ho qualche ricordo di mia madre che mi cantava Fila la Lana come ninna nanna. Insomma, posso assumere, se ...continua

    Non ho memoria di quando ho sentito per la prima volta una canzone di De Andrè: so che a 5 anni sapevo La Guerra di Piero a memoria, che all'asilo La Canzone di Marinella mi faceva piangere e ho qualche ricordo di mia madre che mi cantava Fila la Lana come ninna nanna. Insomma, posso assumere, senza sbagliare di troppo, che Faber mi accompagna praticamente da sempre. Una linea guida, una vera costante, sempre presente con la sua voce profonda.
    Se le sue canzoni le ho ormai tutte mandate a memoria (eppure ancora, alle volte, mi accordo di una frase, di un passaggio, a cui non avevo dato peso e che mi riesce a mettere i brividi), della sua vita sapevo poco, quindi ho raccolto un consiglio e ho letto questa biografia.
    Il consiglio è stato decisamente buono: un racconto completo, ma non prolisso, che ti fa guardare Fabrizio da moltissimi punti di vista. Tutti gli aspetti di un personaggio decisamente fuori categoria vengono presentati seguendo, sì, l'ordine cronologico, ma aiutandosi con numerosissimi interventi delle tantissime persone che hanno condiviso qualcosa con lui.
    Viene presentato più l'uomo che l'artista ed è esattamente ciò che cercavo: non volevo un libro che mi spiegasse il significato dei suoi testi, perché alla fine, la vera essenza la conosceva soltanto lui e, come per tutte le poesie, è giusto che ognuno abbia lasua interpretazione e si soffermi su ciò che più lo colpisce. Invece qui viene raccontato del Fabrizio ribelle, ma coltissimo, in apparenza un po' snob; ma con una vera passione per la campagna e l'atmosfera rurale; dell'aria burbera che sempre teneva, ma del cuore enorme che ha lasciato in tutti quelli che l'hanno conosciuto, qualcosa di speciale.
    Viene raccontata una vita intensa, vissuta in modo pieno e soprattutto, a modo suo. Anarchico. In tutto.
    Di Faber sono innamorata da sempre, per quello che le sue canzoni mi ha dato e mi danno costantemente; ma devo dire che questa lettura me lo fa apprezzare ancora più profondamente, anche nei suoi lati più oscuri, negli eccessi, che alla fine contraddistinguono tutti i grandi artisti.
    Nessuno in Italia, però, ha raggiunto lo spessore che ha avuto lui, e lo dimostrano le richieste di conoscenza e collaborazione che ha ricevuto per tutta la vita. Ha fatto genere a sè ed è entrato di diritto sia nella storia della musica che nelle antologie di poesia.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualcuno mi spieghi cosa è successo all'autore nelle ultime cento pagine circa.
    La vita di Faber nel momento della sua maturità artistica si accompagna solo all'elenco delle collaborazioni e degli album usciti? La prima parte, quella sulla giovinezza di De André, mi è piaciuta perché mi ha ...continua

    Qualcuno mi spieghi cosa è successo all'autore nelle ultime cento pagine circa.
    La vita di Faber nel momento della sua maturità artistica si accompagna solo all'elenco delle collaborazioni e degli album usciti? La prima parte, quella sulla giovinezza di De André, mi è piaciuta perché mi ha permesso di conoscere altro oltre alle canzoni dell'artista, mi ha fatto capire anche il perché di molte di queste canzoni, ma poi?
    Peccato, perché il lavoro di documentazione (anche aiutato dal privilegio di conoscere di persona Fabrizio) è stato fatto molto bene da Viva.

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevole per un appassionato di De André

    Nonostante abbia trovato la qualità della narrazione non eccelsa, è comunque un bel libro da leggere per chi è appassionato di Di André come me :) E poi c'è l'appassionante storia del cantautore genovese a fare la differenza, ricca di tutto, pregna d'esperienze, trascinante.

    ha scritto il 

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